Un quadro di riferimento della realtà in cui collocare riflessione e azione a favore delle donne e degli uomini che lavorano
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Democrazia e partecipazione nella crisi del sistema politico. Rappresentanza sociale e rappresentanza politica.
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Squilibrio. Il labirinto della crescita e dello sviluppo capitalistico

Giovedì, 24 Mag 2018 - 14:30
Roma - Università degli Studi Roma Tre - Scuola di Economia e Studi Aziendali - Sala delle Lauree - Via Silvio D’Amico 77

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Giovedì, 24 Mag 2018 - 15:00
ADMIRAL PALACE CHIANCIANO TERME
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La difesa dell’occupazione e della condizione dei lavoratori alle proposte per il governo condiviso del percorso di risanamento
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Con la globalizzazione e l’ampliamento degli sbocchi commerciali sono cresciute le ragioni economiche dell'indipendentismo.
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Fausto VigevaniFausto Vigevani

Il sindacato, la politica

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Parole chiave: sindacato - politica - lavoro - Fiom - dirigenza - Cgil
Introduzione di: Associazione Lobour, Riccardo Lombardi
Pubblicato nel: Luglio 2014
Pagine: 304
ISBN: 978-88-230-1881-5
LIBRO
Prezzo: 16.00€

A dieci anni dal primo volume a lui dedicato, Fausto Vigevani. La passione, il coraggio di un socialista scomodo (di Pasquale Cascella, Giorgio Lauzi, Sergio Negri, Ediesse 2004), e a undici dalla sua scomparsa, gli amici dell’associazione Labour Riccardo Lombardi hanno voluto impegnarsi in una nuova pubblicazione che ricordando Vigevani vuole offrire un’occasione utile per riflettere sui complessi e drammatici problemi di oggi. Ciò è infatti possibile per l’attualità del suo pensiero e delle sue intuizioni; per le anticipazioni che seppe proporre in campo sindacale e politico, sostenute da un’intelligenza acuta e lungimirante; per l’intransigenza etica delle sue scelte e la sua passione fortissima per un ruolo alto e nobile della politica: tutti valori, questi, a cui deve riferirsi con sicurezza il nostro paese per uscire finalmente dal declino.
È illuminante a questo proposito un frammento del suo pensiero, tratto da Riflessioni sulla situazione politica del giugno 2000: «Il riformismo è debole, perché debole e incostante è il suo collegarsi ai valori. Ma ciò indebolisce la politica, la rende estranea, lontana, autoreferenziale. Da questa idea della politica, da questa sua crescente lontananza e autoreferenzialità, traggono origine il disinteresse se non l’ostilità da parte dei cittadini e l’astensionismo crescente degli elettori. Ma il nostro riformismo è debole anche perché proprio su due questioni essenziali per una forza di sinistra, il lavoro e il welfare state, non ci si è misurati fino in fondo con i cambiamenti radicali che la mondializzazione e la rivoluzione tecnologica hanno prodotto e con i cambiamenti profondi che hanno investito gli individui nel loro rapporto con la società, le istituzioni sociali, i ceti, le classi di appartenenza, nelle loro condizioni materiali e nelle loro aspettative».