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contratto collettivo

Accordi separati ed enti bilaterali

Articolo scritto da:
L’articolo affronta il problema degli effetti dei contratti collettivi c.d. separati sulla disciplina contrattuale degli Enti Bilaterali. Dopo aver preso posizione sulla efficacia giuridica dei c.d. accordi separati, l’a. analizza gli effetti conseguenti alla efficacia giuridica privatistica dei contratti collettivi istitutivi di enti bilaterali mettendon in evidenza, altresì, la natura contrattuale. Infine, l’a. analizza quello che ritiene essere uno degli effetti problematici presenti negli ultimi anni relativi alla efficacia delle clausole dei contratti collettivi sugli enti bilaterali
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Gli accordi collettivi di prossimità tra contrarietà ai princìpi costituzionali e incertezze di sistema

Le riforme del lavoro dell’ultimo ventennio hanno mutato in senso peggiorativo le tutele stratificatesi nel corso degli anni, frutto delle lotte operaie susseguitesi nel corso di tutto il secolo XX al fine di sostenere le ragioni economiche degli imprenditori. Gli autori in questo panaorama analizzano l’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148, intitolato «Sostegno ai contratti collettivi di prossimità». In realtà, la norma non è affatto finalizzata a sostenere alcunché quanto a disapplicare le norme stesse del diritto del lavoro.
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Costituzione e articolo 8 della legge n. 148/2011: il fascino «indiscreto» di una norma irragionevole

English abstract
Il saggio analizza le ragioni di incostituzionalità (per violazione dell’art. 3 Cost.) dell’articolo 8 della legge n. 148/2011 nella parte in cui permette alla contrattazione collettiva aziendale e/o territoriale la facoltà di derogare alle leggi sul lavoro.La norma è irragionevole e arbitraria in quanto, nelle sue potenzialità di incisione sui diritti del lavoro, sconvolge il sistema delle fonti del diritto e si pone in contrasto con il principio di legalità dell’ordinamento.
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Intervento

Dall'analisi della vicenda Fiat emerge che l’esasperazione del criterio della contrattazione separata ha portato, da un lato, all’idea che una singola azienda, purché sufficientemente forte sul mercato, possa emanciparsi anche dai vincoli che gli derivano dall’appartenenza a un'organizzazione datoriale più vasta (in specie Confindustria), per procedere sciolta da vincoli di sistema; dall’altra, alla convinzione di potere procedere alla selezione arbitraria dei contraenti sindacali, indipendentemente dal consenso che essi siano in grado di raccogliere. Un esempio è rinvenibile nell'utilizzo...
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Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Le pronunce affermano la persistenza, in capo alle p.a., degli obblighi di concertazione sindacale che, in materia organizzativa e di gestione dei rapporti di lavoro, sono previsti dai c.c.n.l. precedenti l’entrata in vigore del d.lgs. 150/09, di riforma del lav. pubbl.; ciò, malgrado il decreto non ammetta, nelle materie di cui s’è detto, forme di partecipazione sindacale diverse dall’informazione. Il commento sottolinea la problematicità di questa impostazione, segnalando come la riduzione delle modalità partecipative finirà per accrescere l'ingerenza della politica nella gestione della p.a.
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Tribunale Torino decr., N.2639-2 Aprile 2010

(Tribunale Torino decr.
N:2639 - 2 Aprile 2010)

Est. Lanza – Funzione pubblica Cgil-Regione Piemonte e altri (avv. Durazzo) c. Inps- Direzione generale del Piemonte (avv. Cuomo)

Note: Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Condotta antisindacale – Lavoro pubblico – Modifica del sistema di relazioni sindacali a opera del d.lgs. n. 150/2009 – Comune – Obblighi di concertazione previsti dal Ccnl vigente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 – Violazione – Antisindacalità.

È antisindacale il comportamento dell’ente pubblico non economico che, assumendo l’inapplicabilità, in esito all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009, del sistema di informazione e concertazione a livello aziendale, previsto dal Ccnl di settore vigente all’entrata in vigore dello stesso decreto, abbia negato alle organizzazioni sindacali il diritto all’informazione e alla concertazione su provvedimenti relativi all’organizzazione degli uffici e del lavoro, adottando altresì iniziative unilaterali su tali materie (nella specie, il giudice ha ordinato, oltre alla cessazione del comportamento antisindacale, l’avvio del confronto richiesto dalle organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di informazione e di concertazione
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Osservazioni sulle relazioni industriali nei casi di contrattazione separata

Nell’articolo si esplorano dinamiche e conseguenze degli accordi separati nella prospettiva delle relazioni industriali, con particolare attenzione agli avvenimenti dell’ultimo decennio. Per quanto la pratica degli accordi separati non sia novità dell’oggi, ma costituisca un tratto in qualche misura ricorrente delle relazioni industriali italiane, è infatti indubbio che è in questo periodo che il fenomeno ha acquisito grande rilevanza e visibilità. Dopo aver presentato e commentato un quadro d’insieme delle intese separate, vengono approfondite le logiche di comportamento delle parti ...
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Diritti quesiti ed efficacia nel tempo del contratto collettivo aziendale: un apparente ripensamento della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ritorna sulla nota questione dei diritti quesiti, derivanti da disposizioni di contratto collettivo a tempo indeterminato, confermandone l’intangibilità quando siano già entrati a far parte del patrimonio dei lavoratori. I giudici di legittimità riaffermano anche la facoltà di recedere dal contratto collettivo senza l’indicazione della durata, conformemente ai generali principi di temporaneità delle obbligazioni e di inammissibilità dei vincoli contrattuali perpetui, purché sia esercitata nel rispetto dei criteri di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contatto
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Cassazione, N.24268-28 Ottobre 2013

(Cassazione
N:24268 - 28 Ottobre 2013)

Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Venuti, P.M. Fresa (conf.) – Compagnia napoletana illuminazione scaldamento gas Spa e altro (avv. Gentile) c. V.G. e altri (avv. Chiantera). Cassa e decide nel merito Corte d’Appello Napoli, 17 dicembre 2009

Note: Diritti quesiti ed efficacia nel tempo del contratto collettivo aziendale: un apparente ripensamento della Corte di Cassazione
Parole chiave: contratto collettivo ::

Contratto collettivo – Contratto collettivo aziendale – Durata non predeterminata – Facoltà di recesso unilaterale – Sussistenza – Condizioni – Diritti quesiti dei lavoratori – Mantenimento – Presupposti – Fattispecie in tema di personale collocato a riposo

Il contratto collettivo, senza predeterminazione di un termine di efficacia, non può vincolare per sempre tutte le parti contraenti, perché finirebbe in tal caso per vanificarsi la causa e la funzione sociale della contrattazione collettiva, la cui disciplina, da sempre modellata su termini temporali non eccessivamente dilatati, deve parametrarsi su una realtà socio-economica in continua evoluzione, sicché a tale contrattazione va estesa la regola, di generale applicazione nei negozi privati, secondo cui il recesso unilaterale rappresenta una causa estintiva ordinaria di qualsiasi rapporto di durata a tempo indeterminato, purché sia esercitato nel rispetto dei criteri di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto e non vengano lesi i diritti intangibili dei lavoratori
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Il rapporto tra la legge e la contrattazione collettiva di prossimità nell’art. 8 del d.l. n. 138/2011

L'autore sottolinea come l'art. 8 sia il momento finale e più radicale di un progetto di revisione del modello di regolazione dei rapporti di lavoro e sociali che caratterizza il nostro ordinamento: un progetto che muove dal Libro bianco del ministero del Lavoro dell’autunno del 2001 e si sviluppa poi per più passaggi, più o meno incerti e compiuti nella loro esecuzione, in almeno un decennio di legislazione. Caratteristica principale del progetto è la messa in discussione dell’inderogabilità della legge così come del rapporto di inderogabilità tra contratto collettivo e individuale di lavoro
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Intervento

L'A. mette in luce i pro e i contro dell’accordo 28.6.2011. Da un lato, si riscontra positivamente la esplicita definizione della funzione del “tanto controverso” CCNL, quella cioè di ”garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale”; dall'altro, criticamente emerge l’assenza di regolamentazione della procedura di conclusione e dell'efficacia del CCNL basato sulla rappresentatività degli attori negoziali, come la mancanza di qualsiasi riferimento alla questione del referendum confermativo del CCNL
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Lavoro pubblico: per un contratto di generale applicazione basta una rappresentatività piccola piccola?

Articolo scritto da:
Lo scritto sottopone a critica serrata una recente sentenza del Tribunale di Roma che affronta una rilevante questione sistematica sotto le spoglie di una ordinaria operazione esegetica della legislazione sul lavoro pubblico. La norma controversa è l’art. 43, c. 3 del d.lgs. 165/01, chiave di volta dell’edificio della rappresentanza negoziale, grazie alla quale il legislatore individua con precisione “matematica” come valutare la rappresentatività dei sindacati firmatari di contratti di comparto o di area. La sentenza avalla una nuova, errata interpretazione proposta dall’Aran
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