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politica economica

Emergenza economica e sociale. Serve un accordo per uscire dalla crisi

Articolo scritto da: Agostino .Megale,

Nel numero: N4-2008
Secondo gli ultimi dati Ocse la crisi e la recessione investiranno tutti i paesi e, per quanto riguarda l’Italia, la disoccupazione tornerà all’8 per cento nel 2010, con una crescita di circa 2 punti dall’inizio del 2008. Il Pil, con un -0,4 per cento nel 2008 e -1 nel 2009, vedrà il nostro Paese in piena recessione, con un 2009 giudicato «in profondo rosso».
Parole chiave: crisi :: politica economica :: concertazione :: sindacato ::
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L’instabilità occupazionale come dispositivo disciplinare

Articolo scritto da: Marcello Pedaci.,

Nel numero: N3-2008
Esiste ormai una vasta letteratura sulle conseguenze umane e sociali dei processi di flessibilizzazione del lavoro, in particolare del diffondersi dei rapporti di impiego non-standard1. Molteplici sono gli aspetti che sono stati investigati con diversi approcci, metodi, obiettivi, desideri. Importanti sono innanzitutto quegli studi, in prevalenza economici, che adottano una prospettiva macro e cercano di comprendere quali siano, nei diversi paesi/contesti istituzionali, le conseguenze dell’incremento della flessibilità (intesa come minori vincoli alle assunzioni temporanee,...
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Il dialogo sociale in Europa: verso una convergenza funzionale nella regolazione del lavoro?

Articolo scritto da: Franca Alacevich,

Nel numero: N1-2006
Condividere le decisioni di interesse generale, o quanto meno confrontarsi con i portatori degli interessi diffusi nella società, costituisce una scelta delle istituzioni europee fin dall’immediato secondo dopoguerra. Gli assetti istituzionali previsti e concretamente adottati sono mutati nel tempo, e sono stati anche molto diversi tra loro. Alla ricostruzione di questa continuità nella diversità è dedicata la prima parte di questo articolo. Cercherò poi di discutere brevemente alcuni effetti di questo approccio, a livello europeo e a livello nazionale. ...
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Le strutture bilaterali aiutano le organizzazioni?

Articolo scritto da: Claudio Pellegrini.,

Nel numero: N1-2006
Il volume di Salvo Leonardi esamina un aspetto delle relazioni industriali che ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo, anche se alcune esperienze erano già avviate da molto tempo. Il tema è quello degli enti bilaterali, nel volume sono contenuti una serie di saggi relativi a questo fenomeno sia a livello nazionale sia in altri contesti. Per l’Italia ci sono poi approfondimenti settoriali dedicati al settore edile, all’artigianato, all’agricoltura e al commercio, turismo e servizi (questi ultimi due capitoli sono di Giuseppe D’Aloia). Il tema della formazione è esaminato...
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L’evoluzione recente dei tassi di sindacalizzazione in Italia e in Veneto

Articolo scritto da: Andrea Vaona,

Nel numero: N3-2006
L’inizio degli anni 2000 è stato un periodo contrastato per le relazioni industriali in Italia. Innanzitutto è finito il coinvolgimento sistematico dei sindacati nella formulazione delle politiche pubbliche, come era avvenuto negli anni novanta, all’insegna di un (presunto) maggiore decisionismo governativo. Da questo sono anche discese, almeno in una prima fase, notevoli spaccature tra le maggiori confederazioni sindacali, con Cisl e Uil propense a cercare comunque uno spazio «dialogico» con il governo Berlusconi, e Cgil più restia a questa strategia. ...
Parole chiave: politica economica :: sindacato :: Italia :: Veneto ::
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Il Trattato modificativo di Lisbona. Per l’Unione Europea un nuovo processo di ratifica

Articolo scritto da: Silvana Paruolo,

Nel numero: N3-2008
Nel giugno 2008, al «no» dei francesi e degli olandesi si è aggiunto quello nel referendum irlandese sul Trattato modificativo di Lisbona. Cosa collega questi «no»? A mio avviso, la necessità di più Europa: ma un’Europa profondamente riformata, a partire dalle sue attuali modalità di spesa, e impegnata – innanzitutto – nella costruzione di uno «spazio sociale» (insieme coerente di politiche, diritti e responsabilità sociale delle imprese, e relazioni industriali) europeo e mondiale. ...
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Uno scambio senza contropartite

Articolo scritto da: Eliana Como,

Nel numero: N1-2006
Il dibattito sulla concertazione in Italia si è spesso polarizzato tra chi la propone come strumento per la difesa dei redditi e chi invece la rifiuta, perché vi intravede una deriva verticistica dell’organizzazione sindacale, con conseguenze sull’autonomia rivendicativa del sindacato e sul suo ruolo di rappresentante degli interessi di classe. Questo ha portato, molto spesso, a un uso mistificato e propagandistico del termine concertazione, sia da parte di coloro che la hanno criticata sia da parte di coloro che invece la hanno celebrata. ...
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Tante domande, nessuna risposta. Appunti per una riflessione politica sulle giovani generazioni
Nel numero: N1-2006
I floppy disk e la tv satellitare hanno fatto cadere il Muro di Berlino; il consumismo (s)personalizzante, i cui beni divengono potenzialmente accessibili in ogni luogo e in ogni tempo, ha messo ai margini le grandi religioni rivelate (producendo integralismi di ritorno in molte parti del mondo); lo stato-nazione non è più in grado di governare i processi di trasformazione e ha lasciato spazio all’unico sistema realmente universale: il mercato; la filosofia contemporanea ha aggiunto il prefisso post a tutto quello che conoscevamo (post-nazione, post-fordismo, post-politica). ...
Parole chiave: politica economica :: Lavoro :: politica :: giovani :: economia ::
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Slittamento ed evoluzioni nella regolazione sociale

Articolo scritto da: Mimmo. Carrieri,

Nel numero: N1-2006
C’è ancora uno spazio per la concertazione sociale, feticcio positivo e demone negativo nei dibattiti scientifici e politici di tanti anni, nella regolazione delle economie avanzate? Questo è un tema che rinvia a tante questioni intrecciate: la partecipazione di attori privati alle politiche pubbliche, il ruolo dei sindacati verso le istituzioni e il sistema politico, il compromesso sociale come metodo per affrontare i nodi dello sviluppo economico. ...
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Lavoro e individualismo di mercato

Articolo scritto da: Serafino Negrelli,

Nel numero: N1-2006
Perché l’enorme crescita di produttività nell’ultimo secolo non si è tradotta in un significativo aumento del tempo libero per gli esseri umani, e nel paese più ricco del mondo, gli Stati Uniti, si registrano addirittura negli ultimi decenni quantità più elevate di ore lavorate? Perché in Francia e in Germania leggi e accordi collettivi sugli orari di lavoro sono diventati carta straccia nel tentativo disperato di far fronte alla nuova competizione globale, mentre il lavoro straordinario continua la sua «crescita secolare», anche nelle più aggressive economie asiatiche?...
Parole chiave: politica economica :: Lavoro :: mercato :: individualismo ::
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