Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione

Il licenziamento disciplinare deve essere considerato ritorsivo quando la scelta datoriale che lo determina risulta connotata da un chiaro e unico intento ritorsivo, potendo il lavoratore dimostrare in giudizio tale illecita condotta anche mediante la prova per presunzione ex art. 2697 c.c.. Al recesso ritorsivo si applica l’ipotesi di nullità prevista dall’art. 2 del decreto legislativo n. 23 del 2015, con diritto del lavoratore ad essere reintegrato nel posto di lavoro.

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Michelangelo Salvagni ha scritto per rgl:

Tribunale Roma, N.Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi)-24 Giugno 2016

(Tribunale Roma
N:Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi) - 24 Giugno 2016)

Note: Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione
Parole chiave: licenziamento :: ritorsivo :: tutele :: crescenti :: reintegrazione ::

Licenziamento individuale – Contratto di lavoro a tutele crescenti – Licenziamento disciplinare – Consumazione potere disciplinare – Natura ritorsiva del recesso – Motivo illecito determinante – Nullità – Sussistenza – Reintegrazione

Il licenziamento disciplinare dev’essere considerato ritorsivo quando tra la sospensione dal servizio e il licenziamento non è stato svolto alcun giorno di lavoro effettivo e, quindi, non può essersi realizzato, neppure in ipotesi, alcun ulteriore comportamento da parte del dipendente (assente) se non la sola impugnativa delle sanzioni innanzi all’Organo arbitrale. Tale unica circostanza di fatto, in assenza di diverse indicazioni da parte del datore di lavoro, comprova che la scelta di quest’ultimo che determina il recesso risulta connotata dal chiaro e unico intento ritorsivo, quale risposta all’impugnativa delle sanzioni relative alle infrazioni disciplinari, in relazione alle quali il potere disciplinare si è appunto già consumato.
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