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Lavoro pubblico

I vincoli «a cascata» della contrattazione integrativa

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Parole chiave: Lavoro pubblico
Il saggio analizza l’impatto dei vincoli che la cd. riforma Brunetta impone alla contrattazione collettiva integrativa. Dopo avere elaborato una classificazione dei limiti, suddivisi tra quelli di tipo finanziario e quelli di natura giuridico-sostanziale, la disamina si concentra sul meccanismo di finalizzazione della contrattazione, considerato come trait d’union tra le due tipologie di vincoli e fulcro di un sistema teso ad erodere il campo di azione autonoma della negoziazione decentrata in favore dell’etero - determinazione di obiettivi e contenuti.
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Programmazione di bilancio, performance organizzativa e valutazione dei risultati

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Parole chiave: Lavoro pubblico
Il legislatore ha introdotto, con il d. lgs. n. 150 e la l. n. 196 del 2009, norme indirizzate al perseguimento di una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e alla (conseguente) determinazione dei flussi di finanziamento delle amministrazioni, attraverso procedure gestionali di valutazione della performance.Riguardo alla l. n. 196, viene messo in evidenza come le procedure di formazione del bilancio di previsione in essa definite si configurino sostanzialmente come un ciclo di valutazione della performance.
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L’applicabilità al pubblico impiego privatizzato dell’art. 18 St. lav.

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Parole chiave: Lavoro pubblico
La sentenza esaminata dall’autore sostiene l’applicabilità dell’art. 18 della l. n. 300/1970, novellato dalla l. n. 92/2012 del 2012, al lavoro pubblico privatizzato. L’autore analizza le tre opzioni interpretative che sono state avanzate dalla dottrina e dalla giurisprudenza e rileva come quella scelta dalla cassazione sia la più conforme al testo normativo. L’Autore esamina l’ulteriore principio contenuto nella sentenza secondo cui fra le ipotesi di nullità previste dall’art. 18, c. 1, cit., sono ricomprese anche le c.d. nullità virtuali (art. 1418, c. 1, c.c.).
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cassazione, N.24157-25 Novembre 2015

(cassazione
N:24157 - 25 Novembre 2015)

Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Celeste (diff.) – Consorzio per l’Area di sviluppo industriale Asi di Agrigento in liquidazione Gestione separata dell’Irsap (avv. Marinelli) c. C.S. (avv. Rubino). Conf. Corte d’Appello di Palermo, 14.10.2014.

Note: L’applicabilità al pubblico impiego privatizzato dell’art. 18 St. lav.
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 18, l. n. 300/1970 – Lavoro pubblico – Applicabilità in virtù dell’art. 51, c. 2, d.lgs. n. 165/2001. Licenziamento individuale – Nullità del licenziamento – Art. 18, c. 1, l. n. 300/1970 – Altre ipotesi di nullità – Applicabilità alle cd. nullità virtuali di cui all’art. 1418, c. 1, c.c.

L’art. 18 della l. n. 300/70, come novellato dall’art. 1 della l. n. 92/12, trova applicazione ratione temporis al rapporto di lavoro di pubblico impiego cd. contrattualizzato a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge cd. Fornero. (1) Fra gli «altri casi di nullità del licenziamento previste dalla legge», contemplati dall’art. 18, c. 1, l. n. 300/1970, cui si applica la tutela reintegratoria piena, vi è quello per contrarietà a norme imperative di cui all’art. 1418, c. 1, c.c. (2)
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Una riforma che riprende faticosamente il suo cammino

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Parole chiave: Lavoro pubblico
1. — In questo numero della Rivista si affrontano alcuni nodi cruciali, vecchi e nuovi, dell’ampia e articolata riforma del lavoro pubblico, maturata ormai circa 15 anni fa (la prima legge delega, n. 421, è del 23 ottobre 1992). Come si sa, tale riforma ha molto faticato a trovare un assestamento normativo all’altezza dei tempi e una soddisfacente attuazione in ordine all’imponente strumentazione via via prevista. Se si ignora questo percorso, si rischia oggi di tracciare bilanci affrettati e suggerire terapie sbagliate o parziali e foriere di nuovi squilibri.
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Alla ricerca di una nuova riforma della dirigenza pubblica: reclutamento e incarichi tra confusione e rilegificazione

English abstract
Il saggio esamina alcuni importanti aspetti di un nuovo e avanzato progetto di riforma governativo della dirigenza pubblica. Pur rilevando la necessità di adeguare la disciplina vigente, vengono sottoposti a serrata critica sia la tecnica legislativa sia i contenuti del progetto. L’A. rileva che in un disegno di marcata rilegificazione restano in ombra proprio alcuni importanti istituti per garantire l’autonomia della dirigenza rispetto al vertice politico; mentre si sovrappone la disciplina della decadenza dall’incarico con quella dell’estinzione del contratto di lavoro.
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Principio di non discriminazione e retribuzione dei dirigenti a tempo determinato nel lavoro pubblico

La nota commenta una sentenza di merito in materia di contratto a termine nel lavoro pubblico, con particolare riferimento alla retribuzione e posizione di risultato spettante ai dirigenti (la fattispecie esamina un caso di accertamento d'indebito recupero di somme). La pronuncia statuisce che a parità di mansioni, ai lavoratori a termine spetta il medesimo trattamento economico e normativo che di fatto viene attribuito ai lavoratori a tempo in determinato, potendo escludersi soltanto emolumenti che siano incompatibili con un rapporto temporaneo.
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Tribunale di Roma, N.24573-20 Marzo 2012

(Tribunale di Roma
N:24573 - 20 Marzo 2012)

Est. Luna – B.P., C.R., D.D., G.P. (avv.ti L.D., L.C.) c. Asp (avv. F.H.).

Note: Principio di non discriminazione e retribuzione dei dirigenti a tempo determinato nel lavoro pubblico
Parole chiave: undefined ::

Contratto a termine – Lavoro pubblico – Retribuzione e posizione di risultato – Accertamento indebito recupero.

A parità di mansioni, ai lavoratori a termine spetta il medesimo trattamento economico e normativo che di fatto viene attribuito ai lavoratori a tempo indeterminato, potendo escludersi soltanto emolumenti che siano incompatibili con un rapporto temporaneo.
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Responsabilità disciplinare e responsabilità dirigenziale. Una proposta di ricomposizione

Il d.lgs.150/09, modificando la disciplina della responsabilità dirigenziale e introducendo fattispecie di responsabilità disciplinare dei dirigenti rende problematico il rapporto tra le due forme di responsabilità. Si propone una lettura della nuova normativa che conduce a individuare un’unica figura di responsabilità contrattuale per inadempimento delle obbligazioni che fanno capo al rapporto di lavoro dirigenziale, con articolazioni e diversificazioni sul piano procedurale in relazione ai diversi tipi di addebito correlati ai diversi specifici compiti e doveri che connotano tale rapporto.
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Relazioni sindacali e contrattazione collettiva nel d.lgs. n. 150/2009: la riforma alla «prova del tempo»

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Parole chiave: Lavoro pubblico
L’A. si confronta con alcuni nodi interpretativi della riforma Brunetta relativi ai tempi di adeguamento del sistema di contrattazione collettiva alle nuove regole. La l. n. 122/10 ha disposto, infatti, blocchi della contrattazione e congelamenti dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici che sembrerebbero produrre effetti di drastica paralisi della riforma varata nel 2009.l’A. suggerisce interpretazioni del d. lgs. n. 150/09 e della l. n. 122/10 finalizzate a liberare, sin dal 2010, le potenzialità della riforma, ridimensionando gli effetti paralizzanti della “manovra anticrisi.
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Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Lo scritto si sofferma sulla peculiare interpretazione dell’art. 72, comma 11, del d.l. n. 112/2008, concernente la facoltà per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dirigenti in possesso dei requisiti per il pensionamento. In coerenza con gli sviluppi giurisprudenziali in materia, dal raffronto tra le due sentenze si ricava una lettura interpretativa che assume la correlazione causale tra recesso e situazioni di esubero nell’amministrazione quale elemento strutturale della fattispecie introdotta dal legislatore.
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Corte Appello Roma, N.-15 Gennaio 2015

(Corte Appello Roma
N: - 15 Gennaio 2015)

Pres. Tatarelli, Est. Miccichè – Inps (avv.ti Lanzetta, Ciriello) c. R.A. (avv.ti Andreoni, Freddino)

Note: Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Licenziamento individuale – Dirigente – Lavoro pubblico – Art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008 – Facoltà di recesso per la p.a. – Motivazione – Correlazione causale con esigenze organizzative consistenti in un complessivo riassetto dell’amministrazione.

Quando la pubblica amministrazione licenzia un dirigente ex art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008, è tenuta a motivare adeguatamente, ben potendo limitarsi tuttavia a dimostrare la sussistenza di esigenze organizzative consistenti in un mero riassetto dell’amministrazione procedente. A mente della speciale disposizione richiamata, infatti, la riduzione degli organici non è presupposto di legittimità degli atti di recesso adottati.
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Filosofia e tecnica di una riforma

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Parole chiave: Lavoro pubblico
L’A. ricostruisce l’evoluzione legislativa della riforma, assumendo come chiave di lettura la contrapposizione fra le due formule con cui è stata tenuta a battesimo, “contrattualizzazione e privatizzazione.” Sarebbe stata la seconda a risultare vincitrice, tenendo a bada un revival di pubblicizzazione ma, al tempo stesso, scontando una rilegificazione sempre più intensa ed incisiva
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