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licenziamento discriminatorio

La nozione di licenziamento ritorsivo e le possibili motivazioni del recesso

1. Il caso esaminato dalla sentenza. — 2. Il giustificato motivo come cosiddetto «presupposto causale» del licenziamento e i presupposti per la rilevanza del carattere concorrente e non determinante del motivo illecito. — 3. L’irrilevanza dei motivi non discriminatori o ritorsivi o, comunque, non illeciti. — 4. L’onere di dimostrare la natura discriminatoria o ritorsiva del licenziamento.
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Cassazione, N.16155-9 Luglio 2009

(Cassazione
N:16155 - 9 Luglio 2009)

Pres. Ianniruberto, Est. Napoletano, P.M. Fedeli (Conf.) – B. G. (avv.ti Andreoni e Regazzo) c. Soc. coop. Cooperativa Ambiente (avv.ti Vania e Micucci). Conf. Corte d’Appello Venezia 13 giugno 2005.

Note: La nozione di licenziamento ritorsivo e le possibili motivazioni del recesso
Parole chiave: licenziamento :: discriminatorio :: ritorsivo :: nozione ::

Licenziamento individuale – Licenziamento discriminatorio e ritorsivo – Nozione.

Il licenziamento intimato da una società cooperativa di produzione e lavoro per il fatto che il dipendente rifiuti di proseguire il rapporto come socio lavoratore anziché come dipendente non è ritorsivo e tale motivo non è un motivo determinante contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al costume o ad altri scopi vietati per legge.
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La riforma del licenziamento individuale tra law and economics e giurisprudenza (Parte II)

English abstract
Il saggio analizza la «colonizzazione» del Diritto del lavoro da parte dell’Economia. Tutte le riforme in materia di lavoro sono giustificate dal raggiungimento di obiettivi economicisenza considerare la specifica «essenza» di questo diritto (la protezione del lavoratore e la garanzia dei suoi diritti fondamentali). Queste riforme non hanno ottenuto i risultati economici promessi anche perché l’Economia è diventata una scienza puramente teorica, priva di riscontri empirici. Lo studio analizza quindi la giurisprudenza sui licenziamenti individuali dopo la riforma introdotta nel 2012.
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Il licenziamento discriminatorio o «per motivo illecito determinante» alla luce dei princìpi civilistici: la causa del licenziam

L'autore analizza i presupposti applicativi delle tutele poste dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, come riformulato recentemente dalla riforma cosiddetta "Fornero", al licenziamento quale atto uniltarale fra vivi a contenuto patrimoniale.
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Non discriminazione, licenziamento discriminatorio ed effettività delle tutele

English abstract
Il saggio analizza la disciplina dell’art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 in tema di licenziamento discriminatorio. La scelta di attribuire la tutela della reintegrazione al caso del licenziamento discriminatorio non sembra essere irrazionale: la non discriminazione presidia diritti fondamentali della persona che debbono essere tutelati in maniera prioritaria dall’ordinamento. Sennonché l’esperienza pratica mostra che la normativa antidiscriminatoria ha trovato scarsa applicazione nel nostro ordinamento.
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Il licenziamento alla luce del diritto antidiscriminatorio

L’articolo esamina la disciplina del licenziamento discriminatorio alla luce delle modifiche apportate recentemente all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, ragionando dapprima sulla tendenza a trasformare la tutela antidiscriminatoria nella sola forma di tutela assoluta del diritto al mantenimento del posto di lavoro. L’articolo si sofferma poi sulla specificità della tutela discriminatoria, in particolare sulla sua funzione di diagnosi di fenomeni di diseguaglianza sociale.
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Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita

La vicenda in esame pone in luce una molteplicità di nodi concettuali in materia di licenziamento discriminatorio che la Suprema Corte ha affrontato formulando princìpi innovativi rispetto al l’in terpretazione consolidata per approdare a conclusioni più coerenti con l’impianto della materia derivante dal diritto sovranazionale, superando così la corrente interpretativa finora prevalente in tema di licenziamento discriminatorio e motivo illecito determinante
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Cassazione, N.6575-5 Aprile 2016

(Cassazione
N:6575 - 5 Aprile 2016)

Pres. Roselli, Est. Spena, P.M. Sanlo - ren zo (Rigetto) – C.L.G. (avv.ti Scognamiglio R., Scognamiglio C.) c. S.S. (avv.ti Leone, Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 9 luglio 2012, n. 5289.

Note: Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Discriminazioni – Licenziamento adottato in relazione alla manifestazione di volontà della lavoratrice di sottoporsi alla Procreazione medicalmente assistita – Carattere discriminatorio del licenziamento – Rilevanza esclusiva del rapporto causale tra fattore discriminatorio e licenziamento

Riveste carattere discriminatorio il licenziamento di una lavoratrice intimato dopo che la stessa ha comunicato di volersi sottoporre al trattamento di Pma. Ai fini della qualificazione come discriminatorio del licenziamento rileva unicamente il rapporto di causalità fra il trattamento di fecondazione e l’atto di recesso, e non anche la circostanza che l’intervento, con il conseguente impedimento al lavoro, sia stato già effettuato, sia in corso o sia stato semplicemente programmato
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La riforma del licenziamento individuale tra law and economics e giurisprudenza (Parte I)

English abstract
Il saggio analizza la «colonizzazione» del diritto del lavoro da parte dell’Economia. Tutte le riforme in materia di lavoro sono giustificate dal raggiungimento di obiettivi economici (efficienza, crescita dei livelli occupazionali, competitività dell’impresa), senza considerare la specifica «essenza » di questo diritto (la protezione del lavoratore e la garanzia dei suoi diritti fondamentali). Lo studio analizza quindi la giurisprudenza sui licenziamenti individuali dopo la riforma introdotta nel 2012.
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L’onere della prova nei licenziamenti disciplinari e discriminatori

English abstract
A proposito dell’art. 3, comma 2, d.lgs. n. 23/2015 (nel quale è previsto che il lavoratore illegittimamente licenziato vada reintegrato solo se è direttamente dimostrata l’insussistenza del fatto materiale posto a base del licenziamento), l’Autore contesta l’interpretazione secondo la quale l’onere della prova sarebbe addossato al lavoratore, ritenendo invece che il punto di riferimento sia tuttora la regola generale enunciata dall’art. 4, l. n. 604/1966, sia per la mancanza di un’espressa deroga, sia per l’applicazione del principio della «prossimità della prova».
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