contratto a termine

Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Articolo scritto da: Luigi Menghini

1. — Introduzione — Le sentenze in epigrafe riguardano tutte contratti a tempo determinato stipulati da Poste Italiane S.p.a. in relazione a due ipotesi di assunzione a termine introdotte dalla contrattazione collettiva sulla base dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56: la prima ipotesi, delineata dall’Accordo integrativo del 25 settembre 1997, è molto ampia e generica e concerne «esigenze eccezionali, conseguenti alle fasi di ristrutturazione e rimodulazione degli assetti occupazionali in corso, quale condizione per la trasformazione della natura giuridica dell’ente...

Cassazione Sez. lav., N.26989-7 Dicembre 2005

(Cassazione Sez. lav.
N:26989 - 7 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Vidiri, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Trifirò) c. Rega e Gatti (avv. Afeltra e Zezza). Cassa App. Milano 14 dicembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Specifico collegamento tra contratti ed esigenze aziendali – Particolari condizioni oggettive o soggettive – Necessità – Esclusione. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Limite temporale per le assunzioni – Differimento in vigenza del contratto collettivo – Legittimità – Differimento a opera di contratto collettivo successivo – Illegittimità.

L’attribuzione alla contrattazione collettiva ex art. 23 della legge n. 56 del 1987 del potere di definire nuovi casi di assunzione a termine discende dall’intento del legislatore di considerare l’esame congiunto delle parti sociali sulla necessità del mercato del lavoro idonea garanzia per i lavoratori da assumere a termine nonché efficace salvaguardia per i loro diritti e prescinde dalla necessità di individuare ipotesi specifiche di collegamento fra contratti ed esigenze aziendali, di riferirsi a condizioni oggettive di lavoro o soggettive dei lavoratori,...
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Cassazione Sez. lav., N.26679-6 Dicembre 2005

(Cassazione Sez. lav.
N:26679 - 6 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Pessi) c. Leporatti (avv. Vacirca). Cassa App. Firenze 3 ottobre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Delega in bianco – Sussistenza – Liberalizzazione delle assunzioni a termine – Insussistenza. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenza per ferie – Indagine sulla intenzione delle parti stipulanti – Omissione – Regole di diritto – Violazione.

La riserva all’autonomia collettiva dell’individuazione di ipotesi di contratti a termine ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge ha inteso creare un diverso sistema di controllo sulle modalità di utilizzazione dello strumento contrattuale, parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Cassazione, Sez. lav, N.26677-6 Dicembre 2005

(Cassazione, Sez. lav
N:26677 - 6 Dicembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Finocchi Ghersi (concl. Diff.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Tosi) c. Cartia (avv. Cossu). Cassa App. Genova 17 dicembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina

Contratto a termine – Ente Poste – Accordo integrativo 25 settembre 1997 – Successivi accordi attuativi – Limiti temporali per le assunzioni a termine – Sussistenza – Limiti alla durata dei contratti a termine – Insussistenza.

Gli accordi attuativi dell’accordo integrativo che autorizzava la stipula di contratti a termine in relazione alla ristrutturazione delle Poste hanno introdotto limiti temporali alla possibilità di assunzione (non rimuovibili retroattivamente) e non limiti alla durata dei contratti a tempo determinato.
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Cassazione, N.9067-2 Mag 2005

(Cassazione
N:9067 - 2 Mag 2005)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Di Cerbo, P.M. Sepe (concl. Conf.) – Poste Italiane S.p.a. (avv. Fiorillo e Pessi) c. Bichi (avv. Luberto e Mori). Conferma App. Firenze 7 maggio 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Princìpi o criteri da seguire – Insussistenza – Delega in bianco – Sussistenza. Contratto a termine – Ente Poste – Accordo integrativo 25 settembre 1997 – Successivi accordi attuativi – Limiti temporali per le assunzioni a termine – Sussistenza – Accordo 18 gennaio 2001 – Irrilevanza.

Il rinvio della legge alla contrattazione collettiva per l’individuazione di ipotesi di lavoro a termine ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge non contiene alcun principio o criterio direttivo da seguire, risultandone una delega in bianco alle parti sociali, le quali non sono vincolate all’individuazione di ipotesi comunque omologhe a quelle già previste dalla legge. È corretta la decisione del giudice di merito che abbia ritenuto che gli accordi attuativi dell’accordo integrativo che autorizzava la stipula di contratti a termine in relazione alla ristrutturazione delle Poste...
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Cassazione, N.5000-8 Marzo 2005

(Cassazione
N:5000 - 8 Marzo 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Balletti, P.M. Matera (concl. Conf.) – Frigo (avv. Messina) c. Poste Italiane S.p.a. (avv. Tosi e Fiorillo). Conferma App. Torino 11 novembre 2002.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Carattere innovativo – Sussistenza – Delega in bianco – Sussistenza – Conversione del rapporto e onere della prova – Applicabilità. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenze per ferie – Indicazione del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione – Necessità – Insussistenza – Esigenze di servizio causate dalle assenze per ferie – Prova – Necessità – Sussistenza.

L’art. 23 della legge n. 56 del 1987 rappresenta uno sviluppo fortemente innovativo del modello dei contratti a termine autorizzati (già introdotto dalla legge n. 18/1978), intendendo dar vita a un diverso sistema di controllo, parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Cassazione, N.4862-7 Marzo 2005

(Cassazione
N:4862 - 7 Marzo 2005)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Balletti, P.M. Matera (parz. Diff.) – Palumbo (avv. Mottola e Galleano) c. Poste Italiane S.p.a. (avv. De Luca Tamajo e Fiorillo). Cassa App. Napoli 31 dicembre 2003.

Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplina
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Carattere innovativo – Sussistenza – Delega in bianco – Sussistenza – Conversione del rapporto e onere della prova – Applicabilità. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenze per ferie – Indicazione del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione – Necessità – Insussistenza – Esigenze di servizio causate dalle assenze per ferie – Fatto notorio – Insussistenza – Prova – Necessità – Sussistenza.

L’art. 23 della legge n. 56 del 1987 rappresenta uno sviluppo fortemente innovativo del modello dei contratti a termine autorizzati (già introdotto dalla legge n. 18/1978), intendendo dar vita a un diverso sistema di controllo parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
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Questioni in tema di decadenza dall’impugnazione del contratto a termine e regimi sanzionatori, tra vecchi e nuovi problemi

Articolo scritto da: Antonio Preteroti

Il contributo analizza, in una prima parte, la disciplina della decadenza introdotta dalla l. n. 183/2010 e la sua evoluzione con riferimento all’impugnazione del contratto a tempo determinato, soffermandosi specialmente sulle questioni dell’ambito di applicazione e dell’operatività dei termini di decadenza. Nella seconda parte del contributo, l’Autore esamina i rimedi e le tecniche di tutela predisposti dall’ordinamento per sanzionare la violazione delle regole d’uso della flessibilità a termine.

Il lavoro a termine di nuovo nell’occhio del ciclone: osservazioni sulla legge 3 agosto 2009, n. 102

Articolo scritto da: Anna Fenoglio

a disciplina del rapporto di lavoro a tempo determinato è stata recentemente oggetto di un nuovo intervento legislativo, che ha introdotto alcuni rilevanti cambiamenti. Dopo aver analizzato le modifiche apportate all’art. 36 del T.U. sul pubblico impiego e dopo essersi occupata delle novità relative alle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, l’autrice si sofferma in particolar modo sulla disposizione che impone il blocco delle assunzioni per le società a partecipazione pubblica locale totale, mostrando come tale norma non possa impedire la conversione dei contratti a termine

Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo

Articolo scritto da: Lorenzo-Giasanti

Il contributo parte dall’analisi della sentenza della Corte di Giustizia del 3 luglio 2014, C-362/13, Fiamingo, che ha ritenuto compatibile con la direttiva 99/70/CE la normativa italiana in materia di lavoro a termine nel settore marittimo, contenuta nell’art. 326 cod. nav., per proporre qualche considerazione in merito ai limiti ed ai vincoli che la direttiva 99/70/CE pone anche al lavoro a termine c.d. acausale ed al ruolo che l’istituto della frode alla legge, ritenuto applicabile al caso dei lavoratori a termine marittimi da Cass. n. 62/2015

Corte di giustizia, N.C-362/13-3 Luglio 2014

(Corte di giustizia
N:C-362/13 - 3 Luglio 2014)

C-363/13, C-407/13, Sezione Terza – Pres. Iles ˘ic ˘, Est. Ó Caoimh, Avv. Gen. Kokott – M. Fiamingo, L. Zappalà, F. Rotondo e altri c. Rfi Spa.

Note: Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo
Parole chiave: 2014-07- ::

Contratto a termine – Lavoro marittimo – Direttiva n. 99/70 – Applicabilità. Contratto a termine – Direttiva n. 99/70 – Mera indicazione durata – Non osta. Contratto a termine – Direttiva n. 99/70 – Art. 326 cod. nav. – Non osta – Valutazione da parte del giudice del rinvio – Effettività della sanzione.

L’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, allegato alla Direttiva n. 1999/70 del Consiglio, del 28 giugno 1999, dev’essere interpretato nel senso che esso si applica a lavoratori occupati in qualità di marittimi con contratti di lavoro a tempo determinato su traghetti che effettuano un tragitto marittimo tra due porti situati nel medesimo Stato membro. (1) Le disposizioni dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato devono essere interpretate nel senso che esse non ostano a una normativa nazionale che prevede che i contratti di lavoro a tempo determinato debbono indicare la loro durata, ma non il loro termine.
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c, N.62-8 Gennaio 2015

(c
N:62 - 8 Gennaio 2015)

Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Mastroberardino (diff.) – M.F. (avv. Notarianni) c. Rfi Spa (avv. Maresca, Saccà). Cassa Corte d’Appello di Messina, 16 luglio 2010, n. 1065.

Note: Direttiva n. 99/70 e acausalità del contratto a termine: la promozione (con riserva) della legge italiana sul lavoro marittimo
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Lavoro marittimo – Direttiva n. 99/70 – Abuso successione contratti – Frode alla legge

Nell’ambito di un contratto di arruolamento a tempo determinato, anche la presenza di una normativa astrattamente idonea a prevenire abusi ai sensi della Direttiva n. 99/70, come l’art. 326 cod. nav., non esclude che, in concreto, ricorra un esercizio della facoltà di assumere a tempo determinato tale da integrare la frode alla legge sanzionabile ex art. 1344 cod. civ. Questa ipotesi deve essere esaminata caso per caso, con apprezzamento – riservato al giudice di merito – del numero dei contratti di lavoro a tempo determinato, dell’arco temporale complessivo in cui si sono succeduti e di ogni altra circostanza fattuale emersa in atti.
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Il contratto a termine tra princìpi comunitari e interpretazioni nazionali

Articolo scritto da: Enrico Raimondi

L’Europa continua a offrire l’opportunità di verificare se e in che modo l’interpretazione della Direttiva in materia di lavoro a tempo determinato offerta dalla Corte di Giustizia Ce possa risolvere una serie di problematiche che sono emerse in relazione alla formulazione del d.lgs. n. 368/2001 e su cui, anche a causa delle ultime modifiche intervenute, si continuerà di certo a discutere

Corte di Giustizia, N.C-268/06-15 Aprile 2008

(Corte di Giustizia
N:C-268/06 - 15 Aprile 2008)

Grande Sezione, 15 aprile 2008, causa C-268/2006 – Pres. Skouris, Avv. Gen. Kokott – Impact c. Minister for agriculture and food et al.

Note: Il contratto a termine tra princìpi comunitari e interpretazioni nazionali

Contratto a termine – Giurisdizione speciale – Competenza a conoscere domande fondate sulla direttiva – Principio di effettività – Autonomia procedurale degli Stati membri. Contratto a termine – Carattere incondizionato e preciso della clausola 4.1. – Efficacia diretta – Sussistenza.

La clausola 4, punto 1, dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, allegato alla Direttiva n. 1999/70, è incondizionata e sufficientemente precisa per poter essere invocata da un singolo dinanzi a un giudice nazionale, mentre ciò non si verifica per la clausola 5, punto 1, del suddetto Accordo quadro. (2)
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La nuova regolazione del contratto a tempo determinato e la stabilità del rapporto di lavoro: introduzione

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

L’Autore analizza le novità introdotte dal decreto legge n. 34 del 2014 in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e mette in evidenza come il sistema creato dal nuovo decreto determini un sicuro arretramento delle tutela del lavoratore con il ritorno a una logica di libera stipulazione del contratto e una accentuazione del potere negoziale del datore di lavoro.

L'anzianità di servizi dei precari pubblici: una discriminazione alla rovescia?

Articolo scritto da: Serena Zitti

La Corte Ue risponde al rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato, inerente controversie sorte nel quadro d’attuazione della legge di stabilizzazione del personale non dirigenziale della p.a. (n. 296/2006). Per effetto del diritto vigente si gioca, in prima battuta, la partita dell’uguaglianza tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato; nel contempo, scatta una sorta di “prova di forza” tra l’Ue, garante del principio di non discriminazione, e uno Stato membro, titolare del potere discrezionale di regolamentare i rapporti di lavoro in essere, nel settore pubblico, sul suo territorio.

Corte di Giustizia dell'Unione Europea, N.-18 Ottobre 2012

(Corte di Giustizia dell'Unione Europea
N: - 18 Ottobre 2012)

cause riunite da C-302/11 a C-305/11, Sez. VI – Valenza, Altavista, Marsella, Schettini, Tomassini c. Autorità garante della concorrenza e del mercato – Avv. Gen. E. Sharpston.

Note: L'anzianità di servizi dei precari pubblici: una discriminazione alla rovescia?

Contratto a termine – Lavoro pubblico – Direttiva n. 1999/70/Ce – Accordo Ces, Unice, Ceep sul lavoro a tempo determinato – Clausola 4 – Principio di non discriminazione – Procedura di stabilizzazione – Assunzione in ruolo senza concorso di lavoratori già in servizio a tempo determinato – Computo dell’anzianità di servizio – Sussistenza.

La clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale la quale escluda totalmente che i periodi di servizio compiuti da un lavoratore a tempo determinato alle dipendenze di un’autorità pubblica siano presi in considerazione per determinare l’anzianità del lavoratore stesso al momento della sua assunzione a tempo indeterminato, da parte di questa medesima autorità, come dipendente di ruolo nell’ambito di una specifica procedura di stabilizzazione del suo rapporto di lavoro, a meno che la citata esclusione sia giustificatada «ragioni oggettive» ai sensi dei punti 1 e/o 4 della clausola.
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Percentuali di assunzione a termine: l’onere della prova è a carico del datore di lavoro

Articolo scritto da: Filippo Aiello

1. Il fatto. — 2. L’art. 23 della legge n. 56/1987 e il limite percentuale di utilizzo del lavoro a termine. — 3. La prova del rispetto del limite percentuale deriva dall’art. 3 della legge n. 230 del 1962? — 4. La prova del rispetto del limite percentuale in applicazione dell’art. 2697 cod. civ. — 5. Applicabilità del principio alla fattispecie di cui all’art. 10, comma 7, del d.lgs. n. 368/2001.

Corte di cassazione, N.7645-4 Aprile 2011

(Corte di cassazione
N:7645 - 4 Aprile 2011)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Curzio, P.M. Iannielli (conf.) – Poste italiane Spa (avv. R. Pessi e G. Giammaria) c. M.A. (avv. Carlo Scartabelli). Rif. Corte d’Appello Firenze n. 363/2006.

Note: Percentuali di assunzione a termine: l’onere della prova è a carico del datore di lavoro
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Assunzioni ex art. 23 della legge n. 56/1987 – Percentuale dei lavoratori – Onere della prova – art. 3, legge n. 230/1962 – Grava sul datore di lavoro.

Ai sensi dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, l’onere della prova in ordine al rispetto delle percentuali di lavoratori che possono essere assunti con contratto a termine sul totale dei dipendenti è a carico del datore di lavoro.
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Contratto a termine e diritto di precedenza: l’onda lunga della Corte Costituzionale

Articolo scritto da: AmosAndreoni

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 44 depositata il 4 marzo 2008, ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 10, commi 9 e 10, e dell’art. 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (Attuazione della Direttiva n. 1999/70/Ce relativa all’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’Unice, dal Ceep e dalla Ces), nella parte in cui subordinano il diritto di precedenza nella assunzione, presso la stessa azienda con la medesima qualifica dei lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali, a due condizioni...

Corte Costituzionale, N.44-25 Febbraio 2008 - 4 Marzo 2008

(Corte Costituzionale
N:44 - 25 Febbraio 2008 - 4 Marzo 2008)

Pres. Bile, Est. Mazzella – N. (avv.ti Alleva, Andreoni, Angiolini) c. Presidenza del Consiglio dei ministri (Avv. Stato D’Avanzo).

Note: Contratto a termine e diritto di precedenza: l’onda lunga della Corte Costituzionale

Lavoro a tempo determinato – Diritto di precedenza – Art. 10, commi 9 e 10, e art. 11, commi 1 e 2, d.lgs. n. 368/01 – Illegittimità costituzionale.

È incostituzionale l’art. 10, commi 9 e 10, nonché l’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (Attuazione della Direttiva n. 1999/70/Ce relativa all’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’Unice, dal Ceep e dal Ces), nella parte in cui abroga l’articolo 23, comma 2, della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (Norme sull’organizzazione del mercato del lavoro), per violazione dell’art. 77, comma 1, Cost. È incostituzionale l’art. 11, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, nella parte in cui dètta la disciplina transitoria in riferimento all’art. 23, comma 2, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, per illegittimità derivata.
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La sentenza a termine della Corte di Cassazione

Articolo scritto da: Paolo Coppola

Secondo l'Autore la sentenza della Cass. n. 5072/16, S.U. è definibile «a termine» perché contraria a propria precedente e recente sentenza, nonché alla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia: si deve ritenere che il sistema delle Corti sarà in grado in breve di superarla, come accaduto con la sentenza n. 10127/13 (delle Sezioni semplici)

Cassazione, N.5072-15 Marzo 2016

(Cassazione
N:5072 - 15 Marzo 2016)

S.U. – Pres. Rovelli, Est. Amoroso, P.M. Apice (conf.) – Azienda ospedaliera universitaria San Martino di Genova (avv.ti Ciminelli, Mancini) c. S.G., M.C. (avv.ti Andriola, Bissocoli). Cassa con rinvio Corte d’Appello di Genova, 9.1.2009

Note: La sentenza a termine della Corte di Cassazione
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Lavoro pubblico – Assunzione – Concorso – Danno patrimoniale – Danno non patrimoniale – Unione europea – Danno da precarizzazione – Onere della prova – Interpretazione adeguatrice – Danno ex art. 36, c. 5, d.lgs. n. 165/2001 – Danno presunto – Liquidazione – Criteri – Perdita del posto di lavoro – Esclusione – Fondamento – Perdita di chance – Configurabilità.

In materia di pubblico impiego privatizzato, nell’ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall’art. 36, c. 5, d.lgs. n. 165/2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia (ord. 12.12.2013, C-50/13), sicché, mentre va escluso – siccome incongruo – il ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo, può farsi riferimento alla fattispecie omogenea di cui all’art. 32, c. 5, l. n. 183/2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come «danno comunitario», determinato tra un minimo e un massimo, salva la prova del maggior pregiudizio sofferto, senza che ne derivi una posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico
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