Saggi

Sull’ingiustificatezza aggravata del licenziamento

Scritto da:

Dopo una breve esposizione del sistema delle sanzioni avverso il licenziamento illegittimo nel nuovo art. 18 e messo in luce come detto sistema non abbia modificato le nozioni di giusta causa e di giustificato motivo (né, di conseguenza, alterato il principio costituzionale della giustificazione necessaria del licenziamento), il saggio si concentra sull’alternativa tra indennità e reintegrazione. Vengono quindi analizzati i presupposti della scelta tra i due tipi di sanzione differenziando le due ipotesi del licenziamento disciplinare e del licenziamento economico.
After a brief presentation of the system of sanctions against unfair dismissal in the new art. 18 and having shed light on how such a system has not changed the notions of just cause and legitimate reason (nor consequently altered the constitutional principle of justification required for the dismissal), the research/study focuses on...

La riforma del licenziamento individuale tra law and economics e giurisprudenza (Parte II)

Scritto da:

Il saggio analizza la «colonizzazione» del Diritto del lavoro da parte dell’Economia. Tutte le riforme in materia di lavoro sono giustificate dal raggiungimento di obiettivi economicisenza considerare la specifica «essenza» di questo diritto (la protezione del lavoratore e la garanzia dei suoi diritti fondamentali). Queste riforme non hanno ottenuto i risultati economici promessi anche perché l’Economia è diventata una scienza puramente teorica, priva di riscontri empirici. Lo studio analizza quindi la giurisprudenza sui licenziamenti individuali dopo la riforma introdotta nel 2012.
The essay analyzes the «colonization» of labour law by Economics. All the reforms in the labour Law field are justified by the reaching of some economic targets (efficiency, growth of employment, company competitiveness), without considering the specific «essence» of the matter (the protection of the worker and the guarantee of his fundamental rights)....

I regolamenti europei di sicurezza sociale nella recente giurisprudenza della Corte di Giustizia

Il saggio ricostruisce le più recenti linee interpretative tracciate dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia con riferimento ai diversi aspetti della disciplina europea di coordina- mento dei regimi nazionali di sicurezza sociale, di cui ai Regolamenti n. 1408/1971 e n. 883/2004.
The article deals with the evolution of the case law of the European Court of Justice on coor- dination of social security systems in Europe (Regulations n. 1408/1971 and n. 883/2004), with particular emphasis on recent judgements.

L’Accordo interconfederale del 10 gennaio 2014 e le «nuove» Rsu

Scritto da:

Il saggio, nell’ambito della riforma del sistema delle relazioni sindacali e della complessa transizione dall’Accordo interconfederale del 20 dicembre 1993 a quello del 10 gennaio 2014, si occupa della parte II dedicata alla regolamentazione della rappresentanza in azienda. In particolare, il saggio analizza la disciplina delle «nuove» Rsu attraverso un’illustrazione delle principali modifiche rispetto alla disciplina preesistente, individuando in esse il prisma attraverso il quale osservare i cambiamenti e le tensioni che hanno attraversato le relazioni sindacali negli ultimi anni.
The paper focuses on the italian industrial relations system reform and on the complex transition from the Agreement of 20 december 1993 to the Agreement of 10 january 2014. In the part II the Author deals with the regulation of workers’ representation within the plant and, in particular, the essay underlines the rules...

Non discriminazione, licenziamento discriminatorio ed effettività delle tutele

Scritto da:

Il saggio analizza la disciplina dell’art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 in tema di licenziamento discriminatorio. La scelta di attribuire la tutela della reintegrazione al caso del licenziamento discriminatorio non sembra essere irrazionale: la non discriminazione presidia diritti fondamentali della persona che debbono essere tutelati in maniera prioritaria dall’ordinamento. Sennonché l’esperienza pratica mostra che la normativa antidiscriminatoria ha trovato scarsa applicazione nel nostro ordinamento.
Article 18 of the law 20th of may 1970, n. 300, although modified by the law 28th of june 2012, n. 92, protects employee with the reinstatement and with the special regime of compensation provided by the previous version of the article 18, in case of discriminatory dismissal or in case of the...

Tendenze della contrattazione nazionale in materia di contratto a termine,part-time e apprendistato professionalizzante (ParteI)

Scritto da:

Il saggio si prefigge l’obiettivo di ricostruire le principali scelte regolative compiute dalle parti negoziali nei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore privato, con riferimento al contratto a termine, al part-time e all’apprendistato professionalizzante; contratti in relazione ai quali l’intervento dell’autonomia collettiva risulta più diffuso, consistente e significativo, anche in ragione dei diversi rinvii operati dal legislatore alla contrattazione.
The study aims to analyse the most relevant rules set by collective agreements in the «private sector» concerning fixed-term, part-time and professional apprenticeship contracts, whose contractual clauses are more widespread, consistent and significant, due also to several references in the legal frame to the collective bargaining. Some of these legislative references, introduced in recent...

Il lavoro intermittente nelle recenti riforme del mercato del lavoro

Scritto da:

L’Autore analizza la disciplina sul contratto di lavoro a chiamata, alla luce delle recenti riforme del mercato del lavoro. Secondo l’Autore, le modifiche intervenute non contribuiscono a risolvere determinate questioni interpretative, a partire dalla qualificazione di questa tipologia contrattuale e dai dubbi di legittimità costituzionale che sono stati avanzati in dottrina. Nel saggio dopo aver messo in rilievo la differenza tra orario di lavoro, riposo e reperibilità, si propone una lettura coerente ai princìpi costituzionali e alla nozione di subordinazione del lavoro a chiamata.
The Author analyzes the discipline about job on call, after the recent reforms of the labor market. The Author asserts that legislative reforms do not help to resolve some specific interpretative questions, from the qualification of this type of contract to the doubts on its constitutionality which have been advanced in legal literature....

Opinioni a confronto: Il Testo Unico sulla rappresentanza sindacale

Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 stipulato tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Una riflessione critica

Scritto da:

L’angolo visuale in cui si pone la presente riflessione è limitato all’esame di eventuali profili critici contenuti nell’Accordo interconfederale stipulato il 10 gennaio 2014 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, denominato «Testo Unico sulla rappresentanza», con riferimento alla loro compatibilità con le regole associative e statutarie, con particolare attenzione alle Carte della Cgil e delle federazioni che a essa aderiscono.

Alcune osservazioni a proposito dell’Accordo del 10 gennaio 2014

Scritto da:

Appena sottoscritto il Protocollo del maggio 2013 la Fiom espresse vivo apprezzamento per i suoi contenuti. L’apprezzamento era tanto convinto che si chiedeva che esso trovasse «piena applicazione a partire dal settore metalmeccanico, per concludere definitivamente la pratica degli accordi separati». Diverso, invece, è stato l’atteggiamento della Fiom di fronte all’Accordo del 10 gennaio. L'autore analizza la consistenza delle ragioni del dissenso, che sembrano sostanzialmente far leva su due punti: quello dei meccanismi sanzionatori e quello dei diritti sindacali in azienda

Dissensi e consensi sul Testo Unico sulla rappresentanza: un bilancio tra politica e diritto

Scritto da:

Nelle settimane successive alla firma del Testo Unico sulla rappresentanza non sono mancati commenti dai toni assai preoccupati, talvolta sferzanti, non solo da esponenti del mondo sindacale ma anche da qualche giurista. L'autore analizza alcune questioni più controverse dell'accordo.

Note e commenti

Il diritto alla vita appeso al ramo e la svolta risarcitoria

Scritto da:

Con la sentenza n. 1361/2014 la Cassazione perviene a una storica svolta, riconoscendo per la prima volta il diritto al risarcimento del «danno alla vita » in quanto tale, ovvero il danno da morte propria della vittima, trasmissibile agli eredi quali che essi siano, nei cui confronti dovrà essere conseguentemente corrisposto l’equivalente. Si tratta di una sentenza importante che segna un cambiamento di rotta epocale rispetto a un orientamento giurisprudenziale foriero di ingiustizie e disparità di trattamento, troppo a lungo praticate.

Osservatorio della corte costituzionale

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2014. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

Art. 43 della legge della Regione Abruzzo 8 febbraio 2005, n. 6 — Art. 16 della legge 23 luglio 1991, n. 223 - Art. 32, comma 5, della legge 4 novembre 2010, n. 183, come interpretato autenticamente dall’art. 1, comma 13, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2014. Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

Estinzione processi pendenti sotto i 500 euro. — 2. Irretroattività decadenze previdenziali. — 3. Sanzioni penali per omissione contributiva.

osservatorio Legge Fornero

Il rito Fornero nella giurisprudenza: questioni ancora aperte

Articolo scritto da: Domenico Dalfino

Premessa. — Procedimento sommario. — Esclusività e obbligatorietà del rito anche per il datore di lavoro che agisca in prevenzione e proponibilità di domanda riconvenzionale da parte del lavoratore. — Rilevabilità e decidibilità di questioni pregiudiziali e preliminari. — Ambito di applicazione e mutamento del rito. — (Non) ricorribilità per cassazione dell’ordinanza. — Opposizione. Incompatibilità tra giudice della fase sommaria e giudice dell’opposizione? — «Reclamo»: contenuto dell’atto introduttivo.

Rapporto di lavoro

La rilevanza del consenso del lavoratore nelle operazioni di esternalizzazione

Articolo scritto da: MassimoPallini

L'articolo indaga le condizioni in cui sussiste l’obbligo del lavoratore al passaggio alle dipendenze del cessionario di un ramo aziendale alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia e della Cassazione. L’A. ravvisa nella direttiva 23/2001/CE e nell’art. 2112 c.c. la fonte di un diritto del lavoratore al passaggio, diritto che può ben essere liberamente esteso dal legislatore nazionale ad ipotesi ulteriori rispetto a quelle disciplinate dalla direttiva. La fonte del corrispondente obbligo del lavoratore a detto passaggio, invece, è individuato nel disposto dell’art. 2558 c.c..

Corte Giustizia, N.C-458/12-6 Marzo 2014

Trasferimento di azienda – Direttiva n. 2001/23/Ce – Ramo aziendale non preesistente – Rapporti di lavoro – Legittimità della successione del cessionario al cedente.

L’art. 1, paragrafo 1, lettere a e b, della Direttiva n. 2001/23/Ce del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, la quale, in presenza di un trasferimento di una parte di impresa, consenta la successione del cessionario al cedente nei rapporti di lavoro nell’ipotesi in cui la parte di impresa in questione non costituisca un’entità economica funzionalmente autonoma preesistente al suo trasferimento.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Cassazione, N.10128-9 Mag 2014

(Cassazione
N:10128 - 9 Mag 2014)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Tricomi, P.M. Giacalone (conf.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Boccia, Romei) c. C.A. e C.F. (avv. Bolognesi). Conf. Corte d’Appello Roma n. 6352/2011.

Note: La rilevanza del consenso del lavoratore nelle operazioni di esternalizzazione

Trasferimento di azienda – Art. 2112 cod. civ. – Rapporti di lavoro – Successione del cessionario al cedente – Necessità della preesistenza del ramo aziendale.

Per ramo autonomo d’azienda deve intendersi, ai fini della trasferibilità dello stesso, ogni entità economica organizzata in maniera stabile che, in occasione del trasferimento, conservi la propria identità, presupponendosi dunque una preesistente realtà produttiva funzionalmente autonoma e non anche una struttura produttiva creata ad hoc in occasione del trasferimento. Il ramo d’azienda ceduto può comprendere anche beni immateriali, ma non può mai ridursi solo a essi.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Cassazione, N.8756-15 Aprile 2014

(Cassazione
N:8756 - 15 Aprile 2014)

Sez. lav. – Pres. Stile, Est. Bandini, P.M. Celeste (conf.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Boccia, Romei) c. F.A. (avv.ti Luberto, Montaldo). Conf. Corte d’Appello L’Aquila n. 672/2010.

Note: La rilevanza del consenso del lavoratore nelle operazioni di esternalizzazione

Trasferimento di azienda – Art. 2112 cod. civ. – Rapporti di lavoro – Successione del cessionario al cedente – Necessità della preesistenza del ramo aziendale

Per ramo autonomo d’azienda deve intendersi, ai fini della trasferibilità dello stesso, ogni entità economica organizzata in maniera stabile che, in occasione del trasferimento, conservi la propria identità, presupponendosi dunque una preesistente realtà produttiva funzionalmente autonoma e non anche una struttura produttiva creata ad hoc in occasione del trasferimento. Il ramo d’azienda ceduto può comprendere anche beni immateriali, ma non può mai ridursi solo a essi.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

La frode alla legge nel trasferimento di ramo di azienda

Articolo scritto da: Angela Gambardella

Detta altrimenti: rimanendo ancorati al caso di specie, si rinviene nel nostro ordinamento giuridico un obbligo di garanzia a carico dell’imprenditore verso i propri collaboratori da adempiere al momento dell’esercizio del diritto di dismissione? Dove finisce, nel sistema produttivo, l’obbligo del datore di lavoro (l’interesse dell’impresa) e dove comincia il diritto del prestatore di manodopera (la tutela del lavoro)?

Cassazione, N.9090-22 Aprile 2014

(Cassazione
N:9090 - 22 Aprile 2014)

Sez. lav. – Pres. Stile, Est. Mancino, P.M. Giacalone (conf.) – A. e altri (avv.ti Muggia e Cossu) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Degli Occhi, Nobili e D’Alessandrio) nonché c. Inps (avv.ti Coretti, Correra e Maritato). Conf. Corte d’Appello Torino, 20 dicembre 2006.

Note: La frode alla legge nel trasferimento di ramo di azienda

Trasferimento di azienda – Contratto in frode alla legge – Motivo illecito – Prognosi favorevole continuazione attività produttiva – Licenziamenti collettivi.

Il risultato, proprio della cessione di azienda, di dismettere la veste di imprenditore e datore di lavoro, con le relative obbligazioni, non può in nessun caso considerarsi vietato dalle norme di garanzia dei lavoratori, atteso che l’applicazione di esse non dipende dall’esserne destinatario un soggetto, anziché un altro; mentre, neppure il motivo illecito (a prescindere dal mancato accertamento in concreto della comunanza a entrambi i contraenti) è configurabile, ove si consideri che ragione determinante di un trasferimento di titolarità di beni ben può essere, del tutto lecitamente, proprio quella di addossare ad altri soggetti obbligazioni e oneri connessi. Dal sistema di garanzie apprestato dalla legge n. 223 del 1991 non è possibile enucleare un precetto che vieti...
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Abuso dei permessi per assistenza disabili e controlli occulti

Articolo scritto da: Marianna Russo

Il “cuore” della pronuncia in esame concerne l’indagine sui limiti dei controlli c.d. occulti del datore di lavoro. La Corte di Cassazione afferma la legittimità dei controlli affidati a un’agenzia investigativa per accertare l’abuso dei permessi ex L. n. 104/92 da parte del dipendente che, anziché assistere la madre invalida, parta per le vacanze. Tali controlli non violano la L. n. 300/70 quando siano motivati da un ragionevole sospetto, costituiscano l’extrema ratio e riguardino non l’inadempimento della prestazione, ma la condotta fraudolenta, suscettibile anche di rilevanza penale.

Cassazione, N.4984-4 Marzo 2014

(Cassazione
N:4984 - 4 Marzo 2014)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Arienzo, P.M. Matera (conf.) – N.D. (avv. Pelazza) c. Amsa Spa (avv.ti Zela, Vitali). Conf. Corte d’Appello Milano, 30 dicembre 2010

Note: Abuso dei permessi per assistenza disabili e controlli occulti

Controlli del datore di lavoro – Abuso dei permessi ex art. 33, legge n. 104/92 – Legittimità dei controlli occulti in presenza del sospetto di commissione di illeciti da parte del lavoratore – Utilizzabilità in giudizio delle prove acquisite da agenzia investigativa – Legittimità del licenziamento

È legittimo il controllo del datore di lavoro a mezzo di agenzia investigativa nei confronti del lavoratore che utilizzi impropriamente i permessi previsti dall’art. 33 della legge n. 104/1992, in quanto siffatto controllo non ha a oggetto l’adempimento o l’inadempimento della prestazione lavorativa, ma lo svolgimento di una condotta fraudolenta suscettibile anche di rilevanza penale
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Lavoro temporaneo, frode alla legge e prevenzione degli abusi

Articolo scritto da: Federico Siotto

Il contributo analizza i problemi interpretativi sorti nei recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di acquisizione indiretta di personale a tempo determinato, nelle forme di lavoro interinale e di somministrazione di manodopera. Le argomentazioni giuridiche delle Corti sono accomunate da una precisa finalità antielusiva: obbligare le parti a ben focalizzare ex ante i contenuti del contratto commerciale e di lavoro, in modo da permettere al lavoratore di conoscere sin dall’inizio, in modo dettagliato, quale sia l’incarico affidatogli

Cassazione, N.2763-6 Febbraio 2014

(Cassazione
N:2763 - 6 Febbraio 2014)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Balestrieri, P.M. Celentano (conf.) – Promos Spa (avv.ti Valenza, Di Teodoro) c. Inps (avv.ti Maritato, Sgroi, Caliulo). Conferma Corte d’Appello L’Aquila, 9 dicembre 2009.

Note: Lavoro temporaneo, frode alla legge e prevenzione degli abusi
Parole chiave: somministrazione di lavoro ::

Somministrazione di lavoro – Mancata previsione del divieto di reiterazione del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo – Temporaneità occasione di lavoro – Frode alla legge – Illegittimità – Costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra lavoratore e utilizzatore interponente.

Nella legge n. 196/1997, la mancata previsione di un divieto di reiterazione dei contratti di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo conclusi con lo stesso lavoratore avviato presso la medesima impresa utilizzatrice non esclude che possa configurarsi un negozio in frode alla legge, allorché la reiterazione costituisca il mezzo per eludere la regola della temporaneità dell’occasione di lavoro che connota tale disciplina. Ne consegue che, per escludere che il contratto di lavoro con il fornitore interposto si consideri instaurato con l’utilizzatore interponente a tempo indeterminato, occorre verificare l’effettiva persistenza delle esigenze di carattere temporaneo, in modo tanto più penetrante quanto più durevole e ripetuto sia il ricorso a tale fattispecie contrattuale
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Cassazione, N.161-8 Gennaio 2014

(Cassazione
N:161 - 8 Gennaio 2014)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Curzio, P.M. Greco (diff.) – M.T. (avv.ti Cossu, Poli, Ingegneri, Bomboi) c. Eni Spa (già Italgas Più Spa) (avv.ti Ciabattini, Tosi) ed E.W. Spa (avv. X). Cassa Corte d’Appello Torino, 27 gennaio 2011, con rinvio a Corte d’Appello di Torino.

Note: Lavoro temporaneo, frode alla legge e prevenzione degli abusi
Parole chiave: somministrazione di lavoro ::

Somministrazione di lavoro – Generica previsione delle ragioni del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo – Collegamento negoziale – Illegittimità – Costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra lavoratore e utilizzatore interponente

Nel contratto di prestazioni di lavoro temporaneo la generica previsione dei casi in cui è possibile ricorrere a lavoratori tramite agenzia, in base ai contratti collettivi dell’impresa utilizzatrice, spezza l’unitarietà della fattispecie complessa voluta dal legislatore e fa venire meno la presunzione di legittimità del contratto interinale, per cui il contratto di lavoro con il fornitore interposto si considera a tutti gli effetti instaurato con l’utilizzatore interponente
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale Napoli, N.41973-5 Marzo 2014

(Tribunale Napoli
N:41973 - 5 Marzo 2014)

Pres. ed Est. Coppola – Della Rocca (avv. Riccio) c. Poste Italiane Spa (avv. De Luca Tamajo).

Note: Lavoro temporaneo, frode alla legge e prevenzione degli abusi

Somministrazione di lavoro – Contratto di lavoro a tempo determinato – Direttive n. 1999/70/Ce e n. 2008/104/Ce – Interpretazione conforme – Misure di prevenzione degli abusi – Diritto interno.

Il regime della prevenzione degli abusi nel contratto di somministrazione di lavoro è una questione puramente interna, fermo restando l’obbligo di interpretazione conforme dei giudici nazionali.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Trattamento dei dati personali del lavoratore ed esercizio del diritto alla difesa del datore

Articolo scritto da: Alberto-Mattei

La Cassazione con due pronunce attinenti al diritto alla riservatezza e il bilanciamento fra interessi contrapposti si è pronunciata con due provvedimenti per cui, nel primo caso, non può essere mossa alcuna contestazione nei confronti di un datore di lavoro che abbia monitorato, ai fini del recupero della documentazione da utilizzare in giudizio, lo status economico di un proprio dipendente, nonostante l’assenza del consenso al trattamento dei dati; dall’altro, nella seconda pronuncia, l’assenza del consenso non ha, invece, consentito ad un altro datore di contestare la condotta illecita.

Cassazione, N.18443-1 Agosto 2013

(Cassazione
N:18443 - 1 Agosto 2013)

Sez. civ. – Pres. Salmè, Est. Didone, P.M. Russo (conf.) – La Maddalena Spa (avv.ti Stile, Fortuna) c. G.F. (avv. Sigillò), Garante per la protezione dei dati personali (Avv. Stato). Conf. Tribunale Palermo, 26 giugno 2008.

Note: Trattamento dei dati personali del lavoratore ed esercizio del diritto alla difesa del datore
Parole chiave: diritto alla riservatezza ::

Diritto alla riservatezza – Trattamento dei dati personali – Princìpi della correttezza, pertinenza e non eccedenza del trattamento dati personali – Fattispecie.

Ai sensi degli artt. 4 e 11 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali oggetto di trattamento vanno gestiti rispettando i canoni della correttezza, pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità del nuovo loro utilizzo. Risulta, quindi, eccedente rispetto al suo scopo un trattamento allorquando il datore di lavoro, pur potendo diversamente dimostrare l’illiceità della condotta di un suo dipendente, consistita in reiterati e non autorizzati accessi alla rete effettuati sul luogo di lavoro, diffonda numerose informazioni, non indispensabili per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, indicative anche degli specifici contenuti degli accessi ai singoli siti «web» visitati dal medesimo dipendente durante le varie navigazioni. (1)
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Cassazione, N.17204-11 Luglio 2013

(Cassazione
N:17204 - 11 Luglio 2013)

Sez. civ. – Pres. Salmè, Est. Didone, P.M. Russo (conf.) – L.P.F. (avv.ti, Giannarini, Ricca) c. Intesa San Paolo (avv.ti Ciccotti, Burragato, Ichino), Garante per la protezione dei dati personali (Avv. Stato). Conf. Tribunale Milano, 13 dicembre 2007.

Note: Trattamento dei dati personali del lavoratore ed esercizio del diritto alla difesa del datore
Parole chiave: diritto alla riservatezza ::

Diritto alla riservatezza – Dati personali – Acquisizione e trattamento in sede giudiziaria – Disciplina – Fattispecie.

In materia di trattamento dei dati personali, non è necessario il consenso dell’interessato nei casi indicati dall’art. 24 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, fra i quali rientra l’utilizzazione dei dati per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che essi siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sul contrasto nella Sezione lavoro in tema di limiti al ricorso per cassazione per violazione di norma collettiva

Articolo scritto da: Giuseppe Trisorio Liuzzi

Le sentenze annotate manifestano un contrasto all’interno della Sezione lavoro della Cassazione in ordine alla previsione per la quale il ricorso per cassazione si può proporre per violazione o falsa applicazione di contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro. Secondo l’Autore la Suprema corte deve procede alla diretta interpretazione di tali contratti, senza essere vincolata ad una specifica opzione interpretativa prospettata nella formulazione del motivo, in linea con la funzione nomofilattica della Cassazione.

Cassazione, N.23174-11 Ottobre 2013

(Cassazione
N:23174 - 11 Ottobre 2013)

Sez. lav. – Pres. Napoletano, Est. Maisano, P.M. Sepe (conf.) – C.C., A.A., B.P. (avv.ti Andreoni, Naldi) c. Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo). Conf. Corte d’Appello Bologna, 23 marzo 2012.

Note: Sul contrasto nella Sezione lavoro in tema di limiti al ricorso per cassazione per violazione di norma collettiva

Controversie di lavoro e previdenza – Contratto collettivo – Ricorso in Cassazione – Violazione e falsa applicazione – Sindacato della Cassazione – Limiti.

In tema di interpretazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, l’accertamento della volontà delle parti in relazione al contenuto del negozio si traduce in una indagine di fatto, affidata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità nella sola ipotesi di motivazione inadeguata ovvero di violazione di canoni legali di interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 ss. cod. civ., con la conseguenza che il ricorrente per cassazione deve non solo fare esplicito riferimento alle regole legali di interpretazione mediante specifica indicazione delle norme asseritamente violate e ai princìpi in esse contenuti, ma è tenuto a precisare in quale modo e con quali considerazioni il giudice di merito si sia discostato dai canoni legali assunti come violati ...
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Cassazione, N.10559-7 Mag 2013

(Cassazione
N:10559 - 7 Mag 2013)

Sez. lav., sentenza – Pres. Lamorgese, Est. Napoletano, P.M. Romano (diff.) – Q.G. (avv. Dell’Oglio) c. Comune di Caltavuturo (avv. Di Fede). Cassa Trib. Termini Imprese, 8 luglio 2009.

Note: Sul contrasto nella Sezione lavoro in tema di limiti al ricorso per cassazione per violazione di norma collettiva

Controversie di lavoro e previdenza – Contratto collettivo – Ricorso in Cassazione – Violazione e falsa applicazione – Sindacato diretto della Cassazione.

Quando viene denunciata la violazione della norma di un contratto collettivo nazionale di lavoro, il giudice di legittimità procede autonomamente alla diretta interpretazione del contenuto del contratto collettivo senza essere vincolato a una specifica opzione interpretativa prospettata nella formulazione del motivo, ben potendo ricercare liberamente all’interno del contratto collettivo ciascuna clausola, anche non oggetto dell’esame delle parti e del primo giudice, comunque ritenuta utile all’interpretazione
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Diritto sindacale

Libertà sindacale e libertà religiosa. Il (non) bilanciamento della Grande Camera

Articolo scritto da: Venera Protopapa

Il commento analizza il percorso argomentativo seguito dalla Grande Camera in “Păstorul cel bun” confrontandolo, in particolare per quanto riguarda l’applicazione della dottrina del margine di apprezzamento, con la precedente decisione della Camera. Dopo aver individuato i motivi che hanno portato la Grande Camera a riformare la decisione della Camera sull’esistenza di una violazione dell’art. 11 Cedu, la decisione è analizzata alla luce di due linee giurisprudenziali della Corte Edu, la giurisprudenza in materia di libertà sindacale e quella in materia di libertà religiosa

CEDU, N.2330/099-9 Luglio 2013

(CEDU
N:2330/099 - 9 Luglio 2013)

Grande Camera – Pres. Spielmann – «Pa˘storul cel bun» (avv. Chirit¸a˘) c. Romania (avv.ti Brumar, Cambrea).

Note: Libertà sindacale e libertà religiosa. Il (non) bilanciamento della Grande Camera
Parole chiave: attività sindacale ::

Attività sindacale – Costituzione di associazione sindacale di sacerdoti e laici senza l’autorizzazione delle gerarchie ecclesiastiche – Mancato riconoscimento del sindacato dalle autorità pubbliche – Violazione art. 11 Cedu – Non sussiste – Possibile rischio per l’autonomia dell’organizzazione religiosa – La scelta di non riconoscere il sindacato rientra nel margine di apprezzamento dello Stato contraente

In caso di costituzione di un’associazione sindacale di sacerdoti e laici senza la necessaria autorizzazione delle gerarchie ecclesiastiche, il mancato riconoscimento da parte delle autorità statali non costituisce violazione dell’art. 11 della Cedu in materia di libertà sindacale, rientrando la scelta di riconoscere o no un’associazione sindacale, le cui finalità potrebbero porre a rischio l’autonomia dell’organizzazione religiosa, nel margine di apprezzamento degli Stati contraenti
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Condotta antisindacale e accordi individuali. Un difficile compromesso

Articolo scritto da: Giuseppe Cannati

Il decreto ex art. 28 St. lav. pronunciato dal Tribunale di Prato ripropone la questione molto delicata dei rapporti tra condotta sindacale, rimedi disponibili e validità degli accordi individuali che siano il “prodotto” del cd. scavalcamento delle Oo.Ss.. Il caso, poi, è ancora più interessante perché nella specie l’azienda aveva nei fatti esteso l’applicazione di un’intesa decentrata ad un ambito territoriale ad essa estraneo. L’A. si sofferma su questi profili e tenta di propone una soluzione, in punto di tutela, “rispettosa” di tutti gli interessi in gioco

Tribunale Prato, N.XYZ-28 Gennaio 2014

(Tribunale Prato
N:XYZ - 28 Gennaio 2014)

Est. Consami – Filt-Cgil comprensoriale di Firenze c. B.T. trasporti Spa.

Note: Condotta antisindacale e accordi individuali. Un difficile compromesso
Parole chiave: condotta :: antisindacale :: accordi :: individuali ::

Condotta antisindacale – Antisindacalità degli accordi conclusi direttamente con i lavoratori – Sussiste – Rimozione degli effetti e invalidità degli accordi – Impossibilità

È antisindacale la condotta dell’imprenditore che cerchi e ottenga il consenso dei lavoratori nell’applicare la forfetizzazione dello straordinario e delle trasferte introdotta, su delega del Ccnl, da un accordo decentrato stipulato per un ambito territoriale a loro estraneo. L’ordine di cessazione e di rimozione non è, tuttavia, pronunciabile con riguardo alle adesioni già espresse dai singoli lavoratori all’intesa decentrata, anche perché la loro condotta non è per definizione antisindacale
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sicurezza sociale

Prestazioni assistenziali ai cittadini extraeuropei e tutela dei diritti individuali

Articolo scritto da: Vincenzo Ferrante

La nota mira a mettere a fuoco la questione dell`accesso alle prestazioni assistenziali dei lavoratori stranieri, esaminando la giurisprudenza, italiana ed europea, che si e' interessata della questione e sottolineando la pluralita` di approcci che si sono susseguiti.

Corte EDU, N.-8 Aprile 2014

(Corte EDU
N: - 8 Aprile 2014)

Pres. Is¸il Karakas¸ – Dhahbi (avv. Angiolini) c. Italia (Avv. Stato)

Note: Prestazioni assistenziali ai cittadini extraeuropei e tutela dei diritti individuali

Controversie di lavoro e previdenza – Diritto al giusto processo – Omessa motivazione in ordine a precedenti difformi – Violazione della Cedu – Sussiste. Sicurezza sociale – Prestazioni familiari – Discriminazione in ragione della nazionalità – Sussiste.

Vìola l’art. 6.1 (diritto a un equo processo) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo il rifiuto della Corte di Cassazione italiana di sottoporre alla Corte di Giustizia Ue una questione controversa in tema di applicazione del diritto dell’Unione europea, quando la decisione non sia stata adeguatamente motivata. Vìola gli artt. 8 (rispetto della vita familiare) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo una disposizione di legge che neghi una provvidenza economica per le famiglie numerose, quando tale beneficio sia stato rifiutato unicamente in ragione della cittadinanza del richiedente.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale di Bergamo, N.-30 Marzo 2014

(Tribunale di Bergamo
N: - 30 Marzo 2014)

Est. Corvi – Mamadou (avv. Guariso e Lavanna) c. Comune di V. (avv. Fugazzola) e Inps (avv. Imparato).

Note: Prestazioni assistenziali ai cittadini extraeuropei e tutela dei diritti individuali
Parole chiave: controversie di lavoro ::

Controversie di lavoro – Giurisdizione del g.o. – Discriminazione – Posta in essere attraverso un provvedimento amministrativo – Sussiste. Controversie di lavoro – Prestazioni familiari – Provvidenze non contributive – Inps – Ruolo di adiectus solutionis causa – Carenza di legittimazione passiva – Non sussiste. Sicurezza sociale – Prestazioni familiari – Legge n. 97/2013 – Natura ricognitiva di precetti già presenti nell’ordinamento – Sussiste.

Spetta alla giurisdizione del g.o. conoscere di una discriminazione anche quando questa sia stata posta in essere attraverso un provvedimento amministrativo. Nei giudizi diretti a ottenere il riconoscimento dell’assegno per le famiglie numerose di cui all’art. 65, legge n. 448/98, l’Inps, pur essendo solamente deputato al pagamento della provvidenza, non è carente di legittimazione passiva e può quindi essere correttamente convenuto in giudizio. Anche prima dell’entrata in vigore della legge n. 97/2013, il beneficio di cui all’art. 65, legge n. 448/98, per le famiglie con almeno tre figli a carico doveva comunque riconoscersi ai cittadini residenti extraUe soggiornanti di lungo periodo. giusta le previsioni di cui all’art. 9, comma 12, del d.lgs. n. 286/98, come modificato dal d.lg
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa