licenziamento

L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?

Articolo scritto da: Antonio Federici

La sentenza in commento ritorna sul problema degli effetti della mancata impugnativa del licenziamento nel termine prescritto dall’art. 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604. La norma, come è noto, dispone che il licenziamento deve essere impugnato dal lavoratore entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione: si tratta di un atto unilaterale recettizio, cui è applicabile, per il rinvio contenuto nell’art. 1324 cod. civ., la disciplina generale sui contratti [Cass. 20 giugno 2000, n. 8412, in Rep. Foro it., Lavoro (rapporto), n. 1549].

Cassazione, N.21833-12 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21833 - 12 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Di Nubilia; P.M. Ciccolo (concl. Conf.) – G. A. M. c. D. L. B. Conferma App. Roma.

Note: L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento – Impugnativa – Decadenza – Azione risarcitoria da fatto illecito – Esperibilità.

La mancata impugnazione del licenziamento nel termine decadenziale prescritto dall’art. 6, legge n. 604/1966, preclude al lavoratore la sola possibilità di richiedere le forme di tutela previste dalla disciplina speciale (riassunzione o reintegrazione), ma non preclude la possibilità di proporre una normale azione risarcitoria da fatto illecito. (1)
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Inefficacia del licenzimento per genericità della motivazione e tutela reale di diritto comune

Articolo scritto da: Milena Talarico

Il Tribunale di Roma dichiara inefficace ai sensi dell'art. 2, co. 3 della l. n. 604/1966 il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo, stante la genericità della motivazione addotta nella lettera di recesso. Trattandosi nel caso di specie di una impresa priva dei requisiti dimensionali per l'applicazione dell'art. 18 Stat. lav., il giudice riconosce al lavoratore il diritto alla tutela reale di diritto comune, ossia alla riammissione in servizio e al risarcimento del danno nel rispetto delle regole in materia di inadempimento delle obbligazioni.

Tribunale Roma, N.18-09-2014-18 Settembre 2014

(Tribunale Roma
N:18-09-2014 - 18 Settembre 2014)

18 settembre 2014, ord. – Est. Masi – T.A. (avv.ti Giorgi, Narcisi, Bezzi) c. L. Srl (avv.ti Maltese, Pappalardo)

Note: Inefficacia del licenzimento per genericità della motivazione e tutela reale di diritto comune

Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Genericità della motivazione – Inefficacia – Tutela reale di diritto comune.

È inefficace il licenziamento intimato in violazione dell’obbligo di contestuale specifica motivazione ex art. 2, comma 2, della legge n. 604/1966. Ne consegue che, nell’ambito di un’impresa che non abbia i requisiti dimensionali previsti per l’applicazione dell’art. 18 Stat. lav., il lavoratore ha diritto alla tutela reale di diritto comune, ossia alla riammissione in servizio e al risarcimento del danno nel rispetto delle regole in materia di inadempimento delle obbligazioni.
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Esercizio di opzione ex art. 18 Stat. lav.: solo con il pagamento si estingue il rapporto di lavoro

(Corte di Cassazione
4 Settembre 2009, n.19224)

Cassazione, 16 marzo 2009, n. 6342, Sez. lav. Cassazione, 17 febbraio 2009, n. 3775, Sez. lav

Articolo scritto da: Filippo Aiello

La questione all’esame riguarda gli effetti dell’esercizio dell’opzione da parte del lavoratore sul vincolo contrattuale, ovvero se si debba ritenere risolto il rapporto di lavoro con la dichiarazione di scegliere l’indennità in luogo della reintegrazione oppure se sia necessario anche il pagamento di detta indennità sostitutiva.

La riforma del licenziamento individuale tra law and economics e giurisprudenza (Parte II)

Articolo scritto da: Valerio Speziale

Il saggio analizza la «colonizzazione» del Diritto del lavoro da parte dell’Economia. Tutte le riforme in materia di lavoro sono giustificate dal raggiungimento di obiettivi economicisenza considerare la specifica «essenza» di questo diritto (la protezione del lavoratore e la garanzia dei suoi diritti fondamentali). Queste riforme non hanno ottenuto i risultati economici promessi anche perché l’Economia è diventata una scienza puramente teorica, priva di riscontri empirici. Lo studio analizza quindi la giurisprudenza sui licenziamenti individuali dopo la riforma introdotta nel 2012.

Abuso del diritto al congedo parentale e licenziamento per giusta causa

(Corte di Cassazione
16 Giugno 2008, n.16207)

Pres. De Luca, Est. Balletti, P.M. Riello (Diff.) – Electrolux Home Products Italy Spa (avv.ti Trifirò, Favalli, Zucchinali) c. M. G. (avv.ti Bologna, Petrino). Diff. Corte d’App. Milano 30 agosto 2004

Articolo scritto da: Barbara Caponetti

La sentenza in epigrafe si segnala per aver, per la prima volta, a quanto consta, ammesso la sindacabilità delle modalità di esercizio del diritto al congedo parentale ex art. 32, d.lgs. n. 151 del 2001, nel caso di specie usufruito dal padre lavoratore.

L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Articolo scritto da: Luisa Monterossi

Nelle sentenze nn. 699/2013 e 356/2013, la Suprema Corte ritiene che il rifiuto opposto dal lavoratore alla proposta di riassunzione, non possa valere come implicita rinuncia all’impugnazione, però comporta una riduzione del risarcimento del danno riconosciuto nel suo ammontare minimo. Nella sentenza n. 41/2013 la Corte afferma che il lavoratore che ha rifiutato la revoca del licenziamento ha diritto all’indennità sostitutiva della reintegrazione e al risarcimento del danno, calcolato in base alle retribuzioni dovute fino all’effettivo versamento della detta indennità.

Cassazione, N.699-14 Gennaio 2013

(Cassazione
N:699 - 14 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (conf.) – D.R.D. (avv. Iuliano) c. Cavamarket Spa (avv. Ioele). Conf. Corte d’Appello Salerno, 5 settembre 2008

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Proposta riassunzione – Rifiuto – Diritto alla reintegrazione – Sussiste – Risarcimento del danno – Sussiste – Ammontare minimo

Il rifiuto, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, di essere riassunto non implica una tacita rinuncia alla reintegrazione, ma incide sul piano della tutela risarcitoria. La mancata accettazione dell’offerta di riassunzione, infatti, riduce il risarcimento del danno al suo ammontare minimo, pari a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.
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cassazione, N.356-9 Gennaio 2013

(cassazione
N:356 - 9 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (conf.) – L.B. (avv. Iuliano) c. Cavamarket Spa (avv. Ioele). Conf. Corte d’Appello Salerno, 5 settembre 2008.

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Proposta riassunzione – Rifiuto – Diritto alla reintegrazione – Sussiste – Risarcimento del danno – Sussiste – Ammontare minimo

Il rifiuto, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, di essere riassunto non implica una tacita rinuncia alla reintegrazione, ma incide sul piano della tutela risarcitoria. La mancata accettazione dell’offerta di riassunzione, infatti, riduce il risarcimento del danno al suo ammontare minimo, pari a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.
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Cassazione, N.41-3 Gennaio 2013

(Cassazione
N:41 - 3 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Bronzini, P.M. Matera (conf.) – Radio dimensione suono Spa (avv. Rizzo) c. O.V. (avv. Muggia). Diff. Corte d’Appello Roma, 6 luglio 2010.

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Revoca – Rifiuto – Opzione indennità sostitutiva – Risarcimento danno – Sussiste – Versamento effettivo indennità – Principio di effettività.

Il lavoratore che rifiuti la revoca del licenziamento e opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione ha diritto a un risarcimento del danno che – in virtù del principio di effettività dei rimedi giurisdizionali – deve essere commisurato alle retribuzioni che sarebbero maturate sino al momento dell’effettiva corresponsione dell’l’indennità sostitutiva e non sino al giorno in cui il lavoratore ha operato la sua scelta
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Il controllo del giudice nei licenziamenti economici in Italia, Francia e Spagna

Articolo scritto da: AdalbertoPerulli

Il controllo giudiziario dei licenziamenti economici rappresenta un terreno di serrato confronto tra quanti sostengono la necessita' di mantenere integro il vaglio delle ragioni imprenditoriali poste a base del recesso e chi invece chiede di sostituire Ia valutazione del giudice con un mero filtro monetario. Il saggio, con un'analisi comparata di Italia, Francia e Spagna, dimostra l'esistenza di "sincretismi giudiziari" nell'apprezzamento delle motivazioni del licenziamento alla luce dei principi costituzionali di tutela del lavoro.

Brevi osservazioni sulle norme lavorsitiche della legge n. 183

Articolo scritto da: Francesco Fabbri

L’attenzione dell’A. si rivolge alle clausole generali e certificazione del contratto di lavoro, alla conciliazione, all’arbitrato ed al contratto a termine.

Sulla natura ritorsiva del licenziamento

Articolo scritto da: Lucia Viola

L’intento ritorsivo del datore di lavoro, quale motivo illecito determinante la sua condotta, può guidare l’intero esercizio del potere disciplinare, rendendo quindi affette da nullità anche le contestazioni disciplinari che precedono il licenziamento. Il licenziamento irrogato per motivi ritorsivi è nullo in quanto determinato da un motivo illecito, stante anche l’inesistenza della ragione oggettiva addotta a giustificazione del recesso.

Corte Appello Bologna, N.Pres. Brusati, Est. Ponterio – Radiologia D.M. Srl (avv. Arnò) c. M.M. (avv. Casini)-10 Marzo 2016

(Corte Appello Bologna
N:Pres. Brusati, Est. Ponterio – Radiologia D.M. Srl (avv. Arnò) c. M.M. (avv. Casini) - 10 Marzo 2016)

Note: Sulla natura ritorsiva del licenziamento
Parole chiave: ritorsivo :: ritorsione :: reintegrazione :: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Licenziamento ritorsivo – Motivo illecito – Carattere ritorsivo delle sanzioni disciplinari – Reintegrazione.

L’intento ritorsivo del datore di lavoro, quale motivo illecito determinante la sua condotta, può guidare l’intero esercizio del potere disciplinare, rendendo quindi affette da nullità anche le contestazioni disciplinari che precedono il licenziamento.
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Tribunale Monza, N.ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio).-9 Febbraio 2016

(Tribunale Monza
N:ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio). - 9 Febbraio 2016)

Note: Sulla natura ritorsiva del licenziamento
Parole chiave: ritorsivo :: ritorsione :: reintegrazione :: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Licenziamento ritorsivo – Motivo illecito – Reintegrazione.

Il licenziamento irrogato per motivi ritorsivi, relativi alla mancata accettazione da parte del lavoratore della proposta formulata del datore di lavoro (di sottoscrivere un accordo in sede protetta e di stipulare un contratto), è nullo in quanto determinato da un motivo illecito, stante anche l’inesistenza della ragione oggettiva addotta a giustificazione del recesso
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Il licenziamento per superamento del periodo di comporto: basta l’elemento fattuale?

Articolo scritto da: Luciana Forte

Nella fattispecie in esame la Suprema Corte, da un lato, ribadisce, seguendo la sua costante giurisprudenza, la natura speciale della disciplina del recesso per superamento del periodo di comporto; dall’altro, esplicita, ancora una volta, il proprio orientamento a ritenere che si applichino a tale tipo di licenziamento le norme previste dall’art. 2 della legge n. 604/66 circa la forma e l’indicazione dei motivi al momento della comunicazione del licenziamento: norme applicabili da tutti i datori di lavoro, ...

Corte di Cassazione, N.278-10 Gennaio 2008

(Corte di Cassazione
N:278 - 10 Gennaio 2008)

Pres. Ciciretti, Est. Cementano – Aem Spa (avv.ti Gentile e Prisco) c. I. L. (avv.ti Ciccotti, Bossi e Arrigoni). Cassa Corte d’Appello Milano 20 dicembre 2005.

Note: Il licenziamento per superamento del periodo di comporto: basta l’elemento fattuale?

Licenziamento individuale – Superamento del periodo di comporto – Disciplina – Specificazione dei motivi – Mancata richiesta da parte del lavoratore – Effetti.

A giustificare il recesso è sufficiente che sia stato superato il periodo di comporto e che tale circostanza di fatto sia stata indicata dal datore di lavoro nella lettera di licenziamento e posta a giustificazione del recesso, non essendo richiesto che il datore di lavoro specifichi i giorni di assenza, a meno che il lavoratore non ne faccia espressa richiesta.
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