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contratto a termine

Il difficile equilibrio della tutela del lavoratore a termine.....

Il difficile equilibrio della tutela del lavoratore a termine in bilico tra nullità totale, trasformazione e prospettive indennitarie del legislatore Con la sentenza che si annota la Corte di Cassazione affronta per la prima volta con riferimento alla disciplina introdotta dal decreto legislativo n. 368/2001 la tematica delle conseguenze sul piano del rapporto di lavoro dell’accertamento della nullità di una clausola di limitazione temporale della durata del contratto per mancanza di una valida esigenza temporanea.
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Corte di Cassazione, N.12985 -21 Mag 2008

(Corte di Cassazione
N:12985 - 21 Mag 2008)

Note: Il difficile equilibrio della tutela del lavoratore a termine.....

Contratto a termine – Condizioni legittimanti la clausola limitativa della durata – Mancanza – Conseguenze – Nullità del contratto ex art. 1419, comma 1, cod. civ. – Esclusione – Trasformazione a tempo indeterminato – Configurabilità.

L’art. 1 del d.lgs. n. 368 del 2001, anche anteriormente alla modifica introdotta dall’art. 39 della legge n. 247 del 2007, ha confermato il principio generale secondo cui il rapporto di lavoro subordinato è normalmente a tempo indeterminato, costituendo l’apposizione del termine un’ipotesi derogatoria pur nel sistema, del tutto nuovo, della previsione di una clausola generale legittimante l’apposizione del termine «per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo».
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Incertezze interpretative in tema di decadenza per l'impugnazione del contratto a termine

Nella pronuncia annotata, il giudice cosentino ha affermato che il contratto a tempo determinato deve essere impugnato in via stragiudiziale entro il termine di decadenza di 60 giorni che decorre dalla scadenza del contratto. Tale regola si applica solo alle azioni di nullità del termine di cui agli artt. 1, 2 e 4, d.lgs. n. 368/2001, sia in quanto il legislatore, menzionando nell’art. 32, comma 3, lett. d), l. n. 183/2010 solo tali ipotesi, ha inteso escludere l’applicabilità della regola nelle altre fattispecie, sia in quanto le norme in materia di decadenza sono di stretta interpretazione.
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Tribunale di Cosenza, N.3423-13 Dicembre 2013

(Tribunale di Cosenza
N:3423 - 13 Dicembre 2013)

Est. Ferrentino – M.G. (avv. Cundari) c. C.G. Spa (avv.ti Falcone, Grasselli, Zambelli)

Note: Incertezze interpretative in tema di decadenza per l'impugnazione del contratto a termine
Parole chiave: impugnazione :: decadenza :: contratto a termine ::

Contratto a termine – Impugnazione – Termine di decadenza – Ambito di applicazione.

Il contratto a tempo determinato deve essere impugnato in via stragiudiziale entro il termine di decadenza di 60 giorni che decorre dalla scadenza del contratto. Tale regola si applica alle azioni di nullità del termine di cui agli artt. 1, 2 e 4, d.lgs. n. 368/2001 e non negli altri casi, sia in quanto il legislatore, menzionando nell’art. 32, comma 3, lett. d, legge n. 183/2010, solo le ipotesi di cui agli artt. 1, 2 e 4, ha inteso escludere l’applicabilità della regola della decadenza nelle altre fattispecie, sia in quanto le norme in materia di decadenza sono di stretta interpretazione.
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Valutazione dei rischi, specificazione della ragione sostitutiva e legittimità della clausola appositiva del termine

1. I fatti. — 2. La Cassazione e la specificità delle ragioni sostitutive addotte. — 3. Omessa valutazione dei rischi e conseguenze sui contratti a termine stipulati. — 3.1. Valutazione dei rischi e nullità del termine. — 3.2. Ulteriori conseguenze sanzionatorie.
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Corte di cassazione, N.5241-2 Aprile 2012

(Corte di cassazione
N:5241 - 2 Aprile 2012)

Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Mancino, P.M. Matera (diff.) – A.A. (avv. Cogo) c. Poste Italiane Spa (avv. Trifirò). Cassa Corte d’Appello Milano 26 settembre 2009, n. 747.

Note: Valutazione dei rischi, specificazione della ragione sostitutiva e legittimità della clausola appositiva del termine
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ragioni di carattere sostitutivo – Presupposti nelle situazioni aziendali complesse – Indicazione nominativa dei lavoratori da sostituire – Esclusione – Specificazione delle ragioni della sostituzione – Necessità. Contratto a termine – Divieto di apporre il termine in mancanza di valutazione dei rischi alla sicurezza – Natura – Norma imperativa – Ratio – Onere probatorio del datore di lavoro – Inosservanza – Conseguenze

In caso di assunzione a termine per ragioni di carattere sostitutivo, alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 214 del 2009, l’onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine nonché l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto. Pertanto, nelle situazioni aziendali complesse, l’apposizione del termine deve considerarsi legittima se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori quali l’ambito territoriale di riferimento e il luogo della prestazione lavorativa, che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente.
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Tribunale La Spezia, ord., N.533-28 Mag 2012

(Tribunale La Spezia, ord.
N:533 - 28 Mag 2012)

Est. Panico – F.B. (avv. A. Vesco, M. Bachini) c. Call & Call La Spezia Srl (avv. Luperi).

Note: Valutazione dei rischi, specificazione della ragione sostitutiva e legittimità della clausola appositiva del termine
Parole chiave: Divieto :: valutazione :: termine :: contratto :: rischi :: sicurezza ::

Contratto a termine – Divieto di apporre il termine in mancanza di valutazione dei rischi alla sicurezza – Inosservanza – Conseguenze.

Ai sensi dell’art. 3, lett. d, d.lgs. n. 368/2001, è fatto divieto al datore di lavoro, che non abbia previamente effettuato la valutazione dei rischi, di effettuare assunzioni a tempo determinato. Pertanto, ove il datore di lavoro – convenuto ex art. 700 cod. proc. civ. – non provi documentalmente di aver provveduto alla valutazione dei rischi prima della stipulazione, deve essere ordinata la riammissione in servizio del lavoratore estromesso per decorso del termine, essendo invece rimessa al giudizio di merito l’eventuale dichiarazione di nullità del termine
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Lavoro a termine e causale sostitutiva. La sentenza Sorge, tra orientamenti comunitari e applicazioni interne

(Corte Costituzionale
24 Febbraio 2010, n.65)

Articolo scritto da:
Parole chiave: contratto a termine
1. Lavoro a termine e causale sostitutiva. — 2. La clausola 8, n. 3, della Direttiva n. 99/70/Ce. — 3. La sentenza Sorge. — 4. «Non osta». Se e solo se. — 5. La violazione della clausola di non regresso e il divieto di disapplicazione della normativa nazionale. — 6. Segue: Causale sostitutiva e obbligo di indicazione del nominativo del lavoratore da sostituire nelle organizzazioni d’impresa elementari e complesse.
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Problematiche sanzionatorie nel contratto a tempo determinato tra la sentenza Angelidaki e la giurisprudenza nazionale

Alla presentazione in fatto della sentenza di merito (par. 1) segue l’analisi della sanzione per insussistenza delle ragioni alla base dell’apposizione del termine, nell’ordinamento passato ed attuale (par. 2). Si sostiene con più argomenti la necessità che il supposto vuoto normativo per la sostituzione automatica della clausola nulla non determini un cambiamento interpretativo. L’ultimo di questi argomenti (par. 3) è l’interpretazione conforme alla c.d. clausola di non regresso dopo la sent. Angelidaki.
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Fondazioni lirico-sinfoniche e contratti di lavoro a termine

omissis
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Corte costituzionale, N.260-11 Dicembre 2015

(Corte costituzionale
N:260 - 11 Dicembre 2015)

Pres. Cartabia, Est. Sciarra – Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino c. M.M.G.

Note: Fondazioni lirico-sinfoniche e contratti di lavoro a termine
Parole chiave: contratti a termine :: disciplina :: sanzioni ::

Contratto a termine – Fondazioni lirico-sinfoniche – Disciplina – Trasformazione in soggetti di diritto privato – Rinnovi che comporterebbero la trasformazione del rapporto – Divieto – Nullità dei rinnovi – Legge di interpretazione autentica – Violazione delle norme sul la stipula dei contratti a termine, sulle proroghe e rinnovi – Stabilizzazione del rapporto – Inapplicabilità – Legge interpretata – Significato letterale – Univocità – Contrasti ermeneutici – Inesistenza – Illegittimità costituzionale.

È costituzionalmente illegittimo l’art. 40, c. 1-bis del d.l. 21.6.2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della legge 9.8.2013, n. 98, nella parte in cui prevede che l’art. 3, c. 6, primo periodo, del d.l. 30.4.2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della legge 29.6.2010, n. 100, si interpreta nel senso che alle fondazioni lirico-sinfoniche, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non si applicano le disposizioni di legge che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro non solo come conseguenza della violazionedelle norme sulla proroga e ripetizione dei contratti, ma anche come conseguenza della violazione di qualsiasi norma in materia di stipula di contratti di lavoro subordinato a termine
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Il lavoro a termine nel settore dello spettacolo

La fattispecie in esame è quella di L. F. R., programmista-regista assunta alle dipendenze della Rai con contratti di lavoro a tempo determinato per ben dieci volte nell’arco temporale di tredici anni, tra il 1981 e il 1994
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Corte di Cassazione, N.24049-25 Settembre 2008

(Corte di Cassazione
N:24049 - 25 Settembre 2008)

Sez. lav., ord. – Pres. Senese, Est. Ianniello, P.M. Lo Voi (conf.) – Rai Spa (avv. Irace) c. L. F. R. (avv. Petrocelli). Corte d’Appello Roma 23 novembre 2004.

Note: Il lavoro a termine nel settore dello spettacolo

Contratto a termine – Lavoratori dello spettacolo – Lavoro subordinato (rapporto di) – Assunzioni a termine – Presupposti – Temporaneità e specificità dello spettacolo – Durata del rapporto – Ulteriori condizioni – Connessione reciproca tra specificità dell’apporto del lavoratore e specificità del programma o spettacolo – Necessità – Fattispecie concernente l’attività di programmista regista.

In tema di assunzioni a termine dei lavoratori dello spettacolo, ai fini della legittimità dell’apposizione del termine, è necessario che ricorrano la temporaneità della occasione lavorativa rappresentata dalla trasmissione o dallo spettacolo (che non devono essere necessariamente straordinari od occasionali, ma di durata limitata nell’arco di tempo della programmazione complessiva, e quindi destinati a esaurirsi), la specificità del programma (che deve essere quanto meno unico, ancorché articolato in più puntate o ripetuto nel tempo), e la connessione reciproca tra specificità dell’apporto del lavoratore e specificità del programma o spettacolo (per cui il primo concorre a formare la specificità del secondo o è reso necessario da quest’ultima specificità) ...
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La compatibilità della nuova disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato con la Direttiva n. 99/70

English abstract
Nel saggio viene affrontata la questione della compatibilità della nuova disciplina italiana del contratto a tempo determinato (d.l. n. 34/2014) con la Direttiva europea n. 99/70. L’Autore, dopo aver illustrato le pertinenti pronunce della Corte di Giustizia, individua i profili rispetto ai quali la direttiva risulta non correttamente attuata e gli spazi per l’interpretazione conforme da parte dei giudici nazionali.
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Un filone giurisprudenziale sul lavoro a tempo determinato in «salsa sarda»

Articolo scritto da:
Parole chiave: contratto a termine
Il caso oggetto della pronuncia della Corte di Cassazione s’inserisce in un vasto contenzioso che ha coinvolto il più importante Istituto bancario della Sardegna, il Banco di Sardegna, e un consistente numero lavoratori assunti a tempo determinato dallo stesso
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Cassazione, N.15524-17 Settembre 2012

(Cassazione
N:15524 - 17 Settembre 2012)

Sez. lav. – Pres. De Renzis, Est. Tria, P.M. Romano (conf.) – Banco di Sardegna Spa (avv. Proia) c. S.G. (avv.ti Abati, Sechi). Cassa Corte d’App. Cagliari, 5 ottobre 2009.

Note: Un filone giurisprudenziale sul lavoro a tempo determinato in «salsa sarda»
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Impugnazione del termine – Inerzia del lavoratore – Risoluzione per mutuo consenso – Configurabilità

Il contratto a tempo determinato, caratterizzato da illegittimità del termine, può risolversi per mutuo consenso tacito, ai sensi dell’art. 1372, comma 1, del cod. civ. in conseguenza del comportamento concreto tenuto dalle parti. La sussistenza degli elementi idonei e sufficienti all’affermazione dell’intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro intercorso fra le parti deve essere accertata sulla base di elementi oggettivi che evidenzino la chiara e certa comune volontà di porre definitivamente fine a ogni rapporto lavorativo
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Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno?

L’A., ripercorrendo le vie giurisprudenziali createsi in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella p.a., si interroga sulla adeguatezza delle soluzioni sanzionatorie prospettate, ed è giunto a giustificare la prevalenza della soluzione sanzionatoria rispetto a quella della stabilizzazione, anche in considerazione dei principi normativi comunitari e nazionali. Con la precisazione che il risarcimento del danno deve essere basato su parametri certi: il lavoratore – che non può essere reintegrato - avrà diritto al risarcimento secondo i criteri dell'art. 18 St.
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Tribunale Roma, N.7641-28 Aprile 2011

(Tribunale Roma
N:7641 - 28 Aprile 2011)

Est. Luna - XXX (avv. Naso) c. ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Ufficio scolastico regionale per il Lazio (avv. Cesarino)

Note: Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno?
Parole chiave: contratto a termine :: scuola ::

Contratto a termine - Comparto Scuola - Illegittimità della rinnovazione dei contratti a termine - Sanzione della conversionedel contratto - Non sussiste - Diritto al riarcimento del danno - Sussiste

Nell’ipotesi di illegittima e reiterata stipulazione di contratti a termine alle dipendenze della p. a., il risarcimento danni previsto dall’art. 36 d.lgs. n. 165/01, ritenuto conforme ai caratteri individuati dalla Corte di Giustizia, comporta che al lavoratore illegittimamente assunto a termine spetti un risarcimento che insieme sia un adeguato ristoro del danno costituito dall’impossibilità di fruire di un’occupazione stabile alle dipendenze della pubblica amministrazione e, al tempo stesso, costituisca una valida misura dissuasiva contro l’abusivo ricorso alle assunzioni a termine
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