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4-2017

lavori
44
Ottobre - Dicembre 2017
  • Tendenze recenti del decentramento contrattuale
  • Crisi e riforme in Spagna e Belgio
  • La riorganizzazione desiderabile della pubblica amministrazione
Prezzo:22.00€
Come cambia la struttura contrattuale
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ArgomentoArgomento
Per una nuova cultura della sinistra
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Tema - Il decentramento contrattuale alla provaTema - Il decentramento contrattuale alla prova
La contrattazione decentrata tra mito e realtà. Presentazione
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La resistibile ascesa della contrattazione decentrata
English abstract
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Questo articolo sottolinea l’importanza crescente della contrattazione decentrata nel dibattito e nelle misure legali in materia di relazioni industriali nei principali paesi europei. Il testo ricorda anche come le potenzialità della contrattazione di ambito aziendale abbiano condotto ad accordi importanti e innovativi in diverse imprese. Nello stesso tempo viene rilevato come la diffusione della contrattazione decentrata, specie di quella di maggiore qualità, sia ancora modesta e insufficiente in tutti i paesi. Per questa ragione viene ribadita l’importanza del ruolo delle grandi organizzazioni di interessi nel rafforzare azioni più mirate ed efficaci riguardo a questo oggetto.

THE RESISTIBLE RISE OF DECENTRALIZED BARGAINING
This article underlines the growing importance of decentralized bargaining in the debate
and legal interventions on the evolution of industrial relations in the main European countries.
This text also recall how the potential of bargaining at plant level has led to innovative
and important agreements in different companies. At the same time, it is pointed out that
the coverage of decentralized bargaining, especially of higher quality agreements, is still modest
and insufficient. For this reason the importance of the role of large organizations in
strengthening more targeted and effective actions in this area is reiterated.

Tendenze recenti del decentramento contrattuale nell’Europa continentale.
English abstract
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La contrattazione collettiva multi-datoriale ha patito in questi anni una duplice e concomitante pressione a causa della crisi economica e di un interventismo in ambiti tradizionalmente riservati all’autonomia collettiva. Tale pressione è stata più forte nei paesi più colpiti dalla crisi e ha riguardato sia la struttura dei sistemi contrattuali che i suoi esiti, inducendo una compressione salariale e una svalutazione interna, come anche una contrattazione concessiva, specie a livello aziendale. Lo spazio per la contrattazione decentrata è cresciuto pressoché ovunque, anche dove i sistemi contrattuali restano più fortemente organizzati. In questo scenario un team europeo di esperti ha realizzato uno studio (Decoba) al fine di analizzare le traiettorie verso il decentramento in atto in un gruppo di paesi tradizionalmente accomunati per un certo grado di coordinamento centralizzato: Belgio, Germania, Francia, Italia, Spagna. L’articolo, dei curatori della comparazione, rileva come l’accresciuto interventismo dei governi sugli assetti contrattuali abbia perseguito un rovesciamento del vecchio ordine gerarchico tra le fonti, riducendo al contempo l’autonomia negoziale delle parti. Ciò nondimeno emerge come questo potenziale erosivo della legge non si sia di fatto tradotto in una crescita della contrattazione aziendale e di quella in deroga in particolare. Le parti non lo hanno ritenuto utile, rivelando in ciò una certa resilienza dei sistemi nazionali, lungo i sentieri conosciuti del confronto negoziale autonomo. A parte casi eccezionali ciò che emerge dai contributi nazionali è l’assenza di un nesso fra il ricorso a deroghe peggiorative e performance aziendali, laddove nel medio periodo il loro impiego potrebbe certamente corrodere la cooperazione e la fiducia nei luoghi di lavoro.

RECENT TRENDS IN COLLECTIVE BARGAINING IN CONTINENTAL EUROPE:
BETWEEN LEGAL INTERVENTIONISM AND COLLECTIVE AUTONOMY
Multi-employer bargaining has been under pressure in recent years through the double impact
of the economic crisis and governments’ interventions in areas traditionally within the
remit of social partners’ autonomy. Such pressure, especially in the countries mostly affected
by the economic downturn, impacted both on their structure and their outcomes, leading to
wage restraint and internal devaluation as well as to more concession bargaining, namely
at company-level. The space for decentralized bargaining increased almost everywhere, even
where the bargaining systems remains strongly organised. In this framework a European
team of experts has realized a project of research (Decoba) in order to analyse the ongoing
shift from centrally coordinated multi-employers to decentralized collective bargaining in a
number of Eu member states where the former has been traditionally strong: Belgium, Germany,
France, Italy, Spain. The article, edited by the authors of the study’s comparison, reveals
the increasing governments’ intervention in collective bargaining issues, aiming at a
subversion of the traditional bargaining hierarchy and reducing the parties’ bargaining autonomy.
Nevertheless, the scant utilisation of the derogations newly allowed by legislation
suggests that, so far, the bargaining parties do not consider them as a useful tool. Indeed, a
number of elements signal the resilience of national employment relations, which essentially
derives from the autonomous institutions of industrial relations of the social partners. Leaving
aside exceptional circumstances, there is no warranty that recourse to pejorative derogations
can help company performance, especially in the medium-to-long term, while they can
certainly corrode commitment, trust and cooperation in the workplace.

Modelli nazionali o settoriali? Le relazioni industriali nel retail in cinque paesi europei
English abstract
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Il presente contributo illustra i principali risultati del progetto di ricerca europeo Decoba mettendo in evidenza i più recenti cambiamenti delle relazioni industriali all’interno del settore retail in cinque diversi paesi (Germania, Belgio, Francia, Spagna e Italia). In tutti i paesi esaminati la contrattazione collettiva presenta un assetto multilivello, teso a regolare il settore a livello nazionale e a livello decentrato (con accordi aziendali e/o territoriali). In tutti i paesi nel settore del retail la contrattazione collettiva non riesce più a produrre come esito una attenuazione degli effetti negativi generati dal mercato e i sindacati non riescono più ad arginare o contrastare le tendenze verso un peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Tale processo si verifica in tutti i paesi esaminati, nonostante ciascuno presenti un proprio e diverso sistema nazionale di relazioni industriali e di regolazione del lavoro. L’obiettivo è quello di contribuire a una migliore comprensione di tale fenomeno mettendo in evidenza l’importanza non solo dei fattori e delle trasformazioni strutturali avvenute e ancora in corso nel settore, ma anche la centralità delle dinamiche (e dei mutamenti nei rapporti di forza) nelle relazioni tra le organizzazioni sindacali e datoriali all’interno del retail.

NATIONAL OR SECTORAL MODELS?
INDUSTRIAL RELATIONS WITHIN THE RETAIL SECTOR IN FIVE EUROPEAN COUNTRIES
This paper illustrates the main results of a European study in five countries: Germany, Belgium,
France, Spain and Italy, by analyzing recent changes in industrial relations within
the retail sector. It highlights that despite the cross-country differences in industrial relations
systems, the multilevel collective bargaining is producing in the retail sector, in all of the examined
countries, converging outcomes towards the deterioration of working conditions since
it is no longer able to mitigate the negative effects of the market. To provide a better
understanding of this phenomenon, it is suggested to take into account not only the structural
transformations that have taken place and are still underway within the retail sector but also
the specific dynamics of change in the relations between trade unions and employer’s organizations.

Crisi e riforme nel diritto del lavoro e nella contrattazione in Spagna
English abstract
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In concomitanza con la «grande recessione» di questi anni il diritto del lavoro in Spagna ha subito continui cambiamenti, il più importante dei quali è stata la riforma del mercato del lavoro e delle relazioni industriali approvata dal governo conservatore nel 2012. Uno degli obiettivi principali di questa riforma è stato quello di promuovere la contrattazione a livello aziendale, sempre più sganciata da quella nazionale o comunque di livello superiore. Oggi, a distanza ormai di qualche anno, possiamo dire che ciò non ha determinato una sostanziale alterazione della struttura formale della contrattazione collettiva, con una contrattazione aziendale tuttora molto limitata. Ciò che invece è riuscito a conseguire è stata una forte svalutazione salariale, che ha esacerbato la situazione sociale del paese.

CRISIS, LABOUR LAW REFORMS AND COLLECTIVE BARGAINING IN SPAIN
Labour law has been subjected to continuous changes in Spain since the onset of the Great
Recession, the most important being the reform passed by the Conservative government in
2012. One of the major goals of this reform was to foster company level agreements, but to
date this has not caused a substantial alteration of the formal structure of collective bargaining.
However, it has contributed to strong wage devaluation, which has exacerbated the social
situation in Spain.

Belgio: l’alternativa tra innovazione nel dialogo sociale e ri-statatalizzazione
English abstract
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Il Belgio è conosciuto per il suo sistema di regolazione dei salari fortemente istituzionalizzato e per la sua radicata cultura di dialogo sociale. Tuttavia i recenti cambiamenti politici e la pressione economica esterna hanno messo in discussione il modello tradizionale. La nostra ipotesi di lavoro è che, pur rimanendo intatta la struttura istituzionale, si sia creata una frattura tra l’estrema centralizzazione legata al tentativo da parte dello Stato di acquisire la regolazione dei salari a livello nazionale, da un lato e, dall’altro, l’innovazione del dialogo sociale a livelli decentrati come reazione al restringimento dei margini di negoziazione. Il paradosso è che le riforme mirate a liberalizzare l’economia hanno reso più complessa la contrattazione collettiva, e ne hanno ridotto l’indipendenza.

SOCIAL DIALOGUE INNOVATION VERSUS THE STATE TAKE-OVER
OF COLLECTIVE BARGAINING IN BELGIUM
Belgium is known for having a strongly institutionalized wage setting system and a deeply
rooted culture of social dialogue. Recent political changes and external economic pressure
however have challenged the traditional model. We argue that while the institutional
framework remained intact, there is an institutional split with extreme centralization
linked to the state take-over of national level wage setting on the one hand, and innovation
in social dialogue at decentralized levels as a reaction to the tightening of the negotiation
margins. The paradox is that the reforms, intended to liberalize the economy, have made
collective bargaining more complex, and restricted its independency.

Settorializzazione e territorializzazione delle relazioni industriali: la via italiana al decentramento contrattuale
English abstract
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L’articolo analizza il sistema contrattuale italiano nel periodo 2012-2017. I risultati della ricerca mostrano la persistente rilevanza della contrattazione collettiva di categoria. Si osservano forme di decentramento settoriale e territoriale. Le deroghe aziendali sono limitate, anche se si riscontra una diffusa violazione di quelle procedurali e dei riparti di competenza tra diversi livelli contrattuali.

SECTORALISATION AND TERRITORIALISATION OF INDUSTRIAL RELATIONS:
THE ITALIAN WAY TO BARGAINING DECENTRALISATION
The article analyses the Italian collective bargaining system in the period 2012-2017. The
analysis shows that multi-employer bargaining is still relevant. Forms of sectoral and geographical
decentralisation are observed. Although firm-level derogations are limited, procedural
rules and areas of competence between bargaining levels are often breached.

La contrattazione decentrata supera la crisi
English abstract
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La contrattazione aziendale ha certamente sofferto la dura recessione che ha colpito per lungo tempo l’economia italiana, ma ha mantenuto una sua capacità di diffusione. L’Ocsel, Osservatorio sulla contrattazione di secondo livello della Cisl, ha potuto monitorare tuttavia una inversione di tendenza nell’ultimo biennio. Da contrattazione difensiva e incentrata sulla gestione delle crisi occupazionali si torna a veder prevalere negli anni 2015-2016 la definizione di premi salariali per obiettivi, la ripresa di interesse in materia di orari e mercato del lavoro, un vero e proprio salto di qualità nella diffusione del welfare contrattuale, fino a poco tempo fa residuale. La contrattazione aziendale sembra essere radicata non solo nelle aziende grandi e nei gruppi, ma mantiene il proprio ruolo regolatore anche in molte Pmi. Certamente è maggiormente diffusa nel tessuto economico del Centro-Nord, ma non è più limitata ai comparti manifatturieri tradizionali. Se ad essa affianchiamo la contrattazione territoriale di secondo livello possiamo dire che la contrattazione decentrata in Italia mantiene una sua capacità di azione e diffusione. La contrattazione decentrata supera la crisi diventando molto più fluida nella tempistica e nella durata ed evolvendo verso contenuti sempre più innovativi, cercando di regolare in modo più partecipativo le relazioni tra impresa e lavoro.. La contrattazione è destinata a misurarsi con nuovi temi sempre più centrali nel rapporto tra impresa e lavoro (organizzazione del lavoro, politiche attive, creazione delle competenze, apprendistato e rapporto con scuole tecniche e professionali, diritto alla formazione) e inediti rispetto al recente passato.

DECENTRALIZED BARGAINING OVERTAKE THE CRISIS
Company level bargaining has certainly suffered the harsh recession that hit the Italian economy
for a long time, but now seems to have retained its ability to spread. Ocsel, the Cisl
Second Level Bargaining Observatory, has monitored a reversal trend in the last two years.
From defensive bargaining, mostly focusing on restructuring and jobs saving, in the years
2015-2016 we’ve seen the prevailing of issues like objectives-related wage premiums, a new
interest on working hours and labor market, a leap of quality in the spread of occupational
welfare, quite residual until recently. Company bargaining appears to be rooted not only in
large companies and groups, but maintains its role also in many SMEs. It is certainly more
widespread in North-Central's regions, but is no longer limited to traditional manufacturing
sectors. If we add the second level territorial bargaining, we can say that decentralized bargaining
in Italy maintains its ability to act and spread. Decentralized bargaining goes beyond
the crisis by becoming much more fluid in timing and duration and evolving towards ever
more innovative content, trying to more closely regulate in a participatory way the employment
relationships. Collective bargaining is expected to deal with new and more central issues
in the employment relationships (work organization, active policies, skills creation, apprenticeship
and relationship with technical and vocational schools, right to education), unprecedented
if compared to the recent past.

Gli effetti della contrattazione decentrata su salari e produttività del lavoro
English abstract
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Questo contributo intende offrire una ricostruzione critica del dibattito relativo agli effetti della contrattazione decentrata sull’occupazione e la crescita economica. La visione dominante fa propria la convinzione secondo la quale lo spostamento della negoziazione al livello di impresa e territoriale genera crescita dei salari e della produttività del lavoro. Verrà mostrato come questa impostazione risente di forti criticità sul piano teorico, messe in evidenza da molti economisti post-keynesiani. In una prospettiva teorica post-keynesiana la contrattazione decentrata tende a generare moderazione salariale, declino della produttività del lavoro e del tasso di crescita.

THE EFFECTS OF DECENTRALIZED BARGAINING ON WAGES
AND LABOUR PRODUCTIVITY IN TWO OPPOSITE THEORETICAL APPROACHES
This paper deals with the theoretical debate on the effects of the decentralized wages bargaining
(contrattazione decentrata) on wages and labour productivity in Italy. A preliminary
analysis on the institutional setting implemented for the shift of wage bargaining at the
level of the individual firm is provided. The Neoclassical and Post-Keynesian arguments on
these issues are critically scrutinized.

Il doppio livello di contrattazione collettiva in Italia
English abstract
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È ampiamente diffusa l’opinione che il decentramento della contrattazione collettiva possa essere un elemento importante nell’introdurre innovazioni e cambiamenti sul fronte dell’organizzazione del lavoro. Il presente contributo intende fornire un approfondimento sulle tendenze e lo stato di salute della contrattazione collettiva in Italia, facendo ricorso ad analisi descrittive elaborate a partire dalle basi di dati ricavate dalla indagine Inapp-Ril (Rilevazione su imprese e lavoro), indagine condotta su un campione di circa 22.000 imprese italiane. Nella prima parte sono analizzati i dati relativi all’andamento nel periodo 2005-2015 della contrattazione collettiva nazionale e di II livello, focalizzando l’attenzione sulla sua diffusione e sulla membership associativa. Nella seconda il contributo si concentra sulla diffusione della contrattazione decentrata, sulle sue caratteristiche e sull’oggetto della contrattazione stessa nel 2015, disaggregando i dati in riferimento alla natura giuridica dell’impresa, alla dimensione aziendale, al settore produttivo e all’area geografica di appartenenza.

THE TWO-TIER BARGAINING STRUCTURE IN ITALY:
LATEST TRENDS BASED ON INAPP-RIL SURVEY
A widespread belief considers decentralization of collective bargaining as a key element in
introducing innovations and changes in the work organization.
This article aims to provide an in-depth analysis of the collective bargaining trends in Italy,
using data from the Inapp-Ril survey, a survey conducted on a sample of approximately
22.000 Italian firms.
In the first part, data from 2005 to 2015 are analysed, focusing on multi-employer and single-
employer bargaining, with particular regard to employer association membership. In
the second one, we focus on single-employer bargaining in 2015, breaking down data with
reference to business size, economic sector and geographical area.

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Confronto - Lavoro pubblico fuori dal tunnel?Confronto - Lavoro pubblico fuori dal tunnel?
Appunti sulla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica italiana
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Lavoro pubblico: un cammino riaperto
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TendenzeTendenze
Ritorno al futuro passando per i classici. Per una sociologia della qualità del lavoro
English abstract
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Gli ultimi anni hanno visto rarefarsi i contributi sociologici sul tema della qualità del lavoro e sulle sue dimensioni: condizioni di lavoro e contenuto del lavoro. Ritenendo utile per tornare a fare ricerca sul campo recuperare il lavoro di autori classici su questo argomento vengono presi in considerazione i lavori di Marie Jahoda per gli studi sul mercato del lavoro e le condizioni di lavoro e di Kurt Lewin per quelli sull’organizzazione del lavoro e sul contenuto del lavoro.

BACK TO THE FUTURE PASSING FOR THE CLASSICS.
FOR A SOCIOLOGY OF QUALITY OF WORK
Over the last years, sociological contributions on the issue of quality of work and its dimensions
(working conditions and work content) have become rare. Considering useful to regain
the work of «classical» authors on this topic for come back to field research, the works
of Marie Jahoda on labor market and working conditions and Kurt Lewin on work organization
and work content are considered.
Ritorno al futuro passando per i classiciQ. Per una sociologia della qualità del lavoro
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La peau de chagrin del lavoro subordinato
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Fondazione Giuseppe Di VittorioFondazione Giuseppe Di Vittorio
Per un discorso sull’innovazione che parta dal lavoro e dalla contrattazione
English abstract
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I processi di apprendimento sono strettamente connessi alle caratteristiche dei contesti organizzativi, sociali, tecnologici e normativi in cui le pratiche lavorative e quotidiane vengono realizzate. Più precisamente possiamo dire che l’apprendimento si sviluppa all’interno di specifici sistemi di attività (Engeström, Miettinen, Punamäki 1999) in cui diversi soggetti (reali e/o virtuali) agiscono sulla base di regole esplicite e implicite, al fine di raggiungere determinati obiettivi. Ciò avviene mediante l’uso di tecnologie di cui i contesti sono dotati e attraverso l’attivazione di saperi (codificati e/o taciti), all’interno di una determinata modalità di divisione del lavoro, all’interno di regole (implicite e/o esplicite), di ruoli definiti e attraverso meccanismi di potere. Cosa accade quando cambiano le regole di tali sistemi, i ruoli, gli artefatti, i saperi? Cosa succede ai processi di apprendimento se i contesti in cui le pratiche vengono realizzate sono iper-connessi, orizzontali, extra-organizzativi, internazionalizzati, on-line? Cosa possiamo dire dell’apprendimento quando intervengono alcune innovazioni che cambiano uno o più elementi dei sistemi di attività, quando, ad esempio, gli attori sono virtuali, quando parte dei meccanismi di potere e di divisione del lavoro prendono forma attraverso algoritmi, quando i contesti organizzativi diventano inafferrabili, quando il lavoro viene regolato e organizzato attraverso piattaforme on-line?

TOWARDS A DISCOURSE ON INNOVATION STARTING FROM WORK AND COLLECTIVE BARGAINING
Learning processes are closely related to the characteristics of organizational, social, technological,
and regulatory contexts in which work and everyday practices are realized. More
specifically we can say that learning develops within specific systems of activity (Engeström,
Miettinen, Punamäki 1999) where different subjects (real and/or virtual actors) act on the
basis of rules (explicit and tacit), in order to achieve specific goals. What happens when the
rules, roles, artifacts, technologies and knowledge change? What happens to the learning
processes if the contexts in which the practices are implemented are hyper-connected, horizontal,
extra-organizational, internationalized, or online? What can we say about learning
when some innovations intervene changing one or more elements of activity systems? What
kind of learning and reflection on practice allows the subject to actively participate in the
innovation processes?