critica

Diritto di critica del lavoratore: tra obbligo di fedeltà e "dovere" di verità

--
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte Appello Roma, N.Pres. ed Est. Cannella – L.D. (avv. Andreoni) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino)-15 Aprile 2016

(Corte Appello Roma
N:Pres. ed Est. Cannella – L.D. (avv. Andreoni) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino) - 15 Aprile 2016)

Note: Diritto di critica del lavoratore: tra obbligo di fedeltà e "dovere" di verità
Parole chiave: diritto :: critica :: obbligo :: fedeltà :: dovere :: verità ::

Licenziamento individuale – Diritto di critica – Tutela preventiva della salute e sicurezza sul lavoro – Giusta causa – Insussistenza

Denunciando il pericolo di un rischio futuro, ma imminente, per la salute umana e per l’ambiente, indotto dal malfunzionamento dei sistemi di smaltimento di scorie nucleari e da carenze organizzative e di personale tecnico in azienda, il lavoratore ha esercitato legittimamente il diritto di critica, in quanto ha agito per perseguire uno scopo socialmente apprezzabile, rappresentato dall’esigenza di tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione dal rischio di contaminazione ambientale; con la conseguenza che è illegittimo il licenziamento del lavoratore disposto per violazione dell’obbligo di fedeltà al datore di lavoro di cui all’art. 2105 c.c.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corti d'Appello sull'art. 434 c.p.c. riformato: l'onere degli avvocati di scrivere anche la sentenza

Dalle Corti di appello di Roma e Salerno proviene una rigorosa interpretazione degli art. 342 e 434 c.p.c. che finisce per aggravare l’attività difensiva. L’A. critica l’idea sostenuta nelle decisioni secondo cui l’appellante dovrebbe fornire il testo della pronuncia di appello o quella enunciata dalla Corte di Roma secondo cui avrebbe l’onere di fornire al giudicante prospetti di calcolo alternativi rispetto ai conteggi elaborati dal ctu., recepiti nella sentenza di primo grado. Inoltre, si sofferma su quali dovrebbero essere le novità riguardanti i motivi di impugnazioni introdotte nel 2012
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte Appello Salerno, N.139-1 Febbraio 2013

(Corte Appello Salerno
N:139 - 1 Febbraio 2013)

Pres. Della Casa, Est. Di Maio – Inps (avv. Serrelli) c. A.C. (avv. Coppola).

Note: Corti d'Appello sull'art. 434 c.p.c. riformato: l'onere degli avvocati di scrivere anche la sentenza
Parole chiave: ricorso :: omissione :: lavoro :: controversie :: appello ::

Controversie di lavoro e previdenza – Ricorso in appello e omessa critica al ragionamento decisorio del giudice di primo grado in ordine alla Ctu medico-legale espletata – Inammissibilità.

L’appellante non può limitarsi a reiterare la propria tesi difensiva svolta in primo grado, senza tener conto delle ragioni della decisione impugnata. Egli ha l’onere di indicare le parti motivazionali della sentenza che, a suo giudizio, devono essere emendate, l’onere di sottoporre al Collegio, in sostituzione di quest’ultime, altre parti motivazionali che andranno ritagliate e sovrapposte a quelle impugnate e, infine, di esporre con altrettanto chiara, ordinata e pertinente indicazione gli elementi da cui ha origine la lamentata violazione di legge e loro rilevanza ai fini dell’impugnazione.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte Appello Roma, N.377-23 Gennaio 2013

(Corte Appello Roma
N:377 - 23 Gennaio 2013)

Pres. ed Est. Torrice – XXX (avv.ti Sconocchia, Frigo, Rossi) c. XXX (avv. Pietrograzia).

Note: Corti d'Appello sull'art. 434 c.p.c. riformato: l'onere degli avvocati di scrivere anche la sentenza

Controversie di lavoro e previdenza – Ricorso in appello – Omessa indicazione delle modifiche proposte dall’appellante e dei valori monetari riguardanti le differenze retributive richieste – Inammissibilità

L’onere per l’appellante di indicare le modifiche riguardanti la sentenza impugnata, nel caso si tratti della condanna al pagamento di differenze retributive, comporta l’allegazione di prospetti contabili alternativi a quelli posti alla base della decisione impugnata, in assenza dei quali il giudice di appello non può procedere ad una nuova rideterminazione.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Meglio un lavoratore «fedele» che un cittadino zelante

L'A. prende spunto dalla pronuncia del Tribunale di Roma relativa al diritto di critica esercitato da un dipendente di un impianto nucleare e avente ad oggetto la denunzia, ai competenti organi di controllo, della potenziale lesività per la salute dell’impianto stesso, per analizzare lo stato della giurisprudenza nel merito e le parallele perplessità elaborate dalla dottrina, con particolare attenzione al rapporto tra obblighi di fedeltà del lavoratore ed esigenze di tutela dei diritti costituzionali alla salute, all’incolumità pubblica e all’ambiente.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Roma, N.5928-30 Aprile 2013

(Tribunale Roma
N:5928 - 30 Aprile 2013)

Est. Forziati – L.D. (avv.ti Andreoni, Serreti, Freddino) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino, Scarabotti, Niglio).

Note: Meglio un lavoratore «fedele» che un cittadino zelante

Licenziamento individuale – Obbligo di fedeltà – Critica esterna nei confronti del datore di lavoro – Danno alla salute – Danno potenziale – Lesione all’immagine aziendale – Sussistenza

Il lavoratore che rivolge agli Enti vigilanti le proprie critiche rispetto alle scelte organizzative e gestionali in tema di impianti nucleari, potenzialmente lesivi della salute, vìola non soltanto il dovere specifico di fedeltà previsto dall’art. 2105 cod. civ. esponendo parte datoriale al rischio di gravi ripercussioni alla propria immagine e affidabilità, ma esercita altresì una illegittima pressione sul datore attraverso l’uso indebito della denuncia.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Diritto di critica, utilizzo di espressioni sconvenienti e licenziamento del sindacalista

Qualora il lavoratore sindacalista utilizzi espressioni inopportune e sconvenienti durante una trattativa sindacale con i responsabili aziendali nell’ambito però di tematiche che riguardino politiche occupazionali e oggetto di discussione, tale condotta può ritenersi oggetto di disapprovazione, ma la contestazione di tali comportamenti, che sono posti a giustificazione del licenziamento del lavoratore sindacalista, rileva l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, avente natura e finalità ritorsiva e antisindacale in quanto preordinato a fare cessare l’attività sindacale.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Ferrara, N.Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez

(Tribunale Ferrara
N:Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez) - 30 Gennaio 2016)

Note: Diritto di critica, utilizzo di espressioni sconvenienti e licenziamento del sindacalista
Parole chiave: critica :: diritto :: licenziamento :: reintegrazione ::

Condotta antisindacale – Lavoratore sindacalista – Uso di espressioni aspre e inopportune durante una trattativa sindacale – Ri ven di ca - zione del ruolo sindacale – Licenziamento disciplinare – Pertinenza delle espressioni utilizzate ai temi oggetto di critica – Sproporzione della sanzione e carattere strumentale del licenziamento – Nullità – Natura antisindacale e ritorsiva del recesso – Reintegra.

Qualora il lavoratore sindacalista utilizzi espressioni inopportune e sconvenienti durante una trattativa sindacale con i responsabili aziendali nell’ambito però di tematiche che riguardino politiche occupazionali e oggetto di discussione, tale condotta può ritenersi oggetto di disapprovazione, ma la contestazione di tali comportamenti, che sono posti a giustificazione del licenziamento del lavoratore sindacalista, rileva l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, avente natura e finalità ritorsiva e antisindacale in quanto preordinato a fare cessare l’attività sindacale.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa