condotta antisindacale

Partecipazione negoziale e maggiore rappresentatività: un binomio discutibile

Articolo scritto da: Silvia Magnifico

Il decreto, emanato a seguito di una denuncia ex art. 28 Stat. Lav., concerne la condotta di una azienda, che ha disconosciuto la legittimità delle Rsa di un sindacato autonomo, a causa della mancata stipula del contratto aziendale applicato nell'unità produttiva. Secondo il Trib. adito, che muove dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 231/13 di incostituzionalità dell'art. 19 Stat. Lav., non è sufficiente che sia stato rispettato ai fini della costituzione di Rsa, il criterio della partecipazione alla negoziazione, essendo necessario anche un riscontro sulla maggiore rappresentatività

Tribunale di Brescia, N.-4 Febbraio 2014

(Tribunale di Brescia
N: - 4 Febbraio 2014)

decreto – Est. Mancini – Anmirs (avv. Brugnatelli) c. Fondazione Poliambulanza (avv. X)

Note: Partecipazione negoziale e maggiore rappresentatività: un binomio discutibile
Parole chiave: Rsa :: condotta antisindacale ::

Rappresentanze sindacali aziendali – Mancato riconoscimento diritti sindacali – Assenza firma contratto collettivo – Sentenza Corte cost. n. 231/2013 – Sindacato autonomo nazionale – Maggiore rappresentatività – Indici rivelatori – Partecipazione negoziale – Condotta antisindacale – Sussiste.

L’accesso alle prerogative del Titolo III dello Statuto dei lavoratori va consentito anche alla organizzazione sindacale che abbia partecipato attivamente alle trattative negoziali dirette alla definizione di un contratto collettivo applicato nell’unità produttiva pur senza sottoscriverlo, a patto che la medesima associazione dimostri la maggiore rappresentatività in ambito aziendale, desumibile da indici rivelatori certi, quali la consistenza numerica dei lavoratori dell’impresa e la capacità di esprimere i loro interessi a mezzo di una presenza continuativa nel conflitto.
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La giurisdizione del giudice ordinario in materia di condotta antisindacale nel lavoro pubblico non privatizzato

Articolo scritto da: Carlo Lanzinger

Il commento analizza una recente ed innovativa pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite in merito alla giurisdizione relativa alle controversie relative alla condotta antisindacale ex art. 28 Stat. Lav. nell’ambito del pubblico impiego non privatizzato. In particolare, la tematica rivolta all’attenzione della Corte riguarda una condotta potenzialmente lesiva sia dei diritti delle organizzazioni sindacali, sia delle posizioni dei singoli lavoratori (cd. condotta plurioffensiva). La Corte decide in favore della giurisdizione del tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro

Corte di cassazione, N.20161-24 Settembre 2010

(Corte di cassazione
N:20161 - 24 Settembre 2010)

Ss.Uu., ord. – Pres. Carbone, Est. Amoroso, S.P.G. Sepe (conf.) – Fiba Cisl (avv.ti Patrizi e Arrigo) c. Banca d’Italia (avv.ti Perassi, Capolino, Vallebona). Diff. Tribunale di Roma 15 dicembre 2008.

Note: La giurisdizione del giudice ordinario in materia di condotta antisindacale nel lavoro pubblico non privatizzato
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Pubblico impiego non privatizzato – Giurisdizione – Competenza per materia del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro – Sussiste.

Nell’ambito del pubblico impiego non privatizzato, appartiene alla competenza per materia del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, con esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo, la domanda con cui il sindacato chieda ai sensi dell’art. 28 della legge n. 300/1970 la condanna della Banca d’Italia per comportamento antisindacale. Infatti, il criterio oggettivo di riparto di giurisdizione fondato sulla materia antisindacale prevale, allo stato, sul criterio soggettivo dell’appartenenza dei rapporti di lavoro all’impiego pubblico non privatizzato
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Trasferimento d’azienda e art. 28 Stat. lav.: un simulacro di tutela?

Articolo scritto da: Enrico Raimondi

Nella nota si fa un rapido cenno agli aspetti problematici connessi alla procedura di informazione e consultazione di cui all'art. 47 della legge n. 428/1990, con particolare riferimento alle caratteristiche che deve assumere la comunicazione iniziale, ai rimedi utilizzabili in caso di accertamento della violazione delle procedure di informazione e consultazione, nonché ai soggetti sindacali legittimati ad agire in giudizio ai sensi dell’art. 28 Stat

Tribunale Roma, N.2741-14 Gennaio 2010

(Tribunale Roma
N:2741 - 14 Gennaio 2010)

Est. Buconi – Fiom Cgil Roma Sud Slc Cgil (avv.ti Poli, Ingegneri, Recchi), Uilm di Roma e provincia (avv.ti Giorgi, Bezzi), Fiom Cgil nazionale (avv.ti Poli, Ingegneri, Recchi), Uilm nazionale (avv.ti Giorgi, Bezzi) c. Eutelia Spa (avv.ti Civitelli, Buffoni), Agile Srl e Omega Srl (avv.ti Proia, Petrassi, Cerniglia, Pugliese).

Note: Trasferimento d’azienda e art. 28 Stat. lav.: un simulacro di tutela?

Condotta antisindacale – Trasferimento d’azienda – Obblighi di informazione e consultazione sindacale – Violazione – Conseguenze.

In caso di trasferimento di ramo d’azienda, l’accertata antisindacalità della condotta non comporta la nullità della cessione né la sua inefficacia e l’ordine del giudice non può contenere ex se la rimozione degli effetti della condotta antisindacale, atteso che tale conclusione contrasterebbe con la lettera e la ratio dell’art. 28 dello Statuto, il quale dispone che il riconoscimento dell’antisindacalità della condotta debba essere seguìto dall’ordine di rimozione degli effetti, demandando così ai destinatari l’esecuzione di tale ordine e prevedendo a loro carico la responsabilità penale ai sensi dell’art. 650 cod. pen. in caso di mancata esecuzione.
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Tribunale Roma, N.2741-14 Gennaio 2010

(Tribunale Roma
N:2741 - 14 Gennaio 2010)

Est. Buconi – Fiom Cgil Roma Sud Slc Cgil (avv.ti Poli, Ingegneri, Recchi), Uilm di Roma e provincia (avv.ti Giorgi, Bezzi), Fiom Cgil nazionale (avv.ti Poli, Ingegneri, Recchi), Uilm nazionale (avv.ti Giorgi, Bezzi) c. Eutelia Spa (avv.ti Civitelli, Buffoni), Agile Srl e Omega Srl (avv.ti Proia, Petrassi, Cerniglia, Pugliese).

Note: Trasferimento d’azienda e art. 28 Stat. lav.: un simulacro di tutela?

Condotta antisindacale – Trasferimento d’azienda – Obblighi di informazione e consultazione sindacale – Violazione – Conseguenze.

In caso di trasferimento di ramo d’azienda, l’accertata antisindacalità della condotta non comporta la nullità della cessione né la sua inefficacia e l’ordine del giudice non può contenere ex se la rimozione degli effetti della condotta antisindacale, atteso che tale conclusione contrasterebbe con la lettera e la ratio dell’art. 28 dello Statuto, il quale dispone che il riconoscimento dell’antisindacalità della condotta debba essere seguìto dall’ordine di rimozione degli effetti, demandando così ai destinatari l’esecuzione di tale ordine e prevedendo a loro carico la responsabilità penale ai sensi dell’art. 650 cod. pen. in caso di mancata esecuzione.
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Il difficile equilibrio tra le fonti regolative del rapporto di lavoro alle dipendenze della p.a. dopo la riforma Brunetta

Articolo scritto da: Enrico Maria Terenzio

L'autore commenta un decreto ex art. 28 ha affermato l’antisindacalità della condotta di un dirigente scolastico di un istituto, che aveva escluso dalla contrattazione integrativa le materie di cui all’art. 6, lett. h), i) e m), CCNL comparto scuola 2006/2009, sul presupposto che le stesse, contrariamente a quanto ritenuto dalla p.a., non rientrerebbero affatto tra quelle determinazioni organizzative di esclusiva competenza della dirigenza pubblica, secondo quanto pre-visto dall’a

Tribunale Velletri, N.-27 Settembre 2011

(Tribunale Velletri
N: - 27 Settembre 2011)

Est. Marrani – Flc Cgil R.S. (avv. Aiello) c. D.I. (Avv. Stato).

Note: Il difficile equilibrio tra le fonti regolative del rapporto di lavoro alle dipendenze della p.a. dopo la riforma Brunetta

Condotta antisindacale – Comparto scuola – Contrattazione collettiva integrativa nelle istituzioni scolastiche – Applicazione del d.lgs. n. 150/2009 – Atti di gestione e determinazioni organizzative ex art. 5, comma 2, d.lgs. n. 165/2001 – Mancata consultazione delle organizzazioni sindacali nelle materie di cui all’art. 6, lett. h, i e m, Ccnl scuola 2006/2009 – Antisindacalità della condotta – Sussiste

È antisindacale il comportamento del dirigente scolastico che rifiuta il confronto con le oo.ss. nelle materie di cui all’art. 6, lett. h, i e m del Ccnl 2006/09, che egli ritiene rientranti nell’alveo di quelle organizzative per le quali l’art. 5, comma 2, d.lg. n. 165/01, prevede, al massimo, l'informazione ai sindacati, ove stabilito dai contratti collettivi, posto che le predette materie, riguardando i criteri generali di scelta del personale da assegnare ai plessi, e non l’organizzazione in senso stretto, e incidendo sui diritti e gli obblighi pertinenti al rapporto, sono rimesse alla contrattazione integrativa, ai sensi dell’art. 40, d.lg. n. 165/01, a nulla rilevando l’interpretazione autentica fornita dall’art. 5, d.lg. 141/11, sul regine transitorio di cui all’art. 65 d.lg. 150/09
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Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Articolo scritto da: Susanna Ferrario

Entrambe le sentenze qui esaminate muovono dal rifiuto opposto dal datore di lavoro B. Spa alla richiesta, avanzata dal singolo componente di Rsu, di indire l’assemblea retribuita; non avendo la certezza di possedere i requisiti necessari a ricorrere ex art. 28 Stat. lav., il sindacato Slai Cobas, a cui il componente Rsu era affiliato, decideva, infatti, di agire anche ex artt. 700 e 414 cod. proc. civ.

Trubunael Monza, N.198-23 Marzo 2010

(Trubunael Monza
N:198 - 23 Marzo 2010)

Est. Di Lauro – Slai Cobas e D. B. (avv. Rizzoglio) c. B. Spa (avv.ti Lesce, Pavan).

Note: Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Condotta antisindacale – Organizzazioni sindacali – Rappresentanze sindacali unitarie – Diritto di assemblea – Titolarità – Antisindacalità della condotta datoriale – Danni.

Il datore di lavoro che neghi al singolo componente di Rsu il diritto di indire l’assemblea retribuita pone in essere una condotta antisindacale e deve essere condannato al risarcimento del danno all’operatività, immagine e rappresentatività patito dal sindacato, essendo l’assemblea una delle espressioni più significative dell’attività sindacale
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Tribunale Monza, N.539-20 Ottobre 2009

(Tribunale Monza
N:539 - 20 Ottobre 2009)

Est. Pizzi – B. Spa (avv.ti Lesce, Pavan) c. Slai Cobas (avv. Rizzoglio).

Note: Ancora sul potere delle singole componenti RSU di indire l'assemblea retribuita

Condotta antisindacale – Legittimazione attiva – Attribuzione alle associazioni sindacali a carattere nazionale – Requisiti – Stipulazione del contratto collettivo nazionale – Non necessità – Effettività dell’azione sul territorio nazionale

Ai fini della legittimazione ad agire ai sensi dell’art. 28 Stat. lav., la stipulazione di Ccnl, benché tipica espressione della presenza di un sindacato a livello nazionale, non può ritenersi esclusivo elemento indicativo del requisito della nazionalità, essendo sufficiente che l’O.S. dimostri di aver svolto in concreto attiva sindacale su gran parte del territorio nazionale
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Omissione del procedimento prescritto dall'accordo 18 aprile 1966 in caso di licenziamento del dirigente rsu...

Articolo scritto da: Arianna Castelli

Il commento affronta il tema del licenziamento del sindacalista interno: tipico esempio di condotta datoriale plurioffensiva. In particolare, viene chiarito come, anche in caso di licenziamento di un componente di Rsu, l’omissione della procedura prevista per il licenziamento di un membro di commissione interna dall’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 integri una condotta antisindacale. Infatti, si tenta di illustrare come tale iter procedimentale sottenda interessi chiaramente di natura collettiva, ragione per cui la sua omissione costituisce una chiara lesione della libertà sindacale.

tribunale di salerno, N.-11 Dicembre 2014

(tribunale di salerno
N: - 11 Dicembre 2014)

Est. Belmonte – Fiom-Cgil Salerno (avv. Ferrara) c. Btp Tecno Srl (avv. Ispodamia).

Note: Omissione del procedimento prescritto dall'accordo 18 aprile 1966 in caso di licenziamento del dirigente rsu...
Parole chiave: licenziamento :: rsu :: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Licenziamento – Dirigente di rappresentanza sindacale unitaria – Accordo interconfederale 18 aprile 1966 – Applicabilità – Mancata richiesta del nulla osta.

Il licenziamento comminato a un componente della rappresentanza sindacale unitaria senza l’osservanza degli adempimenti previsti dall’art. 14 dell’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 costituisce condotta antisindacale, nel caso in cui il contratto collettivo – applicabile al rapporto di lavoro – abbia esteso ai rappresentanti sindacali le garanzie procedurali ivi previste a favore dei membri di commissioni interne e dei delegati d’impresa.
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Il giudice «equilibrista» e il rebus del sistema sindacale italiano: osservazioni sulla controversia tra Fiom e Fiat

Articolo scritto da: AndreaLassandari

L'A. esamina la sentenza del giudice di Torino, intervenuta sulla causa che ha contrapposto la Fiom nazionale alla Fiat. E’ valutata criticamente l’argomentazione sviluppata nella pronuncia, innanzitutto perché viene fatto riferimento, a proposito delle diverse questioni affrontate, a principi molto diversi tra loro. Sono inoltre contestate più asserzioni, di portata generale nonché specificamente connesse ai fatti giudicati, le quali assumono grande importanza ai fini della decisione. Tra di esse il diffuso ed incontestato rilievo nel sistema giuridico statuale del principio di effettività.

Tribunale Torino, N.2583-15 Settembre 2011

(Tribunale Torino
N:2583 - 15 Settembre 2011)

Est. Ciocchetti – Fiom-Cgil Nazionale (avv.ti Alleva, Ferrara, Focareta, Martino, Panici, Piccinini, Poli, Recchi) c. Fiat Spa, Fiat Group Automobiles Spa, Fabbrica Italia Pomigliano Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Olivieri) e c. Fim-Cisl Nazionale (avv. Baldoni), Uilm-Uil Nazionale (avv.ti Giorgi, Pozza), Fismic (avv.ti Scalenghe, D’Amato, Ciaramella), Ugl metalmeccanici (avv. Roggero)

Note: Il giudice «equilibrista» e il rebus del sistema sindacale italiano: osservazioni sulla controversia tra Fiom e Fiat

Condotta antisindacale – Costituzione di società che non aderisce a Confindustria e sottoscrive contratti collettivi, con il dissenso di Fiom-Cgil – Impiego dei prestatori, già operanti nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, presso tale società, senza applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Validità dei contratti collettivi – Corretta qualificazione dei contratti collettivi come di primo e secondo livello – Insussistenza

Ferma la legittimità in sé dei due contratti collettivi impugnati, si esclude che la stipulazione dei medesimi possa essere considerata espressione di antisindacalità. Infatti il contratto sottoscritto il 29 dicembre 2010 è stato correttamente qualificato come di primo livello, dal momento che esso si svincola dal contratto nazionale di categoria per l’industria metalmeccanica e definisce ogni aspetto dei rapporti di lavoro con i propri dipendenti, con una ampiezza ed esaustività del tutto simile a qualsiasi contratto nazionale: l’art. 2112 c.c. non può allora essere ritenuto violato, considerato che l’ipotetica applicazione di quest’ultimo non renderebbe in ogni caso operante l’indicato contratto nazionale presso Fabbrica Italia Pomigliano Spa, ai sensi del co. 3.
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Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale

Articolo scritto da: Stella Laforgia

1. — Introduzione — Preliminarmente, si procede alla illustrazione delle condotte antisindacali che formano oggetto dei tre provvedimenti in commento. In ordine cronologico, il Tribunale di Roma, nel decreto del 13 dicembre 2006, si occupa della condotta posta in essere da Alitalia Spa che ha negato per due volte all’organizzazione sindacale ricorrente (Sult) di indire nuove assemblee sindacali, assumendo che fosse già esaurito il monte-ore annuo dalla disciplina legale (art. 20 Stat. lav.), e contrattuale (art. 27, comma 8, Ccnl 1988).

Cassazione, N.9250-18 Aprile 2007

(Cassazione
N:9250 - 18 Aprile 2007)

Pres. Sciarelli, Est. Balletti, P.M. Nardi (conforme) – Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo) c. Cobas P.T. Cub - Coordinamento di base delegati P.T. di Milano (avv. Brochiero Magrone).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Il comportamento antisindacale non si basa su caratteristiche strutturali ma sull’idoneità a ledere i «beni» protetti. Per integrare gli estremi della condotta antisindacale è sufficiente che tale comportamento leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario (ma neppure sufficiente) uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro. (1)
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Tribunale Roma, N.-5 Giugno 2007

(Tribunale Roma
N: - 5 Giugno 2007)

Sez. lav. – Est. Leo – Slc- Cgil Comprensorio di Roma Est (avv.ti Aiello, Bidetti, Faranda) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Per individuare il confine tra un comportamento del datore di lavoro meramente difensivo e uno offensivo e per determinare se esso sia antisindacale o meno, i fatti oggetto di denuncia devono essere valutati nella loro unitarietà, prendendo cioè in considerazione ogni singolo episodio in collegamento con gli altri, non isolatamente, avendo riguardo al fatto che i diversi e contrapposti interessi «in gioco» vanno riguardati in modo relazionale.
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Tribunale Roma, N.-13 Dicembre 2006

(Tribunale Roma
N: - 13 Dicembre 2006)

Sez. lav. – Est. Bracci – Sult (avv.ti Faranda, Crupi) c. Alitalia Spa (avv.ti Marazza, Trodella).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Al fine di valutare l’antisindacalità della condotta del datore di lavoro è irrilevante l’elemento intenzionale, sicché il giudice deve accertare l’obiettiva idoneità della condotta denunciata a produrre il risultato vietato dalla legge, consistente nella lesione della libertà sindacale e del diritto di sciopero. (3)
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Crumiraggio interno e condotta antisindacale: variazioni sul tema

Articolo scritto da: Angelo Delogu

La sentenza commentata affronta il tema dei limiti entro cui è ammesso il crumiraggio indiretto interno, nel bilanciamento costituzionale tra iniziativa imprenditoriale e diritto di sciopero (artt. 40, 41, Cost.). Si chiarisce come il discrimine stia nel rispetto dell’art. 2013 cod. civ., come interpretato dalla giurisprudenza. Per cui se il datore di lavoro sostituisce gli scioperanti demansionando lavoratori di qualifica superiore determina, oltre alla lesione dell’interesse individuale, un’autonoma lesione all’intesse collettivo, che dà luogo ad una condotta antisindacale

Corte di cassazione, N.14157-12 Agosto 2012

(Corte di cassazione
N:14157 - 12 Agosto 2012)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Curzio, P.M. Apice (diff.) – Metro Italia Cash and carry Spa (avv.ti Celebrano, Olgiati, Trifirò, Beretta) c. Filcams Cgil (avv.ti Andreoni, Grandese). Conf. Corte d’Appello Venezia 4 aprile 2008.

Note: Crumiraggio interno e condotta antisindacale: variazioni sul tema

Condotta antisindacale – Sostituzione degli scioperanti – Crumiraggio interno – Limiti.

Il comportamento del datore di lavoro che sostituisce i lavoratori in sciopero con altri presenti sul posto di lavoro normalmente adibiti a mansioni superiori costituisce condotta antisindacale, indipendentemente dall’eventuale consenso dei lavoratori, salvo che le mansioni inferiori non costituiscano un elemento marginale e/o occasionale rispetto alle mansioni principali. La sostituzione è peraltro ammissibile nel rispetto dell’art. 2103 cod. civ.: con adibizione a mansioni equivalenti o superiori
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Attualità della condotta antisindacale e tempestività della proposizione dell’azione

Articolo scritto da: Mario Giovanni Garofalo

1. — La sentenza in commento (Cass., Sez. lav., 6 giugno 2005, n. 11741) consente, per la sua argomentazione ampia e accurata, qualche riflessione su un interessante problema: il requisito dell’attualità della condotta antisindacale in presenza di un considerevole lasso di tempo tra la condotta denunziata e la proposizione dell’azione. Il caso affrontato riguarda un’impresa giornalistica che effettua due licenziamenti e un trasferimento di sede di lavoro senza informarne preventivamente il comitato di redazione, secondo quanto prescritto dal contratto collettivo. ...

Cassazione, Sez. lav., N.11741-6 Giugno 2005

(Cassazione, Sez. lav.
N:11741 - 6 Giugno 2005)

Sez. lav. – Pres. Mileo, Est. Toffoli, P.M. Nardi (concl. Diff.) – Ass. Stampa romana (avv. Barone) c. Rai Radiotelevisione Italiana S.p.a. (avv. Scognamiglio e altri).

Note: Attualità della condotta antisindacale e tempestività della proposizione dell’azione
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Lavoro subordinato – Associazioni sindacali – Sindacati (post-corporativi) – Libertà sindacale – Repressione della condotta antisindacale – Presupposti – Attualità della condotta o dei suoi effetti – Portata – Condizioni – Fondamento – Relativo accertamento da parte del giudice di merito – Censurabilità in Cassazione – Limiti – Fattispecie relativa a violazione di diritti di informazione del sindacato previsti dal c.c.n.l. dei giornalisti, prospettata in riferimento a licenziamenti per giusta causa. Lavoro subordinato – Associazioni sindacali – Sindacati (post-corporativi) – Libertà sindacale – Repressione della condotta antisindacale – Tutela ex art. 28 della legge n. 300 del 1970 – Legittimazione attiva delle associazioni sindacali ivi previste – Conseguenze – Intervento adesivo dipendente del singolo lavoratore – Configurabilità – Ricorso incidentale adesivo per Cassazione – Proposizione nei termini di cui agli artt. 370 e 371 cod. proc. civ. – Legittimità.

Requisito essenziale dell’azione di repressione della condotta antisindacale, di cui all’art. 28 della legge n. 300 del 1970, è l’attualità di tale condotta o il perdurare dei suoi effetti. Tale requisito – sulla base dell’interpretazione letterale e sistematica della suddetta norma, anche alla luce di quanto previsto in ordine alla legittimazione attiva in capo agli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali, riconosciuta nell’interesse al ripristino nell’azienda dei diritti sindacali, nella completa autonomia rispetto alle azioni proponibili dai singoli lavoratori, e restando invece irrilevante la tendenza del procedimento all’emanazione di pronunce costitutive o di mero accertamento –...
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