Lavoro pubblico

L’inderogabilità nel lavoro pubblico dopo la riforma

Articolo scritto da: Federico Siotto

il saggio esamina il ruolo della norma inderogabile nel lavoro pubblico dopo le modifiche introdotte dalla cd. riforma Brunetta. Il duplice punto di osservazione delle fonti di disciplina nel rapporto di impiego e delle fonti legali nel riparto di competenze tra legislatore nazionale e regionale consente di analizzare le interferenze tra i vari piani regolativi.

La Cassazione nega la responsabilità dei rappresentanti sindacali per il cosiddetto danno da contrattazione collettiva

Articolo scritto da: Alessandro Bellavista

L'ordinanza della Cassazione, emanata in sede di regolamento di giurisdizione, esclude che, nel settore pubblico, possa essere contestato il danno erariale alla delegazione sindacale per un contratto collettivo integrativo illegittimo. Ciò perché deve escludersi che, nello svolgimento della loro attività sindacale, le rappresentanze dei lavoratori siano portatrici di funzioni dirette al perseguimento dei fini e degli interessi della pubblica amministrazione.

Cassazione, N.14689-14 Luglio 2015

(Cassazione
N:14689 - 14 Luglio 2015)

Sezioni Unite – Pres. Rovelli, Est. Bandini, P.M. Celeste (conf.) – B. e altri (avv. Montini) c. Procura regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Toscana.

Note: La Cassazione nega la responsabilità dei rappresentanti sindacali per il cosiddetto danno da contrattazione collettiva
Parole chiave: lavoro pubblico ::

Lavoro pubblico – Contratto collettivo integrativo – Danno erariale – Responsabilità dei rappresentanti sindacali – Giurisdizione della Corte dei conti – Insussistenza

Si deve escludere che, nel settore pubblico, nello svolgimento della loro attività sindacale, le rappresentanze dei lavoratori siano portatrici di funzioni dirette al perseguimento dei fini e degli interessi della pubblica amministrazione. Si deve escludere altresì che eventuali conseguenze dannose scaturenti da contratti collettivi integrativi illegittimi possano essere oggetto di responsabilità contabile a carico dei rappresentanti sindacali che hanno concluso i suddetti accordi.
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Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Articolo scritto da: Gaetano D'Auria

Le pronunce affermano la persistenza, in capo alle p.a., degli obblighi di concertazione sindacale che, in materia organizzativa e di gestione dei rapporti di lavoro, sono previsti dai c.c.n.l. precedenti l’entrata in vigore del d.lgs. 150/09, di riforma del lav. pubbl.; ciò, malgrado il decreto non ammetta, nelle materie di cui s’è detto, forme di partecipazione sindacale diverse dall’informazione. Il commento sottolinea la problematicità di questa impostazione, segnalando come la riduzione delle modalità partecipative finirà per accrescere l'ingerenza della politica nella gestione della p.a.

Tribunale Torino decr., N.2639-2 Aprile 2010

(Tribunale Torino decr.
N:2639 - 2 Aprile 2010)

Est. Lanza – Funzione pubblica Cgil-Regione Piemonte e altri (avv. Durazzo) c. Inps- Direzione generale del Piemonte (avv. Cuomo)

Note: Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Condotta antisindacale – Lavoro pubblico – Modifica del sistema di relazioni sindacali a opera del d.lgs. n. 150/2009 – Comune – Obblighi di concertazione previsti dal Ccnl vigente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 – Violazione – Antisindacalità.

È antisindacale il comportamento dell’ente pubblico non economico che, assumendo l’inapplicabilità, in esito all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009, del sistema di informazione e concertazione a livello aziendale, previsto dal Ccnl di settore vigente all’entrata in vigore dello stesso decreto, abbia negato alle organizzazioni sindacali il diritto all’informazione e alla concertazione su provvedimenti relativi all’organizzazione degli uffici e del lavoro, adottando altresì iniziative unilaterali su tali materie (nella specie, il giudice ha ordinato, oltre alla cessazione del comportamento antisindacale, l’avvio del confronto richiesto dalle organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di informazione e di concertazione
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Costi ed efficienza dell’amministrazione pubblica italiana nel confronto internazionale

Nel contributo, gli Autori dimostrano come, dal confronto internazionale, il numero complessivo e le retribuzioni dei lavoratori pubblici italiani non risultino elevati. Cio nonostante, negli ultimi anni si è assistito a rilevanti tagli orizzontali della spesa per la p.a. nella logica esclusiva di riequilibrare le finanze pubbliche, senza procedere alla riorganizzazione dei servizi. La pubblica amministrazione italiana ha invece problemi di efficienza che possono essere risolti attraverso la riqualificazione della spesa e alcuni investimenti nel ricambio generazionale.

Il dialogo tra Corte di Giustizia e giudice nazionale n tema di precariato pubblico

Articolo scritto da: Vincenzo De Michele

La situazione di precarietà lavorativa di centinaia di migliaa di persone che operano nel pubblico impiego, anche alle dipendenze delle Istituzioni dell’Ue, è stata già oggetto di numerose pronunzie della Corte di Giustizia. Il saggio analizza le ricadute della giurisprudenza dell'Unione sugli stati membri interessati alle relative pronunce, soprattutto in riferimento al caso italiano.

Ruolo «datoriale» e autonomia del dirigente: Da burocrate a manager e ritorno?

Articolo scritto da: Carla Spinelli

Il saggio analizza il nuovo ruolo “datoriale” del dirigente pubblico in conseguenza della riforma Brunetta. Precisata la centralità della costruzione giuridica del datore di lavoro nel processo di privatizzazione dell’organizzazione e dei rapporti di lavoro pubblici, si esaminano le modifiche introdotte sia con riferimento al rapporto di lavoro dei dirigenti che all’esercizio dei poteri di cui essi sono titolari, per valutare quanto e come la nuova disciplina abbia inciso sul grado di autonomia del dirigente, salvaguardandone la connotazione professionale manageriale ovvero compromettendola.

Efficienza, etica e buona gestione: nuovi paradigmi nel settore del lavoro pubblico

Articolo scritto da: Gabriella Nicosia

Il saggio, muovendo dalla disamina delle principali traiettorie del d.l. Brunetta, indaga i nuovi confini del vincolo di scopo sotteso all’agire pubblico. Ciò al fine di appurare se la crescente attenzione riservata all’utenza abbia determinato un ampliamento tale dei medesimi, da contemplare finalità ulteriori da quelle tradizionali della efficienza, efficacia ed effettività dell’azione amministrativa. La disamina dal livello macro si sposta, poi, al livello micro per verificare se la nuova accezione di vincolo di scopo possa tradursi in altrettanti doveri per i dirigenti pubblici.

Lavoro pubblico periodo maggio 2016 - ottobre 2016

1. La riforma della riforma: le dirigenze pubbliche e il restyling delle regole nella recente disciplina Renzi-Madia. — 1.1. Premessa. — 1.2. L’accesso e i nuovi ruoli. — 1.3. Gli incarichi fra vecchie e nuove disposizioni. — 1.4. Il rendiconto: la responsabilità. — 2. Il decreto legislativo sulle attività degli enti pubblici di ricerca. — 2.1. Lo schema di decreto sugli enti di ricerca: un ulteriore tassello della riforma Madia. — 2.2. Reclutamento e mobilità: cambiano le regole. — 3. La gestione del personale nella nuova disciplina delle società a partecipazione pubblica...

Il pubblico impiego dopo la riforma del 2009. Presentazione

Articolo scritto da: Gaetano D'Auria

Presentazione del tema del fascicolo: la riforma del lavoro pubblico del 2009. Si tatta della terza riforma attuata in meno di vent'anni. Vi erano state, in precedenza, la prima e la seconda privatizzazione (1993 e 1998), seguite da un cd. «Testo Unico» (2001), ripetutamente modificato, e da una controversa riforma della dirigenza (2002), anch’essa più volte riveduta e corretta, anche dalla Corte Costituzionale. La riforma del Titolo V (parte seconda) della Costituzione (2001) ha, a sua volta, fortemente inciso sulle fonti di regolazione della materia.

Reclutamento e modernizzazione dell’impiego pubblico

Articolo scritto da: Tiziana Vettor

La riforma contenuta nella legge 124/2015 tratteggia un nuovo modello di concorso pubblico, più efficiente e centralizzato; inoltre, dichiara esplicitamente la volontà di contrastare il lavoro precario nella parte relativa alla regolazione del lavoro flessibile. La strada indicata sembra dunque essere: restringere sempre più la possibilità per le pubbliche amministrazioni di ricorrere a forme diverse dalla tipologia comune del lavoro subordinato a tempo indeterminato, e in ciò il lavoro pubblico sembra continuare a distanziarsi dal lavoro privato.