azienda

Trasferimento del ramo d'azienda e tutele del lavoratore

Articolo scritto da: Chiara De Santis

Nel caso di illegittimo trasferimento del ramo d’azienda con la conseguente reintegrazione alle dipendenze dell’impresa cedente, la sottoscrizione di un accordo conciliativo tra impresa cessionaria e lavoratori non inficia l’interesse di questi ultimi ad agire nei confronti dell’impresa cedente, posto che lo svolgimento in via di fatto delle prestazioni lavorative non equivale ad accettazione della cessione del contratto di lavoro

Corte Appello Firenze, N.590-1 Ottobre 2015

(Corte Appello Firenze
N:590 - 1 Ottobre 2015)

Pres. ed Est. Bronzini – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia) c. S.L., P.M., P.L. (avv.ti Rusconi, Barone)

Note: Trasferimento del ramo d'azienda e tutele del lavoratore
Parole chiave: trasferimento :: Retribuzione :: ramo :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Trasferimento del ramo d’azienda – Pagamento delle retribuzioni maturate e non percepite – Natura previdenziale dell’indennità di mobilità – Unicità del rapporto di lavoro – Interesse ad agire nei confronti del cedente dopo la risoluzione consensuale con la cessionaria

Nel caso di illegittimo trasferimento del ramo d’azienda con la conseguente reintegrazione alle dipendenze dell’impresa cedente, la sottoscrizione di un accordo conciliativo tra impresa cessionaria e lavoratori non inficia l’interesse di questi ultimi ad agire nei confronti dell’impresa cedente, posto che lo svolgimento in via di fatto delle prestazioni lavorative non equivale ad accettazione della cessione del contratto di lavoro
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Circolazione dell’azienda, fallimento e crediti del lavoratore

Articolo scritto da: Simone D'ascola

In caso di affitto ramo d'azienda stipulato dalla società in bonis e proseguito dalla curatela fallim., ove il curatore receda ex 79 l.f. (con retrocessione del ramo) e dal rapporto ex 72 l.f. non è ammissibile al passivo del fallim. dell’affittante il credito per TFR del lav. né con riferimento al periodo dal passaggio alle dipendenze dell'affittuario sino al fallim., né con riferim. al periodo successivo, poiché tra gli effetti del recesso opera la sterilizzazione dei crediti riferibili al rapp.. Circa l’indennità di preavviso la soluzione è: al lav. collocato in CIGS spetta l'indennità da..

Tribunale Milano decr. Sez. Civ., N.5571-5 Mag 2015

(Tribunale Milano decr. Sez. Civ.
N:5571 - 5 Mag 2015)

Est. D’Aquino – M.V. (avv. Mazzi) c. Fallimento O.M.B. (avv. Riva).

Note: Circolazione dell’azienda, fallimento e crediti del lavoratore
Parole chiave: procedure :: concorsuali :: affitto :: azienda :: fallimento ::

Procedure concorsuali – Affitto d’azienda – Fallimento – Recesso ex art. 79 l. f. con retrocessione del ramo – Sospensione del rapporto di lavoro – Recesso ex art. 72 l. f. – Sterilizzazione dei crediti – Tfr – Dall’affitto del ramo alla dichiarazione di fallimento e dal fallimento al licenziamento – Immissione al passivo – Esclusione.

In caso di contratto di affitto di ramo di azienda stipulato dalla società affittante in bonis e temporaneamente proseguito dalla curatela, ove il curatore in seguito eserciti il diritto di recesso da tale contratto ex 79 l. f. (con retrocessione del ramo) e dal rapporto di lavoro ex 72 l. f., aderendo all’indirizzo maggioritario che consente lo «spacchettamento» del Tfr, non è ammissibile allo stato passivo del fallimento della società affittante il credito per trattamento di fine rapporto, asseritamente vantato dal lavoratore dipendente, né con riferimento al periodo che va dal passaggio alle dipendenze dell’affittuario alla dichiarazione di fallimento – per il quale unico obbligato è la società affittuaria –, né con riferimento al periodo successivo al fallimento...
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L'ennesimo caso di esternalizzazione illegittima: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena

Articolo scritto da: Alessandra Raffi

Si tratta di una cessione non genuina di ramo di azienda (art. 2112 c.c.), non riconducibile alla fattispecie di cessione di ramo di azienda di cui all'art. 2112 c.c., in quanto non riguardante la cessione di un'articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, preesistente al trasferimento e che conservava nel trasferimento la propria identità. Non sono state trasferite risorse hardware e software, uffici e macchine e i lavoratori ceduti hanno continuato a rendere le prestazioni presso i medesimi locali in cui si trovavano prima della presunta cessione.

Tribunale Siena, N.14-04-2015-14 Aprile 2015

(Tribunale Siena
N:14-04-2015 - 14 Aprile 2015)

Est. Cammarosano – A.A. + 33 (avv.ti Alleva, Carta, Caroni, Vigni) c. Banca Monte dei Paschi di Siena Spa (avv.ti Giustiniani, De Palma, Mian, Burroni)

Note: L'ennesimo caso di esternalizzazione illegittima: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena
Parole chiave: trasferimento :: ramo :: illegittimità :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Cessione di ramo di azienda – Illegittimità – Reintegrazione dei dipendenti ceduti illegittimamente presso la Banca Monte dei Paschi di Siena Spa.

Non è configurabile una cessione di un ramo di azienda ai sensi e per gli effetti dell’art. 2112 cod. civ., non essendo l'entità ceduta dotata di una propria individualità e sufficiente strutturazione e autonomia funzionale, come insieme di mezzi organizzati al fine di svolgere un’attività economica, sia essa essenziale o accessoria, con carattere di preesistenza, e non avendo conservato nella cessione la propria identità. Si è trattato, dunque, di un'entità creata ad hoc in vista e in occasione del trasferimento, e come ramo aziendale unicamente identificata dalle parti del negozio traslativo, rivelandosi l’operazione, in definitiva, una mera esternalizzazione di servizi con cessione dei contratti di lavoro, che richiede per il suo perfezionamento il consenso dei lavoratori ceduti.
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Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.

Articolo scritto da: Fabiola Lamberti

Fatti brevi cenni sulla applicabilità alla fattispecie del contratto di fitto di azienda in luogo del contratto di locazione commerciale, l’autrice esamina l’iter logico-argomentativo seguito dal giudice del lavoro adito, che risolve il giudizio azionato dalla lavoratrice sancendo la nullità dell’intimato licenziamento sulla scorta del principio per il quale le parti non potevano in alcun modo escludere l’operatività dell’art. 2112 c.c. applicabile anche alla fattispecie della retrocessione dell’azienda affittata.

Tribunale Parma, N.Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. M

(Tribunale Parma
N:Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. Minella, G. Pinardi) - 24 Marzo 2016)

Note: Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.
Parole chiave: trasferimento :: retrocessione :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Retrocessione dell’azienda affittata in un centro shopping outlet – Inderogabilità dell’art. 2112 c.c. – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Obbligo di mantenimento dell’occupazione.

Il licenziamento intimato all’esito della retrocessione di un’azienda affittata in un centro shopping outlet, in applicazione della clausola contrattuale che prevede un’espressa deroga alle previsioni di cui all’art. 2112 c.c., è palesemente nullo per contrasto con norma imperativa.
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Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Articolo scritto da: Marco Tufo

La sentenza in commento consente di riflettere, da un lato, sull’applicabilità del rito Fornero a casi in cui sia controversa la titolarità del rapporto di lavoro, quale questione pregiudiziale rispetto alla domanda di impugnazione del licenziamento, e dall’altro, sull’estensione della nozione di trasferimento di ramo d’azienda. Circoscritto il concetto di ramo d’azienda, si propone una rassegna degli orientamenti relativi al rapporto tra trasferimento di ramo di azienda e cessione di partecipazioni societarie, verificando se il secondo istituto possa produrre effetti assimilabili al primo.

Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015

(Tribunale Roma
N:ord. - 7 Aprile 2015)

Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).

Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.

Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
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