Il tema: Il lavoro tra bisogno e libertà: nuove povertà prospettive di inclusione sociale reddito e attivazione

Introduzione

Nel saggio viene introdotto il Tema di questo numero della Rivista: la complessità del fenomeno della povertà e dell’esclusione sociale. Si offre un un quadro ricostruttivo dei termini essenziali della questione evidenziandone la sua innegabile multifattorialità che si riverbera nelle diverse risposte e nei diversi strumenti messi in campo all’interno dei vari paesi occidentali.

Il lavoro che verrà

Scritto da:

L’articolo propone una breve lettura diacronica del concetto e delle applicazioni del lavoro dignitoso. Dopo un’introduzione dedicata alla genesi del lavoro dignitoso, nella prima fase dell’articolo si delineano le condizioni nelle quali esso versa. In particolare, ci si sofferma sulle conseguenze che le ultime crisi economiche, il rallentamento dell’economia globale e il mutamento del sistema di produzione hanno avuto sulla quantità (occupazione) e sulla qualità (protezione, precarietà, vulnerabilità, innovazione) del lavoro dignitoso.
The article suggests a brief diachronic review of the Decent Work concept and implementation. After an introduction dedicated to Decent Work genesis and definition, the first part of the article will identify its current degree of implementation. A particular attention will be paid to the consequences that major changes – such as...

Povertà ed esclusione sociale oggi in Italia: cause e possibili rimedi

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La povertà in Italia riguarda più le famiglie che gli individui che vivono soli, più i minori che gli adulti e gli anziani, ed è fortemente concentrata a livello territoriale, in particolare al Sud. Queste caratteristiche sono di lunga durata. Con la crisi, che ha fatto aumentare sensibilmente la povertà assoluta, si sono accentuate. L’Autrice argomenta che queste caratteristiche della povertà in Italia sono l’esito dell’intreccio tra funzionamento del mercato del lavoro, funzionamento della famiglia e mancanza o inefficacia delle politiche redistributive in denaro e in servizi.
Poverty in Italy is mostly a family matter. It involves children more than adults and the old, it is highly concentrated at the regional level, particularly in the South. These features have a long history. The economic crisis, while causing an increase in the incidence of absolute poverty, it has also...

Povertà e dignità nella Costituzione italiana: il reddito di cittadinanza come strumento costituzionalmente necessario

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In questo studio, l’Autrice si impegna nella ricostruzione dei fondamenti costituzionali del diritto ad avere garantita una vita dignitosa anche quando si versi in condizione di povertà. La lettura sistematica della Costituzione conduce l’Autrice a dare una risposta sicuramente positiva, e a ritenere il reddito di cittadinanza – nella forma del reddito minimo garantito – uno strumento costituzionalmente necessario al fine di realizzare una democrazia realmente emancipante, senza con ciò mai venire meno al perseguimento dell’obiettivo costituzionale della piena occupazione.
In this paper, the Author reconstructs the fundamentals of the right to a free and dignified life, even in conditions of poverty and unemployment. At the centre of the analysis is the specific question as to whether, when the Republic does not maintain the promise of «jobs for all», it has a duty...

Digitalizzazione dell’economia e frammentazione dell’occupazione. Il lavoro instabile, discontinuo, informale: tendenze in atto

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L’Autrice propone una prima analisi della fenomenologia del lavoro emergente nell’economia digitale, distinguendo anzitutto il settore della sharing economy dall’impiego tramite piattaforma o crowdworking. L’analisi si conclude con un confronto tra le tecniche di tutela lavoristica e quelle previste dalla disciplina del rapporto di consumo. L’Autrice s’interroga infine sulla possibilità di sperimentare forme alternative di tutela, estendendo al lavoratore digitale alcune garanzie tipiche del consumatore-utente del web.
The Author offers a preliminary analysis of the emerging work phenomenology in digital economy, first distinguishing the Sharing Economy Sector from the use by platform or crowdworking. Today the options are still open to...

Scomposizione dell’impresa, lavoro esternalizzato e inclusione sociale: azioni della negoziazione collettiva

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L’articolo analizza il fenomeno della scomposizione dell’impresa nei processi di esternalizzazione del lavoro. In particolare, partendo dal grado di mutamento dell’impresa nel contesto di crisi economica attuale, si prendono a riferimento gli interventi della negoziazione collettiva a livello bilaterale e trilaterale.
The article analyzes the phenomenon of the changing enterprise in the outsourcing process. It underlines, in particular, the actions of collective bargaining at the bilateral and trilateral level, starting from the degree of change in the company’s current economic crisis.

Disoccupazione e strumenti di sostegno del reddito nel Jobs Act

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L’Autrice analizza in dettaglio le novità introdotte dal Jobs Act in tema di strumenti di sostegno del reddito in caso di disoccupazione, dimostrando che non si è ancora realizzata un’effettiva universalizzazione delle tutele ma, anzi, si è ampliata la distanza tra bisogno e tutela, soprattutto per i lavoratori non standard. L’Autrice conclude sottolineando come la riforma premia i contribuenti forti mentre penalizza i soggetti che invece avrebbero maggiormente bisogno di sostegno, ribadendo l’urgenza di introdurre interventi più efficaci, soprattutto per i giovani.
The Author briefly presents the evolution of legislation on social welfare in Italy, then analyzes in detail the innovations introduced by the Italian Jobs Act, in terms of income support in case of unemployment, demonstrating that it has not yet created a real universalization of protection; instead the distance between...

Saggi

Tutela del lavoratore e impugnazione del contratto a termine nel d.lgs. n. 81/2015

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Il saggio si sofferma sulla disciplina introdotta dal d.lgs. n. 81/2015, che aggrava il regime delle decadenze nei casi di impugnazione di un contratto a tempo determinato. Si evidenzia il rischio che tale normativa possa rendere eccessivamente difficoltoso per il lavoratore tutelare i propri diritti in caso di contratti a termine successivi e si cerca di individuare possibili soluzioni nell’ambito del diritto italiano e del diritto dell’Unione europea.
The essay focuses on the regulations introduced by Legislative Decree n. 81/2015, which prescribes wider time-limits on fixed-term contract. It highlights the risk that such a rule can render excessively difficult for the workers to protect their rights in case of successive fixed-term contracts,...

Questioni in tema di decadenza dall’impugnazione del contratto a termine e regimi sanzionatori, tra vecchi e nuovi problemi

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Il contributo analizza, in una prima parte, la disciplina della decadenza introdotta dalla l. n. 183/2010 e la sua evoluzione con riferimento all’impugnazione del contratto a tempo determinato, soffermandosi specialmente sulle questioni dell’ambito di applicazione e dell’operatività dei termini di decadenza. Nella seconda parte del contributo, l’Autore esamina i rimedi e le tecniche di tutela predisposti dall’ordinamento per sanzionare la violazione delle regole d’uso della flessibilità a termine.
The survey analyzes, in the first part, the evolving legal regulation of limitation periods due to Law n. 183/2010, with reference to the appeal against termination of fixed-term contracts. On this side, it focuses especially on the scope and on the functioning of the legal rule on lapse of time-limit. Afterwards, the Author...

Ideologia e regole nella nuova disciplina del mutamento di mansioni

Scritto da:

La riforma delle mansioni introdotta dal Jobs Act ha determinato un deterioramento della dignità della persona che lavora e una involuzione della normativa che regolamentava le mansioni, perfino peggiorativa del vecchio testo dell’art. 2103 c.c., in vigore prima dell’introduzione nel nostro ordinamento dello Statuto dei lavoratori. L’intera tematica può essere riassunta nell’alternativa tra «tutela della professionalità» e «tutela dell’inquadramento».
The reform of the duties introduced by the Jobs Act has led to a deterioration of the dignity of human work and an involution of employee discipline of duties, even pejorative of the previous text embodied in Article 2103 of the Civil Code, in force of the current text before the introduction...

Note e commenti

L’onere della prova nei licenziamenti disciplinari e discriminatori

Scritto da:

A proposito dell’art. 3, comma 2, d.lgs. n. 23/2015 (nel quale è previsto che il lavoratore illegittimamente licenziato vada reintegrato solo se è direttamente dimostrata l’insussistenza del fatto materiale posto a base del licenziamento), l’Autore contesta l’interpretazione secondo la quale l’onere della prova sarebbe addossato al lavoratore, ritenendo invece che il punto di riferimento sia tuttora la regola generale enunciata dall’art. 4, l. n. 604/1966, sia per la mancanza di un’espressa deroga, sia per l’applicazione del principio della «prossimità della prova».
In relation to Art. 3, par. 2, of the Legislative Decree n. 23/2015 (providing that the illegally dismissed employee should be re-hired only if there is a direct proof of the non-existence of the material circumstance on which dismissal was based upon), the Author challenges the interpretation upon which the...

Problemi di diritto sociale europeo

Uguaglianza, parità e non discriminazione nel diritto dell’Unione europea (Parte II)

Scritto da:

L’articolo tratta del divieto di discriminazione nel diritto dell’Ue. L’analisi è condotta attraverso l’esame dei concetti fondamentali di uguaglianza e non discriminazione nei loro vari significati e del diritto antidiscriminatorio come uno strumento di tutela di soggetti deboli e potenzialmente discriminabili. L’articolo restituisce un quadro del diritto antidiscriminatorio caratterizzato, da un lato, da una copiosa produzione normativa e, dall’altro, dalla resistenza dei singoli Stati a una corretta trasposizione.
The article relates to the prohibition of discrimination in EU law. The study is conducted through the analysis of fundamental concepts such as equality and no-discrimination in all their meanings and anti-discrimination law as a new tool for protecting «weak» and potentially discriminable subjects. It begins with a survey of the situation prior...

Osservatori online

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea periodo aprile 2016 - settembre 2016

Articolo scritto da: Luigi MenghiniRoberta Nunin

Congedo parentale, congedo di maternità e richiesta di modifica dell’orario di lavoro. — 2. Ferie annuali retribuite e congedo per recupero della salute. — 3. Libertà di circolazione del lavoratore ex pubblico dipendente in un altro Stato e diritti pensionistici. — 4. Parità retributiva, magistrato e periodi di maternità obbligatoria — 5. Diritto alle ferie annuali retribuite e cessazione del rapporto di lavoro per pensionamento. — 6. Lavoro a termine: a) misure di prevenzione dell’utilizzo abusivo di una successione di contratti o rapporti a termine e riqualificazione del rapporto...

Osservatorio online

Lavoro pubblico periodo maggio 2016 - ottobre 2016

1. La riforma della riforma: le dirigenze pubbliche e il restyling delle regole nella recente disciplina Renzi-Madia. — 1.1. Premessa. — 1.2. L’accesso e i nuovi ruoli. — 1.3. Gli incarichi fra vecchie e nuove disposizioni. — 1.4. Il rendiconto: la responsabilità. — 2. Il decreto legislativo sulle attività degli enti pubblici di ricerca. — 2.1. Lo schema di decreto sugli enti di ricerca: un ulteriore tassello della riforma Madia. — 2.2. Reclutamento e mobilità: cambiano le regole. — 3. La gestione del personale nella nuova disciplina delle società a partecipazione pubblica...

Il caso

Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita

Articolo scritto da: Stefania Scarponi

La vicenda in esame pone in luce una molteplicità di nodi concettuali in materia di licenziamento discriminatorio che la Suprema Corte ha affrontato formulando princìpi innovativi rispetto al l’in terpretazione consolidata per approdare a conclusioni più coerenti con l’impianto della materia derivante dal diritto sovranazionale, superando così la corrente interpretativa finora prevalente in tema di licenziamento discriminatorio e motivo illecito determinante

Cassazione, N.6575-5 Aprile 2016

(Cassazione
N:6575 - 5 Aprile 2016)

Pres. Roselli, Est. Spena, P.M. Sanlo - ren zo (Rigetto) – C.L.G. (avv.ti Scognamiglio R., Scognamiglio C.) c. S.S. (avv.ti Leone, Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 9 luglio 2012, n. 5289.

Note: Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Discriminazioni – Licenziamento adottato in relazione alla manifestazione di volontà della lavoratrice di sottoporsi alla Procreazione medicalmente assistita – Carattere discriminatorio del licenziamento – Rilevanza esclusiva del rapporto causale tra fattore discriminatorio e licenziamento

Riveste carattere discriminatorio il licenziamento di una lavoratrice intimato dopo che la stessa ha comunicato di volersi sottoporre al trattamento di Pma. Ai fini della qualificazione come discriminatorio del licenziamento rileva unicamente il rapporto di causalità fra il trattamento di fecondazione e l’atto di recesso, e non anche la circostanza che l’intervento, con il conseguente impedimento al lavoro, sia stato già effettuato, sia in corso o sia stato semplicemente programmato
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Rapporto di lavoro

Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.

Articolo scritto da: Fabiola Lamberti

Fatti brevi cenni sulla applicabilità alla fattispecie del contratto di fitto di azienda in luogo del contratto di locazione commerciale, l’autrice esamina l’iter logico-argomentativo seguito dal giudice del lavoro adito, che risolve il giudizio azionato dalla lavoratrice sancendo la nullità dell’intimato licenziamento sulla scorta del principio per il quale le parti non potevano in alcun modo escludere l’operatività dell’art. 2112 c.c. applicabile anche alla fattispecie della retrocessione dell’azienda affittata.

Tribunale Parma, N.Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. M

(Tribunale Parma
N:Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. Minella, G. Pinardi) - 24 Marzo 2016)

Note: Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.
Parole chiave: trasferimento :: retrocessione :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Retrocessione dell’azienda affittata in un centro shopping outlet – Inderogabilità dell’art. 2112 c.c. – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Obbligo di mantenimento dell’occupazione.

Il licenziamento intimato all’esito della retrocessione di un’azienda affittata in un centro shopping outlet, in applicazione della clausola contrattuale che prevede un’espressa deroga alle previsioni di cui all’art. 2112 c.c., è palesemente nullo per contrasto con norma imperativa.
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Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione

Articolo scritto da: Michelangelo Salvagni

Il licenziamento disciplinare deve essere considerato ritorsivo quando la scelta datoriale che lo determina risulta connotata da un chiaro e unico intento ritorsivo, potendo il lavoratore dimostrare in giudizio tale illecita condotta anche mediante la prova per presunzione ex art. 2697 c.c.. Al recesso ritorsivo si applica l’ipotesi di nullità prevista dall’art. 2 del decreto legislativo n. 23 del 2015, con diritto del lavoratore ad essere reintegrato nel posto di lavoro.

Tribunale Roma, N.Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi)-24 Giugno 2016

(Tribunale Roma
N:Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi) - 24 Giugno 2016)

Note: Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione
Parole chiave: licenziamento :: ritorsivo :: tutele :: crescenti :: reintegrazione ::

Licenziamento individuale – Contratto di lavoro a tutele crescenti – Licenziamento disciplinare – Consumazione potere disciplinare – Natura ritorsiva del recesso – Motivo illecito determinante – Nullità – Sussistenza – Reintegrazione

Il licenziamento disciplinare dev’essere considerato ritorsivo quando tra la sospensione dal servizio e il licenziamento non è stato svolto alcun giorno di lavoro effettivo e, quindi, non può essersi realizzato, neppure in ipotesi, alcun ulteriore comportamento da parte del dipendente (assente) se non la sola impugnativa delle sanzioni innanzi all’Organo arbitrale. Tale unica circostanza di fatto, in assenza di diverse indicazioni da parte del datore di lavoro, comprova che la scelta di quest’ultimo che determina il recesso risulta connotata dal chiaro e unico intento ritorsivo, quale risposta all’impugnativa delle sanzioni relative alle infrazioni disciplinari, in relazione alle quali il potere disciplinare si è appunto già consumato.
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Sull'assenza di limiti alla disapplicazione: l'effetto diretto orizzontale dopo il caso Dansk

Articolo scritto da: Laura Calafà

Con la pronuncia 19 aprile 2016, causa C-441/14 Dansk, la Corte di giustizia perfeziona il filone interpretativo inaugurato con Mangold e proseguito con Kücükdeveci in materia di discriminazione fondata sull’età e diritto del lavoro. L’elemento di novità della pronuncia non risiede tanto nelle precisazioni sulla configurazione delle discriminazione diretta per età, quanto per le note tecniche fornite ai giudici nazionali in materia di disapplicazione del diritto interno non conforme al diritto dell’Unione

Corte di giustizia dell'Ue, N.C-441/14-16 Mag 2016

(Corte di giustizia dell'Ue
N:C-441/14 - 16 Mag 2016)

Grande Sezione – Pres. Lenaerts, Avv. Gen. Bot – Dansk Industri c. Successione Karsten Eigil Rasmussen.

Note: Sull'assenza di limiti alla disapplicazione: l'effetto diretto orizzontale dopo il caso Dansk
Parole chiave: rapporto di lavoro :: Divieto :: discriminazioni ::

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78 – Indennità di licenziamento – Esclusione – Diritto alla pensione di vecchiaia – Regime pensionistico al quale il lavoratore abbia aderito prima dei cinquanta anni d’età – Discriminazione in base all’età – Sussistenza. Discriminazioni – Principio generale di non discriminazione in base all’età – Interpretazione conforme e disapplicazione del diritto interno non conforme – Condizioni – Principio di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento – Irrilevanza – Applicazione di una disposizione nazionale contraria al diritto dell’Ue – Lesione del diritto dei privati – Responsabilità dello Stato membro – Esclusione.

Il principio generale della non discriminazione in ragione dell’età, come espresso concretamente dalla Direttiva n. 2000/78, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev’essere interpretato nel senso che esso osta, anche in una controversia tra privati, a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che priva un lavoratore subordinato del diritto di beneficiare di un’indennità di licenziamento allorché ha titolo a una pensione di vecchiaia da parte del datore di lavoro nell’ambito di un regime pensionistico al quale tale lavoratore subordinato abbia aderito prima del compimento del cinquantesimo anno di età.
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Lavoro a progetto: inversione dell’onere della prova e presunzione assoluta di subordinazione

Articolo scritto da: Michele Valerio Di Tanna

L’autore commenta due recenti sentenze della Cassazione, la n.9471 del 10 maggio 2016 e la n. 12820 del 21 giugno 2016, inerenti la disciplina del lavoro a progetto. Con le due sentenze, la Suprema Corte prende posizione su alcuni aspetti della disciplina che,prima della sua abrogazione con l’art.52 del d.lgs. 81/2015, avevano diviso gli interpreti, precisando i caratteri delle due distinte ipotesi di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 69 d.lgs. 276/2003 e la diversa ripartizione dell’onere della prova, finendo per riconoscere natura assoluta alla presunzione di subordinazione di cui al comma 1.

Cassazione, N.12820-21 Giugno 2016

(Cassazione
N:12820 - 21 Giugno 2016)

Pres. Bronzini, Est. D’Antonio, P.M. Servello (Conf.) – Inps (avv.ti Caliulo, Sgroi, Maritato) c. C.G. Cassa Corte d’Appello di Cagliari, 29.12.2009

Note: Lavoro a progetto: inversione dell’onere della prova e presunzione assoluta di subordinazione
Parole chiave: lavoro a progetto ::

Lavoro a progetto – Mancanza di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell’articolo 69, comma 1, d.lgs. n. 276/2003 – Presunzione assoluta di subordinazione.

In mancanza di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa devono considerarsi, ex art. 69, comma 1, d.lgs. n. 276/2003, rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto, senza alcuna possibilità di provare la natura autonoma del rapporto di collaborazione di fatto posto in essere.
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Cassazione, N.9471-10 Mag 2016

(Cassazione
N:9471 - 10 Mag 2016)

Pres. Amoroso, Est. Cavallaro, P.M. Fresa (Diff.) – Eurofoam Srl (avv.ti Pafundi, Odelli) c. P.L. Cassa Corte d’Appello di Brescia, 22.1.2013

Note: Lavoro a progetto: inversione dell’onere della prova e presunzione assoluta di subordinazione
Parole chiave: lavoro a progetto ::

Lavoro a progetto – Domanda di accertamento della subordinazione ex art. 69, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – Mutatio libelli – Onere della prova.

Nel caso in cui con il ricorso introduttivo si deduca esclusivamente il carattere subordinato della prestazione di lavoro ex art. 69, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, non è possibile eccepire in corso di causa l’assenza, nel contratto, di uno specifico progetto, ex art. 69, comma 1, poiché ciò costituisce domanda nuova tale da alterare l’oggetto sostanziale e i termini della controversia, con conseguente violazione del divieto di mutatio libelli, in quanto le rispettive azioni giudiziali si basano su fatti costitutivi differenti, cui corrisponde una diversa ripartizione dell’onere della prova
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l licenziamento del lavoratore tossicodipendente: profili e ipotesi di legittimità

Articolo scritto da: Carolina Fusco

È legittimo il licenziamento disciplinare comminato dal datore di lavoro in capo al lavoratore tossicodipendente purchè il predetto licenzimento non trovi fondamento sullo stato di tossicodipendenza vantato dal lavoratore ma, bensì, rappresenti lo sviluppo di un’attenta indigine volta ad appaurare sia la definitiva compromissione del rapporto fiduciario esistente tra datore di lavoro e lavoratore chè l’impossibilità di auspicare e/o di prevedere un futuro corretto adempimento, da parte del lavoratore stesso, delle obbligazioni assunte alla nascita del rapporto di lavoro.

Cassazione, N.9759-12 Mag 2016

(Cassazione
N:9759 - 12 Mag 2016)

Pres. ed Est. Bronzini, P.M. Finocchi Ghersi (Conf.) – B.D. (avv. Rimmaudo) c. Poste italiane Spa (avv. Pessi). Conf. Corte d’Appello di Genova, 9.4.2013

Note: l licenziamento del lavoratore tossicodipendente: profili e ipotesi di legittimità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Sanzione disciplinare – Lavoratore tossicodipendente – Inadempimento contrattuale – Violazione del vincolo fiduciario – Estinzione e risoluzione del rapporto di lavoro – Legittimità.

È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore tossicodipendente che abbia fatto venir meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro attraverso comportamenti contrari ai doveri assunti nei confronti di quest’ultimo e tali da recare pregiudizio alla regolarità del servizio e alla sicurezza dei terzi e di se stesso.
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Il diritto alla qualifica superiore può fondarsi anche su di una prassi aziendale

Articolo scritto da: dario calderara

Secondo la pronuncia della Suprema Corte il diritto alla qualifica superiore si può fondare “anche” su una prassi aziendale, che generando un particolare uso negoziale può indurre il giudice del merito, ex art. 1374 c. c., a interpretare favorevolmente il contenuto delle clausole contrattuali. Questa prassi aziendale deve costituirsi con un comportamento ripetuto nel tempo, che arricchisce il contratto individuale derogando in melius rispetto al contratto collettivo.

Cassazione, N.1965-2 Febbraio 2016

(Cassazione
N:1965 - 2 Febbraio 2016)

Pres. Amoroso, Est. Berrino, P.M. Matera (Conf.) – R. Spa (avv.ti Scognamiglio, Lax) c. A.L. (avv.ti D’Amati, Costantini). Conf. Corte d’Appello di Roma, 12.7.2010

Note: Il diritto alla qualifica superiore può fondarsi anche su di una prassi aziendale
Parole chiave: mansioni e qualifica ::

Mansioni e qualifica – Diritto all’inquadramento superiore – Interpretazione del contratto collettivo – Inquadramento superiore di altri lavoratori addetti alle medesime mansioni – Rilevanza

Il diritto del lavoratore alla qualifica corrispondente alle mansioni svolte può fondarsi anche sull’esistenza di una prassi aziendale relativa all’assegnazione di tale inquadramento ai lavoratori addetti alle stesse mansioni, quale criterio interpretativo delle previsioni del contratto collettivo
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Il principio di non discriminazione dei lavoratori a termine

Articolo scritto da: Marianna Russo

Il principio di non discriminazione tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato, introdotto dalla direttiva 1999/70/CE vale anche per la corresponsione dei compensi incentivanti? O sussistono ragioni obiettive di incompatibilità? Questo è il “cuore” delle sentenze in commento, scelte tra le prime pronunce di legittimità in materia e concernenti la mancata corresponsione ai dipendenti a termine dei compensi incentivanti riconosciuti ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili.

Cassazione, N.1521-27 Gennaio 2016

(Cassazione
N:1521 - 27 Gennaio 2016)

Pres. Macioce, Est. Blasutto, P.M. Matera (Conf.) – Croce rossa italiana (Avvocatura Generale dello Stato) c. B.L. + 13 (avv.ti Pallini, Scarpelli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 21.10.2013

Note: Il principio di non discriminazione dei lavoratori a termine
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Principio di non discriminazione – Corresponsione del compenso incentivante – Insussistenza di ragioni oggettive di incompatibilità.

Deve essere esclusa in radice una incompatibilità ontologica del compenso incentivante con i rapporti di lavoro a tempo determinato.
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Cassazione, N.152-8 Gennaio 2016

(Cassazione
N:152 - 8 Gennaio 2016)

Pres. Macioce, Est. Buffa, P.M. Matera (Conf.) – Croce rossa italiana (Avvocatura Generale dello Stato) c. G.L. (avv.ti Alfonsi, Della Corte). Conf. Corte d’Appello di Roma, 20.6.2012.

Note: Il principio di non discriminazione dei lavoratori a termine
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Principio di non discriminazione – Corresponsione del compenso incentivante – Insussistenza di ragioni oggettive di incompatibilità.

La mancata corresponsione del compenso incentivante ai dipendenti a tempo determinato, in virtù di contratti ripetutamente prorogati, è in contrasto con il principio di non discriminazione introdotto dalla Direttiva n. 1999/70/Ce, anche alla luce della disciplina contrattuale collettiva in materia.
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Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Articolo scritto da: mario cerbone

Lo scritto si sofferma sulla peculiare interpretazione dell’art. 72, comma 11, del d.l. n. 112/2008, concernente la facoltà per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dirigenti in possesso dei requisiti per il pensionamento. In coerenza con gli sviluppi giurisprudenziali in materia, dal raffronto tra le due sentenze si ricava una lettura interpretativa che assume la correlazione causale tra recesso e situazioni di esubero nell’amministrazione quale elemento strutturale della fattispecie introdotta dal legislatore.

Corte Appello Roma, N.-15 Gennaio 2015

(Corte Appello Roma
N: - 15 Gennaio 2015)

Pres. Tatarelli, Est. Miccichè – Inps (avv.ti Lanzetta, Ciriello) c. R.A. (avv.ti Andreoni, Freddino)

Note: Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Licenziamento individuale – Dirigente – Lavoro pubblico – Art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008 – Facoltà di recesso per la p.a. – Motivazione – Correlazione causale con esigenze organizzative consistenti in un complessivo riassetto dell’amministrazione.

Quando la pubblica amministrazione licenzia un dirigente ex art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008, è tenuta a motivare adeguatamente, ben potendo limitarsi tuttavia a dimostrare la sussistenza di esigenze organizzative consistenti in un mero riassetto dell’amministrazione procedente. A mente della speciale disposizione richiamata, infatti, la riduzione degli organici non è presupposto di legittimità degli atti di recesso adottati.
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Corte Appello Roma, N.Pres. ed Est. Cannella – L.D. (avv. Andreoni) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino)-15 Aprile 2016

(Corte Appello Roma
N:Pres. ed Est. Cannella – L.D. (avv. Andreoni) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino) - 15 Aprile 2016)

Note: Diritto di critica del lavoratore: tra obbligo di fedeltà e "dovere" di verità
Parole chiave: diritto :: critica :: obbligo :: fedeltà :: dovere :: verità ::

Licenziamento individuale – Diritto di critica – Tutela preventiva della salute e sicurezza sul lavoro – Giusta causa – Insussistenza

Denunciando il pericolo di un rischio futuro, ma imminente, per la salute umana e per l’ambiente, indotto dal malfunzionamento dei sistemi di smaltimento di scorie nucleari e da carenze organizzative e di personale tecnico in azienda, il lavoratore ha esercitato legittimamente il diritto di critica, in quanto ha agito per perseguire uno scopo socialmente apprezzabile, rappresentato dall’esigenza di tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione dal rischio di contaminazione ambientale; con la conseguenza che è illegittimo il licenziamento del lavoratore disposto per violazione dell’obbligo di fedeltà al datore di lavoro di cui all’art. 2105 c.c.
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Controversie di lavoro

La decisione delle domande proposte in via subordinata nel cd. rito Fornero

Articolo scritto da: Domenico Dalfino

Il caso di specie. — 2. La connessione tra domande per «subordinazione». — 3. I fatti costitutivi dell’impugnazione del licenziamento: proposizione di domande in via subordinata e richiesta di applicazione di differenti regimi di tutela. — 4. La richiesta di applicazione del regime di tutela obbligatoria «pura» in via subordinata: diversità o unitarietà della domanda? — 5. Il progressivo azzeramento del rito Fornero. — 6. L’accertamento sulla effettiva data di inizio del rapporto di lavoro, la controversia sulla sua qualificazione e le possibili ulteriori ipotesi di connessione

Cassazione, N.12094-13 Giugno 2016

(Cassazione
N:12094 - 13 Giugno 2016)

Pres. Venuti, Est. Amendola, P.M. Servello (Conf.) – R.C.B. soc. r.l. (avv.ti Paternò, Morone, Toffoletto, De Luca Tamajo) c. B.M. (avv. Paradisi). Conf. Corte d’Appello di Ancona, 6.10.2014

Note: La decisione delle domande proposte in via subordinata nel cd. rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Impugnazione – Rito speciale – Tutela obbligatoria richiesta in via subordinata – Domanda fondata sugli identici fatti costitutivi – Ammissibilità – Decisione nel merito (l. 28.6.2012, n. 92, art. 1).

Qualora il giudice accerti l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento della domanda, proposta in via principale ai sensi dell’art. 1, comma 48, l. n. 92/2012, di nullità del licenziamento intimato e conseguente condanna alla reintegrazione ex art. 18 St. lav., è possibile, senza disporre il mutamento di rito, procedere all’esame e alla decisione della domanda, proposta in via subordinata, di applicazione della tutela obbligatoria ai sensi dell’art. 8, l. n. 604/1966, in quanto fondata sugli identici fatti costitutivi.
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Diritto sindacale

Tribunale Roma, N.Est. Buonassisi – F.C.V. e altri (avv. Gatti) c. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti/Uil, Federazione nazionale

(Tribunale Roma
N:Est. Buonassisi – F.C.V. e altri (avv. Gatti) c. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti/Uil, Federazione nazionale trasporto aereo/Uglt (avv.ti Andreoni, Vacirca, Nappi, Mezzina, Ametrano) - 9 Febbraio 2016)

Note: La difficile democrazione sindacale: i lavoratori partecipanti al referendum sono solo spettatori?
Parole chiave: sindacale :: referendum :: attività ::

Attività sindacale – Contratto collettivo – Consultazione lavoratori mediante referendum – Interesse giuridico ad agire dei lavoratori, al fine di far accertare l’invalidità o irregolarità delle operazioni e dell’esito referendario – Non sussiste.

In presenza di consultazione referendaria sull’approvazione di contratti collettivi, promossa dalle organizzazioni sindacali che li hanno sottoscritti, difetta l’interesse giuridico dei lavoratori partecipanti alla consultazione ad agire in giudizio per far valere la presunta illegittimità o irregolarità della tornata referendaria.
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Sicurezza sociale

I confini del legittimo affidamento di fronte agli errori commessi dall'Inps

Articolo scritto da: Carmela Garofalo

Le due pronunce in commento offrono lo spunto per ragionare, nell’ambito delle prestazioni previdenziali, sul tema del legittimo affidamento dell’assicurato di fronte ad errori commessi dall’INPS. Emerge una chiara tendenza dei giudici ad ampliare gli spazi di tutela del pensionato proprio attraverso il richiamo al principio del legittimo affidamento, di matrice privatistica, ma la cui rilevanza è ormai riconosciuta anche del diritto amministrativo ed in particolare nel rapporto tra il cittadino e la P.A.

Corte di cassazione, N.8604-2 Mag 2016

(Corte di cassazione
N:8604 - 2 Mag 2016)

Pres. Venuti, Est. Doronzo, P.M. Servello (Diff.) – G.F. (avv. Stramandinoli) c. Inps (avv.ti Riccio, Patteri, Valente). Cassa con rinvio Corte d’Appello di Torino, 10.12.2009.

Note: I confini del legittimo affidamento di fronte agli errori commessi dall'Inps
Parole chiave: legittimo affidamento :: inps ::

Pensione – Danno derivante da erronee informazioni fornite dall’Inps – Re sponsabilità contrattuale – Legittimo affidamento – Tutela – Sussiste.

Il valore non certificativo del prospetto contributivo, in quanto emesso non all’esito di un procedimento amministrativo specificamente avviato su richiesta formale dell’interessato, non esonera l’Inps dalla responsabilità nei confronti dell’assicurato ove il prospetto contenga informazioni inesatte circa la sussistenza del requisito contributivo per il pensionamento.
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Corte di cassazione, N.8564-29 Aprile 2016

(Corte di cassazione
N:8564 - 29 Aprile 2016)

Pres. Napoletano, Est. Doronzo, P.M. Matera (Conf.) – P.G. (avv. Camici) c. Inps (avv.ti Ricci, Di Meglio, Pulli). Conf. Corte d’Appello di Perugia, 27.8.2010.

Note: I confini del legittimo affidamento di fronte agli errori commessi dall'Inps
Parole chiave: legittimo affidamento :: inps ::

Pensione – Ripetibilità delle somme erogate indebitamente – Ri co no - sci bilità dell’errore – Mancanza di buona fede – Legittimo affidamento – Esclusione del legittimo affidamento.

Ai sensi dell’art. 52, l. n. 88/1989, come modificato dall’art. 13, l. n. 412/1991, sono escluse dal beneficio dell’irripetibilità tutte le somme erogate in S I C U R E Z Z A S O C I A L E forza di un provvedimento provvisorio di attribuzione del trattamento di quiescenza. In ogni caso il decorso di un lungo lasso di tempo tra l’emissione del provvedimento provvisorio e quello definitivo non esclude la ripetibilità dell’indebito, allorquando il giudice di merito ritenga insussistente, sia pure in termini probabilistici, la buona fede dell’assicurato, in ragione della riconoscibilità dell’errore di calcolo nel provvedimento di liquidazione della pensione.
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Gestione commercianti: insufficiente la qualità di socio accomandatario per far scattare l'iscrizione

Articolo scritto da: Danilo Volpe

La sentenza in commento affronta il tema dell’obbligatorietà dell’iscrizione del socio accomandatario di una società in accomandita semplice commerciale nella Gestione Previdenziale per i Commercianti ed esclude che tale iscrizione derivi dal mero possesso della qualità di socio accomandatario. L’A., dopo un breve excursus storico sul tema della doppia contribuzione gravante sul socio – amministratore di una società commerciale, analizza i singoli requisiti previsti per l’iscrizione alla Gestione Commercianti.

Corte di cassazione, N.3835-26 Febbraio 2016

(Corte di cassazione
N:3835 - 26 Febbraio 2016)

Pres. Roselli, Est. Di Paolantonio, P.M. Servello (Diff.) – Inps (avv.ti Maritati, D’Aloisio, Sgroi) c. C.L. (avv. Dierna). Conf. Corte d’Appello di Bologna, 3.9.2012.

Note: Gestione commercianti: insufficiente la qualità di socio accomandatario per far scattare l'iscrizione
Parole chiave: contribuzione previdenziale ::

Contribuzione previdenziale – Art. 1, comma 202, l. n. 662/96 – Ge - stione previdenziale commercianti – Requisiti soggettivi – Au to ma - ticità iscrizione socio accomandatario – Non sussiste – Onere probatorio.

Ai sensi dell’art. 1, comma 203, l. n. 662/1996, che ha modificato l’art. 29 della l. n. 160/1975, e dell’art. 3 della l. n. 45/1986, nelle società in accomandita semplice la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto assicuratore
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