Il Nepal, il «tetto del mondo», e il suo travagliato cammino per l'affermazione della democrazia.
LIBRO
Prezzo: 8.00€
In questo libro un esempio felice di integrazione sul lavoro e di capacità operativa fra donne di diversa matrice culturale.
LIBRO
Prezzo: 10.00€

Presentazione Diario operaio a Vigevano

Martedì, 3 Agosto 2010 - 21:00
Vigevano, Festa democratica, Area Berlinguer, via Gravellona 167/c

Presentazione di "Diario Operaio" a Collecchio

Venerdì, 27 Agosto 2010 - 19:00
Collecchio (Parma) - Villa Soragna
altri appuntamenti
L’ordine economico internazionale nella visione anticipatrice di Federico Caffè.
LIBRO
La storia della Cgil tratteggiata da alcune delle più belle menti creative del panorama fumettistico del nostro paese.
LIBRO
altre pubblicazioni
riviste

Scopri le riviste pubblicate da Ediesse, puoi visitare i loro siti, acquistare un numero oppure abbonarti

rivista giuridica del lavoronotiziario della rivista giuridica del lavoro
rivista delle politiche socialiquaderni di rassegna sindacale
le rivsite di Ediesse
Ediesse
Periodico Italiano-9 Febbraio 10Periodico Italiano-9 Febbraio 10

Fellini & Fellini. Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecittà

Versione stampabile

Di: Livio Cotrozzi

Pubblicato il:9 Febbraio 10

Da: Periodico Italiano -

Io mi ricordo Federico Fellini. Seduto in metropolitana, lui diretto a Cinecittà, io verso la mia sala di montaggio televisiva. Si parlava della gente che saliva e scendeva dai vagoni. Oggi se cerchiamo un artista che ha, più di tutti, celebrato il sogno e la fantasia, son certo che molti di voi guarderebbero verso quell’uomo, costruttore di ponti ch’era Fellini.

Le celebrazioni del suo novantesimo anno di nascita non sono state certo altisonanti, degne di questo paese disattento e dalla memoria corta, depistato da governanti che seppur s’appellano poeti ma di poesia non ne sanno davvero nulla. Federico si, lui era un autentico poeta. Usava l’arte più congeniale allora per comunicare: il cinema.

Chi vuole avvicinarsi al personaggio Fellini, davvero non può limitarsi ad ascoltare i suoni dei suoi film. Come nel tempo passato esistevano i cantastorie, oggi avremmo bisogno di un nonno che ci racconti quel tempo passato, impossibile da ripetere già allora, perché… Fellini è Fellini.

Questo è il titolo d’uno dei libri più belli e di autentica poesia che ho mai letto sul regista che ha cambiato il modo di sognare di tutti.

Fellini&Fellini. Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecittà, scritto a Italo Moscati, lui stesso scrittore e regista. Averlo in mano è come avere un biglietto del treno senza scadenza. Puoi salirci sopra a qualunque stazione vuoi. I capitoli/stazioni sono seppur legati da un racconto leggero e curioso le tappe fondamentali dei ricordi, di emozioni comuni, inconsce proprio come la Voce della Luna, che fortunata lei raccontò a noi gli ultimi scherzi di Federico.
Il libro di Moscati, ricco com’è di aneddoti diventa quasi un racconto della creazione artistica. Non solo di Fellini, ma felliniana. Il libro nasce da un programma radiofonico, il cui testo è stato ribaltato e trasformato fino a divenire altra cosa. Nel libro si scoprono tutte le umane passioni di quello che non a torto è stato definito, l’artista più completo che l’Italia abbia mai avuto nel secolo diciannovesimo. Il punto di partenza di Moscati, quello del Fellini regista, scivola piano tra le maglie del racconto della sua vita, che proprio come un treno, non ferma sempre alla stessa stazione e seppur lo fa, è la stazione a esser cambiata non lui, non il treno Fellini. Bambino nel ventenni fascista Federico Fellini s’alimento degli immani e umani cambiamenti. La fantasia si sa, alimenta di sogni, di speranze e di poesia. Ecco che il Fellini che racconta Moscati diventa ora fumettista, pittore, architetto, scrittore, poeta… regista. I capitoli/stazioni, trasudano passione e vita, la vita di un altro eppure Fellini&Fellini. Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecittà non è una biografia.

Il libro è un film, fatto di sole parole certo, dove le immagini sono quelle della fantasia, sono i fotogrammi dei suoi film, dei suoi disegni, scarabocchi che propedeuticamente saranno i sogni di tutti perché Fellini ha lasciato una grande eredità non solo alla storia del cinema, ma anche un importante contributo per lo studio dell’Italia di quegli anni. Guardate la sua Dolce Vita, in realtà così aspra e vuota, anticipa lo stereotipo del materialismo ossessivo che assilla l’uomo di oggi, come un sogno a ostacoli. 31 ottobre 1993. Sono passati diciassette anni da quando per Fellini iniziò un grande futuro. Ora il silenzio che il tempo mette nelle cose umane per aiutalo a capire, sta piano piano svanendo. Il deposito di voci e d’ironia che fu la vita artistica di Federico Fellini esce dal torpore del mistero dell’immortalità.

Aveva ragione lui a non voler mettere mai la parola “Fine” al temine dei suoi film, sarebbe stato come murare le emozioni che invece debbono continuamente scorrere. Fatevi un favore. Andate a leggervi il libro di Moscati.