jobs act

La nuova regolazione del contratto a tempo determinato e la stabilità del rapporto di lavoro: introduzione

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

L’Autore analizza le novità introdotte dal decreto legge n. 34 del 2014 in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e mette in evidenza come il sistema creato dal nuovo decreto determini un sicuro arretramento delle tutela del lavoratore con il ritorno a una logica di libera stipulazione del contratto e una accentuazione del potere negoziale del datore di lavoro.

Tutela del lavoratore e impugnazione del contratto a termine nel d.lgs. n. 81/2015

Articolo scritto da: Lorenzo-Giasanti

Il saggio si sofferma sulla disciplina introdotta dal d.lgs. n. 81/2015, che aggrava il regime delle decadenze nei casi di impugnazione di un contratto a tempo determinato. Si evidenzia il rischio che tale normativa possa rendere eccessivamente difficoltoso per il lavoratore tutelare i propri diritti in caso di contratti a termine successivi e si cerca di individuare possibili soluzioni nell’ambito del diritto italiano e del diritto dell’Unione europea.

L’organizzazione e la gestione dei servizi per l’impiego nel d.lgs. n. 150/2015 alla luce della riforma costituzionale del 2016

Articolo scritto da: Valeria Filì

A distanza di vent’anni dalla riforma dei servizi per l’impiego del 1997, il d.lgs. n. 150/2015, dando attuazione alla delega prevista dalla legge n. 183/2014, ha completamente rivisto l’assetto delle competenze delineato nel 1997, da un lato, riaccentrando le funzioni e i compiti in capo allo Stato e, dall’altro, rafforzando il ruolo degli operatori privati, fermo restando il principio della gratuità del servizio di mediazione per tutti.

«Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro»?

Articolo scritto da: Maria Teresa Carinci

Il saggio analizza uno degli ultimi decreti attuativi del cd. Jobs Act, mettendo in luce come il gioco delle convenienze tra contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e le altre figure di lavoro caratterizzate dalla temporaneità del vincolo (quali, in particolare: il contratto a termine, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio) non sia in realtà sbilanciato a favore del primo, come invece affermato dallo stesso decreto n. 81/2015.

Le «collaborazioni organizzate dal committente» tra diritto europeo e giurisprudenza di legittimità.

Articolo scritto da: Lucia Tria

La disciplina delle «collaborazioni organizzate dal committente» introdotta dal decreto legislativo n. 81 del 2015 va letta insieme con la complessiva normativa contenuta nel citato decreto. Questo consente di percepire che si tratta di una disciplina diretta a fare chiarezza nelle molteplici e variegate situazioni lavorative che rientrano fra le collaborazioni, onde puntare a ottenere la massima corrispondenza tra realtà lavorativa e apparenza, nel senso di ridurre l’elevato tasso di «mercificazione» del lavoro che si è avuto negli ultimi venti anni.

L’ennesimo (inutile) intervento del legislatore sul contratto di apprendistato

Articolo scritto da: Madia D'Onghia

Il saggio esamina le modifiche apportate alla disciplina dell’apprendistato dal decreto Poletti, partendo dai dati più recenti sull’occupazione che rivelano un forte decremento di tale tipologia contrattuale. L’Autrice evidenzia come la novella si risolva in una mera opera di restyling, senza alcun effetto positivo per il rilancio dell’apprendistato; essa continua a enfatizzarne la finalità occupazionale (tutto a discapito dell’obbligazione formativa) con l’unico risultato di contribuire a creare un quadro normativo confusionario e privo di sistematicità

Le attività ispettive e il contrasto al lavoro irregolare nel sistema del Jobs Act

Articolo scritto da: Marco Esposito

Il saggio analizza i contenuti della riforma del 2015 in materia di ispezioni sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare. Si analizzano le previsioni sull’agenzia denominata Ispettorato nazionale del lavoro. L’A. muove alcune valutazioni critiche sull’effettiva capacità di questo soggetto a imprimere una svolta alle azioni di prevenzione, repressione e sanzione delle violazioni in materia di lavoro e previdenza sociale, visto il quadro complessivo in cui si tende a monetizzare amministrativamente le trasgressioni, con un alleggerimento complessivo delle garanzie a favore del lavoro

È finito il tempo dei patti di sindacato. Intervento eteronomo e autonomia individuale nel Jobs Act II

Articolo scritto da: LorenzoScarano

Il saggio si propone di effettuare una prima riflessione sul rapporto fra legge e contrattazione nella disciplina del contratto di lavoro subordinato, come modificata dal d.lgs. n. 81/2015, attuativo della legge delega n. 183/2014. La valutazione delle novità normative porta alla conclusione che il potenziamento dell’autonomia individuale spesso si traduce in un aumento della discrezionalità del datore di lavoro nella gestione del rapporto, ancora una volta accompagnato dalla continua riduzione del ruolo assegnato all’autonomia sindacale

Riflessioni in tema di eterorganizzazione nelle nuove collaborazioni di lavoro subordinato

Articolo scritto da: Costantino Cordella

l’Autore sottolinea come l’art. 2, d.lgs. n. 81/2015, sia frutto della volontà di tipizzare gli indici di qualificazione più utilizzati in giurisprudenza, evidenziando le ragioni applicative che escludono la riconducibilità al lavoro autonomo di questi rapporti. Il discorso sulla qualificazione continua analizzando il concetto di eterorganizzazione e, in tal senso, evidenziando la diversità di significato che esiste rispetto al riferimento «alle dipendenze» utilizzato all’art. 2094 c.c. e, al contempo, la connessione funzionale che invece si rileva con il concetto di eterodirezione.

L’alto apprendistato: la storia infinita

Articolo scritto da: Bianca Maria Orciani

Il saggio esamina l’evoluzione della disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca a partire dal d.lgs. n. 276 del 2003 fino al recente d.lgs. n. 81 del 2015, evidenziandone gli elementi di continuità e discontinuità. A dispetto della complessità del rapporto fra formazione formale e non formale, le varie operazioni di restyling non sembrano tenere in adeguata considerazione la rilevanza esterna dell’istituto, preferendo agire sul profilo economico al fine di promuoverne la diffusione.