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ANNO LXV - 2014 - 4

Trimestrale
Ottobre - Dicembre2014

Il tema: Sul decreto-legge n. 34/2014 (cd. riforma Poletti)

Saggi

Documentazione

Osservatorio europeo

Giurisprudenza

Prezzo:33.00€

Il tema: Sul decreto-legge n. 34/2014 (cd. riforma Poletti)

L’Autore analizza le novità introdotte dal decreto legge n. 34 del 2014 in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e mette in evidenza come il sistema creato dal nuovo decreto determini un sicuro arretramento delle tutela del lavoratore con il ritorno a una logica di libera stipulazione del contratto e una accentuazione del potere negoziale del datore di lavoro.
The Author analyzes the changes introduced by the law-decree n. 34/2014 on fixed-term employment contracts and shows how the system created by the new statute would reduce the protection of the worker and strengthen the bargaining power of the employer. According to the law-decree n. 34, permanent contracts and fixed-term contracts are on...
L’ultima legislazione ripropone il tema del lavoro precario come via di uscita dalla crisi occupazionale. La erroneità della tesi può essere contrastata sul piano scientifico e giudiziario. Tuttavia è necessario comprendere il contesto economico a monte di queste scelte legislative; comprensione necessaria per poter promuovere una nuova fase di contrattazione, con progetti territoriali di sviluppo e con strategie di codeterminazione nelle imprese esportatrici. Occorre in ogni caso una effettiva politica industriale e una rinnovata politica economica.
The recent labour law reform proposes once again temporary employment as a way out of the occupational crisis. The fallacy of the argument can be countered on a scientific and judicial basis. Nonetheless, it is important to comprehend the economic context behind this legislative choice in order to promote a new kind of...
Nel saggio viene affrontata la questione della compatibilità della nuova disciplina italiana del contratto a tempo determinato (d.l. n. 34/2014) con la Direttiva europea n. 99/70. L’Autore, dopo aver illustrato le pertinenti pronunce della Corte di Giustizia, individua i profili rispetto ai quali la direttiva risulta non correttamente attuata e gli spazi per l’interpretazione conforme da parte dei giudici nazionali.
The essay focuses on the compatibility of the new Italian rules of fixed-term contracts (decree- law 34/2014) with the European Directive n. 99/70. The Author, after outlining the relevant rulings of the Court of Justice, identifies profiles with respect to which the directive is not properly implemented and identifies also spaces for consistent...
Il contributo si occupa della recente riforma del contratto a tempo determinato e delle modifiche apportate all’istituto dal punto di vista della legislazione nazionale. In particolare, l’Autrice individua nelle modifiche relative alla causale, alla proroga e ai limiti percentuali i punti cardine della riforma e segnala come essa realizzi uno squilibrio fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese a favore di queste ultime.
The paper focuses on the recent reform of fixed term contracts and on the amendments provided by the national legislation. In particular, the Author identifies the changes to the provisions concerning the legitimate causae negotii and the renewals of the contract as some of the key points of the reform. The Author suggests...
Il saggio esamina le modifiche apportate alla disciplina dell’apprendistato dal decreto Poletti, partendo dai dati più recenti sull’occupazione che rivelano un forte decremento di tale tipologia contrattuale. L’Autrice evidenzia come la novella si risolva in una mera opera di restyling, senza alcun effetto positivo per il rilancio dell’apprendistato; essa continua a enfatizzarne la finalità occupazionale (tutto a discapito dell’obbligazione formativa) con l’unico risultato di contribuire a creare un quadro normativo confusionario e privo di sistematicità
The essay examines the changes to the discipline of apprenticeship by the decree Poletti, starting with the most recent data on employment and revealing a strong decrease in this type of contract. The Author underlines how the recent reform represents a mere restyling, without any positive effect for the promotion of apprenticeship; the...
L’Autore esamina le modifiche apportate dal d.l. n. 34/2014 all’art. 20 del d.lgs. n. 276/2003 alla luce dei princìpi contenuti nella Direttiva n. 2008/104/Ce sul lavoro tramite agenzia interinale. Partendo dagli studi economici che analizzano l’impatto del lavoro temporaneo sul mercato del lavoro, il saggio accoglie un’interpretazione estensiva delle disposizioni di diritto europeo, che legittima l’intervento del legislatore interno ed evidenzia una netta frattura rispetto agli orientamenti della dottrina e della giurisprudenza italiana sull’argomento.
The Author analyzes the modifications produced by the law decree n. 34/2014 on the art. 20 of the law decree n. 276/2003, on the basis of the principles contained within the Directive n. 2008/104/EC on the temporary agency work. Taking step from the economical surveys on the impact of temporary agency work on...
La legge n. 78/2014 (cd. Jobs Act) interviene, tra le altre cose, con alcune modifiche relative ai servizi per l’impiego e al Documento unico di regolarità contributiva (cd. Durc). Si tratta di provvedimenti di impronta apparentemente formale, con lo scopo dichiarato di snellire e semplificare alcune delle procedure relative alla dichiarazione dello status di disoccupazione e alle modalità di rilascio della certificazione circa la regolarità dei versamenti contributivi.
The statute n. 78/2014 (s.c. Jobs Act) involves some changes as regards employment services and the Document of social security contribution (s.c. Durc). These only apparently formal measures are aimed to simplify some of the procedures relating to the declaration of the status of employee as unemployed person and for the issuance of...

Saggi

L’Autore ritorna sul tema della titolarità del diritto di sciopero, nell’ultimo lustro oggetto di rinnovata attenzione tanto della dottrina quanto delle parti sociali. Nel dibattito dottrinale, oltre a trovare conferma della debolezza della tradizionale ricostruzione della titolarità individuale a esercizio collettivo – nonostante riflessioni a suo sostegno finalmente approfondite –, l’Autore rinviene, in particolare nella tesi della «contitolarità», un favore crescente per la dimensione collettiva, perno della titolarità sindacale, approdo dei predetti studi.
After his previous studies in 2006-2008, the Author returns to the issue of legal ownership of the right to strike, which has been the subject of a renewed attention in academic and trade unions spheres for five years. According to the Author, the doctrinal debate confirms the weakness of the traditional reconstruction of...
Il saggio analizza il ruolo e l’efficacia dell’accordo sindacale sul mantenimento dell’occupa- zione inserito nella procedura di trasferimento di azienda a seguito dell’accertato stato di crisi o di procedura fallimentare. Ricostruita la vicenda che ha portato l’Italia alla condan- na della Corte di Giustizia, per aver mantenuto in vigore le deroghe delle garanzie della Direttiva n. 2001/23, l’attenzione si focalizza sui nuovi commi 4-bis e 5 dell’art. 47 della legge n. 428/1990, modificato dall’art. 19-quater, comma 1, legge n. 166/2009.
The paper analyzes the role and effectiveness of collective agreements on the stability of em- ployment relationship in the case of transfer of undertakings caused by economic and finan- cial crisis or bankruptcy. The Italian State has been found guilty by the European Court of Justice of not respecting the Directive n. 2001/23. As...
Lo studio si prefigge l’obiettivo di ricostruire le principali scelte regolative compiute dalle parti negoziali nei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore privato, con riferimento al contratto a termine, al part-time e all’apprendistato professionalizzante; contratti in relazione ai quali l’intervento dell’autonomia collettiva risulta più diffuso, consistente e significativo, anche in ragione dei diversi rinvii operati dal legislatore alla contrattazione.

Documentazione

Le Riviste scientifiche Diritti lavori mercati, Lavoro e diritto, Rivista giuridica del lavoro – tutte specializzate in diritto del lavoro e della sicurezza sociale e accreditate, in Italia e all’estero, nel sistema della ricerca – ritengono doveroso segnalare alcuni punti critici del disegno di legge delega in discussione e, nel contempo, suggerire un possibile diverso approccio contenutistico e procedurale per una semplificazione «seria» e «duratura» della legislazione del lavoro.

Osservatorio europeo

Questo saggio intende fornire un contributo al dibattito, presente in tutti i paesi europei, sulla validità del modello della flessicurezza, così come emerge dalle recenti riforme del diritto del lavoro in Ungheria. Il Parlamento ungherese ha approvato il nuovo Codice del lavoro che è entrato in vigore il 1° luglio 2012. Il principale obiettivo della riforma è la flessibilizzazione del diritto del lavoro, al fine di aumentare il tasso di occupazione promuovendo la competitività delle imprese.

Osservatorio della corte costituzionale

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2014. Sicurezza sociale

Articolo scritto da:

Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 4
Indennità integrativa speciale e pensioni di reversibilità post 1995. — Liquidazione di pensioni pubbliche ed errore di diritto. — Requisiti per accesso all’indennità di mobilità a favore di lavoratori ex interinali. — Requisito contributivo «agevolato» per pensionamento di vecchiaia
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Rassegna

Società a capitale pubblico, reinternalizzazioni e tipologie flessibili di manodopera

Con le decisioni in rassegna,la Corte Costituzionale ha negato la possibilità di qualificare in senso pubblicistico le società a capitale interamente pubblico,così come la Corte di Cassazione.Tuttavia,la medesima Corte ha ritenuto di rimettere alla Sezioni Unite la questione se sia possibile convertire a tempo indeterminato un rapporto a termine concluso da una società partecipata,in presenza di una normativa che imponga ad essa il rispetto del principio del concorso pubblico per le assunzioni. Sul punto,infatti,discordanti sono gli orientamenti che si registrano nella giurisprudenza di merito
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Il caso

La Carta Sociale Europea quale strumento di tutela dei diritti sociali in ambito nazionale

Questo lavoro, prendendo lo spunto da una sentenza del Tribunale di Barcellona, intende esplorare le potenzialità della Carta sociale europea (d’ora in avanti, Cse), e più in generale delle norme internazionali, nella tutela dei diritti sociali in un contesto che vede la loro progressiva erosione in nome delle misure di contrasto alla crisi economica. Si potrà osservare come il diritto del lavoro, ben lungi dal porsi come fonte autarchica e autosufficiente, deve sempre più fare i conti con altre fonti, gerarchicamente superiori: in primo luogo la Costituzione.
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Juzgado de lo Social di Barcellona, N.n. 412/13 (AS 2013, 2802) -19 Novembre 2013

(Juzgado de lo Social di Barcellona
N:n. 412/13 (AS 2013, 2802) - 19 Novembre 2013)

Giud. Sanz Anchuela – C. Expósito Izquierdo c. A. Mesalles, S.A.

Note: La Carta Sociale Europea quale strumento di tutela dei diritti sociali in ambito nazionale

Licenziamento individuale – Contratto a tempo indeterminato di sostegno agli imprenditori – periodo di prova di un anno – Norma interna contraria a una normativa internazionale – Illegittimità del licenziamento.

Il contratto a tempo indeterminato di sostegno agli imprenditori, introdotto con la riforma del lavoro del 2012, consente un periodo di prova di un anno, indipendentemente da qualsiasi altra condizione. Il Tribunale di Barcellona ritiene tale disposizione in contrasto con la Cse di 1961, ratificata dalla Spagna, nella sua prima versione, il 29 aprile 1980, Il giudice fonda la propria decisione sulla base del fatto che la Cse sia una norma internazionale entrata a far parte del diritto interno secondo quanto stabilito dalla Costituzione spagnola. Pertanto, risultando gerarchicamente superiore, è vincolante per il giudice inquanto più favorevole rispetto alla norma interna.
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Rapporto di lavoro

Il licenziamento collettivo dei dirigenti

La Corte di Giustizia impone allo Stato italiano di estendere, in applicazione della Direttiva n. 98/59/Ce, i diritti di informazione e consultazione sindacale di cui agli artt. 4 e 24 della l. n. 223/1991 anche ai dirigenti.Ne segue, da un lato, l’obbligo per il datore di lavoro di coinvolgere nell’esame congiunto tra le parti anche i rappresentanti sindacali dei dirigenti; dall’altro i licenziamenti dei dirigenti rientrano nel computo dei licenziamenti utili a determinare la soglia minima di accesso alla procedura di cui alla l. n. 223/1991 (cinque nell’arco di centoventi giorni).
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Corte di Giustizia, N.-13 Febbraio 2014

(Corte di Giustizia
N: - 13 Febbraio 2014)

causa C-596/12, Sez. Seconda – Avv. Gen. E. Sharpston – Commissione europea c. Repubblica italiana

Note: Il licenziamento collettivo dei dirigenti

Licenziamento collettivo – Direttiva n. 98/59/Ce – Artt. 4 e 24, legge n. 223/1991 – Dirigente – Esclusione – Inadempimento dello Stato italiano

Avendo escluso, mediante l’articolo 4, paragrafo 9, della legge del 23 luglio 1991, n. 223 – recante norme in materia di Cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro e altre disposizioni in materia di mercato del lavoro – la categoria dei «dirigenti» dall’ambito di applicazione della procedura prevista dall’articolo 2 della Direttiva n. 98/59/Ce del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi a essa incombenti in forza dell’articolo 1, paragrafi 1 e 2, di tale Direttiva.
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Il caso Abercrombie: contratto intermittente e discriminazioni per età

La sentenza della Corte d’appello di Milano riconosce la discriminatiorità di un contratto di lavoro intermittente stipulato esclusivamente per motivi di età ( il lavoratore aveva meno di 25 anni ). I giudici pervengono a questa conclusione ripercorrendo la giurisprudenza della Corte di Giustizia e, in particolare, le sentenze Mangold e Kuckucdeveci dalle quali mutuano le conclusioni. Il divieto di non discriminazione per età deve considerarsi espressione di un principio generale di eguaglianza e, la direttiva 2000/78 si deve considerare quale sua concreta espressione . Di conseguenza i
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Corte Appello Milano, N.1044-15 Aprile 2014

(Corte Appello Milano
N:1044 - 15 Aprile 2014)

Ю»­ò Ý«®½·±ô Û­¬ò Þ·¿² ½¸· ó ²· Š Þòßò ø¿ªªò¬· Ù«¿®·­±ô α³¿²±÷ ½ò ߺ· Í®´ ø¿ªªò¬· Þ·±´½¸·²·ô Ê·½±´·ô п¼±ª¿²÷ò

Note: Il caso Abercrombie: contratto intermittente e discriminazioni per età
Parole chiave: somministrazione :: intermittente :: contratto ::

Contratto di lavoro intermittente – Artt. 33 e 34, d.lgs. n. 276/03 – Art. 6, Direttiva n. 2000/78 – Art. 3, d.lgs. n. 216/2003 – Assunzione discriminatoria perché basata sul requisito anagrafico – Rimozione degli effetti – Diritto alla riammissione nel posto di lavoro e al risarcimento del danno.

Il contratto intermittente motivato esclusivamente dall’età del lavoratore configura un comportamento discriminatorio da parte del datore di lavoro in ragione di un principio generale di diritto comunitario, donde il compito del giudice nazionale di assicurare la tutela disapplicando le disposizioni confliggenti e disponendo la necessaria reintegra.
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Molestie sessuali e danni non patrimoniali con funzione dissuasiva

L’A. commenta la sentenza che ha confermato in appello la condanna ad un consistente risarcimento di danni non patrimoniali emessa a carico di un datore di lavoro accusato di molestie sessuali da due distinte lavoratrici e in via autonoma, dato il carattere reiterato e diffuso di tali condotte e la conseguente valenza collettiva delle stesse, dalla Consigliera di parità della Toscana. L’apprezzamento per la complessiva impostazione della pronuncia e per la valorizzazione delle norme antidiscriminatorie europee si accompagna alla formulazione di qualche rilievo critico.
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Corte Appello Firenze, N.968-11 Luglio 2013

(Corte Appello Firenze
N:968 - 11 Luglio 2013)

Pres. Pieri, Est. Liscio – M.R. e L.H.E. Srl (avv. Bava) c. G.D. e B.M. (avv. Bruni) e Consigliera di parità della Regione Toscana (avv. Amoriello). Conf. Trib. Pistoia, 8 settembre 2012.

Note: Molestie sessuali e danni non patrimoniali con funzione dissuasiva
Parole chiave: sessuali :: Molestie :: discriminazioni ::

Discriminazioni – Molestie sessuali di carattere collettivo – Azione autonoma della Consigliera di parità – Onere della prova – Regime probatorio alleggerito ex art. 40, d.lgs. n. 198/2006 – Applicabilità.

L’art. 40 del d.lgs. n. 198/2006, che stabilisce un «alleggerimento» dell’onere della prova a carico della parte che ricorre contro una discriminazione di sesso, si applica all’azione autonoma esperita dalla Consigliera di parità in un caso di molestie sessuali di carattere collettivo, compiute dal datore di lavoro ai danni di diverse lavoratrici.
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Licenziamento orale e dimissioni: sulla ripartizione dell’onere della prova

Nelle pronunce in commento, entrambi i giudici ribadiscono l’orientamento giurisprudenziale prevalente secondo il quale il lavoratore che deduca di essere stato licenziato oralmente è tenuto a dimostrare unicamente l’estromissione dal rapporto, mentre la controdeduzione del datore sulla esistenza di dimissioni ha valenza di una eccezione in senso stretto, il cui onere probatorio ricade sull’eccipiente. A seguito della cd. riforma Fornero, il datore deve dimostrare, altresì, che sono stati svolti gli adempimenti cui l’art. 4, l. n. 92/2012 subordina l’efficacia delle dimissioni.
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Tribunale Milano, N.-30 Aprile 2014

(Tribunale Milano
N: - 30 Aprile 2014)

Est. Lombardi – S.L. (avv.ti. A. Civitelli, V. Civitelli) c. Edil service Scarl (avv. Loschiavo).

Note: Licenziamento orale e dimissioni: sulla ripartizione dell’onere della prova
Parole chiave: licenzimento :: orale :: dimissioni ::

Licenziamento individuale – Licenziamento orale – Lettera di dimissioni – Onere della prova legge n. 92/2012 – Mancata prova della convalida – Mancata prova invito del datore – Inefficacia dimissioni.

A fronte dell’allegazione di un licenziamento verbale da parte del lavoratore, quest’ultimo è tenuto a dimostrare la sola estromissione dal rapporto di lavoro; se il datore eccepisce l’esistenza di dimissioni volontarie deve dare prova anche della avvenuta convalida delle stesse o della notificazione dell’invito al prestatore di lavoro, secondo le modalità indicate dalla legge n. 92/2012. In caso contrario, le dimissioni sono inefficaci e non può dirsi assolto l’onere probatorio gravante sul datore ai sensi dell’art. 2697, comma 2, cod. civ.
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Tribunale Roma 17 dicembre 2013, ord., N.-17 Dicembre 2013

(Tribunale Roma 17 dicembre 2013, ord.
N: - 17 Dicembre 2013)

Est. Leone – M.P. (avv. Muggia) c. Co.Ge.Pli. Srl.

Note: Licenziamento orale e dimissioni: sulla ripartizione dell’onere della prova
Parole chiave: orale :: licenziamento :: dimissioni ::

Licenziamento individuale – Licenziamento orale – Dimissioni – Onere della prova lavoratore – Estromissione dal rapporto – Onere della prova datore – Esistenza dimissioni – Eccezione in senso stretto – Legge n. 92/2012 – Prova della convalida dimissioni.

Il lavoratore che deduca di essere stato licenziato oralmente è tenuto a dimostrare l’esistenza del rapporto e la cessazione dello stesso; l’eventuale esistenza delle dimissioni deve formare oggetto di specifica eccezione da parte del datore, il quale è gravato di un ulteriore vincolo sul piano probatorio a seguito della procedimentalizzazione dell’istituto delle dimissioni realizzata dalla legge n. 92/2012.
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La precarizzazione del mondo del lavoro: le collaborazioni fasulle e il «sottobosco» delle partite Iva

sopravvivenza loro e della loro famiglia, indipendentemente dalla qualificazione tecnica della prestazione (subordinata o parasubordinata) è gravemente regredita negli ultimi quindici anni, sia dal punto di vista normativo delle tutele di stabilità, sicurezza e dignità, sia dal punto di vista del compenso, o ragione di scambio, della loro forza lavoro. Il contributo, prendendo spunto da un caso giurisprudenziale, affronta il tema della precarizzazione del mondo del lavoro anche con specifico riferimento al sottopagamento delle prestazioni lavorative in qualsiasi forma rese.
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Tribunale Roma 18 aprile 2014, ord., N.3443-18 Aprile 2014

(Tribunale Roma 18 aprile 2014, ord.
N:3443 - 18 Aprile 2014)

Est. Marocco – C.D. (avv. Grassi) c. P.S. (avv. Canepuccia).

Note: La precarizzazione del mondo del lavoro: le collaborazioni fasulle e il «sottobosco» delle partite Iva
Parole chiave: lavoro :: coordinata :: continuativa :: collaborazione :: autonomo ::

Lavoro autonomo – Collaborazione coordinata e continuativa – Assenza di requisiti – Rapporto di lavoro subordinato – Sussistenza – Licenziamento nullo – Reintegrazione del lavoratore.

In forza del combinato disposto degli artt. 61 e 69, comma 1, d.lgs. n. 276/2003, la fattispecie astratta posta dagli artt. 2094 ss. cod. civ. è da considerarsi come tipo generale per il governo dei rapporti di lavoro, mentre le ipotesi di collaborazione devono essere regolate in forma scritta e con piena soddisfazione degli specifici requisiti positivamente previsti; ove vi sia difetto genetico di causa, perché il negozio, che si vorrebbe di lavoro atipico, si discosta dalla forma di legge, vi è presunzione legale – quindi assoluta – della natura dipendente del rapporto.
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I limiti del risarcimento del danno tra licenziamento e nullità del termine

Rientra nell’ambito previsionale della norma di cui alla legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, il pagamento delle differenze retributive relative al periodo compreso fra l’allontanamento dal posto di lavoro e la sentenza di merito, da liquidare con carattere forfettario e omnicomprensivo, compresi eventuali scatti di anzianità non pagati. Non rientra quanto spetti al lavoratore per la ricostruzione della carriera, una volta unificati i diversi rapporti a tempo determinato in un unico rapporto a tempo indeterminato
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Cassazione, N.13630-16 Giugno 2014

(Cassazione
N:13630 - 16 Giugno 2014)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Patti, P.M. Matera (conf.) – Meridiana Fly Spa (avv.ti Boursier Niutta, De Luca Tamajo) c. B.L. Cassa Corte d’Appello Firenze, 18 maggio 2011

Note: I limiti del risarcimento del danno tra licenziamento e nullità del termine
Parole chiave: contratto :: termine :: risarcimento :: Danno ::

Contratto a termine – Risarcimento del danno – Indennità onnicomprensiva – Configurabile – Riconoscimento anzianità – Ri co stru zio - ne della carriera.

Rientra nell’ambito previsionale della norma di cui alla legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, il pagamento delle differenze retributive relative al periodo compreso fra l’allontanamento dal posto di lavoro e la sentenza di merito, da liquidare con carattere forfettario e omnicomprensivo, compresi eventuali scatti di anzianità non pagati. Non rientra quanto spetti al lavoratore per la ricostruzione della carriera, una volta unificati i diversi rapporti a tempo determinato in un unico rapporto a tempo indeterminato
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Cassazione, N.8491-10 Aprile 2014

(Cassazione
N:8491 - 10 Aprile 2014)

Sez. VI lav., ord. – Pres. Curzio, Est. Marotta – Poste italiane Spa (avv. Trifirò) c. M.K. (avv.ti Cossu, Cester, Miazzi). Cassa Corte d’Appello Venezia, 14 febbraio 2011

Note: I limiti del risarcimento del danno tra licenziamento e nullità del termine
Parole chiave: termine :: risarcimento :: Danno :: contratto ::

Contratto a termine – Risarcimento del danno – Indennità onnicomprensiva – Danno ulteriore – Non configurabile

L’indennità onnicomprensiva di cui alla legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, ristora per intero il pregiudizio subìto dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento ricostitutivo. È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, posto che la norma di portata retroattiva non ha disposto di diritti acquisiti del lavoratore, non trattandosi di prestazioni già effettuate ma di un periodo di mora accipiendi
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Cassazione, N.8006-4 Aprile 2014

(Cassazione
N:8006 - 4 Aprile 2014)

Sez. lav. – Pres. Canevari, Est. Napoletano, P.M. Matera (conf.) – Ospedale pediatrico Bambino Gesù (avv.ti Pessi, Gentile) c. P.V., C.F. (avv.ti R. Scognamiglio, C. Scognamiglio). Cassa Corte d’Appello Roma, 27 maggio 2010

Note: I limiti del risarcimento del danno tra licenziamento e nullità del termine
Parole chiave: licenziamento :: risarcimento :: Danno :: ulteriore ::

Licenziamento individuale – Risarcimento del danno – Danno ulteriore – Configurabile

In materia di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo nel regime di tutela reale la predeterminazione legale del danno risarcibile in favore del lavoratore non esclude che egli possa chiedere il danno ulteriore, patrimoniale e/o non patrimoniale, che gli sia derivato dal licenziamento
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La configurabilità del trasferimento in caso di riammissione in servizio in nuova sede a seguito di nullità del termine

L’ottemperanza del datore di lavoro all’ordine giudiziale di riammissione in servizio, a seguito di accertamento della nullità dell’apposizione di un termine, implica il reinserimento del lavoratore nella sede originaria, atteso che il rapporto contrattuale si intende come mai cessato; il ripristino del rapporto presso una sede diversa va qualificato come trasferimento nullo, implicante un inadempimento del contratto di lavoro che legittima il rifiuto del dipendente a riprendere la prestazione lavorativa
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Cassazione, N.13060-10 Giugno 2014

(Cassazione
N:13060 - 10 Giugno 2014)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Ghinoy, P.M. Fresa (conf.) – Poste italiane Spa (avv. Pessi) c. R.F. C.F. (avv. Vacirca). Conf. Corte d’Appello Firenze, 6 ottobre 2007.

Note: La configurabilità del trasferimento in caso di riammissione in servizio in nuova sede a seguito di nullità del termine
Parole chiave: trasferimento :: termine :: contratto ::

Contratto a termine – Nullità della clausola appositiva del termine – Riammissione in servizio in sede diversa da quella di originaria appartenenza – Eccezione di inadempimento – Licenziamento – Reintegrazione nel posto di lavoro

L’ordine di riammissione nel posto di lavoro emanato dal giudice che dichiara la nullità del termine apposto a un contratto esige che il lavoratore sia in ogni caso ricollocato nel luogo e nelle mansioni originarie, salva la facoltà per il datore di lavoro di disporne con successivo provvedimento il trasferimento ad altra unità produttiva, laddove ne ricorrano le condizioni tecniche, organizzative e produttive. Ne consegue che il trasferimento del lavoratore al di fuori di tali condizioni è nullo, in quanto integra un inadempimento contrattuale da parte del datore di lavoro, e giustifica, sia quale attuazione dell’eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 cod. civ. sia in considerazione dell’inidoneità a produrre effetti da parte degli atti nulli, il rifiuto...
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Controversie di lavoro

Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero

L’esaminata vicenda è emblematica delle tante trappole che il legislatore ha disseminato lungo il percorso verso il provvedimento che definisce nel merito il giudizio sulla legittimità del licenziamento assistito delle tutele previste dall’art. 18 stat. lav. Nella specie la Corte d’appello di Roma si pronuncia sui temi più controversi della riforma: l’ambito di applicazione del rito speciale e i provvedimenti adottabili dal giudice nel caso di errata scelta del rito, proponendo una interpretazione ispirata ai principi di ragionevolezza e di conservazione degli atti processuali.
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Corte Appello Roma, N.11199-23 Dicembre 2013

(Corte Appello Roma
N:11199 - 23 Dicembre 2013)

Pres. ed Est. Di Paolantonio – T.L (avv. Conti) c. Barclays Bank Plc (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Bottini, Nespoli, Paternò) ed Engo Spa (avv.ti Maresca, Giannì).

Note: Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero
Parole chiave: controversie :: lavoro :: rito :: speciale :: licenziamento ::

Controversie di lavoro e previdenza – Rito speciale per i licenziamenti – Ambito di applicazione – Domande connesse – Accertamento di un rapporto con soggetto diverso dal formale datore di lavoro – Ammissibilità – Onere di allegazione – Necessità – Difetto – Inapplicabilità del rito speciale – Separazione con mutamento del rito.

È ammissibile il ricorso al procedimento speciale disciplinato dalla l. n. 92/12 anche nei casi in cui il ricorrente, nell’impugnare l’atto espulsivo, invochi le tutele previste dall’art. 18 Stat. nei confronti di più soggetti, sul presupposto che gli stessi costituiscano un unico centro di imputazione di interessi e, quindi, un unico datore di lavoro. In difetto delle necessarie allegazioni sulle condizioni che devono ricorrere affinché il collegamento societario assuma rilevanza ai fini del computo del requisito dimensionale, la domanda del ricorrente ex art. 18 Stat. va dichiarata infondata, con conseguente inapplicabilità del rito speciale.
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Diritto sindacale

Cedu, Corte di Strasburgo e sciopero di solidarietà: qualche conferma e molte questioni aperte

Articolo scritto da:

Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 4
Parole chiave: sciopero CEDU
Il contributo esamina la sentenza della Corte EDU RMT c. Regno Unito, in materia di tutela della libertà di associazione sindacale e dell’azione secondaria, effettuando una ricognizione della giurisprudenza della Corte in materia di diritti collettivi. Si analizzanola riconduzione dello sciopero, incluso quello di solidarietà, nell’ambito della Cedu e la distinzione tra elementi primari e secondari della libertà sindacale operata dalla Corte e la valutazione del “margine di apprezzamento” che la sentenza ha riservato ai legislatori nazionali circa la restrizione di tale libertà.
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Corte EDU, N.-8 Aprile 2014

(Corte EDU
N: - 8 Aprile 2014)

ricorso n. 31045/10 – Pres. Ziemele – National Union of Rail, Maritime and Transport Workers, «Rmt» (N. Todd, solicitor, con J. Hendy QC e M.Ford QC, barristers) c. Regno Unito (agente R. Tomlinson, Foreign and Commonwealth Office).

Note: Cedu, Corte di Strasburgo e sciopero di solidarietà: qualche conferma e molte questioni aperte
Parole chiave: sciopero :: cedu ::

Sciopero – Convenzione europea dei diritti dell’uomo – Sciopero di solidarietà – Elemento accessorio della libertà di associazione sindacale – Effetti. Sciopero – Sciopero di solidarietà – Convenzione europea dei diritti dell’uomo – Restrizioni consentite – Margine di apprezzamento delle autorità nazionali – Ampiezza.

L’azione collettiva secondaria rappresenta un elemento accessorio e non essenziale della libertà sindacale; nondimeno, il ricorso all’azione secondaria, incluso lo sciopero di solidarietà, avverso un datore di lavoro al fine di portare avanti una controversia in cui gli iscritti al sindacato sono dipendenti di un altro datore di lavoro deve essere considerata come parte dell’attività sindacale ricompresa nell’ambito della libertà di associazione di cui all’art. 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
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Costituzione del Comitato aziendale europeo e comportamento antisindacale

La pronunzia della Corte d'Appello di Torino annotata riforma la precedente sentenza del Tribunale, ed accoglie la richiesta Fiom di dichiarare antisindacale il comportamento tenuto dalla Fiat durante la costituzione del Comitato Aziendale Europeo. La pretesa aziendale di escludere il delegato Fiom dalla Delegazione speciale di negoziazione viene giustamente dichiarata illegittima, ma la Corte rileva tale aspetto solo nell'esclusività sindacale dell'atto di designazione, e non nel diritto Fiom di parteciparvi, vista la perdurante vigenza per la Fiat del CCNL del 2008 al momento dei fatti.
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Corte Appello Torino, N.940-7 Mag 2014

(Corte Appello Torino
N:940 - 7 Mag 2014)

Pres. Girolami, Est. Grillo Pasquarelli – Fiom-Cgil nazionale (avv.ti Sbarra, Guarini, Martino, Poli) c. Cnh Industrial N.V. (avv.ti De Luca Tamajo, Dondi, Amendolito, Favalli, Dirutigliano, Ropolo).

Note: Costituzione del Comitato aziendale europeo e comportamento antisindacale
Parole chiave: europei :: condotta :: comitati :: aziendali :: antisindacale ::

Condotta antisindacale – Comitato aziendale europeo – Procedimento di costituzione – Nomina dei componenti della Delegazione speciale di negoziazione – Ingerenza del datore di lavoro – Sussiste.

Configura comportamento antisindacale la condotta del datore di lavoro che cerchi di imporre la sostituzione di uno dei componenti della Delegazione speciale di negoziazione durante la procedura per il rinnovo del Comitato aziendale europeo perché designato da un sindacato non firmatario del contratto collettivo applicato in azienda. Ciò, in quanto, ai sensi del d.lgs. n. 74 del 2002, la designazione dei delegati è atto unitario, congiunto ed esclusivo delle organizzazioni sindacali.
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Sicurezza sociale

Automaticità delle prestazioni e rapporti di collaborazione a progetto. Prospettive de iure condendo

Partendo da alcune recenti pronunce giurisprudenziali, la nota ricostruisce la disciplina del principio di automaticità delle prestazioni di cui all’art. 2116 comma 1 cod. civ. ipotizzandone, alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale dell’ultimo ventennio, l’applicabilità anche ai rapporti di collaborazione a progetto.
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Corte di Appello di Brescia, N. 23-29 Mag 2014

(Corte di Appello di Brescia
N: 23 - 29 Mag 2014)

Pres. ed Est. Nuovo – Inps (avv.ti Collerone, Mogavero) c. B.G.L. (avv. Baschenis).

Note: Automaticità delle prestazioni e rapporti di collaborazione a progetto. Prospettive de iure condendo
Parole chiave: sicurezza sociale ::

Contribuzione previdenziale – Lavoro a progetto – Omissioni contributive – Art. 2116 cod. civ. – Automaticità delle prestazioni – Esclusione.

L’estensione analogica di una disposizione che si configura quale deroga alle norme generali in tema di assicurazioni sociali richiede una specifica previsione legislativa che ne preveda anche la relativa copertura finanziaria.
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Corte di Appello di Torino, N.1354-22 Mag 2014

(Corte di Appello di Torino
N:1354 - 22 Mag 2014)

Pres. Girolami, Est. Mariani – Inps (avv. Ollà) c. C.S. (avv.ti Boldrini, Marengo).

Note: Automaticità delle prestazioni e rapporti di collaborazione a progetto. Prospettive de iure condendo
Parole chiave: sicurezza sociale ::

Contribuzione previdenziale – Lavoro a progetto – Omissioni contributive – Art. 2116 cod. civ. – Automaticità delle prestazioni.

I rapporti di collaborazione a progetto devono ritenersi assimilabili a quelli di lavoro subordinato con la conseguenza che il requisito della contribuzione deve ritenersi verificato anche quando i contributi non siano stati versati, risultando i medesimi dovuti nel limite della prescrizione.
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Tribunale di Bergamo, N.941-12 Dicembre 2013

(Tribunale di Bergamo
N:941 - 12 Dicembre 2013)

Est. Troisi – B.G.L. (avv. Baschenis) c. Inps (avv. Collerone).

Note: Automaticità delle prestazioni e rapporti di collaborazione a progetto. Prospettive de iure condendo
Parole chiave: sicurezza sociale ::

Contribuzione previdenziale – Lavoro a progetto – Omissioni contributive – Art. 2116 cod. civ. – Automaticità delle prestazioni – Esclusione – Irragionevolezza.

Se l’esclusione del principio di automaticità nell’ambito di sistemi che rimettono alla diligenza del lavoratore l’assolvimento dell’obbligo contributivo appare ragionevole, deve parallelamente concludersi per l’irragionevolezza dell’esclusione di tale tutela nell’ambito di sistemi che prevedono l’assolvimento dell’obbligo contributivo a carico di datori e committenti nella loro qualità di sostituti.
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