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Scritti e testimonianze di storici, scrittori, critici letterari, registi cinematografici.
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la relazione tra innovazione e occupazione. L’obiettivo della «piena e buona occupazione», questa la tesi di fondo del volume.
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Prezzo: 18.00€

Memoria

Martedì, 26 Giugno 2018 - 19:30
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INNOVAZIONE E LAVORO PER RIFORMARE IL CAPITALISMO

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La difesa dell’occupazione e della condizione dei lavoratori alle proposte per il governo condiviso del percorso di risanamento
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per riformare il capitalismo

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Presentazione di: Gianna Fracassi
Prefazione di: Susanna Camusso
Pubblicato nel: Giugno 2018
Pagine: 296
ISBN: 978-88-230-2149-5
LIBRO
Prezzo: 18.00€

I saggi raccolti in questo volume riflettono su una problematica oggi assai dibattuta, a livello mediatico come accademico e istituzionale, ma poco indagata in modo approfondito: la relazione tra innovazione e occupazione. L’obiettivo della «piena e buona occupazione», questa la tesi di fondo del volume, va rilanciato proprio quando tanta incertezza grava sulle conseguenze della rivoluzione tecnologica in atto, mentre il capitalismo, lasciato a se stesso, si acconcerebbe alla jobless society, la «società senza lavoro».
Si ripropone dunque la crucialità del tema degli investimenti e, insieme, del nuovo modello di sviluppo.
La profondità della trasformazione è enorme e, di conseguenza, è decisiva la qualità delle istituzioni pubbliche che dovrebbero dirigerla.
L’innovazione può e deve essere guidata, nei suoi indirizzi di fondo, dalla collettività, anche perché la diffusione delle nuove tecnologie coincide con un approfondimento delle diseguaglianze e una polarizzazione del potere senza precedenti. Si tratta anche di cogliere le straordinarie potenzialità che, tra tante difficoltà, la fase presenta. Le nuove tecnologie racchiudono forti istanze cooperative e aprono eccezionali «finestre di opportunità» che, anziché essere lasciate al solo capitalismo animato dalla volontà di consolidare i tradizionali rapporti di forza, possono essere attivate da una nuova politica industriale e, in generale, una nuova economia pubblica – così come pensata anche nel Piano del Lavoro – nonché utilizzate dal sindacato, intenzionato a rinnovare la rappresentanza sociale, la contrattazione, la partecipazione dei lavoratori, rilanciando un progetto di democrazia economica.