home page

onere della prova

Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010

Prendendo spunto dalla decisione del Tribunale, la nota sintetizza il dibattito giurisprudenziale e dottrinale sul valore probatorio dei verbali ispettivi e sul riparto dell’onere probatorio sia nei giudizi di opposizione a cartella esattoriale emessa dall’Inps sulla base di verbale di accertamento della subordinazione (come nel caso di specie), sia nei giudizi di accertamento negativo della subordinazione. Si mette in rilievo la distinzione tra il valore probatorio degli accertamenti “oggettivi” e accertamenti “indiretti” contenuti nei verbali ispettivi, distinzione confermata dalla l. 124/04
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Chieti, N.1726-5 Mag 2010

(Tribunale Chieti
N:1726 - 5 Mag 2010)

Est. Prozzo - Casa di cura privata dott. Spatocco srl (Avv. Tatozzi, Tittaferrante, Cirulli, Mezzanotte) c. Inps (Avv. Cassarino e Savella)

Note: Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010

Controversie di lavoro - Verbale ispettivo - Opposizione a cartella esattoriale - Onere della prova dei fatti costitutivi dell'obbligo contributivo - Grava sull'ente previdenziale

L'opposizione avverso la cartella esattoriale dà luogo a un ordinario giudizio di cognizione relativo a diritti e obblighi inerenti al rapporto previdenziale, con la conseguenza che grava sull'ente previdenziale l'onere di provaere i fatti costitutivi dell'obbligo contributivo e sulla controparte l'onere di provare i fatti impeditivi, modificativi ed estintivi del diritto fatto valere.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Per evitare il licenziamento si può dequalificare?

La sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione nel caso di specie si segnala per essersi discostata in maniera singolare dal prevalente giurisprudenziale in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e obbligo di repéchage; orientamento, questo, secondo il quale il datore di lavoro ha l’onere di provare «l’impossibilità di adibire il lavoratore allo svolgimento di altre mansioni analoghe a quelle svolte in precedenza
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte di Cassazione, N.21579-13 Agosto 2008

(Corte di Cassazione
N:21579 - 13 Agosto 2008)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. Bandini, P.M. Salvi – D. V. (avv.ti Abati, Sotgiu) c. La Rosa Dei Venti Srl (avv.ti Longheu, Tirelli). Diff. Corte d’Appello Cagliari 27 giugno 2005.

Note: Per evitare il licenziamento si può dequalificare?

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Illegittimità – Adibizione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione – Consenso del lavoratore – Legittimità – Conservazione del posto di lavoro – Onere della prova a carico del datore di lavoro.

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato ha l’onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l’espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte, ma anche di avere prospettato al lavoratore licenziato, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un suo impiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale, purché tali mansioni inferiori siano compatibili con l’assetto organizzativo aziendale insindacabilmente stabilito dall’imprenditore.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

L’onere della prova nei licenziamenti disciplinari e discriminatori

English abstract
A proposito dell’art. 3, comma 2, d.lgs. n. 23/2015 (nel quale è previsto che il lavoratore illegittimamente licenziato vada reintegrato solo se è direttamente dimostrata l’insussistenza del fatto materiale posto a base del licenziamento), l’Autore contesta l’interpretazione secondo la quale l’onere della prova sarebbe addossato al lavoratore, ritenendo invece che il punto di riferimento sia tuttora la regola generale enunciata dall’art. 4, l. n. 604/1966, sia per la mancanza di un’espressa deroga, sia per l’applicazione del principio della «prossimità della prova».
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Licenziamento orale, dimissioni e onere della prova

(corte di Cassazione
8 Gennaio 2009, n.155)

Pres. Mercurio, Est. Nobile, P.M. Riello (conf.) – Spa Co. 3. Di. (avv.ti Della Chiesa D’Isasca, Scialpi) c. Ze. Yo. (avv. Bellotti). Corte d’Appello Firenze n. 1642/03.

Articolo scritto da:

Nel numero

ANNO LX - 2009 - N3
L’evento che ha dato origine alla sentenza in commento, consiste nella risoluzione di un rapporto di lavoro diversamente prospettata dalle parti nel processo. Dal testo della sentenza si evince che «lo Ze. aveva dedotto di essere stato verbalmente allontanato dal posto di lavoro» e che «La società, dal canto suo, aveva sostenuto che, al contrario, era stato lo Ze. ad allontanarsi spontaneamente dal cantiere senza farvi più ritorno».
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Uguaglianza, parità e non discriminazione nel diritto dell’Unione europea (Parte II)

English abstract
L’articolo tratta del divieto di discriminazione nel diritto dell’Ue. L’analisi è condotta attraverso l’esame dei concetti fondamentali di uguaglianza e non discriminazione nei loro vari significati e del diritto antidiscriminatorio come uno strumento di tutela di soggetti deboli e potenzialmente discriminabili. L’articolo restituisce un quadro del diritto antidiscriminatorio caratterizzato, da un lato, da una copiosa produzione normativa e, dall’altro, dalla resistenza dei singoli Stati a una corretta trasposizione.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il mobbing e l’onere della prova: fattispecie a formazione complessa

1. — La responsabilità del datore di lavoro per inadempimento dell’obbligo di sicurezza— Con la sentenza che si commenta la Suprema Corte analizza le fattispecie del mobbing, della responsabilità contrattuale ex art. 2087 cod. civ. e della ripartizione dell’onere della prova tra le parti.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Cassazione, N.12445-25 Mag 2006

(Cassazione
N:12445 - 25 Mag 2006)

Sez. lav. – Pres. Ciciretti, Est. De Luca, P.M. Matera (Conf.) – M. M. (avv. Brognieri) c. A.N.M.I.L. – Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Del Lavoro (avv. Martorano).

Note: Il mobbing e l’onere della prova: fattispecie a formazione complessa
Parole chiave: mobbing - onere della prova ::

Mobbing – Art. 2087 cod. civ. – Inadempimento dell’obbligo di sicurezza – Natura contrattuale – Ripartizione dell’onere della prova – Prova liberatoria – Estremi.

Nell’ipotesi dell’accertamento di fatti mobbizzanti che hanno determinato al prestatore di lavoro delle rilevanti conseguenze sul piano morale e psico-fisico, la responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 cod. civ. ha natura contrattuale e lo stesso non assolve l’onere della prova liberatoria posta a suo carico se invece di dimostrare di aver adottato misure idonee a prevenire il dedotto evento dannoso si limita a dedurre iniziative volte alla repressione e non già alla prevenzione di comportamenti di tipo vessatorio. (1) (Massima non ufficiale)
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

L’onere della prova del danno da dequalificazione può essere assolto anche per presunzioni

La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, torna nuovamente sullo spinoso problema del danno, o, meglio, dei danni, derivanti al prestatore di lavoro che subisca una dequalificazione professionale, a seguito di un’illegittima adibizione a mansioni non equivalenti alle ultime effettivamente svolte, in violazione dell’art. 2103 cod. civ.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte di Cassazione, N.7871-26 Marzo 2008

(Corte di Cassazione
N:7871 - 26 Marzo 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Maiorano, P.M. Fuzio (Concl. Conf.) – Denso Thermal Systems Spa (avv. Gentilli) c. U. A. (avv.ti Bussa e Pini). Conf. Corte d’Appello di Torino n. 511/04.

Note: L’onere della prova del danno da dequalificazione può essere assolto anche per presunzioni

Mansioni e qualifiche – Art. 2103 cod. civ. – Adibizione del lavoratore a mansioni inferiori – Illegittimità – Risarcimento del danno da dequalificazione professionale (anche biologico ed esistenziale) – Onere incombente sul prestatore di lavoro subordinato – Ricorso alla prova per presunzioni – Ammissibilità.

Il risarcimento del danno da demansionamento e dequalificazione va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità all’interno e all’esterno del luogo di lavoro dell’operata dequalificazione di precisate e ragionevoli aspettative di progressione professionale, eventuali reazioni poste in essere nei confronti del datore comprovanti l’avvenuta lesione dell’interesse relazionale, effetti
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa