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3-2017

lavori
33
Luglio - Settembre 2017
  • La fabbrica digitale
  • Industria 4.0: la contrattazione d’anticipo
  • Emigrazione e unità sindacale
Prezzo:22.00€
Tempo e orari di lavoro
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Tema - Tempo e orari nel lavoro che cambiaTema - Tempo e orari nel lavoro che cambia
Perché sono importanti e vanno aggiornate le politiche dell’orario di lavoro. Presentazione
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Tornare a contrattare orari e prestazione di lavoro
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Contratti e investimenti per una solidarietà redistributiva
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Usare l’orario come strumento di politica attiva del lavoro (e ridurlo)
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Fine dell’orario come misura del lavoro? Tecnologie, smartworking, lavoro digitale
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In soli pochi anni, le tecnologie, i mercati e la pressione dei lavoratori per un migliore equilibrio tra vita e lavoro hanno aperto spazi, prima inimmaginabili, di flessibilità dell’orario per le imprese e di libertà per chi lavora. Il lavoro da remoto ha rafforzato questa tendenza e la presenza non rappresenta più una misura del lavoro. Un percorso recente, che per ora riguarda solo alcune attività e alcuni gruppi occupazionali, ma che lascia presagire sviluppi veloci nella misura in cui la tecnologia libera molte posizioni di lavoro e molti lavoratori dal vincolo taylor-fordista del tempo-luogo unico per il lavoro. Tuttavia il venire meno dei limiti precisi dell’orario fordista ha aperto alcuni rischi. Il primo è quello dell’invasione del lavoro nella quotidianità. Il secondo riguarda le nuove forme di controllo del lavoro.

DO WORKING HOURS REPRESENT A MEASURE OF WORK ANYMORE?
TECHNOLOGIES, TELEWORK, DIGITAL WORK
Within just a few years, technologies, markets and workers’ claim to a better work-life balance
lead to greater flexibility in company working hours and increased freedom in people’s
working life, developments never imagined before. Teleworking strengthened this trend, so
that the presence at workplace does not represent anymore a measure of work. This is a recent
shift that for now involves only few activities and few occupational groups, yet all the indicators
are that this changes and developments will spread fast since technology is going to disrupt
many jobs and free many workers from the Taylorist constraint of a unique working
time and place. However, the loss of the precise schedules of traditional working hours might
have risky downsides such as the blurring boundaries between a worker’s job and his personal
life and the yet to be defined ways of remote controlling of workers.

Orari, lavori e contrattazione sindacale
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Con la crisi del fordismo e del sistema degli orari standard si è determinato un rovesciamento straordinario dei criteri con cui sono organizzati gli attuali regimi di orario. Questa trasformazione è avvenuta in tempi relativamente brevi (circa trent’anni) ed è la diretta conseguenza dei cambiamenti del mondo del lavoro generati dalla globalizzazione dell’economia. La pressione delle imprese per ampliare gli strumenti di flessibilità nei regimi di orario si riscontra nei testi dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro, mentre da lungo tempo sembra molto carente l’iniziativa e l’elaborazione sindacale su questo argomento. È evidente la necessità di riprendere una strategia rivendicativa sull’orario di lavoro, proprio per la crescente condizione di subalternità in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori a fronte delle esigenze del mercato e per i rischi occupazionali derivanti dalla tecnologia.

WORKING HOURS, WORK AND BARGAINING
As a consequence of the crisis of Fordism and the system of standard timetables, a stunning
reversal of the criteria for organizing the current time schedules has been determined. Such
transformation has taken place in a relatively short time (about thirty years) and it is the
direct consequence of the changes in the business world resulted from the globalization of
the economy. The pressure of companies to expand the flexibility tools in the time schedules
is found in the texts of the renewals of national employment contracts, while the initiative
and the elaboration of the trade union seems to have been very deficient on this subject. The
need to resume a claiming strategy is essential, due to the growing state of subordination of
workers in the business market and the employment risks deriving from the use of technology.

Orari e organizzazione del lavoro: casi di flessibilità vantaggiosa
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L’articolo presenta lo studio di due casi aziendali industriali in cui un cambiamento del sistema degli orari di lavoro viene effettuato, in accordo tra azienda e sindacati, secondo un approccio di scambio a somma positiva, o win-win. Lo scambio è tra maggiore flessibilità produttiva, richiesta dall’azienda, e maggiori spazi di personalizzazione del tempo graditi ai lavoratori. Si tratta perciò di soluzioni win-win adattate al contesto produttivo e sociale specifico delle due imprese. Ma la tesi ancora più interessante che emerge dallo studio è il ruolo di supporto all’innovazione organizzativa e tecnologica che viene giocato dal cambiamento degli orari di lavoro in particolare per favorire il lavoro in team e la partecipazione dei lavoratori alla gestione del flusso produttivo. La tesi che pertanto viene sostenuta è che la «de-standardizzazione» degli orari di lavoro è un aspetto del più complessivo cambiamento del sistema sociale e dei sistemi organizzativi di impresa che caratterizzano questo periodo storico. La de-standardizzazione ovviamente può avere aspetti positivi, ma anche negativi per gli attori sociali. In molti casi l’innovazione nel tempo di lavoro può essere una leva dell’innovazione tecnologica e organizzativa.

WORKING HOURS AND THE ORGANISATION OF WORK:
A CASE STUDY BASED ON A WIN-WIN SOLUTION
The report delivers the funding of research into the use of new forms of working hours in
two manufacturing Italian firms. In these cases the new working hours are based on a winwin
approach bargained by Union Representatives and Management. In fact the two enterprises
agreements defines more working hours flexibility, requested by companies, and
more opportunities for each worker to choose some aspect of his/her working time. The winwin
arrangements are different for the social and technical context of the two firm. Besides,
the report presents a more interesting finding: in the two cases, the new working hours
arrangements are in fact a great support for the process of adoption of new technologies and
new organizational forms. Particularly, new working hours arrangements support the diffusion
of team working, empowerment and continuous improvement. In conclusion, new
working hours arrangements are an aspect of the general process of the organizational innovation;
furthermore a win-win approach to working hours seems to be a lever or stimulus
for organizational innovation.

Per una ripresa del dibattito sul tempo di lavoro
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Da ormai quindici anni il dibattito sulla riduzione generalizzata del tempo di lavoro ha perso vigore. Ma durante gli anni della crisi il divario tra le ore di lavoro di chi è garantito e a tempo pieno e di chi è precario o a tempo ridotto è aumentato. Allo stesso tempo, in diversi paesi, i governi hanno imposto leggi che tendono ad allungare per tutti le prestazioni lavorative. A tutto questo si aggiunge una crescente deregolamentazione dei rapporti di impiego che porta alla colonizzazione del tempo della vita privata, a straordinari non pagati, ad attività lavorative non retribuite o retribuite solo in modo simbolico. Sembra quindi necessaria una ripresa della discussione pubblica attorno alla riduzione generalizzata dell’orario settimanale come misura per contrastare le crescenti disuguaglianze nel mondo del lavoro e nella società.

CONTRIBUTION TO THE RESUMPTION OF THE DEBATE ON WORKING TIME
For the past fifteen years, the debate on the overall reduction of working time has been losing
strength. However, along the years of the crisis, the gap between workers who are guaranteed
full-time and those who are precarious, or work part-time, has increased. At the same time,
in several countries, governments have imposed laws that tend to lengthen working time for
all. All this is accompanied by a growing deregulation of employment relationships that leads
to the colonization of private life time, unpaid overtime hours, unpaid work, or work paid
solely in a symbolic way. It seems therefore necessary to resume the public discussion about a
general reduction of the weekly timetable as a measure to fight the growing inequalities in
the world of work and in today’s society.

Lavoro di vendita al cliente e liberalizzazione dei consumi. Una ricerca comparativa sulla deregolamentazione orari
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Oggetto dell’articolo è la deregolamentazione delle aperture dei negozi e il processo che ne è a monte. La ricerca empirica che ha portato a tali riflessioni ha lo scopo di indagare le trasformazioni dei tempi e dei ritmi del lavoro nel retail, oggi prevalentemente su turni, domenicale e festivo, nella vendita diretta in due note vie commerciali europee: Oxford Street a Londra e Corso Buenos Aires a Milano. La deregolamentazione delle aperture influenza la vita quotidiana e la rappresentazione del futuro di lavoratori e lavoratrici. È pertanto importante analizzare il processo di liberalizzazione del lavoro così come del consumo da un punto di vista sociologico: due facce della stessa medaglia e due gruppi di interesse connessi e portatori di istanze conflittuali.

Retail Work and Liberalization of Consumptions.
A Comparative Research on the Deregulation of Shops Opening Hours

The paper is focused on the deregulation of shops opening hours and the process that is upstream to this. The empirical research at the basis of this contribution has the aim to analyse times and rhythms of the retail work, on shifts, on Sundays and on holidays, in two known and global european shopping streets: Oxford Street in London and Corso Buenos Aires in Milan. The deregulation of shops openings influences the everyday life of retail workers and their representation of the future. Therefore, it is important to study the process of liberalization from a sociological point of view, in relation to the labour as well as to the consumption. These are two faces of the same coin, two groups of stakeholders linked to each other with conflictual instances.

Il lavoro agile e il telelavoro nello scenario europeo e comparato
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Il presente lavoro offre un quadro di sintesi del report congiunto Oil-Eurofound su Working Anytime, Anywhere. The Effects on the World of Work, che ha per oggetto l’impatto delle Icts sulle relazioni di lavoro in dieci Stati, sia all’interno dell’Unione Europea che in paesi extra-europei. Il saggio si prefigge innanzitutto di analizzare i rischi e le opportunità correlati alla digitalizzazione del lavoro nel capitalismo contemporaneo, principalmente con riferimento agli impatti su orario di lavoro, conciliazione vita-lavoro, salute e sicurezza e produttività. Al contempo ricostruisce un quadro sistematico delle principali politiche normative e contrattuali volte a favorire lo sviluppo di telelavoro e lavoro agile in Europa, con una particolare attenzione al caso italiano.

SMARTWORKING WITHIN THE EUROPEAN AND COMPARATIVE SCENERY:
EMERGING DYNAMICS, EFFECTS ON THE QUALITY OFWORK AND REGULATORY TOOLS
The present work summarises the main results of the joint Eurofound-Ilo report on Working
Anytime, Anywhere. The Effects on the World of Work, focusing on the impact of
Icts on the employment relationship in ten selected countries (both European and non-European).
The essay is mainly aimed at critically analysing the opportunities and the risks related
with the digitisation of work in contemporary capitalism, mainly in terms of impacts on
working time, work-life reconciliation, health and safety and productivity. In the meanwhile,
it offers an overview of the main policies carried out by the actors of the different industrial
relations systems to develop telework and smartworking in Europe, with a particular
attention to the Italian case.

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Confronto 1 - «Industria 4.0.» «Nella fabbrica globale»Confronto 1 - «Industria 4.0.» «Nella fabbrica globale»
Fabbriche e lavoratori 4.0: il sindacato alla prova delle catene globali del valore
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Foxconn e smart factories: frammenti di un mondo della produzione sempre più integrato
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Confronto 2 - «Al bivio»Confronto 2 - «Al bivio»
La difficile innovazione dei sindacati
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Contro il sindacalismo «preterintenzionale»
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TendenzeTendenze
Industria 4.0: innovazione digitale e organizzazione del lavoro
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Il profondo processo di innovazione digitale ha di nuovo messo al centro la manifattura, ma non può essere definito come la «quarta rivoluzione industriale». Infatti il salto tecnologico nell’utilizzo dell’informatica e dell’automazione avviene dentro sistemi produttivi storicamente consolidati, che derivano dal Toyota production system come sono la lean production e il World class manufacturing. È il limite del Piano nazionale Industria 4.0, che offre consistenti incentivi dentro modeste innovazioni organizzative. Se si vuole avere una rivoluzione industriale, servono cambiamenti culturali e sociali, a cominciare da una innovazione organizzativa che dia nuovi esiti e nuova potenza all’innovazione digitale. Questo processo di cambiamento ha bisogno del contributo dei lavoratori e dei sindacati, attraverso la conoscenza diffusa dei processi innovativi, la formazione continua, lo sviluppo di una organizzazione del lavoro che permetta autoregolazione e autonomia, la contrattazione d’anticipo che tenga il passo con le procedure digitali di anticipazione non solo rivolte allo sviluppo e alla ingegnerizzazione dei prodotti, ma anche alla definizione delle procedure di lavoro.

INDUSTRY 4.0: DIGITAL INNOVATION AND PRODUCTION SYSTEMS
The deep process of digital innovation has again put at centre the manufacturing, but can
not be defined as «Fourth industrial revolution». In fact the leap in technology for the use
of computer and automation takes place within consolidated production systems, which drive
from Toyota production system, as they are lean production and World class manufacturing.
This is the limit of the Italian «Piano nazionale Industria 4.0» which offers substantial
incentives within modest organizational innovations. If we wont to have an industrial
revolution, we need cultural and social changes, starting with organizational innovation,
giving new input and new results to the digital innovation. This process of change requires
the contribution of trade unions and workers’ empowerment on the work place
through a shared knowledge of innovation process; a long-life training; development of
worker autonomy on the job; ex ante bargaining that keeps pace with digital advanced procedures
not only addressed to the development and engineering of the products, but also to
the definition of the work procedures.

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Fondazione Giuseppe Di VittorioFondazione Giuseppe Di Vittorio
Prove di unità: sindacato ed emigrazione (1969-1972)
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Il saggio si concentra sull’evoluzione unitaria del rapporto sindacati - emigrazione italiana all’estero dall’Autunno caldo ai primissimi anni settanta (1969-1972). È in effetti con l’allargamento della piattaforma rivendicativa della politica sindacale in Italia che il problema dell’emigrazione diventa per la prima volta nella storia del sindacato uno degli obiettivi di intervento e impegno organicamente collegato a un programma globale di azione all’interno e all’esterno del paese, traendo vigore e coincidendo questa nuova dimensione della politica sindacale con l’avviamento del processo di unità sindacale, che si concretizza in una immediata unità d’azione anche in campo internazionale, anticipando in alcuni casi umori e strategie. Le fonti consultabili per ricostruire il contesto in cui matura la trasformazione del complesso rapporto sindacati - emigrazione sono numerose e diverse. In questa sede si è scelto di privilegiare le fonti d’archivio, inedite e originali.

TESTING UNITY: TRADE UNIONS AND MIGRATION (1969-1972)
The essay focuses on the unitary evolution of the relationship between trade unions and Italian
migration starting from the «Hot Autumn» to the very early 1970s (1969-1972). It
is indeed with the widening of the political unions’ claim platform in Italy, that the problem
of migration becomes for the first time in the union history one of the objectives of intervention
and commitment, organically linked to a global action program within and outside the
country. This new dimension of the trade union policy draws strength and coincides with
the start of the process of unitary union action, immediately and concretely reflected in the
international arena, anticipating in some cases moods and strategies. The sources that can
be consulted to reconstruct the background in which the transformation of the complex relationship
union/migration are many and different. Here, we have chosen to privilege
archive sources, still unpublished and original.