dirigente

Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Lo scritto si sofferma sulla peculiare interpretazione dell’art. 72, comma 11, del d.l. n. 112/2008, concernente la facoltà per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dirigenti in possesso dei requisiti per il pensionamento. In coerenza con gli sviluppi giurisprudenziali in materia, dal raffronto tra le due sentenze si ricava una lettura interpretativa che assume la correlazione causale tra recesso e situazioni di esubero nell’amministrazione quale elemento strutturale della fattispecie introdotta dal legislatore.
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Corte Appello Roma, N.-15 Gennaio 2015

(Corte Appello Roma
N: - 15 Gennaio 2015)

Pres. Tatarelli, Est. Miccichè – Inps (avv.ti Lanzetta, Ciriello) c. R.A. (avv.ti Andreoni, Freddino)

Note: Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Licenziamento individuale – Dirigente – Lavoro pubblico – Art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008 – Facoltà di recesso per la p.a. – Motivazione – Correlazione causale con esigenze organizzative consistenti in un complessivo riassetto dell’amministrazione.

Quando la pubblica amministrazione licenzia un dirigente ex art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008, è tenuta a motivare adeguatamente, ben potendo limitarsi tuttavia a dimostrare la sussistenza di esigenze organizzative consistenti in un mero riassetto dell’amministrazione procedente. A mente della speciale disposizione richiamata, infatti, la riduzione degli organici non è presupposto di legittimità degli atti di recesso adottati.
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Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianza

La Corte d'Appello ha ritenuto sussistere il motivo ritorsivo del trasferimento e del licenziamento di un dirigente dequalificato, vista la consapevolezza da parte dell'azienda dei problemi familiari del lavoratore che lo avrebbero indotto a non aderire al trasfer. e considerato il fatto che – in violazione del CNL - venne disposto il trasferimento immediato e che la convocazione presso la nuova sede era datata il giorno successivo alla notifica del ricorso urgenza contro il trasfer. per prendere servizio 5 giorni dopo, sebbene il lavoratore fosse appena rientrato dopo un intervento chirurgico
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Corte Appello Roma, N.6567-4 Ottobre 2010

(Corte Appello Roma
N:6567 - 4 Ottobre 2010)

Pres. Ciampi, Est. Pascarella - T.M. (avv. Raffaele Nardoianni) c. Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. (avv. Luciano Tamburro)

Note: Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianza

Licenzimento individuale - Licenzimento ritorsivo - Art. 4, legge n. 604/1966 - Art. 15 Stat. lav. - Dirigenze - Organizzazione di tendenza - Nullità - Diritto alla reintegra ex art. 18 Stat. lav.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 4, legge n. 604/1966 e 15, legge n. 500/1970, il lavorator licenziato per motivo ritorsivo ha diritto alla reintegrazione ex art. 18 della legge n. 300/1970 anche nel caso che sia un dirigente, nonché nell'ipotesi in cui la datrice di lavoro sia un'organizzazione di tendenza
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Tribunale Roma, N.13617-17 Settembre 2010

(Tribunale Roma
N:13617 - 17 Settembre 2010)

ORFANELLI – P.G. (avv. Raffaele Nardoianni) c. Editrice Europa Oggi s.r.l. (avv. Tommaso Longo).

Note: Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianza

Licenziamento ritorsivo - Art. 4, legge n. 604/'66 - Art. 15, legge n. 300/'70 - dirigente - organizzazione di tendenza - nullità - diritto alla reintegra ex art. 18 legge n. 300/'70

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 4, legge n. 604/1966, e 15, leggn. 300/1970, il lavoratore licenziato per motivo ritorsivo ha diritto alla reintegra ex art. 18 della legge n. 300/1970 anche nel caso che sia un dirigente, nonché nell’ipotesi in cui la datrice di lavoro sia un’organizzazione di tendenza
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Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto di critica

1. «Cronache ferroviarie»: licenziamento del dirigente. — 2. Il cuore della decisione: giustificatezza, obbligo di fedeltà e libertà di espressione. — 3. Diritto di critica e rapporto di lavoro. — 4. «Ancora in marcia»: diritto all’azione giudiziaria secondo l’art. 21 Cost.
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corte di cassazione, N.4707-23 Marzo 2012

(corte di cassazione
N:4707 - 23 Marzo 2012)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Destro (conf.) – R.U. (avv. Ciccotti) c. Rete Ferroviaria Italiana Spa (avv.ti Morrico, Cosentino). Conf. Corte d’Appello Roma 27 novembre 2009.

Note: Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto di critica
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Dirigente – Diritto di azione giudiziaria – Non rilievo disciplinare – Giustificatezza – Esclusione – Diritto di critica – Sussistenza.

L’azione di un lavoratore con qualifica dirigenziale che sottopone all’autorità giudiziaria fatti o atti riguardanti l’azienda, per valutare la rilevanza penale e per la verifica di specifici titoli di reato, non incide sul vincolo fiduciario fra prestatore e datore di lavoro. La denuncia di irregolarità da parte del dirigente, rientrando nel più generale diritto di critica, non costituisce né un comportamento di rilievo disciplinare, né una giusta causa sanzionabile con il licenziamento
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