Introduzione

Gino Giugni: un magistero che continua

Scritto da:

È ormai trascorso un anno dalla scomparsa di Gino Giugni e molte sono state le testimonianze di affetto e gratitudine tributategli da amici, politici, sindacalisti, ex-studenti e da quanti insomma lo hanno conosciuto e gli hanno parlato o lo hanno ascoltato sia in occasioni private che pubbliche.

I Saggi

Il trasferimento dell’azienda in crisi tra ordinamento comunitario e ordinamento nazionale: ultimo atto?

Scritto da:

Il saggio analizza la nuova normativa nazionale in materia di trasferimento d’azienda in crisi, emanata a seguito di una sentenza di condanna della CGCE a carico dello Stato italiano, per aver mantenuto in vigore la disciplina derogatoria delle garanzie contenute nella direttiva 2001/23. Dopo una breve ricostruzione del quadro normativo e giurisprudenziale in cui la novella si inscrive, l’attenzione si focalizza sulla verifica di conformità del nuovo art. 47, co. 4 bis, L. n. 428/90, rispetto alla disciplina comunitaria in materia.

Note e commenti

Per una tutela effettiva dei diritti dei lavoratori

Scritto da:

Tavola rotonda che ha avuto luogo presso la biblioteca del Cnel il 23 aprile del 2010. Sono intervenuti: Rita Sanlorenzo, consigliere della Corte d’Appello di Torino e segretario nazionale di Magistratura Democratica; Tiziano Treu, vice-presidente della Commissione lavoro del Senato; Piegiovanni Alleva, professore dell’Università Politecnica delle Marche; Maurizio Cinelli, professore dell’Università di Macerata; Antonio Vallebona, professore dell’Università di Roma «Tor Vergata»; Giuseppe Ferraro, professore dell’Università di Napoli «Federico II»; Fulvio Fammoni, segretario conf. CGIL.

Osservatorio della contrattazione collettiva

Innovazioni nel rinnovo del Ccnl edilizia industria

Scritto da:

La struttura dell’analisi è focalizzata sugli aspetti più interessanti del Verbale di rinnovo anticipato del Ccnl, con particolare attenzione alla nuova regolamentazione delle struttura di negoziazione collettiva ed al complesso meccanismo integrativo -premiale su base territoriale. Segue la descrizione delle innovazioni in tema di sicurezza e della serie di protocolli programmatici che dettano minuziosamente linee guida per il welfare, gli enti bilaterali, la borsa lavoro e la previdenza complementare

Il Ccnl per i dipendenti delle imprese del settore elettrico: le novità previste dall'Accordo di rinnovo del 5 marzo 2010

Scritto da:

Il commento svolge un’analisi dell’Accordo di rinnovo del Ccnl “elettrici” evidenziando anzitutto le novità normative, con particolare attenzione al rapporto tra esse ed il sistema di relazioni industriali delineato negli Accordi del 2009. Si approfondiscono le nuove norme in materia di relazioni industriali e la disciplina dei lavoratori turnisti. Si segnala l’istituzione dell’Organismo bilaterale Ambiente, qualità e sicurezza sul posto di lavoro e l’Organismo bilaterale per la formazione.

Rinnovo del Ccnl Energia e Petrolio per il triennio 2010-2012

Scritto da:

Il Ccnl Energia e Petrolio è stato rinnovato con l’Accordo siglato dalle parti sociali il 23 marzo 2010, con cui sono state apportate notevoli modifiche finalizzate all’intenzione di ampliare il perimetro contrattuale a tutto il comparto energia, unificando il settore energia e petrolio con l’elettrico ed il gas acqua. Sul capitolo dedicato al mercato del lavoro si è tenuto conto del particolare momento vissuto dal mercato, prevedendo una clausola di contingentamento per l’utilizzo dei contratti di lavoro a termine e di somministrazione lavoro al fine di evitare un'eccessiva precarizzazione.

Innovazioni nel rinnovo del Ccnl per i dipendenti da aziende nel settore turismo

Scritto da:

Le novità introdotte dall’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del Ccnl per i dipendenti da aziende del settore turismo sono state molteplici e volte ad un sostanziale contemperamento dell’interesse di impresa e di quello proprio dei lavoratori. Rilevanti sono difatti sia la scelta delle parti sociali di sviluppare l’apprendistato professionalizzante, attraverso la formazione in azienda, sia la scelta di implementare la contrattazione di secondo livello e, di conseguenza, di erogare il premio di risultato correlato alla contrattazione integrativa.

Osservatorio europeo

Lo Stato sociale in Germania: il Tribunale costituzionale federale «parla» alla politica

(Tribunale costituzionale federale della Repubblica federale di Germania
9 Febbraio 2010, n.)

Prima Sezione

Articolo scritto da: Andreas FisahnMichael Möller

Il saggio esamina la sentenza del Tribunale costituzionale tedesco del 9 febbraio 2010 che ha disposto in via additiva l’aumento del trattamento di inoccupazione per i disoccupati di lungo periodo introdotto dalla legge Hartz IV; la sentenza è di rilievo perché quantifica in via monetaria l’importo del minimo vitale al di sotto del quale ogni prestazione di sicurezza sociale non può andare, pena la violazione della clausola sociale della Legge fondamentale tedesca.

Osservatorio: la Corte Costituzionale

Le decisioni nel trimestre aprile-giugno 2010 Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

È illegittimo subordinare al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione, agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, dell’assegno mensile di invalidità previsto dall’art. 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e di tutte le prestazioni assistenziali tese a fornire alla persona un minimo di sostentamento

Le decisioni nel trimestre aprile - giugno 2010

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità della disciplina regionale della professione di «mediatore— Illegittimità della disciplina regionale delle professioni di «interprete turistico, operatore congressuale e guida turistica sportiva». — Illegittimità della stabilizzazione in ruolo alle dipendenze delle Asl di medici in precedenza impiegati con rapporti di parasubordinazione o a termine. — Illegittimità della stabilizzazione in ruolo di personale dirigenziale medico in precedenza impiegato con rapporto a termine. — Illegittimità della disciplina regionale dei controlli in caso di assenza pe

Osservatorio: la Corte Costituzionale

Le decisioni nel trimestre aprile-giugno 2010 Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

È illegittimo subordinare al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione, agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, dell’assegno mensile di invalidità previsto dall’art. 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e di tutte le prestazioni assistenziali tese a fornire alla persona un minimo di sostentamento

Le decisioni nel trimestre aprile - giugno 2010

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità della disciplina regionale della professione di «mediatore— Illegittimità della disciplina regionale delle professioni di «interprete turistico, operatore congressuale e guida turistica sportiva». — Illegittimità della stabilizzazione in ruolo alle dipendenze delle Asl di medici in precedenza impiegati con rapporti di parasubordinazione o a termine. — Illegittimità della stabilizzazione in ruolo di personale dirigenziale medico in precedenza impiegato con rapporto a termine. — Illegittimità della disciplina regionale dei controlli in caso di assenza pe

Rapporto di lavoro

Le Sezioni Unite reinterpretano l’art. 6 della legge n. 604 del 1966

Articolo scritto da: Enrico Maria Terenzio

L’impugnazione del licenziamento ai sensi dell’art. 6, legge n. 604/66, formulata mediante dichiarazione spedita al datore di lavoro con missiva raccomandata a mezzo del servizio postale, deve intendersi tempestivamente effettuata allorché la spedizione avvenga entro sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento o dei relativi motivi, anche se la dichiarazione medesima sia ricevuta dal datore di lavoro oltre il termine menzionato

Corte di Cassazione, N.8830-14 Aprile 2010

(Corte di Cassazione
N:8830 - 14 Aprile 2010)

s.Uu. – Pres. Carbone, Est. Morcavallo, P.M. Gambardella (conf.) – C. G. (avv.ti Russo, Bianco) c. B.M.P.S. Spa (avv. Scognamiglio). Conf. Cass., Sez. lav., 4 settembre 2008, n. 22287

Note: Le Sezioni Unite reinterpretano l’art. 6 della legge n. 604 del 1966
Parole chiave: Licenziamento individuale :: decadenza ::

Licenziamento individuale – Impugnazione stragiudiziale – Spedizione di missiva raccomandata – Ricezione oltre il termine di cui all’art. 6, legge n. 604/66 – Decadenza – Esclusione.

L’impugnazione del licenziamento ai sensi dell’art. 6, legge n. 604/66, formulata mediante dichiarazione spedita al datore di lavoro con missiva raccomandata a mezzo del servizio postale, deve intendersi tempestivamente effettuata allorché la spedizione avvenga entro sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento o dei relativi motivi, anche se la dichiarazione medesima sia ricevuta dal datore di lavoro oltre il termine menzionato, atteso che – in base ai princìpi generali in tema di decadenza, enunciati dalla giurisprudenza di legittimità e affermati, con riferimento alla notificazione degli atti processuali, dalla Corte Costituzionale – l’effetto di impedimento della decadenza si collega, di regola, al compimento, da parte del soggetto onerato, dell’attività necessaria
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.

Articolo scritto da: Daniele Costanzi

la sentenza in commento compie ora un nuovo passo verso il distaccamento della disciplina dell’art. 2110 cod. civ. da quella della legge n. 604/1966 dichiarando la non applicabilità alla previsione codicistica della decadenza di cui all’art. 6 della legge n. 604 stessa. La Suprema Corte, però, nell’esprimere tale principio si pronuncia in maniera apodittica senza spiegare diffuse argomentazioni

Corte di Cassazione, N.7658-30 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:7658 - 30 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Ravagnini, Est. De Renzis, P.M. Velardi (concl. conf.) – N. M. (avv.ti Afeltra, Zezza) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Pessi, Trifiroi). Conferma Corte d’App. Venezia, 10 maggio 2006

Note: Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.
Parole chiave: Malattia :: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 2110 cod. civ. – Periodo di Comporto – Impugnativa – Termine di decadenza ex legge n. 604/1966 – Esclusione.

La fattispecie di recesso del datore di lavoro, per le ipotesi di assenze de- terminate da malattia del lavoratore, è soggetta alle regole dettate dall’art. 2110 cod. civ., che prevalgono, per la loro specialità, sia sulla disciplina ge- nerale della risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità parzia- le della prestazione lavorativa, sia sulla disciplina limitativa dei licenzia- menti individuali.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte di Cassazione, N.1861-28 Gennaio 2010

(Corte di Cassazione
N:1861 - 28 Gennaio 2010)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Monacci, P.M. Fedeli (diff.) – F. M. (avv. Fortuna) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Fiorillo, Granozzi). Cassa Corte d’App. Palermo, 13 febbraio 2006.

Note: Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.
Parole chiave: Malattia :: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 2110 cod. civ. – Periodo di Comporto – Impugnativa – Termine di decadenza ex art. 6, legge n. 604/1966 – Esclusione.

Dato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è regolato dalla legge n. 604 del 1966, e successive modificazioni, ma dal- l’art. 2110 cod. civ., comma 2, in questa ipotesi l’impugnazione da parte del prestatore di lavoro non è soggetta al termine di decadenza stabilito dall’art. 6 della stessa legge
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Lo stato di soggezione del lavoratore recluso non fa decorrere la prescrizione in corso di rapporto

Articolo scritto da: Filippo Aiello

Per i diritti del prestatore di lavoro carcerario deve escludersi il decorso del termine prescrizionale in costanza di rapporto, giustificandosi la sospensione sino alla cessazione del medesimo, in relazione alla situazione di metus che può ingenerarsi nel lavoratore detenuto

Corte di Cassazione, N.6952-23 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:6952 - 23 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Stile, P.M. Matera (conf.) – Ministero della Giustizia (Avvocatura dello Stato) c. P. N. Conf. Corte d’Appello Roma, 15 dicembre 2005.

Note: Lo stato di soggezione del lavoratore recluso non fa decorrere la prescrizione in corso di rapporto
Parole chiave: prescrizione :: lavoro carcerario ::

Prescrizione – Lavoro dei detenuti – Decorrenza del termine – Sospensione fino alla cessazione del rapporto.

Per i diritti del prestatore di lavoro carcerario deve escludersi il decorso del termine prescrizionale in costanza di rapporto, giustificandosi la sospensione si- no alla cessazione del medesimo, in relazione alla situazione di metusche può ingenerarsi nel lavoratore detenuto.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

La Cassazione e i controlli a distanza sui lavoratori

Articolo scritto da: Alessandro Bellavista

La nota esamina la sentenza 4375/10 della Cassazione. La S.C. ha mosso un altro passo nella direzione di ritenere applicabile l’art. 4 St.lav. a tutti i controlli resi possibili dalle applicazioni delle moderne tecnologie. Nella specie la S.C. ha affermato il principio che l’installazione di programmi informatici che controllano l’uso di Internet da parte dei dipendenti è subordinata al rispetto della procedura di cui al c. 2 dell’art 4 St. Nella specie è stato ritenuto illegittimo il licenziamento intimato alla lavoretrice che aveva utilizzato internet in contrasto con le direttive del datore

Corte di Cassazione, N.4375-23 Febbraio 2010

(Corte di Cassazione
N:4375 - 23 Febbraio 2010)

Pres. Battimiello, Est. Nobile – P.M. Matera (concl. conf.) – Società Recordati (avv.ti. Ferzi e Daverio) c. L. (avv.ti Proia e Noro). Conferma Corte d’App. Milano, 30 settembre 2005.

Note: La Cassazione e i controlli a distanza sui lavoratori

Controlli del datore di lavoro – Programma informatico di monitoraggio dell’uso di internet – Art. 4 Stat. lav. – Violazione della procedura di cui al comma 2 della disposizione – Licenziamento – Illegittimità.

Vìola l’art. 4, comma 2, Stat. lav. il datore di lavoro che si avvalga di un programma informatico che consenta il monitoraggio dell’utilizzazione di internet da parte dei lavoratori senza il rispetto della procedura prevista dalla disposizione.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Ancora brevi note sulle conseguenze in caso di omessa impugnativa del licenziamento

Articolo scritto da: Antonio Federici

Il lavoratore che non abbia impugnato il licenziamento nel termine di decadenza può far valere profili di illegittimità del licenziamento diversi da quelli previsti dalla normativa speciale. La predetta decadenza impedisce al lavoratore di richiedere il risarcimento del danno secondo le norme codicistiche ordinarie, nella misura in cui non consente di far accertare in sede giudiziale la illegittimità del licenziamento

Corte di Cassazione, N.2676-5 Febbraio 2010

(Corte di Cassazione
N:2676 - 5 Febbraio 2010)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Rel. Zappia, P.M. Matera (concl. conf.) – Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Morrico) c. B. A., G. G., C. L., Z. G., Ce Vi. (avv. Speranzoni). Cassa Corte d’App. Venezia, 15 ottobre 2006, n. 182

Note: Ancora brevi note sulle conseguenze in caso di omessa impugnativa del licenziamento

Licenziamento individuale – Omessa impugnativa – Risarcibilità dei danni – Normativa speciale e normativa comune – Limitazioni.

Il lavoratore che non abbia impugnato il licenziamento nel termine di de- cadenza può far valere profili di illegittimità del licenziamento diversi da quel- li previsti dalla normativa speciale. La predetta decadenza impedisce al lavora- tore di richiedere il risarcimento del danno secondo le norme codicistiche ordi- narie, nella misura in cui non consente di far accertare in sede giudiziale la il- legittimità del licenziamento.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

L’illegittimità del licenziamento e il risarcimento del danno: il concorso di colpa fra il datore di lavoro e il lavoratore

Articolo scritto da: Luciana Forte

L’art. 12, comma 3, legge n. 223/1991 (come modificato dall’art. 7, comma 7, d.l. n. 148/1993) dev’essere interpretato nel senso che, per le imprese commerciali, la verifica del requisito occupazionale dei 50 dipendenti, necessario per la concessione del trattamento di mobilità, deve essere effettuata non al momento dell’apertura della procedura di mobilità, ma sulla media del semestre precedente la stessa apertura

Corte di Cassazione, N.25308-1 Dicembre 2009

(Corte di Cassazione
N:25308 - 1 Dicembre 2009)

Pres. Roselli, Cons. Est. Di Nubila – Banca Nazionale del Lavoro Spa (avv. Roberto Fessi) c. P. S. (avv.ti Fontana, De Luca Tamajo). Conf. Corte d’Appello Salerno, n. 1134/06, depositata il 29 agosto 2006.

Note: L’illegittimità del licenziamento e il risarcimento del danno: il concorso di colpa fra il datore di lavoro e il lavoratore
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Lavoro subordinato – Licenziamento – Illegittimità – Risarcimento del danno – Liquidazione oltre le cinque mensilità – Art. 18 dello Statuto dei lavoratori – Art. 1227, comma 2, cod. civ.

«La legge n. 300 del 1970, art. 18, stabilisce che in caso di licenziamen- to illegittimo spetta al lavoratore la reintegrazione e un risarcimento del dan- no commisurato alla retribuzione, con un minimale di cinque mensilità. Non esiste quindi alcun automatismo tra la retribuzione medio tempore percepibi- le e il risarcimento del danno, il quale può esser ridotto in determinate circo- stanze».
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

La discrezionalità nell'esercizio dei poteri datoriali e il sindacato giudiziale

Articolo scritto da: Maria-Cristina Cimaglia

La sentenza, relativa a un caso di mobbing perpetrato a danno di una lavoratrice, offre spunti di riflessione circa il profilo della sindacabilità giudiziale delle modalità di esercizio discrezionale dei poteri da parte del datore. La nota ricostruisce le tecniche di tutela che, nell’ambito del diritto del lavoro, sono state adottate a protezione dei lavoratori avverso modalità di esercizio dei poteri del datore che potessero risultare lesive di interessi fondamentali della persona e solleva riflessioni circa l’evoluzione nel sistema di responsabilità civile in materia di abuso del diritto

Tribunale Modena, N.583-18 Gennaio 2010

(Tribunale Modena
N:583 - 18 Gennaio 2010)

Est. Ponterio – XX (avv.ti Giuliano, Sammartino) c. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Avvocatura dello Stato).

Note: La discrezionalità nell'esercizio dei poteri datoriali e il sindacato giudiziale

Mansioni e qualifiche – Dequalificazione – Mobbing – Danno biologico – Danno non patrimoniale – Esercizio dei poteri datoriali.

La condotta del datore di lavoro, materialmente posta in essere dai superiori gerarchici della lavoratrice, che dalle prove raccolte dimostri in modo in equivoco una condizione di forte sofferenza in ambito lavorativo non legata solo a una qualifica inferiore rispetto ai titoli posseduti oppure ad aspettative non realizzate, bensì a comportamenti vessatori, ingiusti e mortificanti, è illegittimo in quanto contrario agli obblighi di cui all’art. 2087 cod. civ. e, in particolare, al dovere di fare tutto quanto necessario al fine di tutelare la salute, la personalità morale del lavoratore e la sua dignità sul luogo di lavoro. Tale dovere viene disatteso quando nelle modalità di esercizio dei poteri del datore non si ravvisa un’adeguata giustificazione.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Nota a Tribunale Bologna 2 aprile 2010

Articolo scritto da: Laura Calafà

La sentenza evidenzia lil legame tra trattamento dei genitori-lavoratori e discriminazioni. Essa stabilisce il principio per cui la modifica delle mansioni della lavoratrice, al rientro da un’assenza per maternità, è da considerarsi discriminatoria previa verifica della riduzione dei contenuti professionali delle mansioni assegnate. Nella specie il trattamento peggiorativo subito dalla lavoratrice vìola la ratio di tutela che ispira il legislatore costituzionale che ripudia la disincentivazione del ruolo materno conseguente al pregiudizio delle aspettive di crescita prof. della lavoratrice

Tribunale Bologna ord., N.-2 Aprile 2010

(Tribunale Bologna ord.
N: - 2 Aprile 2010)

Giud. Coco – I. M. e Consigliera provinciale di parità Provincia Bologna c. Centrale Adriatica Società Cooperativa.

Note: Nota a Tribunale Bologna 2 aprile 2010

Mansioni e qualifiche – Lavoratrice madre – Rientro dal congedo di maternità – Modificazione delle mansioni – Passaggio da addetta al controllo di qualità ad addetta al data entry fornitori – Trattamento discriminatorio – Nullità.

La modificazione delle mansioni della lavoratrice al rientro dal periodo di congedo di maternità e parentale della durata complessiva di sei mesi, con il passaggio da responsabile del controllo qualità a quello di addetta al data entry fornitori è da considerarsi discriminatoria previa verifica della riduzione dei contenuti professionali delle mansioni assegnate, che non sono di concetto secondo la declaratoria del Ccnl applicato, senza che la qualifica di coordinatrice del servizio attribuita valga a riequilibrare l’ascrivibilità delle attività assegnate a mansioni esecutive. Tale trattamento vìola la ratio di tutela che ispira il legislatore costituzionale e speciale, in coerenza con l’idem sentire della collettività che ripudia la disincentivazione dell’essenziale ruolo materno
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Nota a Tribunale Bolzano, 24 novembre 2009

Articolo scritto da: Carlo Lanzinger

L'articolo esamina la fattispecie del contratto a termine di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Secondo la più recente giurisprudenza di merito tale ipotesi di lavoro a termine, previsto dall’art. 8, co. 2, l. 223/91 prescinde dalle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo previste dal d. lgs 368/01. L'interpretazione deriva dall’esclusione di tale fattispecie dall’ambito di applicazione del d. lgs. 368 e dalla necessità di reintrodurre i soggetti iscritti nelle liste di mobilità nel mondo del lavoro. Si riporta un precedente di segno opposto

Tribunale Bolzano, N.274-24 Novembre 2009

(Tribunale Bolzano
N:274 - 24 Novembre 2009)

Est. Puccetti – M. T. (avv.ti Modena, Rossi) c. Fercam Spa (avv.ti Daverio, Morandi).

Note: Nota a Tribunale Bolzano, 24 novembre 2009

Lavoro subordinato – Contratto a tempo determinato – Art. 1, d.lgs. n. 368/2001 – Art. 8, comma 2, legge n. 223/1991 – Lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – Conversione rapporto – Esclusione.

I lavoratori iscritti nelle liste di mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine della durata non superiore a dodici mesi. Tale ipotesi di lavoro a termine, previsto dall’art. 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, prescinde dalle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo previste dal d.lgs. n. 368/2001. Le ragioni oggettive richieste generalmente per il lavoro a termine non sono richieste nell’ipotesi dei lavoratori in mobilità, dove, invece, prevale la necessità di reintrodurre tali soggetti nel mondo del lavoro.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Diritto sindacale

In dubious battle. Crumiraggio e condotta antisindacale nel bilanciamento tra diritto di sciopero e libera iniziativa economica

Articolo scritto da: Federico Siotto

Le sentenze ripercorrono i principali nodi sistematici che riguardano il rapporto tra condotta antisindacale, diritto di sciopero e crumiraggio, con particolare attenzione ai fenomeni di sostituzione del personale in sciopero e demansionamento dei lavoratori che non aderiscono alla protesta. La nota affronta la relazione tra libera iniziativa economica e dimensione sociale del conflitto, soffermandosi sul contrasto e necessario bilanciamento tra gli atti di esercizio del potere direttivo datoriale, compiuti al fine di limitare i danni dello sciopero, e il diritto all’autotutela collettiva

Tribuinale Torino, decr., N.-1 Giugno 2010

(Tribuinale Torino, decr.
N: - 1 Giugno 2010)

Pres. Est. Filicetti – Filcams-Cgil (avv.ti F. e N. Raffone) c. Scc Srl (avv.ti Manca, Zucchetti, Finazzi, Boni, Frus

Note: In dubious battle. Crumiraggio e condotta antisindacale nel bilanciamento tra diritto di sciopero e libera iniziativa economica

Sciopero – Sostituzione di lavoratori in sciopero – Crumiraggio – Lavoratori in somministrazione – Condotta antisindacale – Sussiste.

Ha natura antisindacale la condotta dei direttori dei punti vendita di un supermercato che hanno fatto ricorso a lavoratori in regime di somministrazione per sostituire propri dipendenti che abbiano aderito a uno sciopero nazionale. Qualora il ricorso al lavoro somministrato non sia stato programmato anteriormente alla proclamazione dello sciopero, si considera non rispettato l’obbligo di informativa nei confronti delle Rsa e delle Oo.Ss. territoriali previsto espressamente dall’art. 24, comma 4, del d.lgs. n. 276/2003.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte di Cassazione, N.26368-16 Dicembre 2009

(Corte di Cassazione
N:26368 - 16 Dicembre 2009)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Morcavallo, P.M. Fuzio (conf.) – Auchan Spa (avv.ti Trifirò, Zucchinali, Corna) c. Filcams Cgil Venezia (avv.ti Andreoni, Grandese). Cassa Corte d’Appello Venezia, 27 gennaio 2006.

Note: In dubious battle. Crumiraggio e condotta antisindacale nel bilanciamento tra diritto di sciopero e libera iniziativa economica
Parole chiave: sciopero :: crumiraggio ::

Sciopero – Sostituzione di lavoratori in sciopero – Crumiraggio – Lavoratori in somministrazione e lavoratori adibiti a mansioni inferiori – Condotta antisindacale – Non sussiste.

Il diritto di iniziativa economica dell’imprenditore (art. 2082 cod. civ.), costituzionalmente garantito (art. 41 Cost.), persiste anche in presenza di uno sciopero indetto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, trovan- do in tale iniziativa il suo limite; nella logica di un necessario bilanciamen- to, il diritto di sciopero non può dirsi leso quando il diritto di continuare l’attività produttiva, al fine di limitare gli effetti negativi dell’astensione dal lavoro sulla situazione economica dell’azienda, sia esercitato affidando ad altri dipendenti i compiti degli addetti aderenti all’agitazione, senza che ri- sultino violate norme poste a tutela di situazioni soggettive dei lavoratori.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte di Cassazione, N.12811-3 Giugno 2009

(Corte di Cassazione
N:12811 - 3 Giugno 2009)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Curzio, P.M. Riello (diff.) – Autostrade per l’Italia Spa (avv.ti Morrico, Favalli) c. Uiltrasporti regionale della Toscana, Filt Cgil comprensoria- le fiorentina, Fit Cisl Toscana (avv.ti Giorgio, Rusconi). Conf. Corte d’Appello Firenze, 1° gennaio 2005.

Note: In dubious battle. Crumiraggio e condotta antisindacale nel bilanciamento tra diritto di sciopero e libera iniziativa economica
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Adibizione del lavorato- re a mansioni inferiori – Sostituzione di lavoratori in sciopero – Divieto.

È antisindacale la condotta di un datore di lavoro che, in occasione di uno sciopero, utilizza personale dirigente, quadri, impiegati di elevato livel- lo per svolgere le mansioni degli addetti del pedaggio che hanno aderito al- l’astensione. Il datore di lavoro non può sostituire i dipendenti in sciopero con lavoratori di qualifica superiore impiegandoli in mansioni inferiori al fine di neutralizzare gli effetti dell’astensione. In tal caso si ha una lesione del- l’interesse collettivo del sindacato nella sua capacità di difendere i diritti dei lavoratori mediante la coalizione solidale, perché fa derivare dallo sciopero conseguenze illegittime per altri dipendenti, dividendo gli interessi dei lavo- ratori e ponendoli in contrasto tra loro e con le organizzazioni sindacali.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Articolo scritto da: Susanna Ferrario

Entrambe le sentenze qui esaminate muovono dal rifiuto opposto dal datore di lavoro B. Spa alla richiesta, avanzata dal singolo componente di Rsu, di indire l’assemblea retribuita; non avendo la certezza di possedere i requisiti necessari a ricorrere ex art. 28 Stat. lav., il sindacato Slai Cobas, a cui il componente Rsu era affiliato, decideva, infatti, di agire anche ex artt. 700 e 414 cod. proc. civ.

Trubunael Monza, N.198-23 Marzo 2010

(Trubunael Monza
N:198 - 23 Marzo 2010)

Est. Di Lauro – Slai Cobas e D. B. (avv. Rizzoglio) c. B. Spa (avv.ti Lesce, Pavan).

Note: Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Condotta antisindacale – Organizzazioni sindacali – Rappresentanze sindacali unitarie – Diritto di assemblea – Titolarità – Antisindacalità della condotta datoriale – Danni.

Il datore di lavoro che neghi al singolo componente di Rsu il diritto di indire l’assemblea retribuita pone in essere una condotta antisindacale e deve essere condannato al risarcimento del danno all’operatività, immagine e rappresentatività patito dal sindacato, essendo l’assemblea una delle espressioni più significative dell’attività sindacale
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale Monza, N.539-20 Ottobre 2009

(Tribunale Monza
N:539 - 20 Ottobre 2009)

Est. Pizzi – B. Spa (avv.ti Lesce, Pavan) c. Slai Cobas (avv. Rizzoglio).

Note: Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Condotta antisindacale – Legittimazione attiva – Attribuzione alle associazioni sindacali a carattere nazionale – Requisiti – Stipulazione del contratto collettivo nazionale – Non necessità – Effettività dell’azione sul territorio nazionale

Ai fini della legittimazione ad agire ai sensi dell’art. 28 Stat. lav., la stipulazione di Ccnl, benché tipica espressione della presenza di un sindacato a livello nazionale, non può ritenersi esclusivo elemento indicativo del requisito della nazionalità, essendo sufficiente che l’O.S. dimostri di aver svolto in concreto attiva sindacale su gran parte del territorio nazionale
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sicurezza sociale

Estensione della competenza funzionale del giudice del lavoro e risarcibilità del danno da morte

Articolo scritto da: Alessandra Lupi

La domanda di risarcimento proposta, iure proprio, dai congiunti del lavoratore deceduto a seguito di infortunio, per i danni agli stessi derivanti dalla morte del familiare, rientra nella competenza funzionale del giudice del lavoro in quanto trova nel rapporto di lavoro subordinato la sua ragione giustificativa, indipendentemente dalla natura extracontrattuale della responsabilità fatta valere in giudizio

Tribunale Ravenna, N.-9 Settembre 2009

Infortuni e malattie professionali – Danno iure proprio e iure hereditatis dei congiunti – Competenza del giudice del lavoro – Sussistenza. Infortuni e malattie professionali – Danno tanatologico – Risarcibilità

La domanda di risarcimento proposta, iure proprio, dai congiunti del lavoratore deceduto a seguito di infortunio, per i danni agli stessi derivanti dalla morte del familiare, rientra nella competenza funzionale del giudice del lavoro in quanto trova nel rapporto di lavoro subordinato la sua ragione giustificativa, indipendentemente dalla natura extracontrattuale della responsabilità fatta valere in giudizio. (1) Il danno tanatologico riportato dalla vittima per la perdita oggettiva del bene vita è una voce di danno non patrimoniale distinta sia dal danno biologico che da quello morale, rilevante ai sensi dell’art. 2059 cod. civ. nonché degli artt. 2 e 32 Cost.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Prestazione di fatto e lavoro immigrato

Articolo scritto da: Monica McBritton

L’art. 2126 cod. civ. trova applicazione anche nell’ipotesi di contratto di lavoro nullo perché stipulato da straniero extracomunitario prima di regolare autorizzazione al lavoro. L’assunzione di lavoratore extracomunitario irregolare comporta il versamento ai competenti enti previdenziali – ex art. 2126 cod. civ. – dei relativi contributi.

Corte di Cassazione, N.7380-23 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:7380 - 23 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Curzio, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – G. M. (avv.ti Menghini, Carapelle) c. Uniriscossioni Spa e c. Inps (avv.ti Cossu, Correra, Coretti). Conf. Corte d’Appello Torino, 24 settembre 2006.

Note: Prestazione di fatto e lavoro immigrato

Previdenza e assistenza – Assicurazione Ivs – Contribuzione - Lavoratore extracomunitario irregolare – Prestazione di fatto – Art. 2126 cod. civ. – Contributi previdenziali.

L’art. 2126 cod. civ. trova applicazione anche nell’ipotesi di contratto di lavoro nullo perché stipulato da straniero extracomunitario prima di regolare autorizzazione al lavoro. L’assunzione di lavoratore extracomunitario irregolare comporta il versamento ai competenti enti previdenziali – ex art. 2126 cod. civ. – dei relativi contributi
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Inquadramento previdenziale delle agenzie di somministrazione

Articolo scritto da: Francesco D'Alessandro

Le Agenzie per il lavoro sono tenute a effettuare i versamenti contributivi relativi ai lavoratori somministrati sulla base delle aliquote relative al settore di appartenenza delle Agenzie stesse (terziario), prescindendo completamente dalle aliquote previste e dall’inquadramento previdenziale delle aziende utilizzatrici presso le quali è svolta l’attività lavorativa

Tribunale di Roma, N.-20 Mag 2009

(Tribunale di Roma
N: - 20 Mag 2009)

Sez. lav. – Giud. Cirignotta – Articolo 1 Spa (avv. Ranieri) c. Inps, Scci Spa e Gerit Spa (avv. Piergentili).

Note: Inquadramento previdenziale delle agenzie di somministrazione

Somministrazione di lavoro – Inquadramento contributivo e previdenziale – Settore terziario – Effetti.

Le Agenzie per il lavoro sono tenute a effettuare i versamenti contributivi relativi ai lavoratori somministrati sulla base delle aliquote relative al settore di appartenenza delle Agenzie stesse (terziario), prescindendo completamente dalle aliquote previste e dall’inquadramento previdenziale delle aziende utilizzatrici presso le quali è svolta l’attività lavorativa
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa