lavoro

Introduzione. L'effetto trasversale del principio di non discriminazione

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L'Autrice descrive il contenuto dei vari contributi che compongono il Tema del numero della Rivista, mettendo in evidenza come Il taglio dell’indagine sia trasversale, cosa che dipende dalla natura stessa dei divieti di discriminazione, che, a esclusione di limiti espressi, hanno una portata generale.
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Politiche di conciliazione, partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sfide demografiche

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Parole chiave: lavoro donne occupazione
L’articolo si pone l’obiettivo di indagare le politiche italiane di conciliazione e di sostegno alla famiglia nella prospettiva di individuare proposte utili per un miglioramento delle condizioni di vita e lavoro delle donne, sia con riguardo alla cura dei figli che alla cura degli anziani. In entrambi i casi, infatti, il coinvolgimento delle donne risulta prevalente, con ripercussioni sulla frammentazione delle carriere lavorative che produce nuove fragilità sociali e nuove povertà.
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Nota a Tribunale Trento 13 aprile 2013

L’art. 16 l. 183/2013, nel prevedere la revoca unilaterale dei provvedimenti di concessione del part-time, solleva dubbi di conformità alla normativa comunitaria. La ragionevolezza della norma consiste nella ponderazione delle contrapposte esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico e individuali dei lavoratori. Il potere unilaterale del datore di lavoro non è incondizionato e libero, ma deve rispondere a esigenze oggettive e verificabili è indispensabile che la p.a. renda ostensibile la motivazione che ha indotto la sua scelta, la quale non potrà essere né arbitraria, né pretestuosa.
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Tribunale Trento, ord., N.543-13 Aprile 2013

(Tribunale Trento, ord.
N:543 - 13 Aprile 2013)

Est. Beghini – M.T. (avv. Valcanover) c. ministero della Giustizia (avv. Denicolò).

Note: Nota a Tribunale Trento 13 aprile 2013
Parole chiave: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: revoca :: legge :: 183 :: 2010 :: rinvio :: pregoudiziale :: Corte Giustizia ::

Lavoro pubblico – Lavoro a tempo parziale – Revoca – Art. 16, legge n. 183/2010 – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’art. 16, l. 4 novembre 2010, n. 183, nel permettere al datore di lavoro pubblico di trasformare unilateralmente il rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, anche contro la volontà del lavoratore, si pone in contrasto con la Direttiva del 15 dicembre 1997, n. 97/81/Ce, in quanto la norma italiana discrimina il lavoratore part-time, il quale, a differenza del lavoratore a tempo pieno, rimane soggetto al potere del datore di lavoro pubblico di modificare unilateralmente la durata della prestazione di lavoro anche contro la sua volontà. Si ritiene necessario disporre il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per l’interpretazione della suddetta direttiva.
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Innovazione sociale: la nuova giurisprudenza della Corte di Strasburgo sui diritti fondamentali del lavoro

Il contributo analizza il progressivo riconoscimento dei diritti fondamentali del lavoro da parte della CGCE. In particolare, muovendo dall’interpretazione fornita nelle sentenza Demir e Baykara in armonia con gli standard internazionali sul lavoro, gli Autori si interrogano se e come la Cedu possa costituire un esempio di “innovazione sociale”, e cioè uno strumento per riconoscere nuovi diritti sociali (nello specifico, i diritti all’autonomia collettiva), soffermando l’attenzione conclusiva sugli artt. 8 sulla vita privata e familiare e 14 sulla discriminazione.
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Considerazioni preliminari sui poteri del datore di lavoro e sul loro fondamento

Dopo aver richiamato le opere giovanili del prof. Giorgio Ghezzi e sul presupposto che il diritto del lavoro mira allo studio sistematico dei poteri in una dimensione diacronica, l’A. si propone di delineare la struttura di ciascun potere per trovare un punto di equilibrio fra le ragioni contrapposte dei prestatori di opere e dell’impresa, in un rapporto con una componente di autorità che non può essere eliminata. Il ragionamento sull’autorità del datore si sviluppa attraverso una critica della oggettivazione del lavoro nelle “energie”, cui viene contrapposta una sua valutazione personalistica
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A. de Oto - Precetti religiosi e mondo del lavoro. Le attività di culto tra norme generali e contrattazione collettiva - Ediesse

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Parole chiave: lavoro religione
Nel nuovo scenario multi-culturale, spezzata l’omogeneità religiosa ed etnica del paese, in seguito agli importanti flussi migratori che da alcuni lustri attraversano l’Europa, c’è sempre maggiore bisogno di conoscere a fondo i nuovi problemi e adeguare le regole alle esigenze sociali che man mano vanno affermandosi. Un importante contributo a questo ineludibile processo di maturazione della ricerca giuridica in senso multi-culturale lo porta il libro di Antonello De Oto, Precetti religiosi e mondo del lavoro, che ha avuto la felice intuizione di unire, a una ricca e articolata analisi...
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Il lavoro che verrà

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L’articolo propone una breve lettura diacronica del concetto e delle applicazioni del lavoro dignitoso. Dopo un’introduzione dedicata alla genesi del lavoro dignitoso, nella prima fase dell’articolo si delineano le condizioni nelle quali esso versa. In particolare, ci si sofferma sulle conseguenze che le ultime crisi economiche, il rallentamento dell’economia globale e il mutamento del sistema di produzione hanno avuto sulla quantità (occupazione) e sulla qualità (protezione, precarietà, vulnerabilità, innovazione) del lavoro dignitoso.
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Il rito Fornero nella giurisprudenza: questioni ancora aperte

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Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 3
Premessa. — Procedimento sommario. — Esclusività e obbligatorietà del rito anche per il datore di lavoro che agisca in prevenzione e proponibilità di domanda riconvenzionale da parte del lavoratore. — Rilevabilità e decidibilità di questioni pregiudiziali e preliminari. — Ambito di applicazione e mutamento del rito. — (Non) ricorribilità per cassazione dell’ordinanza. — Opposizione. Incompatibilità tra giudice della fase sommaria e giudice dell’opposizione? — «Reclamo»: contenuto dell’atto introduttivo.
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Giusta retribuzione e contratto collettivo

Commentando la pronuncia l'A. sottolinea che la questione della qualificazione del rapporto, da sempre risolta in base ai principi dell'onere della prova e degli indici rivelatori della subordinazione, si indirizza verso nuovi orizzonti alla luce delle modifiche apportate dalla l. n. 92/12, che introduce una presunzione di non autonomia della prestazione lavorativa in assenza dei requisiti espressamente indicati nel testo legge. Il riconoscimento della natura subordinata del rapporto pone l'ulteriore problema dell'applicazione, parziale o integrale, del contratto collettivo...
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Tribunale Napoli, N.-31 Ottobre 2012

(Tribunale Napoli
N: - 31 Ottobre 2012)

Est. Coppola – B.A. (avv. Esposito) c. L.B. (avv. Corda).

Note: Giusta retribuzione e contratto collettivo

Lavoro subordinato – Qualificazione del rapporto – Ripartizione dell’onere della prova – Conseguenze – Applicazione integrale del contratto collettivo – Determinazione del minimale retributivo.

Nel caso di attività di cameriere di sala e barman, l’accertamento della natura subordinata del rapporto, fondata sulla presenza dei tradizionali indici della subordinazione, nonché sulla non riconducibilità della specifica prestazione lavorativa ad alcuno dei tipi disciplinati dal d.lgs. n. 276/2003, comporta l’applicabilità integrale della contrattazione collettiva ai fini della determinazione della giusta retribuzione di cui all’art. 36 Cost.
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Sul part-time previdenziale

La sentenza interviene in merito ad una fattispecie di part time previdenziale che consente, in via eccezionale, il conseguimento del trattamento pensionistico di anzianità in costanza di rapporto, sia pure trasformato in regime di orario ridotto, con lo stesso datore di lavoro. In particolare, il Collegio giudicante, interpretando rigorosamente la normativa, afferma il principio di diritto a tenore del quale tale regime di cumulo ha validità per tutta la durata del rapporto di lavoro e, una volta optato per il tempo parziale, non è ammessa la trasformazione del rapporto a tempo pieno
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Corte Appello Torino, N.856-3 Agosto 2011

(Corte Appello Torino
N:856 - 3 Agosto 2011)

Pres. Mariani, Est. Grillo Pasquarelli Mariani – Azienda Usl Valle d’Aosta (avv. Pagani) c. B.L.G. (avv.ti Caveri, d’Alessandro).

Note: Sul part-time previdenziale
Parole chiave: part-time :: pensione :: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: previdenziale ::

Pensione – Lavoro pubblico – Part-time previdenziale – Scadenza contratto – Decadenza beneficio – Ripristino della situazione quo ante – Non sussiste

Ai sensi dell’art. 1, comma 187, legge n. 662/1996, una volta esercitata la facoltà di trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time con la contestuale percezione della pensione di anzianità non è ammesso il ripristino del rapporto quo ante
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