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Nuovi bisogni, nuovo welfare

Articolo scritto da: Andrea_Ciarini,Massimo_Paci,

Nel numero: 2-2017
Le trasformazioni che incombono sul lavoro e sulle politiche di welfare impongono un ripensamento degli assetti della protezione sociale. In conseguenza della crisi, dell’emergere di nuovi bisogni sociali e anche della tecnologia i sistemi di welfare si trovano oggi ad affrontare una nuova fase di transizione. Gli effetti che la tecnologia produce sul lavoro non riguardano infatti solo gli aspetti legati al tipo di produzioni e al tipo di lavori o skill professionali richiesti. In una accezione più ampia la tecnologia interroga anche il sistema di protezione sociale e le garanzie vecchie, ma soprattutto nuove, da pensare o ripensare per dare risposta ai nuovi bisogni. Che tipo di protezioni sociali immaginare per riconoscere e sostenere il ribilanciamento tra tempi di vita e tempi di lavoro? Tra il lavoro per il mercato che in alcune sue componenti si va riducendo e la liberazione di tempo indotta dal salto tecnologico? In risposta a queste domande l’articolo si sofferma su due grandi questioni connesse tra loro. Da un lato il problema delle nuove politiche di sostegno del reddito e inserimento lavorativo di fronte agli effetti della crisi economica. Dall’altro il riconoscimento e la valorizzazione delle sfere di attività fuori mercato, da riconoscere all’interno di apposite riforme volte a estendere i confini del lavoro e dell’offerta di protezione sociale.
Parole chiave: Welfare :: tecnologia :: reddito minimo :: Lavoro ::
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Orari, lavori e contrattazione sindacale

Articolo scritto da: Piero_Pessa,

Nel numero: 3-2017
Con la crisi del fordismo e del sistema degli orari standard si è determinato un rovesciamento straordinario dei criteri con cui sono organizzati gli attuali regimi di orario. Questa trasformazione è avvenuta in tempi relativamente brevi (circa trent’anni) ed è la diretta conseguenza dei cambiamenti del mondo del lavoro generati dalla globalizzazione dell’economia. La pressione delle imprese per ampliare gli strumenti di flessibilità nei regimi di orario si riscontra nei testi dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro, mentre da lungo tempo sembra molto carente l’iniziativa e l’elaborazione sindacale su questo argomento. È evidente la necessità di riprendere una strategia rivendicativa sull’orario di lavoro, proprio per la crescente condizione di subalternità in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori a fronte delle esigenze del mercato e per i rischi occupazionali derivanti dalla tecnologia.
Parole chiave: Orari :: Contrattazione :: Europa :: tecnologia ::
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