Lavoro a termine

Questioni in tema di decadenza dall’impugnazione del contratto a termine e regimi sanzionatori, tra vecchi e nuovi problemi

Articolo scritto da: Antonio Preteroti

Il contributo analizza, in una prima parte, la disciplina della decadenza introdotta dalla l. n. 183/2010 e la sua evoluzione con riferimento all’impugnazione del contratto a tempo determinato, soffermandosi specialmente sulle questioni dell’ambito di applicazione e dell’operatività dei termini di decadenza. Nella seconda parte del contributo, l’Autore esamina i rimedi e le tecniche di tutela predisposti dall’ordinamento per sanzionare la violazione delle regole d’uso della flessibilità a termine.

La Corte di Giustizia e il lavoro non standard: vincoli e implicazioni negli ordinamenti nazionali

Articolo scritto da: Mariapaola Aimo

Il saggio ricostruisce il percorso interpretativo della C. di Giustizia in risposta alle numerose domande pregiudiziali nella materia del lavoro non standard, che ha rappresentato in questi ultimi anni un tema privilegiato di dialogo tra la Corte ed i giudici nazionali, con frutti che risultano meritevoli di studio non solo in ragione della forza protettiva esercitata nei confronti del lavoratore non standard, ma anche per gli agganci che presentano con profili di rilievo generale, quali il principio del primato del diritto dell'Ue, il principio di non discriminazione e quello di effettività.

Il dialogo tra Corte di Giustizia e giudice nazionale n tema di precariato pubblico

Articolo scritto da: Vincenzo De Michele

La situazione di precarietà lavorativa di centinaia di migliaa di persone che operano nel pubblico impiego, anche alle dipendenze delle Istituzioni dell’Ue, è stata già oggetto di numerose pronunzie della Corte di Giustizia. Il saggio analizza le ricadute della giurisprudenza dell'Unione sugli stati membri interessati alle relative pronunce, soprattutto in riferimento al caso italiano.

Le ordinanze di rimessione sulla nullità del termine

Articolo scritto da: Aldo De Matteis

L'Autore esamina la portata della disposizione dell'art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 (c.d. collegato lavoro), che ha dettato una nuova disciplina degli effetti della nullità del termine nel contratto a tempo determinato, alla luce della dottrina e della giurisprudenza di merito edite, nonché delle ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale del Tribunale di Trani 20 dicembre 2010 e della Corte di cassazione n. 2112/2111.

La successione dei contratti a termine con la p.a. e le supplenze scolastiche: diritto interno e diritto europeo

Articolo scritto da: Luigi Menghini

Lo scritto vuole evidenziare come l’utilizzo sempre più massiccio di successivi contratti a tempo determinato con lo stesso lavoratore da parte delle amministrazioni pubbliche italiane, ed in particolare il pluridecennale abuso delle supplenze scolastiche su posti in organico privi di titolare, abbia destato l’attenzione critica della Commissione Europea, che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, e sia stato sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia circa il rispetto dell’accordo-quadro europeo che regola la materia.

Accordi e disaccordi sulle conseguenze risarcitorie dell’abuso del contratto a termine nel settore privato

Articolo scritto da: Veronica Papa

Il s. analizza il dibattito sviluppatosi su art. 32, co. 5, l. 183/2010, in merito a indennità onnicomprensiva per le ipotesi di conversione del contratto di lavoro a termine. L’indagine ha ad oggetto, da un lato, i contrasti giurisprudenziali su significato e portata dell’onnicomprensività sancita dal legislatore, dall’altro, i profili di sospetta (in)compatibilità della forfetizzazione delle conseguenze risarcitorie derivanti dall’abuso del contratto a termine della prevista applicabilità retroattiva del risarcimento onnicomprensivo a forfait con molteplici disposizioni e giurisprudenza ue.

Brevi osservazioni sulle norme lavorsitiche della legge n. 183

Articolo scritto da: Francesco Fabbri

L’attenzione dell’A. si rivolge alle clausole generali e certificazione del contratto di lavoro, alla conciliazione, all’arbitrato ed al contratto a termine.

La giurisprudenza della Corte di Giustizia sui contratti di lavoro a termine e il suo rilievo per l’ordinamento italiano

Articolo scritto da: DonataGottardi

1. Le prime decisioni. La clausola di non regresso e l’inizio di attenzione per il settore pubblico. — 2. La a-causalità del primo e/o unico contratto a termine e le sue ricadute sulla parità di trattamento. — 3. Le specificità del settore pubblico. — 4. La sanzione della trasformazione in contratto «stabile». — 5. Il ruolo del giudice nazionale. — 6. La disapplicazione della normativa nazionale contrastante. — 7. Il principio di parità di trattamento tra lavoratori comparabili. — 8. La giustiziabilità. — 9. Ancora alcuni altri ambiti specifici. — 10. Il dialogo tra le Corti.

Contro la norma «antiprecari». Limiti costituzionali e internazionali alla legislazione retroattiva in materia lavoristica

Articolo scritto da: Michele Massa

Il nuovo art. 4-bis del d.lgs. n. 368/2001, introdotto dal d.l. n. 112/08, dispone sulle controversie tra datori di lavoro e dipendenti in tema di limiti legali al lavoro a termine: solo per le cause in corso, il diritto dei lavoratori ad un impiego permanente è sostituito con un’indennità inadeguata. Si tratta dell’ultima di una serie di leggi approvate, dal 1996, con lo specifico intento di tenere Poste Italiane s.p.a. al riparo dalle conseguenze del contenzioso scaturito dalla sua ostinazione nel violare la disciplina del lavoro a termine.

La ridefinizione dei limiti di accesso alla somministrazione a tempo determinato

Articolo scritto da: Angelica Riccardi

Il saggio analizza la disciplina posta dalla legge n. 92/2012 in materia di somministrazione di lavoro. La nuova legislazione pone congiuntamente per contratto di lavoro a termine e contratto di somministrazione a tempo determinato vari ordini di limiti sul piano temporale (nelle norme che introducono ipotesi di accesso acausali e che includono i periodi di lavoro somministrato nel limite massimo di durata del contratto a termine). Da questa regolamentazione consegue la ridefinizione dell'area di liceità della somministrazione e segnatamente la necessaria temporaneità della causale.