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condotta antisindacale

Omissione del procedimento prescritto dall'accordo 18 aprile 1966 in caso di licenziamento del dirigente rsu...

Il commento affronta il tema del licenziamento del sindacalista interno: tipico esempio di condotta datoriale plurioffensiva. In particolare, viene chiarito come, anche in caso di licenziamento di un componente di Rsu, l’omissione della procedura prevista per il licenziamento di un membro di commissione interna dall’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 integri una condotta antisindacale. Infatti, si tenta di illustrare come tale iter procedimentale sottenda interessi chiaramente di natura collettiva, ragione per cui la sua omissione costituisce una chiara lesione della libertà sindacale.
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tribunale di salerno, N.-11 Dicembre 2014

(tribunale di salerno
N: - 11 Dicembre 2014)

Est. Belmonte – Fiom-Cgil Salerno (avv. Ferrara) c. Btp Tecno Srl (avv. Ispodamia).

Note: Omissione del procedimento prescritto dall'accordo 18 aprile 1966 in caso di licenziamento del dirigente rsu...
Parole chiave: licenziamento :: rsu :: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Licenziamento – Dirigente di rappresentanza sindacale unitaria – Accordo interconfederale 18 aprile 1966 – Applicabilità – Mancata richiesta del nulla osta.

Il licenziamento comminato a un componente della rappresentanza sindacale unitaria senza l’osservanza degli adempimenti previsti dall’art. 14 dell’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 costituisce condotta antisindacale, nel caso in cui il contratto collettivo – applicabile al rapporto di lavoro – abbia esteso ai rappresentanti sindacali le garanzie procedurali ivi previste a favore dei membri di commissioni interne e dei delegati d’impresa.
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Il giudice «equilibrista» e il rebus del sistema sindacale italiano: osservazioni sulla controversia tra Fiom e Fiat

L'A. esamina la sentenza del giudice di Torino, intervenuta sulla causa che ha contrapposto la Fiom nazionale alla Fiat. E’ valutata criticamente l’argomentazione sviluppata nella pronuncia, innanzitutto perché viene fatto riferimento, a proposito delle diverse questioni affrontate, a principi molto diversi tra loro. Sono inoltre contestate più asserzioni, di portata generale nonché specificamente connesse ai fatti giudicati, le quali assumono grande importanza ai fini della decisione. Tra di esse il diffuso ed incontestato rilievo nel sistema giuridico statuale del principio di effettività.
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Tribunale Torino, N.2583-15 Settembre 2011

(Tribunale Torino
N:2583 - 15 Settembre 2011)

Est. Ciocchetti – Fiom-Cgil Nazionale (avv.ti Alleva, Ferrara, Focareta, Martino, Panici, Piccinini, Poli, Recchi) c. Fiat Spa, Fiat Group Automobiles Spa, Fabbrica Italia Pomigliano Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Olivieri) e c. Fim-Cisl Nazionale (avv. Baldoni), Uilm-Uil Nazionale (avv.ti Giorgi, Pozza), Fismic (avv.ti Scalenghe, D’Amato, Ciaramella), Ugl metalmeccanici (avv. Roggero)

Note: Il giudice «equilibrista» e il rebus del sistema sindacale italiano: osservazioni sulla controversia tra Fiom e Fiat

Condotta antisindacale – Costituzione di società che non aderisce a Confindustria e sottoscrive contratti collettivi, con il dissenso di Fiom-Cgil – Impiego dei prestatori, già operanti nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, presso tale società, senza applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Validità dei contratti collettivi – Corretta qualificazione dei contratti collettivi come di primo e secondo livello – Insussistenza

Ferma la legittimità in sé dei due contratti collettivi impugnati, si esclude che la stipulazione dei medesimi possa essere considerata espressione di antisindacalità. Infatti il contratto sottoscritto il 29 dicembre 2010 è stato correttamente qualificato come di primo livello, dal momento che esso si svincola dal contratto nazionale di categoria per l’industria metalmeccanica e definisce ogni aspetto dei rapporti di lavoro con i propri dipendenti, con una ampiezza ed esaustività del tutto simile a qualsiasi contratto nazionale: l’art. 2112 c.c. non può allora essere ritenuto violato, considerato che l’ipotetica applicazione di quest’ultimo non renderebbe in ogni caso operante l’indicato contratto nazionale presso Fabbrica Italia Pomigliano Spa, ai sensi del co. 3.
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Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale

1. — Introduzione — Preliminarmente, si procede alla illustrazione delle condotte antisindacali che formano oggetto dei tre provvedimenti in commento. In ordine cronologico, il Tribunale di Roma, nel decreto del 13 dicembre 2006, si occupa della condotta posta in essere da Alitalia Spa che ha negato per due volte all’organizzazione sindacale ricorrente (Sult) di indire nuove assemblee sindacali, assumendo che fosse già esaurito il monte-ore annuo dalla disciplina legale (art. 20 Stat. lav.), e contrattuale (art. 27, comma 8, Ccnl 1988).
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Cassazione, N.9250-18 Aprile 2007

(Cassazione
N:9250 - 18 Aprile 2007)

Pres. Sciarelli, Est. Balletti, P.M. Nardi (conforme) – Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo) c. Cobas P.T. Cub - Coordinamento di base delegati P.T. di Milano (avv. Brochiero Magrone).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Il comportamento antisindacale non si basa su caratteristiche strutturali ma sull’idoneità a ledere i «beni» protetti. Per integrare gli estremi della condotta antisindacale è sufficiente che tale comportamento leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario (ma neppure sufficiente) uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro. (1)
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Tribunale Roma, N.-5 Giugno 2007

(Tribunale Roma
N: - 5 Giugno 2007)

Sez. lav. – Est. Leo – Slc- Cgil Comprensorio di Roma Est (avv.ti Aiello, Bidetti, Faranda) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Per individuare il confine tra un comportamento del datore di lavoro meramente difensivo e uno offensivo e per determinare se esso sia antisindacale o meno, i fatti oggetto di denuncia devono essere valutati nella loro unitarietà, prendendo cioè in considerazione ogni singolo episodio in collegamento con gli altri, non isolatamente, avendo riguardo al fatto che i diversi e contrapposti interessi «in gioco» vanno riguardati in modo relazionale.
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Tribunale Roma, N.-13 Dicembre 2006

(Tribunale Roma
N: - 13 Dicembre 2006)

Sez. lav. – Est. Bracci – Sult (avv.ti Faranda, Crupi) c. Alitalia Spa (avv.ti Marazza, Trodella).

Note: Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Art. 28 Stat. lav. – Elemento soggettivo – Irrilevanza.

Al fine di valutare l’antisindacalità della condotta del datore di lavoro è irrilevante l’elemento intenzionale, sicché il giudice deve accertare l’obiettiva idoneità della condotta denunciata a produrre il risultato vietato dalla legge, consistente nella lesione della libertà sindacale e del diritto di sciopero. (3)
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Crumiraggio interno e condotta antisindacale: variazioni sul tema

La sentenza commentata affronta il tema dei limiti entro cui è ammesso il crumiraggio indiretto interno, nel bilanciamento costituzionale tra iniziativa imprenditoriale e diritto di sciopero (artt. 40, 41, Cost.). Si chiarisce come il discrimine stia nel rispetto dell’art. 2013 cod. civ., come interpretato dalla giurisprudenza. Per cui se il datore di lavoro sostituisce gli scioperanti demansionando lavoratori di qualifica superiore determina, oltre alla lesione dell’interesse individuale, un’autonoma lesione all’intesse collettivo, che dà luogo ad una condotta antisindacale
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Corte di cassazione, N.14157-12 Agosto 2012

(Corte di cassazione
N:14157 - 12 Agosto 2012)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Curzio, P.M. Apice (diff.) – Metro Italia Cash and carry Spa (avv.ti Celebrano, Olgiati, Trifirò, Beretta) c. Filcams Cgil (avv.ti Andreoni, Grandese). Conf. Corte d’Appello Venezia 4 aprile 2008.

Note: Crumiraggio interno e condotta antisindacale: variazioni sul tema

Condotta antisindacale – Sostituzione degli scioperanti – Crumiraggio interno – Limiti.

Il comportamento del datore di lavoro che sostituisce i lavoratori in sciopero con altri presenti sul posto di lavoro normalmente adibiti a mansioni superiori costituisce condotta antisindacale, indipendentemente dall’eventuale consenso dei lavoratori, salvo che le mansioni inferiori non costituiscano un elemento marginale e/o occasionale rispetto alle mansioni principali. La sostituzione è peraltro ammissibile nel rispetto dell’art. 2103 cod. civ.: con adibizione a mansioni equivalenti o superiori
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Attualità della condotta antisindacale e tempestività della proposizione dell’azione

1. — La sentenza in commento (Cass., Sez. lav., 6 giugno 2005, n. 11741) consente, per la sua argomentazione ampia e accurata, qualche riflessione su un interessante problema: il requisito dell’attualità della condotta antisindacale in presenza di un considerevole lasso di tempo tra la condotta denunziata e la proposizione dell’azione. Il caso affrontato riguarda un’impresa giornalistica che effettua due licenziamenti e un trasferimento di sede di lavoro senza informarne preventivamente il comitato di redazione, secondo quanto prescritto dal contratto collettivo. ...
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Cassazione, Sez. lav., N.11741-6 Giugno 2005

(Cassazione, Sez. lav.
N:11741 - 6 Giugno 2005)

Sez. lav. – Pres. Mileo, Est. Toffoli, P.M. Nardi (concl. Diff.) – Ass. Stampa romana (avv. Barone) c. Rai Radiotelevisione Italiana S.p.a. (avv. Scognamiglio e altri).

Note: Attualità della condotta antisindacale e tempestività della proposizione dell’azione
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Lavoro subordinato – Associazioni sindacali – Sindacati (post-corporativi) – Libertà sindacale – Repressione della condotta antisindacale – Presupposti – Attualità della condotta o dei suoi effetti – Portata – Condizioni – Fondamento – Relativo accertamento da parte del giudice di merito – Censurabilità in Cassazione – Limiti – Fattispecie relativa a violazione di diritti di informazione del sindacato previsti dal c.c.n.l. dei giornalisti, prospettata in riferimento a licenziamenti per giusta causa. Lavoro subordinato – Associazioni sindacali – Sindacati (post-corporativi) – Libertà sindacale – Repressione della condotta antisindacale – Tutela ex art. 28 della legge n. 300 del 1970 – Legittimazione attiva delle associazioni sindacali ivi previste – Conseguenze – Intervento adesivo dipendente del singolo lavoratore – Configurabilità – Ricorso incidentale adesivo per Cassazione – Proposizione nei termini di cui agli artt. 370 e 371 cod. proc. civ. – Legittimità.

Requisito essenziale dell’azione di repressione della condotta antisindacale, di cui all’art. 28 della legge n. 300 del 1970, è l’attualità di tale condotta o il perdurare dei suoi effetti. Tale requisito – sulla base dell’interpretazione letterale e sistematica della suddetta norma, anche alla luce di quanto previsto in ordine alla legittimazione attiva in capo agli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali, riconosciuta nell’interesse al ripristino nell’azienda dei diritti sindacali, nella completa autonomia rispetto alle azioni proponibili dai singoli lavoratori, e restando invece irrilevante la tendenza del procedimento all’emanazione di pronunce costitutive o di mero accertamento –...
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Comandata in caso di sciopero proclamato da una sola componente della Rsu

(Corte di Cassazione
26 Novembre 2007, n.24581)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Balletti – Syndial Spa (avv. Ciabattini) c. Cgil territoriale di Sassari, Filcea Cgil territoriale di Sassari (avv. Petrocelli). Cassa App. Sassari 24 giugno 2004.

Articolo scritto da:
Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ritorna sulla questione dei limiti di legittimità dell’agire dell’imprenditore nel conflitto, e, in particolare, sul problema del rapporto tra tutela della libertà sindacale e del diritto di sciopero, da una parte, e tutela della libertà imprenditoriale, dall’altra. Quest’ultima, nel caso specifico, coinvolge anche il profilo della sicurezza dei lavoratori, oltre che quello della salvaguardia degli impianti.
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Rappresentatività e comunicazioni sindacali nel trasferimento d’impresa: il contratto gestionale non basta

Articolo scritto da:
Parole chiave: condotta antisindacale
La decisione in commento si occupa degli obblighi di comunicazione ex art. 47, l. n. 428/1990 prima della modifica del d.lgs. n. 18/2001, ma nell’argomentazione affronta il tema dei soggetti legittimati a ricevere le comunicazioni anche nell’attuale disciplina del trasferimento d’azienda nonché a costituire Rsa ex art. 19 St. Lav. alla luce dei molteplici interventi della Corte Costituzionale. La Corte conferma l’orientamento che a tali fini occorra la sottoscrizione di un contatto collettivo ‘normativo’ mentre non è sufficiente la firma di contratti per adesione o di contratti gestionali.
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Cassazione, N.21430-21 Ottobre 2015

(Cassazione
N:21430 - 21 Ottobre 2015)

Pres. Macioce, Est. Blasutto, P.M. Velardi (parz. diff.) – Città di Bari Hospital Spa (avv. Costantino) c. Fls e Cisal (avv. Germano). Cassa Corte d’Appello di Bari, 6.4.2009

Note: Rappresentatività e comunicazioni sindacali nel trasferimento d’impresa: il contratto gestionale non basta
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Trasferimento di azienda – Informativa – Sindacati – Contratto collettivo – Contratto gestionale.

In tema di trasferimento d’azienda, sono destinatari della comunicazione ex art. 47, c. 1, l. n. 428 del 1990 (come modificata dal d.lgs. n. 18 del 2001), le Rsu, le Rsa costituite nelle unità produttive interessate dal trasferimento, nonché i sindacati di categoria che hanno stipulato (o partecipanti alle trattative relative a) un contratto collettivo «normativo» applicato nelle medesime unità produttive, ossia quel contratto che regola in modo organico i rapporti di lavoro, almeno per un settore o un istituto importante della loro disciplina, anche in via integrativa. Ai fini della predetta comunicazione (così come ai fini della costituzione di Rsa) non è sufficiente da parte del sindacato la sottoscrizione di un contratto esclusivamente «gestionale»
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Procedimento per la repressione antisindacale e processo del lavoro

L'Autore affronta la tematica dell'esercizio dei poteri istruttori del giudice riconosciuti dall'art. 421 c.p.c. nell'ambito del procedimento sommario per la repressione della condotta antisindacale. In particolare, dopo aver tipicamente ricordato i principi espressi dalla giurisprudenza di legittimità con riferimento ai poteri istruttori del giudice nell'ambito del rito del lavoro, critica la sentenza esaminata in quanto attribuisce al magistrato investito della fase sommaria del procedimento poteri istruttori lesivi del principio del contraddittorio e del diritto di difesa.
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Corte di cassazione, N.13780-23 Giugno 2011

(Corte di cassazione
N:13780 - 23 Giugno 2011)

Sez. lav. – Pres. Foglia, Est. Curzio, P.M. Sepe – Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle Cuneo (avv.ti Romano, Gallo) c. Federazione lavoratori Funzione Pubblica-Cgil (avv. Bertolone). Conf. Corte d’Appello Torino 18 settembre 2006.

Note: Procedimento per la repressione antisindacale e processo del lavoro

Condotta antisindacale – Fase sommaria – Poteri istruttori del giudice – Massima informalità – Compressione del principio del contraddittorio – Legittimità.

Nel procedimento promosso ai sensi dell’art. 28 Stat. lav., l’istruttoria consiste nella convocazione delle parti e nell’assunzione di sommarie informazioni, all’interno di un contesto di estrema rapidità, che consente al giudice di acquisire informazioni, anche dopo l’audizione delle parti, nel modo più informale; il giudice, infatti, ai fini dell’emissione del decreto, può considerare un documento depositato in cancelleria dopo l’audizione delle parti, senza che possa essere ritenuto violato il principio del contraddittorio, che trova piena garanzia soltanto nella fase di opposizione
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Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Le pronunce affermano la persistenza, in capo alle p.a., degli obblighi di concertazione sindacale che, in materia organizzativa e di gestione dei rapporti di lavoro, sono previsti dai c.c.n.l. precedenti l’entrata in vigore del d.lgs. 150/09, di riforma del lav. pubbl.; ciò, malgrado il decreto non ammetta, nelle materie di cui s’è detto, forme di partecipazione sindacale diverse dall’informazione. Il commento sottolinea la problematicità di questa impostazione, segnalando come la riduzione delle modalità partecipative finirà per accrescere l'ingerenza della politica nella gestione della p.a.
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Tribunale Torino decr., N.2639-2 Aprile 2010

(Tribunale Torino decr.
N:2639 - 2 Aprile 2010)

Est. Lanza – Funzione pubblica Cgil-Regione Piemonte e altri (avv. Durazzo) c. Inps- Direzione generale del Piemonte (avv. Cuomo)

Note: Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Condotta antisindacale – Lavoro pubblico – Modifica del sistema di relazioni sindacali a opera del d.lgs. n. 150/2009 – Comune – Obblighi di concertazione previsti dal Ccnl vigente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 – Violazione – Antisindacalità.

È antisindacale il comportamento dell’ente pubblico non economico che, assumendo l’inapplicabilità, in esito all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009, del sistema di informazione e concertazione a livello aziendale, previsto dal Ccnl di settore vigente all’entrata in vigore dello stesso decreto, abbia negato alle organizzazioni sindacali il diritto all’informazione e alla concertazione su provvedimenti relativi all’organizzazione degli uffici e del lavoro, adottando altresì iniziative unilaterali su tali materie (nella specie, il giudice ha ordinato, oltre alla cessazione del comportamento antisindacale, l’avvio del confronto richiesto dalle organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di informazione e di concertazione
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L’autonomia dell’ordinamento intersindacale alla prova della giurisprudenza di legittimità

Articolo scritto da:

Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 1
Parole chiave: condotta antisindacale
Con la sentenza commentata, la Cassazione afferma che non costituisce condotta antisindacale il comportamento del datore di lavoro che applica il contratto collettivo ai lavoratori iscritti ad un sindacato che, pur avendo sottoscritto il precedente accordo ed avendo partecipato alle trattative per il nuovo, non ha firmato il rinnovo, se ciò avviene su espressa accettazione dei lavoratori. La nota si sofferma ad esaminare la plurivoca rilevanza che tale fatto ha nel diritto privato e nell’ordinamento intersindacale.
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Cass, N.14511-10 Giugno 2013

(Cass
N:14511 - 10 Giugno 2013)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Marotta, P.M. Matera (conf.) – S.N.D. (avv.ti Veraldi, Ioele) c. Iccrea Banca Spa (avv.ti Boccia, Maresca). Conf. Corte d’Appello Roma, 28 novembre 2007.

Note: L’autonomia dell’ordinamento intersindacale alla prova della giurisprudenza di legittimità
Parole chiave: condotta antisindacale ::

Condotta antisindacale – Contratto collettivo – Rinnovo – Partecipazione alle trattative da parte del sindacato – Mancata sottoscrizione – Sostituzione del contratto – Applicazione del nuovo testo ai lavoratori iscritti al sindacato che non ha firmato – Accettazione dei lavoratori – Insussistenza.

Non costituisce condotta antisindacale il comportamento del datore di lavoro che applica il contratto collettivo ai lavoratori iscritti a un sindacato che, pur avendo sottoscritto il precedente accordo e avendo partecipato alle trattative per il nuovo, non ha firmato il rinnovo, se ciò avviene su espressa accettazione dei lavoratori.
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