jobs act

Brevi osservazioni sulle collaborazioni escluse a priori dall’applicazione della disciplina del lavoro subordinato

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Le collaborazioni eteroorganizzate previste dal d.lgs. n. 81/2015 costituiscono sicuramente uno dei punti più controversi e dibattuti del decreto delegato sul riordino delle tipologie contrattuali. Il presente contributo intende proporre qualche spunto di riflessione sulle ipotesi di collaborazioni escluse dall’applicazione delle tutele del rapporto di lavoro subordinato a prescindere dalla sussistenza dei requisiti indicati al comma 1. In particolare, cerca di individuare le motivazioni di tali eccezioni, di prospettarne le conseguenze e di rilevare i profili di criticità.
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Intoduzione

L'autore introduce il tema di questo numero della Rivista. Il giorno 14 ottobre 2015, presso la Corte di Cassazione, si è svolto un convegno dal titolo «Subordinazione e autonomia dopo il d.lgs. 81/2015», organizzato dalla Rivista giuridica del lavoro, dall’Agi Lazio, dall’Ordine degli avvocati di Roma e da Magistratura democratica. In questo numero sono pubblicati i saggi che rappresentano le tre Relazioni di base del convegno, opportunamente integrate e adattate. Sempre nel fascicolo, nella sezione «Saggi», sono raccolti altri quattro contributi in tema di collaborazioni coordinate.
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La compatibilità della nuova disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato con la Direttiva n. 99/70

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Nel saggio viene affrontata la questione della compatibilità della nuova disciplina italiana del contratto a tempo determinato (d.l. n. 34/2014) con la Direttiva europea n. 99/70. L’Autore, dopo aver illustrato le pertinenti pronunce della Corte di Giustizia, individua i profili rispetto ai quali la direttiva risulta non correttamente attuata e gli spazi per l’interpretazione conforme da parte dei giudici nazionali.
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L’onere della prova nei licenziamenti disciplinari e discriminatori

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A proposito dell’art. 3, comma 2, d.lgs. n. 23/2015 (nel quale è previsto che il lavoratore illegittimamente licenziato vada reintegrato solo se è direttamente dimostrata l’insussistenza del fatto materiale posto a base del licenziamento), l’Autore contesta l’interpretazione secondo la quale l’onere della prova sarebbe addossato al lavoratore, ritenendo invece che il punto di riferimento sia tuttora la regola generale enunciata dall’art. 4, l. n. 604/1966, sia per la mancanza di un’espressa deroga, sia per l’applicazione del principio della «prossimità della prova».
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Sostegno al reddito dei disoccupati nella legislazione nazionale

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L’articolo indaga i processi di omogeneizzazione e universalizzazione delle tutele del reddito dei lavoratori disoccupati all’esito delle più recenti riforme degli ammortizzatori sociali. Se il processo di omogeneizzazione ha sostanzialmente consentito di raggiungere l’obiettivo dell’uniformità, non altrettanto si può sostenere del secondo processo verso l’universalità del sistema di tutela del reddito.
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Game over o rilancio? La contrattazione della flessibilità dopo il Jobs Act

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Il saggio propone alcune riflessioni sul ruolo oggi riservato alla contrattazione collettiva dopo il Jobs Act, tra i due opposti estremi di un possibile depotenziamento di fatto o al contrario dell’apertura di nuovi possibili spazi d’azione. L’A. sottolinea come il legislatore abbia definitivamente superato ogni residua remora quanto alla devoluzione verso il basso della regolamentazione dei rapporti di lavoro, con il rischio che gli standard di tutela del lavoro finiscano per frammentarsi in una situazione di decentramento disorganizzato lasciato ai rapporti di forza tra le parti
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Lavoro eterodiretto, eteroorganizzato, coordinato ex art. 409, n. 3, c.p.c.

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L’Autore, dopo aver chiarito la nozione e l’interpretazione della fattispecie legale di cui all’art. 2094 c.c., accerta il significato, lo spazio e la funzione della definizione «rapporti di collaborazione organizzati dal committente», si sofferma sulla disciplina applicabile a tali rapporti, sulla problematica distinzione fra eteroorganizzazione ed eterodirezione della prestazione lavorativa.
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Le disposizioni in tema di servizi per il lavoro e di regolarità contributiva

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La legge n. 78/2014 (cd. Jobs Act) interviene, tra le altre cose, con alcune modifiche relative ai servizi per l’impiego e al Documento unico di regolarità contributiva (cd. Durc). Si tratta di provvedimenti di impronta apparentemente formale, con lo scopo dichiarato di snellire e semplificare alcune delle procedure relative alla dichiarazione dello status di disoccupazione e alle modalità di rilascio della certificazione circa la regolarità dei versamenti contributivi.
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Disoccupazione e strumenti di sostegno del reddito nel Jobs Act

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L’Autrice analizza in dettaglio le novità introdotte dal Jobs Act in tema di strumenti di sostegno del reddito in caso di disoccupazione, dimostrando che non si è ancora realizzata un’effettiva universalizzazione delle tutele ma, anzi, si è ampliata la distanza tra bisogno e tutela, soprattutto per i lavoratori non standard. L’Autrice conclude sottolineando come la riforma premia i contribuenti forti mentre penalizza i soggetti che invece avrebbero maggiormente bisogno di sostegno, ribadendo l’urgenza di introdurre interventi più efficaci, soprattutto per i giovani.
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Il diritto del lavoro tra Stato e Regioni: riforma costituzionale e anticipazioni legislative

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Il saggio ricostruisce l’evoluzione del riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia di lavoro, ed esamina le novità della riforma costituzionale del 2016. Rileva, infine, analiticamente il medesimo intento accentratore nella coeva riforma legislativa statale del Diritto del lavoro.
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