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Orfani delle istituzioni. Lavoratori, sindacati e le «fabbriche terziarie digitalizzate» di Amazon

Articolo scritto da: Bruno Cattero,Marta D’Onofrio,

Nel numero: 1-2018
L’articolo indaga l’impatto della digitalizzazione sull’organizzazione del lavoro e sulle istituzioni delle relazioni industriali, prendendo in considerazione il lavoro nei centri di distribuzione di Amazon. A livello organizzativo, management algoritmico e dispositivi elettronici danno luogo a una sorta di «fabbrica terziaria digitalizzata» caratterizzata da un’inedita variante di «taylor-fordismo digitale», che ripropone esigenze elementari di tutela del lavoro. D’altro canto, l’analisi del conflitto in corso in Germania e, più di recente, in Italia mette in evidenza da un lato gli ostacoli strutturali che si frappongono all’azione sindacale e, dall’altro, l’indifferenza istituzionale di Amazon, non ultimo in seguito alla debolezza ormai strutturale degli assetti nazionali, ancora fordisti e «analogici», e l’inadeguatezza del livello istituzionale europeo nell’ambito della contrattazione collettiva.
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Le singolari doti di adattabilità della contrattazione. Presentazione

Articolo scritto da: Mario_Ricciardi,

Nel numero: 1-2018
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Sulla rappresentanza sindacale del lavoro digitale

Articolo scritto da: Michele Forlivesi,

Nel numero: 1-2018
Partendo dalla constatazione che oggi sempre più lavoro transita attraverso il web, l’Autore si interroga sulla possibilità di individuare nella Rete gruppi diversi di lavoratori digitali portatori di interessi collettivi, in grado di organizzarsi e di generare conflitti col fine di raggiungere, o per lo meno di intraprendere, percorsi di autotutela collettiva. In particolare nel saggio ci si domanda se, in qual misura e con quali modalità sia possibile riconoscere, alla luce dell’ordinamento costituzionale ed europeo, anche ai lavoratori che operano mediante piattaforme digitali un nucleo protettivo irrinunciabile di diritti collettivi, comprensivo della libertà di organizzazione, di associazione e di conflitto collettivo, necessario per assicurare a tali soggetti la possibilità di autodeterminarsi e di realizzarsi nel lavoro. Il fine dell’analisi è quello di comprendere quale latitudine possa assumere l’azione collettiva intesa come vettore di istanze protettive di nuovi attori del mercato del lavoro contrassegnati da condizioni di debolezza contrattuale e/o socio-economica.
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Decentrare per rilanciare? Traiettorie e modelli contrattuali a confronto nel contesto europeo
I modelli di relazioni industriali europei attraversano da alcuni decenni una fase di transizione. In particolare continua a permanere una generale e progressiva tendenza al decentramento verso un secondo livello di contrattazione. Partendo da questi elementi, l’intento Decentrare per rilanciare? Traiettorie e modQelli contrattuali a confronto nel contesto europeo 69 del lavoro è quello di analizzare l’attuale contesto europeo anche alla luce della recente strategia Europa 2020. In questo paper si analizzano gli strumenti, il ruolo delle parti sociali ‒ per il tramite della negoziazione collettiva, spesso di settore ‒ e gli interventi legislativi che hanno favorito modelli contrattuali decentrati, attraverso un’analisi comparativa tra Italia, Germania e Gran Bretagna, tre paesi appartenenti a differenti modelli di relazioni industriali. L’obiettivo è quello di analizzare il cambiamento in chiave comparata, evidenziando le configurazioni eterogenee che il decentramento, fenomeno apparentemente convergente, sta delineando nei processi di riorganizzazione produttiva e del lavoro.
Parole chiave: Contrattazione :: decentramento :: cambiamento ::
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