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ANNO LXVI - 2015 - 1

Trimestrale
Gennaio - Marzo2015

Il tema: contrattazione territoriale e piano del lavoro

Saggi

Note e commenti

Osservatorio europeo

Giurisprudenza

Prezzo:33.00€

Il tema: contrattazione territoriale e piano del lavoro

Di fronte alle difficoltà della politica economica nazionale rese più evidenti dalla crisi, la Cgil ha da tempo proposto un ambizioso Piano del lavoro, quale stimolo da parte di una grande organizzazione di rappresentanza del lavoro alla mobilitazione delle istituzioni pubbliche e di tutte le forze attive (parti sociali, istituzioni educative, altri soggetti della società civile) per rilanciare l’economia e l’occupazione a partire dal basso, a livello regionale/locale.
Il contributo traccia un sintetico quadro della situazione economica e del lavoro in Italia. Evidenziati gli effetti controproducenti delle «richieste dell’Ue», soprattutto su alcuni settori produttivi che necessiterebbero di innovazione di prodotto, e la scarsa efficacia dei provvedimenti dell’attuale compagine governativa in termini di rilancio degli investimenti e di creazione dell’occupazione, si illustrano le linee guida del Piano del lavoro della Cgil.
The essay draws a synthetic picture of the economic and employment situation in Italy. The Author remarks the counterproductive effects that the «EU diktat» have in Italy, especially in some sectors in which the product innovation would be useful. On the other hand, the essay underlines the lack of effectiveness of the policies...
Si analizza lo spazio giuridico delle negoziazioni territoriali, che, nel duplice aspetto di prassi concertative o negoziali, riguardano le varie istituzioni. Rilevato il blando sostegno che negli assetti costituzionali italiani ed europei deriva alla sussidiarietà orizzontale praticata attraverso la regolazione collettiva del lavoro, si esamina, adottando una prospettiva metodologica pluriordinamentale, se e in che misura la dimensione territoriale abbia avuto rilevanza giuridica nel diritto sindacale italiano.
This essay provides an account of the role that territorial-level pacts and agreements – in which public local authorities and unions are involved – can play in the Italian legal system. After stressing the weak support that Italian and European constitutional provisions guarantee to the principle of horizontal subsidiarity as a criterion operating...
Il presente contributo si concentra sul livello locale di regolazione, in particolare sulla dimensione socio-istituzionale e relazionale locale nei distretti industriali del Made in Italy ed in quelli dell’alta tecnologia, per vedere se l’ipotesi della rilevanza della dimensione territoriale e della capacità degli attori locali di mettere in moto meccanismi di cooperazione virtuosa giochi un ruolo importante ancora oggi, in un contesto dove gli effetti della crisi economica hanno avuto un impatto rilevante sulle economie regionali e locali.
The importance of the local level of regulation has grown in recent years in all the European countries, and particularly in those countries that have a wide variety of regional development, such as Italy. A well-known tradition of research has shown the importance of the local socio-institutional and relational context to promote competitiveness,...
L’articolo discute gli effetti della recente crisi economica sul modello di «governance locale » che si è diffuso in Italia a partire dagli anni novanta. Dopo una breve introduzione volta a chiarire l’utilizzo di alcuni termini e concetti, vengono passati in rassegna gli attori e gli strumenti che hanno caratterizzato una modalità di regolazione delle economie locali di grande successo nel passato recente del nostro paese.
The paper discusses the effects provoked by the recent economic crisis on the «local governance » model widespread in Italy since the Nineties. After a brief foreword about the use of some terms and concepts (mainly in the Italian literature), the Author comments up on the actors and the instruments that characterized in...
L’articolo esplora i temi fondamentali connessi alla tecnica italiana della programmazione sperimentata fra la fine del secolo scorso e la prima decade del nuovo millennio. Attraverso un’idea nuova del concetto di partenariato sociale e istituzionale, questo metodo ha cercato di produrre un importante sforzo al fine di rivitalizzare l’economia, il mercato del lavoro, le condizioni sociali delle aree in ritardo di sviluppo del Sud. L’articolo approfondisce i principali caratteri della nuova strategia, progettata quale principale strumento di sviluppo per le aree meridionali.
This article explores the main issues related to the Italian technique («programmazione negoziata») experimented between the end of the last century and the first decade of the new millennium. Through a new idea of social and institutional partnership, this method is intended to make a huge effort to revitalize economy, labour market and...
Il contributo si sofferma sulle forme di interazione tra parti sociali, Governi locali e altri eventuali soggetti sul territorio diversi dalla contrattazione collettiva di secondo livello e che nell’insieme si possono definire di concertazione locale.Dopo aver ragionato sulle caratteristiche di questo livello intermedio di concertazione economica e sociale rispetto a quella che si può sviluppare a livello nazionale o d’azienda, se ne mettono in evidenza diversi possibili modelli. Infine, facendo qualche cenno all’evidenza empirica, se ne sottolineano potenzialità e limiti.
The article discusses the models of interaction among social parties, local Governments and other agents operating on a territory that are different from the traditional pattern of decentralised collective bargaining – either within workplaces or at territorial level. These are models that can be categorised as economic-social concertation at local level and include...
Il contributo esamina alcune caratteristiche della contrattazione collettiva decentrata e derogatoria in peius alla legge o ai Ccnl in base ai rinvii legislativi, ponendola in relazione con il modello ispirato alla promozione della concertazione e contrattazione territoriale proprio del Piano del lavoro promosso dalla Cgil. In particolare emerge il problema del coordinamento tra i diversi tipi di rinvio legislativo, e il rilievo assunto dalle questioni di costituzionalità sollevate nei confronti dell’art. 8, legge n. 148/2011.
The essay analyses some aspects of decentralized collective bargaining that sets lower standards than those established by the law or the national collective bargaining. Such decentralized bargaining is analysed in relation to the «Pact for employment» promoted by Cgil, which sets forth a model aiming at territorial consultation and negotiation. In particular, it exposes...
Il saggio ricostruisce le misure di intervento a favore dell’occupazione e del welfare adottate nella Provincia autonoma di Trento negli ultimi anni. In particolare, avvalendosi della ricerca condotta tramite l’Osservatorio trentino sui diritti sociali del lavoro, il saggio vuole fornire un’analisi sugli strumenti del «Laboratorio Trentino», innovativi e meritori di attenzione sul piano nazionale.
The paper focuses on the measures for employment and welfare adopted in the autonomous Province of Trento in the recent years. In particular, taking advantage of the research conducted at the Trentino Observatory on Social Rights, the paper aims to provide an analysis of the tools of the «Trentino Laboratory», which are innovative...

Saggi

Questo saggio analizza il tema dei profili formativi nel contratto di apprendistato, prestando particolare attenzione agli eventi salienti del conflitto tra Stato e Regioni, che ha caratterizzato l’applicazione del decreto legislativo n. 276/2003 e delle sue modifiche; la seconda parte è dedicata al commento delle innovazioni del Testo Unico del 2011, e delle sue successive integrazioni, con un ampio apprezzamento delle modalità di esecuzione adottate dalle Regioni, in materia di formazione, per ciascuno dei tre modelli contrattuali che compongono questo istituto.
This essay analyzes the theme of the training aspects in the apprenticeship contract, paying specific attention to the salient events of the conflict between State and Regions, which has characterized the implementation of the legislative Decree n. 276/2003 and of its modifications. The second part is devoted to the comment on the innovations...
Il saggio esamina gli aspetti di cambiamento apportati dalla riforma del mercato del lavoro del 2012 alle diverse forme di lavoro economicamente dipendente in assenza di una configurazione unitaria della fattispecie. In particolare, costituiscono oggetto di indagine il contratto a progetto e le cd. false partite Iva. L’analisi è volta a mettere in evidenza aspetti favorevoli e sfavorevoli attraverso una valutazione critica della dottrina e della giurisprudenza.
The essay examines the changes brought by the 2012 Italian labour law market reform to the different forms of economically dependent work which do not have a unified legal definition. In particular, it is focused on the «project contract» and on the so called «false autonomous work». The analysis proposes a critical evaluation...

Note e commenti

Un ricordo di Mario Napoli Professore di diritto del lavoro.
A memory of Mario Napoli.

Osservatorio europeo

I cittadini dell’Unione inattivi economicamente, ma che hanno esercitato il loro diritto di libera circolazione, possono far ricorso all’assistenza sociale dello Stato ospitante senza mettere a rischio il loro diritto di soggiorno? Questa è la questione chiave che la Corte di Giustizia ha dovuto affrontare nel caso Brey. Il saggio analizza le circostanze di fatto e il contesto giuridico specifico della causa, la posizione dell’Avvocato Generale e la decisione della Corte di Giustizia e infine l’analisi dettagliata effettuata dalla Corte.

Osservatorio della corte costituzionale

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel periodo aprile-dicembre 2014. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da:
Analisi delle decisioni della corte costituzionale in materia di lavoro nel periodo aprile-dicembre 2014.
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La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2014. Sicurezza sociale

Articolo scritto da:
Accertamento tecnico preventivo. Sanzioni civili per lavoro irregolare. Trattamento di fine servizio.
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Rapporto di lavoro

L’accesso degli stranieri al pubblico impiego e al servizio civile nazionale, tra norme e giurisprudenza

Le pronunce in epigrafe riguardano il tema dell'accesso degli stranieri al pubblico impiego. In particolare, le prime due sentenze riguardano l'accesso al pubblico impiego da parte dei lavoratori extracomunitari muniti di regolare titolo di soggiorno, mentre la terza affronta il delicato problema dell'accesso al servizio civile, la cui esclusione colpisce addirittura i cittadini comunitari. Si tratta di una questione tuttora assai delicata. Ciò è dovuto al fatto che il quadro normativo riguardante tale materia è fortemente frammentato e caratterizzato da leggi contraddittorie.
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Cassazione, N.20661-1 Ottobre 2014

(Cassazione
N:20661 - 1 Ottobre 2014)

Ss.Uu., ord. – Pres. Rovelli, Est. Giusti. P.M. Ciccolo (conf.) – Presidenza del Consiglio dei ministri (Avv. Stato) c. Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Apn, T.S.S. (avv. Guariso). Conf. Corte d’Appello Milano, 22 marzo 2013.

Note: L’accesso degli stranieri al pubblico impiego e al servizio civile nazionale, tra norme e giurisprudenza
Parole chiave: Stranieri ::

Stranieri (lavoratori) – Servizio civile – Esclusione – Discriminazione.

L’esclusione dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia dalla possibilità di essere ammessi a prestare il servizio civile nazionale «non è proporzionata né ragionevole» e, di conseguenza, vìola la Costituzione. Essa, infatti, preclude allo straniero il pieno sviluppo della sua persona e l’integrazione nella comunità d’accoglienza, impedendogli di concorrere a realizzare progetti di utilità sociale.
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Cassazione, N.18253-2 Settembre 2014

(Cassazione
N:18253 - 2 Settembre 2014)

Pres. Macioce, Est. Ghinoy, P.M. Servello (conf.) – A.T. (avv. Contaldi) c. ministero dell’Economia e delle Finanze (Avv. Stato). Conf. Corte d’Appello Firenze, 11 gennaio 2013.

Note: L’accesso degli stranieri al pubblico impiego e al servizio civile nazionale, tra norme e giurisprudenza
Parole chiave: Stranieri ::

Stranieri (lavoratori) – Lavoro pubblico – Esclusione – Legittimità.

Diversamente da quanto avviene in tema di provvidenze assistenziali, in caso di accesso al lavoro è lasciata al legislatore una più ampia possibilità di contemperare opposte esigenze tutte costituzionalmente rilevanti. Se, quindi, nel lavoro privato opera pienamente la parità di trattamento tra cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari, con riguardo agli impieghi pubblici trova spazio la valutazione della particolarità e delicatezza della funzione svolta alle dipendenze dello Stato (e, in particolare, nel caso in esame, del ministero del l’Economia e delle Finanze, che gestisce uno degli aspetti peculiari e individualizzanti della politica nazionale): differenze che tuttora giustificano la preferenza per i cittadini italiani e, in virtù del particolare legame internazionale
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Trib. Firenze, N.-23 Gennaio 2014

(Trib. Firenze
N: - 23 Gennaio 2014)

Est. Rugiu – As so cia zio ne studi giuridici sull’immigrazione (avv. Consoli) c. Università di Fi ren ze (avv. De Angelis).

Note: L’accesso degli stranieri al pubblico impiego e al servizio civile nazionale, tra norme e giurisprudenza
Parole chiave: Stranieri ::

Stranieri (lavoratori) – Lavoro pubblico – Esclusione – Illegittimità.

L’esclusione dello straniero non comunitario dall’accesso al lavoro pubblico è discriminatorio e lede il principio di parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti per i lavoratori extracomunitari rispetto ai lavoratori italiani
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Licenziamento per scarso rendimento da eccessiva morbilità

a Corte di Cassazione ritiene legittimo il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo in conseguenza di assenze per malattia discontinue e intermittenti, di durata inferiore al periodo di comporto, che danno luogo a scarso rendimento. La sentenza in esame non riconduce l'eccessiva morbilità all'art. 2110 cod civ. ma valuta la malattia sotto il profilo della quantità e della collocazione delle assenze incolpevoli, nonché delle conseguenze per l'organizzazione dell'impresa, al fine di giustificare licenziamento per scarso rendimento come ipotesi di giustificato motivo oggettivo.
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Cassazione, N.18678-4 Settembre 2014

(Cassazione
N:18678 - 4 Settembre 2014)

ord. – Pres. Roselli, Est. Tricomi, P.M. Carestia (conf.) – F.G. (avv.ti Muccio, Fatone) c. Pilkington Italia Spa (avv. Frediani). Conf. Corte d’Appello l’Aquila, 7 settembre 2011.

Note: Licenziamento per scarso rendimento da eccessiva morbilità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Eccessiva morbilità – Scarso rendimento – Giustificato motivo oggettivo – Sussiste.

È legittimo il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo in conseguenza di assenze per malattia a carattere discontinuo (cd. eccessiva morbilità) che danno luogo a scarso rendimento e rendono la prestazione non più utile per il datore di lavoro, incidendo negativamente sulla produzione aziendale
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Congedi parentali «sospetti» e obblighi di comunicazione

Articolo scritto da:
Parole chiave: congedo parentale
La sentenza sollecita l’indagine sull’impiego strumentale dei congedi parentali per sottrarsi al potere organizzativo dell’imprenditore. L’A. si sofferma su questo tema analizzandolo con le lenti dell’abuso e della frode alla legge ed evidenziando, però, l’autodeterminazione del lavoratore ad avvalersi dei congedi, sia pure con il limite di un’effettiva assistenza alla prole. L’A. accenna anche agli oneri di informazione e di motivazione che ricadono sulle parti quando – come nel caso affrontato dalla Cassazione – la comunicazione del congedo sia difforme dalle prescrizioni dettate dall’Inps.
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Cassazione, N.15078-2 Luglio 2014

(Cassazione
N:15078 - 2 Luglio 2014)

Pres. Miani Canevari, Est. Nobile, P.M. Celeste (conf.) – Infocamere Spa (avv. Terenzio) c. A.R. (avv. Forti). Conf. Corte d’Appello Roma, 2 febbraio 2004

Note: Congedi parentali «sospetti» e obblighi di comunicazione
Parole chiave: congedi ::

Congedi – Diniego – Onere dell’azienda di comunicare le ragioni – Sus si stenza – Contestazione disciplinare al termine del congedo – Non tem pestività

Il datore di lavoro che intenda sanzionare un abusivo ricorso al congedo parentale, perché preordinato a ritardare un trasferimento, deve farlo al momento della comunicazione preventiva del lavoratore. Inoltre, se nega il congedo, sostenendo poi in giudizio che non erano state osservate le prescrizioni dell’Inps, deve rispondere alla richiesta di chiarimenti del dipendente, quando è presumibile che questi fosse all’oscuro di tali prescrizioni
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La tutela dei dati personali come presupposto logico-giuridico del divieto di discriminazione

I tre provvedimenti esaminati affrontano diversi aspetti del trattamento dei dati personali nell’ambito del rapporto di lavoro.
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Cassazione, N.17859-11 Agosto 2014

(Cassazione
N:17859 - 11 Agosto 2014)

Pres. Vidiri, Est. Buffa, P.M. Matroberardino (concl. accoglimento I motivo) – F.G. (avv.ti Patrono, Galli) c. Stc group Spa (avv.ti Capasso, Galbusera, Caprio). Conf. Corte d’Appello Brescia, n. 531/10.

Note: La tutela dei dati personali come presupposto logico-giuridico del divieto di discriminazione
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Utilizzo del computer aziendale per fini propri o non autorizzati – Rilevanza disciplinare – Sussistenza

Qualora il codice disciplinare affisso nella bacheca aziendale vieti l’accesso alla rete internet e l’utilizzo della posta elettronica per scopi personali è legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente che sul computer aziendale abbia installato un programma di file-sharing e uno per l’accesso alla e-mail personale, effettuando il download di foto e filmati pornografici
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Cassazione, N.21107-28 Marzo 2014

(Cassazione
N:21107 - 28 Marzo 2014)

Pres. Vidiri, Est. Buffa, P.M. Matroberardino (concl. accoglimento I motivo) – F.G. (avv.ti Patrono, Galli) c. Stc group Spa (avv.ti Capasso, Galbusera, Caprio). Conf. Corte d’Appello Brescia, n. 531/10.

Note: La tutela dei dati personali come presupposto logico-giuridico del divieto di discriminazione
Parole chiave: diritto alla riservatezza ::

Diritto alla riservatezza – Soggetto pubblico datore di lavoro – Pro te - zio ne dei dati sensibili – Artt. 18, 20, 22 e 24, d.lgs. n. 196/2003 – Accertamento di responsabilità disciplinari – Comportamenti estranei alla prestazione lavorativa – Illegittimità del trattamento.

In tema di trattamento dei dati sensibili da parte di un soggetto pubblico, datore di lavoro, per l’accertamento di responsabilità disciplinari, l’espressa inclusione di tale finalità fra quelle di pubblico interesse non è di per sé sufficiente a escludere la necessità del consenso scritto dell’interessato e dell’autorizzazione del Garante, essendo necessaria l’indicazione, da parte del soggetto pubblico o, su sua richiesta, dall’autorità garante, dei tipi di dati sensibili che possono essere trattati e delle operazioni eseguibili, trattandosi di dati riguardanti la salute e la vita sessuale, che godono di una protezione rafforzata, in ragione dei valori costituzionali che vi sottendono
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Garante per la protezione dei dati personali, N.448-9 Ottobre 2014

(Garante per la protezione dei dati personali
N:448 - 9 Ottobre 2014)

– Pres. Soro, Est. Califano – Wind Tele co mu ni - cazioni Spa

Note: La tutela dei dati personali come presupposto logico-giuridico del divieto di discriminazione

Controlli del datore di lavoro – Dispositivi di geolocalizzazione su smartphone aziendali – Art. 4, comma 2, Stat. lav. – Esigenze organizzative, produttive e di sicurezza – Sussistenza – Misure che il datore deve adottare

Il datore di lavoro può introdurre un dispositivo di geolocalizzazione sugli smartphone aziendali dei dipendenti qualora vi siano ragioni organizzative, produttive o di sicurezza, previa attivazione delle procedure dettate dall’art. 4, comma 2, Stat. lav. e purché provveda alla notifica al Garante del trattamento relativo ai dati di localizzazione, fornisca una informativa dettagliata ai dipendenti, si attenga alle Linee guida dettate dal Garante relative alla posta elettronica e internet, adotti le misure di sicurezza previste dall’artt. 31 ss. del d.lgs. n. 196/2003.
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(Sub)appalto transnazionale e ambito di applicazione delle norme sul salario minimo

Con la sentenza in commento, la Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che il salario minimo imposto negli appalti pubblici non può essere esteso ai lavoratori di un subappaltatore straniero nel caso in cui questi ultimi svolgano la loro attività esclusivamente nel territorio di un altro Stato. Il caso riveste particolare interesse, contribuendo a definire le modalità nelle quali specifici obblighi e condizioni contrattuali possono essere stabiliti dagli Stati Membri in situazioni che non prevedano il coinvolgimento di forme di mobilità intracomunitaria dei lavoratori.
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Corte di Giustizia, N.C-549/13-18 Settembre 2014

(Corte di Giustizia
N:C-549/13 - 18 Settembre 2014)

Sezione Nona – Avv. Gen. P. Mengozzi – Bundesdruckerei Gmbh c. Stadt Dortmund.

Note: (Sub)appalto transnazionale e ambito di applicazione delle norme sul salario minimo

Appalto – Articolo 56 TfUe – Libera prestazione dei servizi – Direttiva n. 96/71/Ce – Direttiva n. 2004/18/Ce – Appalti pubblici di servizi – Normativa nazionale che impone un salario minimo – Subappaltatore stabilito in un altro Stato membro – Inapplicabilità.

In una situazione […] nella quale un offerente intende eseguire un appalto pubblico avvalendosi esclusivamente di lavoratori impiegati da un subappaltatore stabilito in uno Stato membro diverso da quello a cui appartiene l’amministrazione aggiudicatrice, l’articolo 56 TfUe osta all’applicazione di una normativa dello Stato membro a cui appartiene tale amministrazione aggiudicatrice che obblighi detto subappaltatore a versare ai lavoratori in parola un salario minimo fissato da tale normativa.
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Il caso Hay e la Corte di giustizia: una nuova dottrina contro la discriminazione delle coppie omosessuali

Il commento propone un'analisi della decisione della Corte di Giustizia nel caso Hay, inerente l'applicazione del divieto di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale in merito al riconoscimento di benefici legati all'attività lavorativa ai dipendenti omosessuali uniti in un PACS. L'A. evidenzia come la sentenza rappresenti una positiva evoluzione della giurisprudenza della Corte per i diritti delle coppie dello stesso sesso perché i) assicura un'autonoma valutazione ai fini della comparazione operata dalla Corte e ii) estende il diritto alla parità di trattamento.
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Corte di Giustizia, N.C-267/12-12 Dicembre 2013

(Corte di Giustizia
N:C-267/12 - 12 Dicembre 2013)

Sezione Quinta – Pres. von Danwitz, Avv. Gen. Jääskinen – F. Hay (avv. Lamamra) c. Crédit agricole mutuel de Charente-Maritime et des Deux-Sèvres (avv. Gatineau).

Note: Il caso Hay e la Corte di giustizia: una nuova dottrina contro la discriminazione delle coppie omosessuali
Parole chiave: discriminazioni :: coppie omosessuali ::

Discriminazioni – Art. 2, paragrafo 2, lettera a, Direttiva n. 2000/78/Ce – Divieto di discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale – Contratto collettivo che riserva un beneficio ai dipendenti che contraggano matrimonio – Esclusione dei lavoratori omossessuali uniti in patto civile di solidarietà – Illegittimità.

L’art. 2, par. 2, lett. a, Dir. 2000/78/Ce, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una disposizione di un contratto collettivo a termini della quale a un lavoratore dipendente unito in un patto civile di solidarietà con una persona del medesimo sesso sono negati benefìci, segnatamente giorni di congedo straordinario e premio stipendiale, concessi ai dipendenti in occasione del loro matrimonio, quando la normativa nazionale dello Stato membro interessato non consente alle persone del medesimo sesso di sposarsi, allorché, alla luce della finalità e dei presupposti di concessione di tali benefìci, detto lavoratore che contragga matrimonio.
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Spending review e fringe benefits: il principio dell'irriducibilità della retribuzione in tempo di crisi

Articolo scritto da:
Parole chiave: retribuzione
Gli spunti di riflessione proposti dalla pronuncia in commento sono molteplici e variegati, nonché di grande rilevanza nell’attuale congiuntura socio-economica. La vicenda giudiziaria al vaglio del Tribunale di Milano verte, in fondo, sul bilanciamento tra due importanti principi, costituzionalmente tutelati: il diritto alla giusta retribuzione di cui all’art. 36 Cost. e il pareggio di bilancio dello Stato sancito dal novellato art. 81 Cost.
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Tribunale di Milano, N.-6 Mag 2014

(Tribunale di Milano
N: - 6 Mag 2014)

Est. Bertoli – G.A. e altri 21 (avv.ti Scarpelli, Lazzarini, Caridi) c. Milano ristorazione Spa (avv.ti Furlan, Ugoccioni).

Note: Spending review e fringe benefits: il principio dell'irriducibilità della retribuzione in tempo di crisi
Parole chiave: Retribuzione ::

Retribuzione – Accertamento della natura retributiva dell’uso promiscuo di autovettura aziendale – Applicabilità della cd. spending review alle società partecipate – Legittimità della revoca del fringe benefit – Principio di irriducibilità della retribuzione – Compensazione in denaro secondo le tariffe Aci.

È legittima la revoca della concessione di uso promiscuo dell’autovettura aziendale a dipendenti di società partecipate in seguito all’applicazione della normativa sul contenimento della spesa pubblica, ma, in considerazione della natura retributiva del fringe benefit e del principio di irriducibilità della retribuzione, deve essere corrisposta una compensazione in denaro.
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Sul diritto alla reintegra del lavoratore licenziato per sopraggiunti limiti di età

(Tribunale di Roma
14 Aprile 2014, n.)

Est. Gandini – F.D.N. (avv. D’Amati) c. Rai-Radio televisione italiana (avv.ti Trifirò, Balletti, Zucchinali, Curti)

Articolo scritto da:
Parole chiave: retribuzione
Il Tribunale di Roma, nell'esaminare la vexata quaestio della legittimità del licenziamento comminato al giornalista ai sensi dell'art. 33 del CNLG secondo cui “l’azienda può risolvere il rapporto di lavoro quando il giornalista abbia raggiunto il 65° anno di età”, si interroga su due interessanti temi: l'ambito di operatività della tutela reale del dirigente al di fuori delle ipotesi di cui al primo comma dell'art. 18 della L. n. 300/1970 e il rapporto tra l' art. 33 del CNLG e la disciplina di cui al comma 4 dell'art. 24 del D.L. n. 201/ 2011 conv. nella L. n. 214/2011.
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Sui reparti confino

Il caso riguarda il trasferimento di alcune lavoratrici che usufruivano di permessi per assistere parenti con handicap grave. Il giudice ha affermato che la l.n. 104/92 si caratterizza per la finalità del soddisfacimento delle esigenze di socializzazione della persona, anche mediante la tutela di coloro che prestano assistenza. Osservando che nel reparto di destinazione si trovava una percentuale considerevolmente più alta sia di disabili sia di persone che usufruivano dei permessi per assistenza, il giudice ha dichiarato nulli perché discriminatori i trasferimenti.
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Tribunale di Roma, N.-18 Novembre 2014

(Tribunale di Roma
N: - 18 Novembre 2014)

Est. Casari – De Seta e altri (avv. Salvagni) c. Telecom Italia Spa (avv.ti. Maresca, Boccia)

Note: Sui reparti confino
Parole chiave: trasferimento :: disabilità :: discriminazione ::

Disabilità – Lavoratore che presta assistenza – Trasferimento nell’ambito comunale senza il suo consenso – Illegittimità. Discriminazioni – Trasferimento in reparto confino – Nullità.

Le posizioni soggettive riconosciute dall’art. 33, legge n. 104/92, e i limiti al loro esercizio vanno individuati alla luce della finalità del soddisfacimento dell’esigenza di socializzazione quale fondamentale fattore di sviluppo della persona, come emerge dalla giurisprudenza costituzionale sul tema, dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e dalla Carta dei diritti fondamentali, sicché la distanza tra il luogo di lavoro e la residenza del lavoratore non è l’unico dato onde valutare la lesività del trasferimento, atteso che gli oneri di assistenza dipendono altresì dalla distanza dall’abitazione dell’assistito, ecc. dai tempi di percorrenza a loro volta condizionati dal traffico e dai mezzi pubblici a disposizione
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Controversie di lavoro

La notificazione tra nullità e inesistenza

L’A. affronta la tematica della notificazione del ricorso introduttivo del giudizio di opposizione all’ordinanza che chiude la fase sommaria del procedimento specifico in materia di licenziamenti introdotto dalla legge n. 92 del 2012. In particolare, prendendo le mosse dalla sentenza della Corte di Appello di Torino, l’A. analizza gli orientamenti della giurisprudenza in materia di nullità e di inesistenza della notificazione e dei rimedi che sono esperibili per sanare tali vizi, con particolare riferimento alla fase di impugnazione di una pronuncia giurisdizionale.
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Corte d'Appello di Torino, N.-31 Marzo 2014

(Corte d'Appello di Torino
N: - 31 Marzo 2014)

Pres. Girolami, Est. Pasquarelli – A.G.P. (avv. Ramello) c. Rai – Radiotelevisione italiana Spa (avv.ti Benessia, Barbieri, Lovecchio Musti). Diff. Tribunale Torino, 12 aprile 2013, ord.

Note: La notificazione tra nullità e inesistenza
Parole chiave: notificazione :: nullità :: inesistenza ::

Controversie di lavoro e previdenza – Notifica del ricorso – Mancanza – Rimessione in termini – Impossibilità – Improcedibilità del ricorso.

Qualora la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell’udienza non sia avvenuta per fatto imputabile alla parte, con la conseguenza che deve ritenersi inesistente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile, non essendo consentito al giudice di assegnare un termine per la rinnovazione della stessa ai sensi degli artt. 421 e 291 cod. proc. civ.
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Diritto sindacale

Limiti alla immunità del singolo componente della Rsu

Le due sentenze in commento, pur nella specificità dei casi portati al’attenzione della Suprema Corte, rappresentano l’occasione per una rilettura del problema del rapporto tra il singolo componente della rsu e la associazione sindacale di riferimento. Il tema, dopo il risolutore intervento della Cassazione, che aveva inteso l’omessa considerazione da parte dell’Accordo Interconfederale del 20 dicembre 1993 della fattispecie della decadenza a seguito della revoca dell’affiliazione richiede allo stato attuale una riconsiderazione alla luce di alcune sopravvenute novità
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Cassazione, N.15437-7 Luglio 2014

(Cassazione
N:15437 - 7 Luglio 2014)

Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Servello (conf.) – Federazione lavoratori metalmeccanici (avv. Luberto) c. Soc. Telecom Italia (avv. Maresca). Cassa Corte d’Appello Firenze, 8 marzo 2007

Note: Limiti alla immunità del singolo componente della Rsu

Rappresentanze sindacali unitarie – Diritto di assemblea – Titolarità – Indizione da parte del singolo componente – Prerogativa disgiunta – Sussiste

Il diritto di indire assemblee rientra tra le prerogative attribuite non solo alla Rsu considerata collegialmente, ma anche a ciascun componente della stessa, purché eletto nelle liste di un sindacato che, nell’azienda di riferimento, sia di fatto dotato di rappresentatività ai sensi dell’art. 19 Stat. lav
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Cassazione, N.21910-25 Settembre 2013

(Cassazione
N:21910 - 25 Settembre 2013)

Pres. Lamorgese, Est. Maisano, P.M. Romano (diff.) – G.R. e altri (avv. Baldassini) c. Cartiera Paolo Pigna Spa (avv. Perlini). Conf. Corte d’Appello Roma, 12 gennaio 2010.

Note: Limiti alla immunità del singolo componente della Rsu

Rappresentanze sindacali unitarie – Art. 4, legge n. 223/1991 – Avvio procedura – Comunicazione a uno solo dei componenti della Rsu – Licenziamento collettivo – Legittimità.

In presenza di una rappresentanza sindacale unitaria, è legittimo il licenziamento disposto in esito a una procedura ex art. 4 della legge n. 223/1991, nel caso in cui la comunicazione di avvio della procedura sia inviata a uno solo dei componenti della Rsu, omettendo la consultazione dell’organo della rappresentanza nella sua collegialità.
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Ancora sui limiti al potere del datore di lavoro in caso di sciopero

Articolo scritto da:
Parole chiave: sciopero limiti
La sentenza in commento ritiene antisindacale la condotta di un Ente sinfonico che, violando una clausola contrattuale, aveva utilizzato le registrazioni già effettuate dagli orchestrali in sciopero. Forse, tuttavia, diversa sarebbe stata la conclusione del giudice in assenza di una specifica disciplina collettiva: la registrazione potrebbe essere ritenuta “opera dell’ingegno” ai sensi dell’art. 2590 cod. civ., utilizzabile quindi dal datore di lavoro.
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Tribunale di Roma, N.-1 Ottobre 2014

(Tribunale di Roma
N: - 1 Ottobre 2014)

Est. Sordi – Slc Cgil comprensorio di Roma centro-ovest-litoranea (avv.ti Bidetti, Circi, de Marchis, Summa) c. Fondazione Teatro dell’Opera di Roma (avv.ti De Feo, Maurizio Marazza, Marco Marazza).

Note: Ancora sui limiti al potere del datore di lavoro in caso di sciopero
Parole chiave: sciopero :: limiti ::

Condotta antisindacale – Attualità della condotta – Estremi. Condotta antisindacale – Orchestrali in sciopero – Utilizzo registrazioni – Sussiste.

Sussiste l’attualità della condotta antisindacale nel caso in cui il datore di lavoro persista nel convincimento circa la legittimità del proprio operato. L’attualità, infatti, risiede nell’astratta possibilità di reiterare il comportamento lesivo: possibilità suscettibile di costituire seria remora sia alla proclamazione dell’astensione collettiva da parte delle organizzazioni sindacali, sia all’adesione allo sciopero da parte dei lavoratori interessati. Costituisce condotta antisindacale l’utilizzo, da parte di un ente sinfonico, delle registrazioni già effettuate dagli orchestrali in sciopero, ove ciò avvenga al di fuori dei casi previsti dalla contrattazione collettiva.
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