contratto collettivo

Le nuove regole sulla contrattazione collettiva: problemi giuridici e di efficacia

Articolo scritto da: AndreaLassandari

Verificato se e come le nuove regole sulla contrattazione collettiva del 22 gennaio 2009 siano state nel corso dell’anno attuate, sono affrontate alcune delle più importanti questioni, derivanti dalla mancata sottoscrizione dell’accordo di gennaio da parte della Cgil. Si tratta della permanenza o meno delle “vecchie” regole del luglio 1993; delle ricadute sull’accesso ai diritti sindacali nonché sul rilievo giuridico delle clausole collettive cui rinvii la legge, in carenza di sottoscrizione della principale organizzazione sindacale; dell’efficacia delle clausole normative del CCNL

Contratto collettivo ex art. 47, legge n. 428/1990, nel trasferimento di azienda in crisi

Articolo scritto da: AndreaAllamprese

Il saggio analizza il ruolo e l’efficacia dell’accordo sindacale sul mantenimento dell’occupa- zione inserito nella procedura di trasferimento di azienda a seguito dell’accertato stato di crisi o di procedura fallimentare. Ricostruita la vicenda che ha portato l’Italia alla condan- na della Corte di Giustizia, per aver mantenuto in vigore le deroghe delle garanzie della Direttiva n. 2001/23, l’attenzione si focalizza sui nuovi commi 4-bis e 5 dell’art. 47 della legge n. 428/1990, modificato dall’art. 19-quater, comma 1, legge n. 166/2009.

Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over

Articolo scritto da: Lorenzo Scarano

A margine di una vicenda giudiziaria già esaminata, conclusasi con il definitivo rigetto della richiesta del figlio di un dipendente dimissionario di essere assunto in virtù dell’apposita clausola contenuta in un accordo sindacale, la nota esamina la motivazione della sentenza del Supremo Collegio (resa alla luce dei recenti vincoli al reclutamento del personale nelle società con partecipazioni pubbliche) evidenziando un possibile nuovo orientamento della giurisprudenza, per tornare a soffermarsi sui rapporti fra libertà negoziale, vincoli pubblicistici e autonomia delle relazioni industriali.

Corte di cassazione, N.3831-9 Marzo 2012

(Corte di cassazione
N:3831 - 9 Marzo 2012)

Sez. lav., ord. – Pres. Battimiello, Est. La Terza, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – M.G. e M.L. (avv.ti Dellosso, De Giorgio) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Pessi, Rigi Luperti). Conf. Corte d’Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, 14 aprile 2010

Note: Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over
Parole chiave: contratto collettivo ::

Contratto collettivo – Clausola che obbliga all’assunzione del figlio di un dipendente dimissionario – Società a partecipazione pubblica – Nullità della clausola.

La disciplina sul reclutamento del personale delle società a partecipazione pubblica non consente di stipulare accordi sindacali che subordinino l’assunzione all’esistenza di vincoli di parentela; detti accordi sono da considerarsi nulli in quanto violano il principio di imparzialità.
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Intervento

Articolo scritto da: Franco Scarpelli

Il contributo si sofferma sui contenuti dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dandone una lettura che valorizza le soluzioni date a problemi che da molti anni al centro del dibattito (la valutazione della rappresentatività sindacale, il rapporto tra contratto nazionale e aziendale, l’efficacia dei contratti aziendali). L’Autore analizza l’accordo nella classica prospettiva dell’ordinamento intersindacale, valutandone le ricadute nell’ordinamento giuridico. Viene poi effettuato un primo confronto con i contenuti dell’art. 8 del d.l. 138 del 2011.

La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivo

Articolo scritto da: Antonietta Guerra

1. — Al vaglio della Corte, nel caso in esame, era l’interpretazione dell’art. 2 dell’Accordo sindacale del 30 maggio 1996 (con tale Accordo era stato istituito un Fondo aggiuntivo di previdenza aziendale) secondo il quale «la ripartizione delle riserve matematiche e la conseguente attribuzione a ciascun dipendente avverrà considerando, oltre alla retribuzione, l’anzianità effettiva di servizio, sempre al 31 dicembre 1994, con i seguenti pesi: per anzianità da 0 a 10 anni, peso 0,5; per anzianità da 11 a 20 anni, peso 0,75; per anzianità oltre 20 anni, peso 1,2».

Cassazione, N.5287-8 Marzo 2007

(Cassazione
N:5287 - 8 Marzo 2007)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Cuoco, P.M. Fedeli – Z. A. (avv. Lucchetti) c. Unicredit Banca Spa (avv.ti Persiani e Piccininno). Conf. App. Ancona 20 febbraio 2003.

Note: La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivo
Parole chiave: contratto collettivo ::

Controversie di lavoro – Contratto collettivo – Interpretazione – Criterio letterale – Preminenza – Esclusione – Ricorso al criterio dell’interpretazione complessiva delle clausole – Condizioni.

Nell’ambito dei canoni di interpretazione delineati dagli artt. 1362 ss. cod. civ. e, in particolar modo, nell’interpretazione delle norme dei contratti collettivi di lavoro di diritto comune, non esiste un principio di gerarchia tra i canoni ermeneutici, né tanto meno un preteso principio dell’autosufficienza del criterio letterale in ragione di una affermata chiarezza delle espressioni adottate nel testo contrattuale. La lettera, infatti, costituisce solo una preliminare presa di cognizione (di cui l’art. 1362 segnala l’insufficienza con la precisazione che «l’interprete non deve limitarsi al senso letterale delle parole»), che deve essere integrata attraverso gli ulteriori strumenti previsti dall’art. 1363, quali la connessione delle singole clausole...
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Breve bilancio sulla contrattazione collettiva nazionale dell’anno 2013

Articolo scritto da: Ginevra Galli

Nell’anno 2013 la contrattazione collettiva nazionale risulta improntata al mantenimento dell’unità tra le sigle sindacali, faticosamente raggiunta con l’Accordo del 28 giugno 2011.

Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Articolo scritto da: Alberto-Mattei

Per la Corte di Giustizia, in un contratto collettivo la retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico, al momento dell’assunzione, non può essere fissata in funzione della sua età, altrimenti s’incorre nella violazione del principio di non discriminazione per età. E’ questo il nocciolo della pronuncia commentata che offre l’occasione per riflettere sul fattore dell’uguaglianza, come chiave di volta del sistema e riflesso del divieto di non discriminazione.

CORTE DI GIUSTIZIA UE, N.Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10-8 Settembre 2011

(CORTE DI GIUSTIZIA UE
N:Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10 - 8 Settembre 2011)

Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. P. Lindh – Sabine Hennings c. Eisenbahn-Bundesamt e Land Berlin c. Alexander Mai (Avv. Gen. V. Trestnjak)

Note: Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78/Ce – Contratto Collettivo – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Artt. 21 e 28 – Contratto collettivo in materia di retribuzione degli agenti contrattuali del settore pubblico di uno Stato membro – Retribuzione fissata in base all’età – Contratto collettivo che abolisce la fissazione della retribuzione in base all’età – Mantenimento dei diritti acquisiti.

Il principio di non discriminazione in base all’età e gli artt. 2 e 6, n. 1, della Direttiva n. 2000/78/Ce devono essere interpretati nel senso che ostano a una misura prevista da un contratto collettivo a termini della quale il livello di retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico è determinato, al momento dell’assunzione di tale agente, in funzione della sua età e non ostano a una misura prevista da un contratto collettivo che sostituisce un regime di retribuzione che comporta una discriminazione in base all’età con un regime di retribuzione fondato su criteri oggettivi.
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Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Articolo scritto da: Lorenzo Scarano

Sintetizzato il caso concreto e l’argomentazione della pronuncia, il commento critico alla sentenza si focalizza sull’interpretazione della clausola del contratto collettivo aziendale oggetto di controversia. L’obiettivo è di inquadrare la fattispecie nella categoria del contratto a favore di terzo e di sostenere la validità dell’accordo sindacale, anche alla luce della vigente disciplina sul mercato del lavoro. La conclusione opposta sembra dettata da un’insostenibile concetto di autonomia contrattuale e da un’inaccettabile interferenza giudiziale nell’ambito delle relazioni sindacali

Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, N.448-2 Dicembre 2009

(Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto
N:448 - 2 Dicembre 2009)

Pres. Alessandrino, Est. Coccioli – M. G. e M. L. (avv.ti De Giorgio, Dellosso) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Ruperti, Schiavone). Conf. Tribunale Taranto, 19 gennaio 2009.

Note: Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Contratto collettivo – Clausola di turnover – Obbligo di assumere il figlio di un lavoratore – Vincolo assunto sulla base di legami di parentela – Violazione di norme imperative – Nullità della clausola.

È nulla per violazione dei princìpi di tutela del lavoro e di eguaglianza contenuti negli artt. 1, 2, 3 e 35 Cost. la clausola contenuta nel contratto collettivo aziendale che obbliga l’imprenditore ad assumere una persona sulla base di legami di parentela con il dipendente, senza alcuna verifica della sua capacità professionale.
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Rappresentanza e contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro: gli effetti del conflitto intersindacale

Articolo scritto da: LorenzoGiasanti

Le recenti divisioni fra le tre grandi confederazioni sindacali, in un contesto di relazioni industriali che trova il suo fondamento proprio nell’accordo tra le parti sociali, comportano inevitabili conseguenze anche a livello aziendale. Il saggio cerca di evidenziare i nodi più manifestamente problematici, affrontando le questioni legate alla legislazione di sostegno, come la possibilità di costituire Rsa in azienda e le tematiche connesse alla composizione delle Rsu, e all’efficacia dei contratti collettivi aziendali nei confronti di lavoratori iscritti ad oo.ss. non firmatarie

Il Ccnl 2014 per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro

Articolo scritto da: Maurizio Abbate

Nelle date del 27 febbraio e del 7 aprile 2014 le confederazioni sindacali dei lavoratori Cgil Cisl e Uil, tramite le federazioni nazionali di categoria Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp hanno sottoscritto due identici Ccnl di validità triennale per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro, rispettivamente con le associazioni datoriali Assolavoro e Assosomm. L'autore analizza i principali contenuti delle due intese.