Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita

La vicenda in esame pone in luce una molteplicità di nodi concettuali in materia di licenziamento discriminatorio che la Suprema Corte ha affrontato formulando princìpi innovativi rispetto al l’in terpretazione consolidata per approdare a conclusioni più coerenti con l’impianto della materia derivante dal diritto sovranazionale, superando così la corrente interpretativa finora prevalente in tema di licenziamento discriminatorio e motivo illecito determinante

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Cassazione, N.6575-5 Aprile 2016

(Cassazione
N:6575 - 5 Aprile 2016)

Pres. Roselli, Est. Spena, P.M. Sanlo - ren zo (Rigetto) – C.L.G. (avv.ti Scognamiglio R., Scognamiglio C.) c. S.S. (avv.ti Leone, Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 9 luglio 2012, n. 5289.

Note: Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Discriminazioni – Licenziamento adottato in relazione alla manifestazione di volontà della lavoratrice di sottoporsi alla Procreazione medicalmente assistita – Carattere discriminatorio del licenziamento – Rilevanza esclusiva del rapporto causale tra fattore discriminatorio e licenziamento

Riveste carattere discriminatorio il licenziamento di una lavoratrice intimato dopo che la stessa ha comunicato di volersi sottoporre al trattamento di Pma. Ai fini della qualificazione come discriminatorio del licenziamento rileva unicamente il rapporto di causalità fra il trattamento di fecondazione e l’atto di recesso, e non anche la circostanza che l’intervento, con il conseguente impedimento al lavoro, sia stato già effettuato, sia in corso o sia stato semplicemente programmato
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