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2-2017

lavori
22
Aprile - Giugno 2017
  • Il ruolo dell’economia fondamentale
  • La contrattazione e la solidarietà tra generazioni
  • Donne e sindacati
Prezzo:22.00€
Lavoro e innovazione sociale
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TendenzeTendenze
Casi di contrattazione collettiva per la solidarietà inter-generazionale in Italia
English abstract
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Dalla metà degli anni ottanta, il legislatore italiano ha riconosciuto gli squilibri generazionali della forza lavoro come un tema critico per le prospettive occupazionali del paese. Da allora numerose politiche per la solidarietà inter-generazionale sono state ideate e finanziate con risorse pubbliche, spesso richiedendo l’iniziativa delle parti sociali per la loro implementazione. La rassegna e analisi di tali misure restituisce scarsa evidenza di azioni di contrattazione collettiva finalizzate ad attivare politiche «integrate» che prevedano un collegamento chiaro ed esplicito tra i lavoratori giovani e quelli anziani (in breve, azioni di contrattazione collettiva per la solidarietà inter-generazionale). Nonostante le iniziative introdotte dalla legge, l’attenzione e l’impegno dei governi italiani e delle parti sociali per implementare la solidarietà inter-generazionale sono stati discontinui o insufficienti. L’articolo offre alcune riflessioni sulle condizioni che potrebbero aver finora ostacolato il successo delle iniziative di policy makers e parti sociali per la solidarietà inter-generazionale in Italia, soffermandosi al tempo stesso sulle opportunità offerte alla contrattazione collettiva dal quadro legale recentemente riformato.

COLLECTIVE BARGAINING FOR INTER-GENERATIONAL SOLIDARITY IN ITALY
As of the mid-eighties, Italian policy makers recognised the workforce generational imbalances
as a critical issue for the country’s employment prospects. Ever since many measures for
inter-generational solidarity have been designed and generously funded, often requiring the
social partners’ involvement for their implementation. The review of those schemes offers
scant evidence of collective bargaining actions aimed at activating «integrated» policies that
foresee a clear and explicit link between younger and older workers (what we briefly call intergenerational
bargaining). Despite the statutorily defined initiatives, the attention and engagement
of Italian governments and social partners to implement generational solidarity
have been discontinuous, or insufficient. This might partly explain the limited success of the
projects started in the past years, and suggests that a greater and more continuous commitment
would be needed to achieve success, especially as intergenerational solidarity is still a
relevant challenge for Italy. The paper offers some reflections on the conditions that might
have so far hindered the success of the initiatives of policy makers and social partners for intergenerational
solidarity, while pointing out the opportunities offered to collective bargaining
by the recently reformed legal framework.

Donne e sindacati, una relazione in crisi? Storia e sviluppi in Italia
English abstract
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Negli ultimi decenni, il tema della rivitalizzazione dei sindacati ha dato origine a numerose analisi e dibattiti rivolti alle diverse tradizioni nazionali nelle «varietà di capitalismo ». La parità di genere aggiunge una nuova prospettiva a tali dibattiti, mostrando come le donne possano essere sia una variabile decisiva sia uno strumento per la rivitalizzazione dei sindacati. Quali sono le sfide principali che le donne lavoratrici devono affrontare nella situazione italiana attuale e che coinvolgono i sindacati? Quali risorse potrebbero essere disponibili dalla tradizione storica italiana? I lavoratori atipici sono oggi ciò che i lavoratori non specializzati erano nel XX secolo, una sfida per i sindacati che devono dimostrare la propria abilità nel rappresentare una manodopera svantaggiata in crescita, di cui le donne costituiscono una parte consistente. La protezione delle donne in Italia si è sviluppata attraverso una contrattazione collettiva a partire dai tempi della presa di posizione per la parità salariale, fino alla più recente «conciliazione» degli obblighi lavorativi e familiari. I sindacati italiani sono carenti di politiche per le donne lavoratrici, hanno bisogno di migliorare la tutela nei confronti delle donne e la loro promozione nel mercato del lavoro e nella società in cui, specialmente le giovani donne, nonostante le alte credenziali, si trovano ad affrontare il dilemma sempre più frequente di come gestire la propria vita familiare e insieme quella lavorativa. Riteniamo che prendere in esame tali problematiche sia una sfida cruciale per la rivitalizzazione dei sindacati italiani: ciò implica inserire la questione di genere nell’agenda dei sindacati e rendere tale questione una risorsa fondamentale. Ciò implica anche il rinnovo delle pratiche organizzative e delle relazioni di genere all’interno dei sindacati, oltre che l’unione delle politiche del mercato del lavoro con le politiche comunitarie e del welfare. Nonostante il numero delle donne lavoratrici sia in aumento, possiamo osservare una persistente segregazione verticale e orizzontale, che ne rende difficile la rappresentanza.

WOMEN AND TRADE UNIONS, A RELATIONSHIP IN CRISIS?
HISTORY AND DEVELOPMENTS IN ITALY
Many analyses and debates developed in the last decades around trade unions’ revitalisation,
pointing to different national traditions in the varieties of capitalism. Gender equality
adds a new perspective to these debates, showing that women can be a crucial test for,
and an instrument of, trade union revitalisation. In the current situation in Italy, what
are the main challenges facing working women and involving trade unions? And which
resources may be available from the Italian historical tradition? The atypical workers are
today what the unskilled workers were in the 20th century, a test for the unions’ ability to
represent a growing underprivileged workforce, in which women are a relevant part.
Women’s protection has developed in Italy through collective bargaining since the action
for equal pay in the past and, recently, for the «reconciliation» of work and family obligations.
Italian trade unions lack a comprehensive policy for working women, they need to
improve the protection and the promotion of women in the labour market and in society,
where especially young women, despite their high credentials, are faced with increasing
dilemmas about their work and family life. We shall hold that to address these issues is an
important challenge for Italian trade unions revitalisation: it would involve gendering the
trade unions agenda and mainstreaming their gender issues; it would involve renewing organizational
practices and gender relations inside the unions; it would involve combining
labour market policies with community and welfare state policies. Despite the growing
numbers of women workers, we observe an enduring vertical and horizontal segregation
that makes representation difficult.

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Fondazione Giuseppe Di VittorioFondazione Giuseppe Di Vittorio
Fabbrica e terrorismo: l’omicidio di Guido Rossa
English abstract
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Fino ad oggi la ricerca storica sul terrorismo si è concentrata con estrema puntualità nella ricostruzione delle varie declinazioni, nell’analisi fenomenologica dei diversi gruppi e delle origini culturali dell’eversione, tralasciando l’attività delle forze politiche e dei sindacati. In questa sede ci si propone di analizzare il ruolo svolto dalla Cgil e dal Pci nella complessa stagione del terrorismo in Italia. Le reazioni della società, dei partiti, del movimento sindacale e dello Stato di fronte all’attacco terrorista sono state a lungo assenti o decisamente inadeguate. Tali posizioni sono determinate, per quanto riguarda il terrorismo di sinistra, dai consensi, dalle «simpatie», dai ritardi culturali presenti negli stessi ambienti del mondo comunista e del movimento operaio e sindacale, dalla sottovalutazione, quindi, della pericolosità di molti gruppi politici e della loro narrazione, e, per quanto riguarda invece la sua declinazione neofascista, dall’inerzia, dall’inefficienza, quando non dalla collusione, di alcuni settori degli apparati di sicurezza. Sarà il sacrificio di Guido Rossa a contribuire in modo decisivo alla rottura di quelle zone d’ombra ancora rimaste in una parte del mondo di fabbrica. Si tratta, infatti, di una vera e propria cesura nella storia del complesso rapporto fra la classe operaia e il terrorismo perché da quel momento non saranno più necessarie spiegazioni sul conflitto mortale che contrappone il sindacato e il Pci alle Brigate rosse.

FACTORY AND TERRORISM: THE MURDER OF GUIDO ROSSA
Historical research on terrorism has focused very timely reconstruction of various forms,
phenomenological analysis of the different groups and subversion cultural origins, ignoring
the activities of political parties and trade unions. Here we will analyze the role played by
the Cgil and Pci in complex season of terrorism in Italy. The reactions of society, political
parties, the trade union movement and the state faced a terrorist attack have long been absent
or very inadequate. These positions are determined, as far as the left-wing terrorism,
by consensus, sympathy, by cultural delays present in the same environment of the communist
world and the labor movement and trade union, the undervaluation, then, of the threat
posed by many political groups and of their narrative, and, as regards instead its neofascism
declination, by inertia, the inefficiency, when not by the collusion, of some areas of
the security apparatus. It will be the sacrifice of Guido Rossa to contribute decisively to the
breaking of those shadow areas still remained in a part of the factory site. It is, in fact, a
real break in the story of the complex relationship between the working class and terrorism
because by that time will no longer be necessary explanations on the deadly conflict that
pits the union and the Communist Party to the Br.

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Tema - Lavoro e innovazione sociale dopo la crisiTema - Lavoro e innovazione sociale dopo la crisi
Il welfare come nuovo vettore di lavoro e sviluppo. Presentazione
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Nuovi bisogni, nuovo welfare
English abstract
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Le trasformazioni che incombono sul lavoro e sulle politiche di welfare impongono un ripensamento degli assetti della protezione sociale. In conseguenza della crisi, dell’emergere di nuovi bisogni sociali e anche della tecnologia i sistemi di welfare si trovano oggi ad affrontare una nuova fase di transizione. Gli effetti che la tecnologia produce sul lavoro non riguardano infatti solo gli aspetti legati al tipo di produzioni e al tipo di lavori o skill professionali richiesti. In una accezione più ampia la tecnologia interroga anche il sistema di protezione sociale e le garanzie vecchie, ma soprattutto nuove, da pensare o ripensare per dare risposta ai nuovi bisogni. Che tipo di protezioni sociali immaginare per riconoscere e sostenere il ribilanciamento tra tempi di vita e tempi di lavoro? Tra il lavoro per il mercato che in alcune sue componenti si va riducendo e la liberazione di tempo indotta dal salto tecnologico? In risposta a queste domande l’articolo si sofferma su due grandi questioni connesse tra loro. Da un lato il problema delle nuove politiche di sostegno del reddito e inserimento lavorativo di fronte agli effetti della crisi economica. Dall’altro il riconoscimento e la valorizzazione delle sfere di attività fuori mercato, da riconoscere all’interno di apposite riforme volte a estendere i confini del lavoro e dell’offerta di protezione sociale.

NEW SOCIAL DEMAND AND NEW WELFARE SUPPLY
Different and concurrent processes of change are affecting the European welfare states. As a
consequence of the crisis and of the digital revolution, all the European welfare states have
to face new challenges. These challenges deal with both labour and social issues. How can
we reconcile work and social rights in times of technological changes? And how can the new
set of active labour market policies and minimum income schemes, which are emerging from
the austerity-based reforms, interact with the changing nature of work? By focusing on the
main changes that are affecting the relationship between social rights and paid and unpaid
work, the authors have emphasized the importance of a new social compromise, based not
only on paid employment but also on care-giving, voluntary work, education and other socially
valuable activities.

Lo spazio e il ruolo dell’economia fondamentale
English abstract
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Nel corso del trentacinquennio cd. neoliberale non si è assistito soltanto a un deterioramento del welfare e dei dispositivi di redistribuzione: la generale ridefinizione delle modalità di accumulazione ha attraversato tutti i settori dell’economia fondamentale, ovvero dello spazio economico che produce i beni e i servizi indispensabili per il benessere e la coesione sociale. A questo proposito, si analizzano alcuni esempi relativi ad attività fondamentali svolte in regime di mercato, ad attività fondamentali privatizzate o in corso di privatizzazione, ad attività esternalizzate. In conclusione, si constata la necessità di scelte di regolazione e di policy che intervengano non soltanto sul welfare strettamente inteso, ma su ciascuno dei settori dell’economia fondamentale, sulla base di dispositivi regolativi differenti.

WELL-BEING, LABOUR AND SOCIAL COHESION AFTER THE CRISIS.
THE SPACE AND THE ROLE OF THE FOUNDATIONAL ECONOMY
The three decades of the neo-liberal experiment brought about not only a deterioration of the
welfare state and of the social technologies of income redistribution, but also a transformation
of the modes of accumulation in all sectors of the fundamental economy, i.e. the economic
space that provides the goods and services essential for social well-being and social cohesion.
In this regard, some examples are analysed of foundational activities carried out under market
regime, privatized or being privatized, and outsourced. In conclusion, the need is stressed
for regulation choices and policies intervening not only on welfare state provisions, but on
each sector of the foundational economy, based on different regulatory frameworks.

Lavorare condividendo: natura e organizzazione del lavoro nella sharing economy
English abstract
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L’articolo si interroga sulle trasformazioni del lavoro legate alla sharing economy e in particolare sulle implicazioni delle piattaforme digitali per i lavoratori e le relazioni d’impiego. Se la retorica celebrativa del fenomeno enfatizza l’ampliamento delle opportunità occupazionali, l’evidenza fornita in questo articolo consegna un quadro più ambiguo. Nel capitalismo delle piattaforme le imprese alimentano forme accentuate di taylorismo con cui mettono a valore, a costi minimi e senza un’effettiva relazione contrattuale, una vasta gamma di abilità, competenze ed esperienze di lavoratori flessibilizzati che ampliano le fila del cyber- precariato.

WORK BY SHARING: THE NATURE AND THE ORGANIZATION OF WORK
IN THE SHARING ECONOMY
The article considers the transformations of work connected to the sharing economy: it focuses
specifically on the implications of digital platforms for workers and employment relationships.
In contrast to the celebratory rhetoric on the sharing economy and its employment
opportunities, the evidence provided in this article shows a more ambiguous picture. In platform
capitalism companies foster heightened forms of taylorism with which they valorize, at
low costs and in absence of legal contracts, a wide range of skills, competences and experiences
of flexible workers who end up enlarging the ranks of cyber-precariat.

L’evoluzione della diseguaglianza di reddito in Europa negli anni della crisi
English abstract
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L’obiettivo di questo articolo è descrivere l’evoluzione della diseguaglianza di reddito nell’ultimo decennio nei principali paesi dell’Unione Europea (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia). A questo fine, nella prima parte dell’articolo si valuta in quale misura le diverse fonti di reddito – di mercato e da redistribuzione – contribuiscano alla creazione delle diseguaglianze. Successivamente, si pone attenzione sui redditi da lavoro e si indaga se le diseguaglianze retributive siano imputabili principalmente al premio salariale ottenuto dalle persone con maggiore istruzione o, al contrario, emergano soprattutto fra individui con analogo titolo di studio.

THE TREND IN INCOME INEQUALITY IN EUROPE SINCE THE CRISIS
This article aims at describing the trend in income inequality in the last decade in six major
European Union countries (France, Germany, Italy, Spain, Sweden, the Uk). We first assess
the role played by the various income sources – market income and redistribution – in determining
the size of income inequality. Afterwards, we investigate whether labour income
inequality is mainly driven by a wage premium advantaging more educated workers or,
conversely, is linked to wide earnings differences within groups of similarly educated individuals.

L’ibridazione dei servizi di cura e le conseguenze sul lavoro. Il caso dei servizi per l’infanzia comunali
English abstract
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Nei paesi europei severamente colpiti dalla crisi finanziaria, come l’Italia, le politiche di austerità hanno accelerato le tendenze, in atto da lungo tempo, alla privatizzazione dei servizi di cura. Tuttavia, nel caso dei servizi per l’infanzia comunali, l’opposizione diffusa all’abbandono della gestione diretta mediante esternalizzazione a soggetti terzi ha spinto un numero crescente di Comuni a trasferire i servizi a enti od organismi come «istituzioni», «aziende speciali » o «istituzioni». Queste organizzazioni si collocano a metà tra il settore pubblico e quello privato, in quanto sono controllate dagli enti locali ma godono spesso di strumenti gestionali che le avvicinano alle aziende private. Come mostra l’analisi dei casi studio, il passaggio frequente dai contratti collettivi di lavoro del settore pubblico a quelli del settore privato ha promosso la ricerca di soluzioni innovative, allo scopo di limitare sia il peggioramento del trattamento economico e normativo dei lavoratori legato al cambiamento nella regolazione contrattuale, sia i rischi che ciò può comportare in relazione alla qualità del servizio.

HYBRIDISATION IN THE CARE SECTOR AND THE CONSEQUENCES ON WORK.
THE CASE OF MUNICIPAL EARLY EDUCATION AND CARE SERVICES IN ITALY
In European countries harshly hit by the financial crisis such as Italy, austerity policies accelerated
long-lasting trends to privatisation in the care sector. However, in Early Education
and Care (Ecec) services, because of widespread opposition to outsourcing to private providers, an increasing number of municipalities are transferring Ecec services to entities
called «institutions», «special firms» or «foundations». These share some features of both
public and private organisations, as they are at the same time controlled by the municipalities,
but provided with some managerial tools more similar to those of private firms. Focusing
on work and employment regulation, case study analysis highlights that the frequent shift
from public to private sector employment contracts fostered the search for innovative
arrangements, which are aimed at limiting both the worsening of pay and working conditions
and the risk of a decrease in service quality.

Esperienze di coabitazione solidale in Germania e in Italia
English abstract
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Lo studio si sofferma sul modello cohousing e tenta di tematizzare l’idea che caratterizza l’abitare sociale e le pratiche a esso connesse. Propone poi l’analisi di alcune esperienze di cohousing multigenerazionale in Germania e in Italia, al fine di identificare alcune azioni specifiche realizzate nelle diverse aree con finalità rivolte all’integrazione sociale degli individui coinvolti e all’integrazione territoriale delle funzioni e dei servizi previsti. Dallo studio emergono aspetti interessanti relativi alle azioni integrate che il modello propone, valide per affrontare alcune urgenti sfide che la contemporaneità pone. Le riflessioni conclusive riguardano il contributo che i progetti di cohousing possono fornire alle attuali e future sfide urbane.

BUILDING SOCIAL SOLIDARITY ALTERNATIVES:
COHOUSING EXPERIENCES IN GERMANY AND ITALY
This study focuses on the cohousing model and attempts to deepen the idea that characterizes
the social habitat and the practices associated with it. It analyses some multigenerational cohousing
experiences in Germany and Italy in order to identify some specific actions carried
out in the different areas aimed at the social integration of the individuals involved and the
territorial integration of the functions and services. Important lessons can be drawn from cohousing
as an integrated practice to meet today’s societal challenges. Conclusive reflections
concern the contribution that cohousing projects can provide to current and future urban
challenges.

Governo collaborativo e catene relazionali di innovazione. Spunti a partire dal caso di Milano
English abstract
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L’articolo affronta il tema dell’emergere di esperienze di innovazione sociale a livello urbano e di quale ruolo possa giocare il governo urbano nella promozione di un ecosistema favorevole a questo sviluppo. Dopo un’introduzione sulla parabola del terzo settore come soggetto di innovazione sociale, verrà affrontato il tema di quali siano le caratteristiche delle forme emergenti di innovazione sociale, a partire dal caso milanese. Verrà quindi messo a fuoco il ruolo delle amministrazioni locali nella loro nascita e fioritura. Infine ci si soffermerà sui meccanismi relazionali messi in campo per produrre emulazione di settore in settore e creare catene di interazioni capaci di favorire una strategia globale di inclusione e contrasto alla disoccupazione. Il tipo di integrazione prodotta a Milano fra settore del welfare e settore dello sviluppo economico, e fra intervento e intervento, presenta molti tratti innovativi e forieri di apprendimenti. La sua efficacia risulta tuttavia limitata dall’assenza di un quadro compiuto di sussidiarietà, e dalla debolezza delle relazioni verticali fra livelli di governo.

COLLABORATIVE GOVERNANCE AND RELATIONAL INNOVATION CHAINS.
CUES FROM THE MILAN CASE
This paper deals with the issue of social innovation at the urban scale and the role played
by local governance to promote a positive ecosystem for development. After presenting third
sector organizations as traditional subjects of social innovation, the paper focuses on the emerging
forms of social innovation in the case of Milan and the role played by its local government
in supporting a favourable milieu for it. We will show the relational mechanisms
used to produce emulation among sectors and the chain of interactions which allowed to promote
a local strategy for inclusion and job creation. The innovative integration mode produced
in Milan in-between welfare and economic development can be seen as a source of
learning. Nonetheless, its effects are limited by the lack of an integrated institutional framework
of multilevel governance and subsidiarity.