contratto a termine

L’apposizione del termine nell’art. 1, d.lgs. n. 368/2001, fra limiti costituzionali e contrasto con la clausola di non regresso

Articolo scritto da: Marco Lozito

Il saggio analizza la legittimità costituzionale e l’eventuale contrasto con la clausola di non regresso della disciplina delle ipotesi di legittima apposizione del termine al contratto di lavoro, prevista dall’art. 1, d.lgs. 368/2001, e s.m.i. Con riferimento al testo originario della norma, si esamina l’interazione dei vincoli costituzionali, gravanti sul legislatore delegato del 2001, con quelli (costituzionali e comunitari) derivanti dalla clausola di non regresso contenuta nell’Accordo quadro annesso alla direttiva 1999/70/CE (recepita in Italia con il d.lgs. 368/2001).

«Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro»?

Articolo scritto da: Maria Teresa Carinci

Il saggio analizza uno degli ultimi decreti attuativi del cd. Jobs Act, mettendo in luce come il gioco delle convenienze tra contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e le altre figure di lavoro caratterizzate dalla temporaneità del vincolo (quali, in particolare: il contratto a termine, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio) non sia in realtà sbilanciato a favore del primo, come invece affermato dallo stesso decreto n. 81/2015.

Lavoro a termine, processi pendenti e Corte Costituzionale

Articolo scritto da: AmosAndreoniVittorioAngiolini

La Corte Costituzionale, per la seconda volta è stata investita dello spinoso tema riguardante il lavoro a termine. La prima volta (V. sentenza n. 44/08) il tema era limitato all’abolizione del diritto legale di precedenza nel lavoro stagionale, disposta dal d.lgs. n. 368/01 (In q. Riv., 2008, p. 334). Ora le questioni erano molteplici. La sentenza n. 214/09 della Corte Costituzionale, depositata il 14 luglio, risolve tre questioni e ne lascia insolute svariate altre.

Corte costituzionale, N.214-14 Luglio 2009

(Corte costituzionale
N:214 - 14 Luglio 2009)

Pres. Amirante; Est. Mazzella – Savino e altri (avv.ti Alleva, Andreoni, Angiolini, Berti, Carpagnano, D’Amati, De Michele, Fabbrini, Galleano, Molteni, Pieri e Vacirca) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Fiorillo, Maresca e Pessi) e Presidenza del Consiglio (Avv. Stato).

Note: Lavoro a termine, processi pendenti e Corte Costituzionale

Contratto a termine – Ragioni di carattere sostitutivo – Nomedel lavoratore–Necessità – Causa della sostituzione – Necessità. Contratto a tempo determinato – Imprese concessionarie di servizi postali – Specificazione ragioni giustificatrici – Mancanza – Art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368/01 – Non irragionevolezza. Contratto a tempo determinato – Giudizi pendenti al 22 agosto 2008 – Conversione rapporto – Esclusione – Art. 21, d.l. n. 112/2008 – Incostituzionalità.

L’art. 1 del d.lgs. n. 368 del 2001 è legittimo costituzionalmente attesoché esso, dopo aver stabilito, al comma 1, che l’apposizione del termine al contratto di lavoro è consentita a fronte di ragioni di carattere (oltre che tecnico, produttivo e organizzativo, anche) sostitutivo, aggiunge, al comma 2, che «L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma 1», donde l’onere di specificazione scritta del nome del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione.
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L’utilizzo vincolato del contratto a tempo determinato: cronaca di una morte annunciata

Articolo scritto da: Gabriella Leone

Il contributo si occupa della recente riforma del contratto a tempo determinato e delle modifiche apportate all’istituto dal punto di vista della legislazione nazionale. In particolare, l’Autrice individua nelle modifiche relative alla causale, alla proroga e ai limiti percentuali i punti cardine della riforma e segnala come essa realizzi uno squilibrio fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese a favore di queste ultime.

in tema di decorrenza degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sull’indennità ex art. 32, comma 5

Articolo scritto da: Barbara Caponetti

La sentenza della Cassazione offre lo spunto per svolgere nella nota di commento alcune riflessioni sulla problematica relativa alla decorrenza degli accessori di legge ai sensi dell'art. 429, comma 3, cod. proc. civ., sull’indennità prevista dal Collegato lavoro nel caso di illegittima apposizione del termine nel contratto di lavoro

Cassazone, N.3027-11 Febbraio 2014

(Cassazone
N:3027 - 11 Febbraio 2014)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Balestrieri, P.M. Matera (conf.) – Poste italiane Spa (avv. Pessi) c. V.G. (avv.ti Colucci, Monaldi). Conf. Corte d’Appello Ancona, 2 marzo 2012

Note: in tema di decorrenza degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sull’indennità ex art. 32, comma 5
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Illegittima apposizione del termine – Nullità – Sussiste – Indennità ex art. 32, legge n. 183/2010 – Natura risarcitoria – Interessi legali e rivalutazione monetaria – Decorrenza.

Le somme spettanti a titolo di risarcimento danni per violazione dei molteplici obblighi facenti carico al datore di lavoro hanno natura retributiva solo quando derivino da un inadempimento, il quale, pur non riguardando direttamente l’obbligazione retributiva, tuttavia incida immediatamente su di essa in quanto determini la mancata corresponsione di compensi dovuti al dipendente. Viceversa, le attribuzioni patrimoniali che il lavoratore riceve, come nel caso di cui all’art. 32, comma 5, della legge n. 183 del 2010, sebbene siano anch’esse dipendenti dal rapporto di lavoro non hanno natura retributiva. Ne deriva che sull’indennità ex art. 32 della legge n. 183 non spettano né la rivalutazione monetaria
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L’indennità ex art. 32 della legge, n. 183 del 2010: una possibile lettura parzialmente correttiva

Articolo scritto da: Luigi Menghini

1. Introduzione. — 2. L’infondatezza della tesi che elimina la conversione. — 3. Norme generali del diritto delle obbligazioni e deroghe da parte della disciplina lavoristica. — 4. Indennità onnicomprensiva e diritto europeo di uguaglianza e non discriminazione. — 5. Illegittimità costituzionale per casualità e illogicità della commisurazione. — 6. Adeguatezza e sufficienza dell’indennità: il problema è della rilevanza nel caso concreto. — 7. Diritto del lavoro ed effettività. — 8. Rispetto delle clausole 5 e 8 dell’Accordo europeo. — 9. Conclusioni

Corte Costituzionale, N.303-11 Novembre 2011

(Corte Costituzionale
N:303 - 11 Novembre 2011)

Pres. Quaranta, Est. Mazzella – Poste italiane Spa (avv.ti Maresca e Pessi) c. C.C. (avv.ti Vacirca e Angiolini) e S.G. (avv.ti Carpagnano e De Michele)

Note: L’indennità ex art. 32 della legge, n. 183 del 2010: una possibile lettura parzialmente correttiva

Contratto a termine – Art. 32, commi 5-7, legge n. 183/2010 – Questioni di legittimità costituzionale – Artt. 3, 4, 11, 24, 101, 102, 111 e 117, comma 1, Cost. – Infondatezza. Contratto a termine – Direttiva 1999/70/Ce – Misure antielusive – Art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Conversione del rapporto – Conformità

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 32, commi 5, 6 e 7, l. n. 183/10, sollevate dalla Corte Cass. e dal Trib. Trani, con riferimento agli artt. 3, 4, 11, 24, 101, 102, 111 e 117, co. 1, Cost. (1) La norma scrutinata non contrasta con l’Accordo europeo sul contratto a tempo determinato. (2) La stessa norma non contrasta con gli artt. 24 e 111, comma 2, Cost. (3). Il comma 7 dell’art. 32 della legge n. 183/2010, prevedendo l’estensione dei commi 5 e 6 ai giudizi in corso, non costituisce una ingiustificata intromissione del potere legislativo sull’amministrazione della giustizia influendo sulla decisione delle controversie in atto e quindi non contrasta con l’art. 6 della Cedu. (4)
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Tribunale di Napoli, N.-16 Novembre 2011

(Tribunale di Napoli
N: - 16 Novembre 2011)

Est. Coppola – O.P. (avv. Parascandolo) c. Srl G.I. Impianti (contumace)

Note: L’indennità ex art. 32 della legge, n. 183 del 2010: una possibile lettura parzialmente correttiva

Contratto a termine – Ragione dell’apposizione del termine – Indicazione – Mancanza – Nullità della clausola e prosecuzione del rapporto – Conseguenze economiche – Pagamento delle retribuzioni sino all’effettiva riammissione in servizio – Pagamento dell’indennità onnicomprensiva di cui al comma 5 dell’art. 32, legge 183/2010 – Commisurazione – Danni non patrimoniali sino alla proposizione del ricorso.

La mancata indicazione nel testo scritto del contratto a tempo determinato delle ragioni che giustificano l’apposizione del termine comportano la nullità della relativa clausola e la dichiarazione della prosecuzione del rapporto di lavoro. Al lavoratore spettano le retribuzioni che avrebbe percepito dalla messa in mora del datore di lavoro sino all’effettiva riammissione in servizio e l’indennità onnicomprensiva di cui al comma 5 dell’art. 32 della legge n. 183/2010 per il danno non patrimoniale patto dalla scadenza del termine alla proposizione del ricorso.
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Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Articolo scritto da: Luigi Menghini

1. — Introduzione — Le sentenze in epigrafe riguardano tutte contratti a tempo determinato stipulati da Poste Italiane S.p.a. in relazione a due ipotesi di assunzione a termine introdotte dalla contrattazione collettiva sulla base dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56: la prima ipotesi, delineata dall’Accordo integrativo del 25 settembre 1997, è molto ampia e generica e concerne «esigenze eccezionali, conseguenti alle fasi di ristrutturazione e rimodulazione degli assetti occupazionali in corso, quale condizione per la trasformazione della natura giuridica dell’ente...

Cassazione Sez. lav., N.26989-7 Dicembre 2005

(Cassazione Sez. lav.
N:26989 - 7 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Vidiri, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Trifirò) c. Rega e Gatti (avv. Afeltra e Zezza). Cassa App. Milano 14 dicembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Specifico collegamento tra contratti ed esigenze aziendali – Particolari condizioni oggettive o soggettive – Necessità – Esclusione. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Limite temporale per le assunzioni – Differimento in vigenza del contratto collettivo – Legittimità – Differimento a opera di contratto collettivo successivo – Illegittimità.

L’attribuzione alla contrattazione collettiva ex art. 23 della legge n. 56 del 1987 del potere di definire nuovi casi di assunzione a termine discende dall’intento del legislatore di considerare l’esame congiunto delle parti sociali sulla necessità del mercato del lavoro idonea garanzia per i lavoratori da assumere a termine nonché efficace salvaguardia per i loro diritti e prescinde dalla necessità di individuare ipotesi specifiche di collegamento fra contratti ed esigenze aziendali, di riferirsi a condizioni oggettive di lavoro o soggettive dei lavoratori,...
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Cassazione Sez. lav., N.26679-6 Dicembre 2005

(Cassazione Sez. lav.
N:26679 - 6 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Pessi) c. Leporatti (avv. Vacirca). Cassa App. Firenze 3 ottobre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Delega in bianco – Sussistenza – Liberalizzazione delle assunzioni a termine – Insussistenza. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenza per ferie – Indagine sulla intenzione delle parti stipulanti – Omissione – Regole di diritto – Violazione.

La riserva all’autonomia collettiva dell’individuazione di ipotesi di contratti a termine ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge ha inteso creare un diverso sistema di controllo sulle modalità di utilizzazione dello strumento contrattuale, parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Cassazione, Sez. lav, N.26677-6 Dicembre 2005

(Cassazione, Sez. lav
N:26677 - 6 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Diff.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Tosi) c. Cartia (avv. Cossu). Cassa App. Genova 17 dicembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ente Poste – Accordo integrativo 25 settembre 1997 – Successivi accordi attuativi – Limiti temporali per le assunzioni a termine – Sussistenza – Limiti alla durata dei contratti a termine – Insussistenza.

Gli accordi attuativi dell’accordo integrativo che autorizzava la stipula di contratti a termine in relazione alla ristrutturazione delle Poste hanno introdotto limiti temporali alla possibilità di assunzione (non rimuovibili retroattivamente) e non limiti alla durata dei contratti a tempo determinato.
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Cassazione, N.9067-2 Mag 2005

(Cassazione
N:9067 - 2 Mag 2005)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Di Cerbo, P.M. Sepe (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Pessi) c. Bichi (avv. Luberto e Mori). Conferma App. Firenze 7 maggio 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Princìpi o criteri da seguire – Insussistenza – Delega in bianco – Sussistenza. Contratto a termine – Ente Poste – Accordo integrativo 25 settembre 1997 – Successivi accordi attuativi – Limiti temporali per le assunzioni a termine – Sussistenza – Accordo 18 gennaio 2001 – Irrilevanza.

Il rinvio della legge alla contrattazione collettiva per l’individuazione di ipotesi di lavoro a termine ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge non contiene alcun principio o criterio direttivo da seguire, risultandone una delega in bianco alle parti sociali, le quali non sono vincolate all’individuazione di ipotesi comunque omologhe a quelle già previste dalla legge. È corretta la decisione del giudice di merito che abbia ritenuto che gli accordi attuativi dell’accordo integrativo che autorizzava la stipula di contratti a termine in relazione alla ristrutturazione delle Poste...
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Cassazione, N.5000-8 Marzo 2005

(Cassazione
N:5000 - 8 Marzo 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Balletti, P.M. Matera (concl. Conf.) – Frigo (avv. Messina) c. Poste Italiane S.p.a. (avv. Tosi e Fiorillo). Conferma App. Torino 11 novembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Carattere innovativo – Sussistenza – Delega in bianco – Sussistenza – Conversione del rapporto e onere della prova – Applicabilità. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenze per ferie – Indicazione del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione – Necessità – Insussistenza – Esigenze di servizio causate dalle assenze per ferie – Prova – Necessità – Sussistenza.

L’art. 23 della legge n. 56 del 1987 rappresenta uno sviluppo fortemente innovativo del modello dei contratti a termine autorizzati (già introdotto dalla legge n. 18/1978), intendendo dar vita a un diverso sistema di controllo, parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Cassazione, N.4862-7 Marzo 2005

(Cassazione
N:4862 - 7 Marzo 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Balletti, P.M. Matera (parz. Diff.) – Palumbo (avv. Mottola e Galleano) c. Poste Italiane S.p.a. (avv. De Luca Tamajo e Fiorillo). Cassa App. Napoli 31 dicembre 2003.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Carattere innovativo – Sussistenza – Delega in bianco – Sussistenza – Conversione del rapporto e onere della prova – Applicabilità. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenze per ferie – Indicazione del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione – Necessità – Insussistenza – Esigenze di servizio causate dalle assenze per ferie – Fatto notorio – Insussistenza – Prova – Necessità – Sussistenza.

L’art. 23 della legge n. 56 del 1987 rappresenta uno sviluppo fortemente innovativo del modello dei contratti a termine autorizzati (già introdotto dalla legge n. 18/1978), intendendo dar vita a un diverso sistema di controllo parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Questioni in tema di decadenza dall’impugnazione del contratto a termine e regimi sanzionatori, tra vecchi e nuovi problemi

Articolo scritto da: Antonio Preteroti

Il contributo analizza, in una prima parte, la disciplina della decadenza introdotta dalla l. n. 183/2010 e la sua evoluzione con riferimento all’impugnazione del contratto a tempo determinato, soffermandosi specialmente sulle questioni dell’ambito di applicazione e dell’operatività dei termini di decadenza. Nella seconda parte del contributo, l’Autore esamina i rimedi e le tecniche di tutela predisposti dall’ordinamento per sanzionare la violazione delle regole d’uso della flessibilità a termine.

Il lavoro a termine di nuovo nell’occhio del ciclone: osservazioni sulla legge 3 agosto 2009, n. 102

Articolo scritto da: Anna Fenoglio

a disciplina del rapporto di lavoro a tempo determinato è stata recentemente oggetto di un nuovo intervento legislativo, che ha introdotto alcuni rilevanti cambiamenti. Dopo aver analizzato le modifiche apportate all’art. 36 del T.U. sul pubblico impiego e dopo essersi occupata delle novità relative alle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, l’autrice si sofferma in particolar modo sulla disposizione che impone il blocco delle assunzioni per le società a partecipazione pubblica locale totale, mostrando come tale norma non possa impedire la conversione dei contratti a termine

Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo

Articolo scritto da: Lorenzo-Giasanti

Il contributo parte dall’analisi della sentenza della Corte di Giustizia del 3 luglio 2014, C-362/13, Fiamingo, che ha ritenuto compatibile con la direttiva 99/70/CE la normativa italiana in materia di lavoro a termine nel settore marittimo, contenuta nell’art. 326 cod. nav., per proporre qualche considerazione in merito ai limiti ed ai vincoli che la direttiva 99/70/CE pone anche al lavoro a termine c.d. acausale ed al ruolo che l’istituto della frode alla legge, ritenuto applicabile al caso dei lavoratori a termine marittimi da Cass. n. 62/2015

Corte di giustizia, N.C-362/13-3 Luglio 2014

(Corte di giustizia
N:C-362/13 - 3 Luglio 2014)

C-363/13, C-407/13, Sezione Terza – Pres. Iles ˘ic ˘, Est. Ó Caoimh, Avv. Gen. Kokott – M. Fiamingo, L. Zappalà, F. Rotondo e altri c. Rfi Spa.

Note: Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo
Parole chiave: 2014-07- ::

Contratto a termine – Lavoro marittimo – Direttiva n. 99/70 – Applicabilità. Contratto a termine – Direttiva n. 99/70 – Mera indicazione durata – Non osta. Contratto a termine – Direttiva n. 99/70 – Art. 326 cod. nav. – Non osta – Valutazione da parte del giudice del rinvio – Effettività della sanzione.

L’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, allegato alla Direttiva n. 1999/70 del Consiglio, del 28 giugno 1999, dev’essere interpretato nel senso che esso si applica a lavoratori occupati in qualità di marittimi con contratti di lavoro a tempo determinato su traghetti che effettuano un tragitto marittimo tra due porti situati nel medesimo Stato membro. (1) Le disposizioni dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato devono essere interpretate nel senso che esse non ostano a una normativa nazionale che prevede che i contratti di lavoro a tempo determinato debbono indicare la loro durata, ma non il loro termine.
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c, N.62-8 Gennaio 2015

(c
N:62 - 8 Gennaio 2015)

Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Mastroberardino (diff.) – M.F. (avv. Notarianni) c. Rfi Spa (avv. Maresca, Saccà). Cassa Corte d’Appello di Messina, 16 luglio 2010, n. 1065.

Note: Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Lavoro marittimo – Direttiva n. 99/70 – Abuso successione contratti – Frode alla legge

Nell’ambito di un contratto di arruolamento a tempo determinato, anche la presenza di una normativa astrattamente idonea a prevenire abusi ai sensi della Direttiva n. 99/70, come l’art. 326 cod. nav., non esclude che, in concreto, ricorra un esercizio della facoltà di assumere a tempo determinato tale da integrare la frode alla legge sanzionabile ex art. 1344 cod. civ. Questa ipotesi deve essere esaminata caso per caso, con apprezzamento – riservato al giudice di merito – del numero dei contratti di lavoro a tempo determinato, dell’arco temporale complessivo in cui si sono succeduti e di ogni altra circostanza fattuale emersa in atti.
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