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contribuzione previdenziale

Totalizzazione dei periodi assicurativi e sistema di calcolo contributivo per le casse previdenziali privatizzate...

L'autrice esamina in maniera sistematica e con spunti critici i contenuti della pronuncia del 20 gennaio 2012, n. 8, con la quale la Corte Costituzionale è stata chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della normativa in materia di totalizzazione dei periodi contributivi di cui al d. lgs. n. 42/2006 attuativo della delega di cui alla legge n. 243/2004, con particolare riguardo agli aspetti concernenti il sistema di computo del trattamento pensionistico scaturente dall'applicazione del pro-rata alla luce delle recenti riforme legislative.
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Corte Cost., N.8-20 Gennaio 2012

(Corte Cost.
N:8 - 20 Gennaio 2012)

Pres. Quaranta, Est. Mazzella. – A.A. c. Associazione Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (Cnpr) (avv.ti Luciani e Fusillo).

Note: Totalizzazione dei periodi assicurativi e sistema di calcolo contributivo per le casse previdenziali privatizzate...

Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuta irragionevole disparità di trattamento rispetto agli assicurati presso gli enti previdenziali privati ex d.lgs. n. 103 del 1996 – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi». Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuto eccesso di delega in relazione ai criteri di calcolo della quota di pensione gravante sulle gestioni interessate dalla totalizzazione – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi».

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), secondo cui per gli enti previdenziali privatizzati (e tra questi la Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali) la misura del trattamento pensionistico dovuto a seguito di totalizzazione dei periodi assicurativi è determinata con le regole del sistema di calcolo contributivo sulla base dei parametri dettati dallo stesso art. 4, comma 3, in riferimento agli artt. 3 e 76 Cost.
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Solidarietà e corrispettività nell’obbligazione contributiva di malattia

Il saggio analizza l’istituto dell’indennità di malattia e della relativa contribuzione, anche alla luce delle recenti novità legislative, seguite ad un vivace contrasto giurisprudenziale in ordine alla debenza o meno della contribuzione da parte del datore di lavoro quando questi è obbligato a versare direttamente l’indennità al lavoratore malato.
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Sulla natura previdenziale o retributiva dei versamenti datoriali ai fondi di previdenza complementare

I versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare, anche nel periodo precedente la riforma di cui al d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124, non hanno natura retributiva
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Cassazione, N.6345-30 Marzo 2015

(Cassazione
N:6345 - 30 Marzo 2015)

Sezioni Unite – Primo Pres. Roselli, Pres. di Sezione Rordorf, P.M. Pratis (conf.) – Banca Nazionale del Lavoro (avv.ti Pessi, Gianmaria) c. N.S. (intimato). Cassa Corte d’Appello di Roma, 20 febbraio 2012, n. 9404/2011

Note: Sulla natura previdenziale o retributiva dei versamenti datoriali ai fondi di previdenza complementare
Parole chiave: contribuzione previdenziale ::

Contribuzione previdenziale – Previdenza complementare – D.lgs. n. 124 del 1993 – Natura – Conseguenze.

I versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare, anche nel periodo precedente la riforma di cui al d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124, non hanno natura retributiva, trattandosi di elargizioni non legate da un nesso di corrispettività con la prestazione di lavoro. Ciò esclude tali somme dalla base di calcolo delle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro.
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Gestione commercianti: insufficiente la qualità di socio accomandatario per far scattare l'iscrizione

La sentenza in commento affronta il tema dell’obbligatorietà dell’iscrizione del socio accomandatario di una società in accomandita semplice commerciale nella Gestione Previdenziale per i Commercianti ed esclude che tale iscrizione derivi dal mero possesso della qualità di socio accomandatario. L’A., dopo un breve excursus storico sul tema della doppia contribuzione gravante sul socio – amministratore di una società commerciale, analizza i singoli requisiti previsti per l’iscrizione alla Gestione Commercianti.
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Corte di cassazione, N.3835-26 Febbraio 2016

(Corte di cassazione
N:3835 - 26 Febbraio 2016)

Pres. Roselli, Est. Di Paolantonio, P.M. Servello (Diff.) – Inps (avv.ti Maritati, D’Aloisio, Sgroi) c. C.L. (avv. Dierna). Conf. Corte d’Appello di Bologna, 3.9.2012.

Note: Gestione commercianti: insufficiente la qualità di socio accomandatario per far scattare l'iscrizione
Parole chiave: contribuzione previdenziale ::

Contribuzione previdenziale – Art. 1, comma 202, l. n. 662/96 – Ge - stione previdenziale commercianti – Requisiti soggettivi – Au to ma - ticità iscrizione socio accomandatario – Non sussiste – Onere probatorio.

Ai sensi dell’art. 1, comma 203, l. n. 662/1996, che ha modificato l’art. 29 della l. n. 160/1975, e dell’art. 3 della l. n. 45/1986, nelle società in accomandita semplice la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto assicuratore
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