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giurisprudenza

Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata

Nel considerare la vicenda del trasferimento del personale Ata, le Corti europee hanno mostrato una sensibilità garantistica più attenta rispetto alle nostre Corti interne. La sentenza di Strasburgo smentisce l'interpretazione data nella decisione n. 311/2009 dalla nostra Corte dell'orientamento della Corte Edu sui limiti alla retroattività della legge civile.
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Corte Edu, N.43549/08-7 Giugno 2011

(Corte Edu
N:43549/08 - 7 Giugno 2011)

ricorsi nn. 43549/2008, 6107/09 e 5087/09, Sez. II – Pres. Tulkens – Agrati e altri (avv. Sullam) c. Italia (agenti Spatafora e Lettieri)

Note: Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata
Parole chiave: trasferimento :: scuola :: personale ata :: azienda ::

Trasferimento d’azienda – Trasferimento del personale Ata dagli enti locali allo Stato – Legge di interpretazione autentica – Violazione del principio di «parità delle armi» nel processo – Sussiste – Esistenza di ragioni imperative di interesse generale – Non sussiste – Violazione dell’art. 6 e del Protocollo n. 1 della Cedu

La legge di interpretazione autentica del 1999 che ha limitato i diritti di anzianità del personale Ata, trasferito dagli enti locali allo Stato, al mantenimento del solo «maturato economico» non è giustificata da ragioni imperative di interesse generale e, alterando il principio di parità delle armi nel processo, ha violato l’art. 6 e il Protocollo n. 1 della Cedu.
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Corte di Giustizia Ue, N.C-108/10-6 Settembre 2011

(Corte di Giustizia Ue
N:C-108/10 - 6 Settembre 2011)

Grande sezione

Note: Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata

Trasferimento d’azienda – Trasferimento del personale Ata dagli enti locali allo Stato – Applicabilità della Direttiva n. 77/187/Cee – Diritti di anzianità – Applicazione del contratto collettivo vigente presso il cessionario – Accertamento del giudice del rinvio in ordine alla sussistenza di un danno retributivo sostanziale.

Il trasferimento del personale Ata, addetto alla fornitura presso le scuole di servizi ausiliari (compiti di custodia e assistenza amministrativa), dagli enti locali allo Stato è inquadrabile come un trasferimento di impresa ai sensi della Direttiva n. 77/187/Cee. Alla luce della direttiva in questione il cessionario può applicare immediatamente ai lavoratori trasferiti il contratto collettivo ivi vigente, ma evitando un peggioramento retributivo sostanziale per i lavoratori per il mancato o limitato riconoscimento dell’anzianità maturata presso il cedente. È compito del giudice del rinvio accertare se, all’atto del trasferimento in questione, si sia verificato un siffatto peggioramento retributivo
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I regolamenti europei di sicurezza sociale nella recente giurisprudenza della Corte di Giustizia

English abstract
Il saggio ricostruisce le più recenti linee interpretative tracciate dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia con riferimento ai diversi aspetti della disciplina europea di coordina- mento dei regimi nazionali di sicurezza sociale, di cui ai Regolamenti n. 1408/1971 e n. 883/2004.
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Il rito Fornero nella giurisprudenza: prime applicazioni

Articolo scritto da:
Profili introduttivi: ratio e struttura del cd. rito Fornero. Le principali questioni interpretative. Obbligatorietà o facoltatività del rito. Questioni di carattere intertemporale e ambito di applicazione. L’impugnativa del licenziamento e le domande diverse (cumulabili e non). Le soluzioni prospettate in ordine alle domande non cumulabili. L’istruttoria nella fase sommaria. La (ritenuta) compatibilità tra giudice della fase sommaria e giudice dell’opposizione. Rito Fornero e tutela cautelare d’urgenza ex art. 700 cod. proc. civ.
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La giurisprudenza della Corte di Giustizia sui contratti di lavoro a termine e il suo rilievo per l’ordinamento italiano

1. Le prime decisioni. La clausola di non regresso e l’inizio di attenzione per il settore pubblico. — 2. La a-causalità del primo e/o unico contratto a termine e le sue ricadute sulla parità di trattamento. — 3. Le specificità del settore pubblico. — 4. La sanzione della trasformazione in contratto «stabile». — 5. Il ruolo del giudice nazionale. — 6. La disapplicazione della normativa nazionale contrastante. — 7. Il principio di parità di trattamento tra lavoratori comparabili. — 8. La giustiziabilità. — 9. Ancora alcuni altri ambiti specifici. — 10. Il dialogo tra le Corti.
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Il rito Fornero nella giurisprudenza: aggiornamento

1. Premessa e punti fermi. — 2. Questioni interpretative vecchie e nuove. — 3. La tesi dell’obbligatorietà specifica del rito. — 4. Ambito di applicazione. — 5. L’inammissibilità delle domande diverse dall’impugnativa del licenziamento e il mutamento di rito. — 6. La coincidenza o non tra giudice della fase sommaria e giudice dell’opposizione. — 7. La persistente operatività della tutela cautelare. — 8. Il giudizio di «reclamo».
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Sulla responsabilità solidale del committente in relazione agli obblighi contributivi dell'appaltatore.

Le sentenze, che concernono tutte la risoluzione di controversie aventi ad oggetto l’obbligazione del committente di pagamento dei contributi previdenziali ed assicurativi in favore dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dei lavori, oggetto di appalto, sono caratterizzate da un comune denominatore, un contrasto interpretativo circa l’àmbito di estensione della responsabilità del committente, in relazione agli obblighi contributivi dell’appaltatore, e le azioni che lo stesso può esercitare per recuperare quanto versato per l’adempimento dell’obbligazione del datore di lavoro.
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Corte d'Appello di Genova, N.-13 Giugno 2012

(Corte d'Appello di Genova
N: - 13 Giugno 2012)

Pres. ed Est. Ghinoy – T. Spa (avv.ti Battaglia, C. e A. Paroletti) c. Inps (avv. Lo Scalzo) +1

Note: Sulla responsabilità solidale del committente in relazione agli obblighi contributivi dell'appaltatore.

Appalto – Appalto di servizi – Responsabilità solidale del committente – Pagamento del trattamento di fine rapporto ai dipendenti dell’appaltatore – Diritto del committente di chiedere al Fondo di garanzia il rimborso di quanto erogato – Esclusione.

Il committente che ha erogato ai dipendenti dell’appaltatore – ai sensi dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – le quote di trattamento di fine rapporto maturate nel corso dell’appalto non può surrogarsi nel diritto che questi ultimi vantavano nei confronti del Fondo di garanzia, che, avendo l’unica funzione di garantire i lavoratori, non può intervenire in favore di terzi.
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Tribunale di Torino, N.-18 Ottobre 2012

(Tribunale di Torino
N: - 18 Ottobre 2012)

Est. Fierro – F. Snc (avv.ti Grosso, Oliva) c. Inps (avv. Ollà) +1.

Note: Sulla responsabilità solidale del committente in relazione agli obblighi contributivi dell'appaltatore.

Appalto – Appalto di servizi – Responsabilità solidale del committente – Pagamento del trattamento di fine rapporto ai dipendenti dell’appaltatore – Diritto del committente di chiedere al Fondo di garanzia il rimborso di quanto erogato – Esclusione.

Il committente che ha erogato ai dipendenti dell’appaltatore – ai sensi dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – le quote di trattamento di fine rapporto maturate nel corso dell’appalto non può surrogarsi nel diritto che questi ultimi vantavano nei confronti del Fondo di garanzia, che, avendo l’unica funzione di garantire i lavoratori, non può intervenire in favore di terzi.
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Tribunale di Parma, N.-25 Settembre 2012

(Tribunale di Parma
N: - 25 Settembre 2012)

Est. Pascarelli – L.S. Spa (avv. Ziveri) c. Inps (avv.ti Manzi, Giroldi) +1.

Note: Sulla responsabilità solidale del committente in relazione agli obblighi contributivi dell'appaltatore.

Appalto – Appalto di servizi – Responsabilità solidale del committente – Obbligazione prima della legge n. 35/2012 – Estensione dell’obbligo alle sanzioni.

Il vincolo solidale del committente ai sensi dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, come modificato, prima, dall’art. 6, d.lgs. n. 251/2004 e, poi, dall’art. 1, comma 911, legge n. 296/2006, si estende, per effetto diretto della legge, fino a ricomprendere le sanzioni civili.
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Tribunale di Forlì, N.-11 Novembre 2011

(Tribunale di Forlì
N: - 11 Novembre 2011)

Est. Angelini Chesi – Soc. C.A. Spa (avv.ti Foschi, Fanfani) c. Inps (avv.ti Vestini, Ciarelli) +2

Note: Sulla responsabilità solidale del committente in relazione agli obblighi contributivi dell'appaltatore.

Appalto – Appalto di servizi – Responsabilità solidale del committente – Decadenza dall’esercizio dell’azione – Inapplicabilità della decadenza agli enti previdenziali

Gli enti previdenziali, anche dopo la conclusione dell’appalto, devono agire nei confronti del committente – ai sensi dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – entro il termine di prescrizione, applicandosi il termine di decadenza di due anni solo ai lavoratori.
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Profili giurisprudenziali del lavoro nero

Articolo scritto da:
L'autore si sofferma sui principali profili che emergono nelle controversie instaurate dai lavoratori coinvolti, come la difficoltà probatoria in ordine alla sussistenza del rapporto di lavoro, il regime prescrizionale e la posizione contributiva La riflessione si conclude sul diverso e dilagante fenomeno del lavoro irregolare non imposto, bensì "preteso” da quei lavoratori che concorrono in maniera attiva a a determinare la propria condizione di irregolarità onde incrementare il salario di fatto, evadendo contributi e prelievo fiscale, interrogandosi sui rimedi per contrastastare il fenomeno
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Società a capitale pubblico, reinternalizzazioni e tipologie flessibili di manodopera

Con le decisioni in rassegna,la Corte Costituzionale ha negato la possibilità di qualificare in senso pubblicistico le società a capitale interamente pubblico,così come la Corte di Cassazione.Tuttavia,la medesima Corte ha ritenuto di rimettere alla Sezioni Unite la questione se sia possibile convertire a tempo indeterminato un rapporto a termine concluso da una società partecipata,in presenza di una normativa che imponga ad essa il rispetto del principio del concorso pubblico per le assunzioni. Sul punto,infatti,discordanti sono gli orientamenti che si registrano nella giurisprudenza di merito
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Amianto: nella torre di Babele della decadenza previdenziale

Articolo scritto da:
Come la torre di Babele, la questione della decadenza per i «benefìci previdenziali» amianto è stata resa, forse non per caso, illeggibile e incomprensibile. Si potrebbero scrivere alcuni volumi per ricordare le affermazioni fatte, ora in un senso ora in un altro, dai vari giudici; ma, per lo più, sempre in funzione della restrizione e dell’ostacolo all’esercizio del buon diritto riconosciuto dall’ordinamento ai lavoratori esposti. Alcuni punti fermi, descritti in questo saggio, possono essere tenuti presenti per orientarsi nella questione
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Accordi e disaccordi sulle conseguenze risarcitorie dell’abuso del contratto a termine nel settore privato

Il s. analizza il dibattito sviluppatosi su art. 32, co. 5, l. 183/2010, in merito a indennità onnicomprensiva per le ipotesi di conversione del contratto di lavoro a termine. L’indagine ha ad oggetto, da un lato, i contrasti giurisprudenziali su significato e portata dell’onnicomprensività sancita dal legislatore, dall’altro, i profili di sospetta (in)compatibilità della forfetizzazione delle conseguenze risarcitorie derivanti dall’abuso del contratto a termine della prevista applicabilità retroattiva del risarcimento onnicomprensivo a forfait con molteplici disposizioni e giurisprudenza ue.
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