home

contrattazione collettiva

Sfida call center

Articolo scritto da: Eugenio Vite,

Nel numero: 4-2015
In che modo è possibile agire per il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti in un settore che, in base alla narrazione diffusa, è luogo di precarietà e sfruttamento? Il paper prova a rispondere proponendo due casi di contrattazione, uno nazionale e uno aziendale. In base alle caratteristiche del settore dei call center, si è scelta una prospettiva processuale. In base a questa scelta, si presentano alcuni dati a disposizione sulle condizioni di lavoro nei call center, e si ricostruisce un frame di sfide recenti per il settore in Italia. L’unione di questi due fattori sembra condizionare le logiche prevalenti di azione del sindacato, e d’interazione con la parte datoriale. Relazioni industriali fondate su pragmatismo e condivisione delle chiavi di lettura delle sfide per il settore sembrano essere, insieme, sintesi e premessa di accordi innovativi per un settore che vive tempi difficili.
[...]
Il cambiamento delle relazioni industriali nel capitalismo avanzato: una traiettoria comune

Articolo scritto da: Lucio Baccaro,Chris Howell,

Nel numero: N1-2012
A dispetto di perduranti differenze istituzionali, i sistemi nazionali tendono a convergere in direzione di policies neoliberiste. Sotto l'assedio della globalizzazione, i sindacati perdono iscritti, la contrattazione collettiva si decentra, il conflitto industriale crolla. Pur dove i mutamenti sono stati meno intensi e drammatici (tipo GB e USA), vi è stata una 'conversione istituzionale' e funzionale dei vecchi assetti garantisti. Così in Germania, Svezia o Italia, dove concession bargaining, decentramento e individualizzazione stanno lentamente erodendo il potere sindacale.
[...]
Le relazioni industriali: alcune questioni aperte

Articolo scritto da: Carlo Dell’Aringa,

Nel numero: 1-2016
L’articolo sviluppa il dibattito sulle possibili riforme delle relazioni industriali in Italia in tre distinte ma collegate aree di discussione: la struttura della contrattazione collettiva, le modalità di partecipazione diretta dei lavoratori alle decisioni riguardanti l’organizzazione del lavoro in azienda, e il sistema di rappresentanza, collegato alla validità erga omnes dei contratti nazionali e aziendali. L’articolo sviluppa proposte in ciascuno di questi campi di indagine. Innanzitutto mostra come sia possibile riformare il sistema di contrattazione collettiva, lasciando al contratto nazionale il ruolo di determinare i salari minimi, con il contratto aziendale che determina invece la dinamica dei salari di fatto. In secondo luogo si auspica l’applicazione di un metodo di partecipazione diretta dei lavoratori all’organizzazione del lavoro che in qualche modo ricalca il modello duale tedesco, con la contrattazione che deve essere separata dalle pratiche partecipative.
[...]
Come (e perché) sostenere la contrattazione collettiva transnazionale d’impresa in Europa

Articolo scritto da: Stefano_Giubboni,

Nel numero: 3-2014
Richiamandosi al rapporto redatto da Silvana Sciarra, Maximilian Fuchs e André Sobczak, la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha adottato una risoluzione in cui ha fatto propria la proposta di un quadro giuridico opzionale in materia di contratti collettivi transnazionali d’impresa. Nella sua introduzione a entrambi i documenti, Stefano Giubboni sintetizza le ragioni che militano in favore di una tale ipotesi di riscoperta della legislazione promozionale a livello europeo.
[...]
Gli accordi separati: un vulnus letale per le relazioni industriali

Articolo scritto da: salvo/leonardi,

Nel numero: N3-2010
Dieci anni di accordi separati: dal Patto di Milano al CCNL dei meccanici, passando per gli strappi del Patto per l'Italia o della riforma del sistema contrattuale. Fino a Pomigliano. I limiti di un modello di autonomia collettiva privo di regole legali democratiche ed esigibili. Il venir meno dei presupposti politici di un rapporto leale fra le oo.ss. I rischi giuridico-sindacali del nuovo modello contrattuale. I raffronti incongrui con altre esperienze europee. Globalizzazione e gli scenari inquietanti di un sindacato con le spalle al muro sotto il ricatto del prendere o lasciare.
[...]
Vulnerabilità dei giovani e contrattazione collettiva. Alcune esperienze nel settore dell’energia

Articolo scritto da: Daniele Di Nunzio,Marcello Pedaci.,

Nel numero: 4-2015
Basandosi sui risultati di un progetto internazionale di ricerca, l’articolo esamina un’esperienza innovativa di contrattazione a livello aziendale sui temi dell’occupazione giovanile; in particolare i recenti accordi sottoscritti da Enel Spa e sindacati per una «staffetta generazionale» e un programma sperimentale di apprendistato con alternanza scuola-lavoro. L’analisi si concentra sulle logiche d’azione e le modalità operative degli attori coinvolti, nonché sul contesto che li ha agevolati; essa evidenzia i buoni risultati ottenuti, ma anche alcune importanti criticità.
[...]
Presentazione. Cambiare la posta in gioco per rilanciare la contrattazione

Articolo scritto da: Mimmo. Carrieri,

Nel numero: 2-2013
[...]
Struttura contrattuale: teorie, dati, strategie

Articolo scritto da: Claudio Pellegrini.,

Nel numero: 1-2017
Su vantaggi e svantaggi di diversi livelli di contrattazione esistono teorie, analisi e risultati spesso divergenti. L’analisi di Calmfors e Driffill nel 1988 riteneva che i sistemi centraliz- zati o decentralizzati dessero risultati macroeconomici migliori. Molti ancora oggi danno per confermate queste conclusioni senza considerare i vincoli che il modello richiedeva. La ricerca successiva spesso non ha confermato i risultati. Gli effetti della struttura contrattuale sulla performance aziendale sono meno analizzati, per questo si riportano i risultati della ricerca di Braakmann e Brandl che dimostrano la superiorità, per gli incrementi di produttività aziendale, dei sistemi a due livelli contrattuali regolati negli ambiti di competenza. In Italia per lunghi anni è mancata una rilevazione nazionale sulla presenza e sulle caratteristiche della contrattazione aziendale, mentre il dibattito sulla necessità di modificare la struttura contrattuale era acceso. Finalmente nel 2013 l’Istat ha condotto un’indagine, ma è stata poco utilizzata, e soprattutto non sono stati forniti i microdati che avrebbero favorito un’elaborazione dettagliata e una seria discussione basata sui dati.
[...]
Radici, culture e pratiche della contrattazione sociale del sindacato

Articolo scritto da: Giuseppe De Sario,

Nel numero: 2-2015
L’attività negoziale del sindacato italiano si è confrontata a partire dal dopoguerra con i temi del welfare e della protezione sociale. A partire dagli anni settanta del Novecento tali iniziative si sono articolate nel rapporto tra livello nazionale e locale, tra diritti sociali e società civile. La «contrattazione sociale» si è posta in relazione con l’evoluzione del sindacato in una sua fase cruciale (tra 1989 e 1991, sotto la guida di Bruno Trentin) ed è stata influenzata dall’evoluzione istituzionale, amministrativa e delle politiche sociali degli anni novanta. Gli attuali anni di crisi economica chiamano la contrattazione sociale a nuovi sviluppi: verso i temi della giustizia sociale e della povertà, l’incontro con la contrattazione collettiva, un welfare partecipato, la riforma della pubblica amministrazione, oltre a sfidare lo stesso sindacato sui temi dell’organizzazione e della rappresentanza.
[...]
Lavoro organizzato e contrattazione collettiva: trasformazione o declino?

Articolo scritto da: Serafino Negrelli,

Nel numero: N2-2007
Il libro Lavoro e organizzazione. Dalla fabbrica alla società post-moderna, di Giuseppe Della Rocca e Vincenzo Fortunato, affronta il tema delle trasformazioni del lavoro sotto diversi profili che hanno quale denominatore comune i cambiamenti del modello fordista di produzione. Si tratta senza dubbio di un testo da consigliare come guida rispetto a tale percorso evolutivo, ma anche per le questioni che pone soprattutto riguardo a tendenze e prospettive delle relazioni industriali. Il maggior pregio del volume mi sembra infatti quello di invitare al dibattito, anziché offrire ricette...
[...]