rapporto di lavoro

"Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Articolo scritto da: Maria-Cristina Cimaglia

Con tre sentenze la Corte di Giustizia ha delineato il nuovo diritto antidiscriminatorio europeo per le persone con disabilità. L’espresso richiamo alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, quale atto cui deve uniformarsi il diritto europeo, ha imposto un cambiamento nei criteri ermeneutici finora adottati, perché diversa è l’accezione di disabilità e delle tecniche di tutela da predisporre. E a fronte di questa rivoluzione, anche culturale, l’Italia è condannata per la mancata trasposizione di una norma cardine di questo nuovo corso: il ragionevole adattamento.

Corte di Giustizia, N.C-312/11-4 Luglio 2013

(Corte di Giustizia
N:C-312/11 - 4 Luglio 2013)

C-312/11 – Avv. Gen. Y. Bolt – Commissione europea c. Repubblica italiana

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro – Inadempimento dello Stato italiano (sussiste) – Provvedimento di trasposizione insufficiente.

La Repubblica italiana, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente l’articolo 5 della Direttiva n. 2000/78/Ce del Consiglio, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
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Corte di Giustizia, N.C-335/11 e 337/11-11 Aprile 2013

(Corte di Giustizia
N:C-335/11 e 337/11 - 11 Aprile 2013)

Avv. Gen. J. Kokott – HK Danmark c. Dansk almennyttigt Boligselskab (C- 335/11) e HK Danmark c. Dansk rbejdgiverforening (C-337/11).

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro (nozione di) – Lavoro a tempo parziale quale forma di adattamento ragionevole.

La nozione di «handicap» di cui alla Direttiva n. 2000/78/Ce deve essere interpretata nel senso che essa include una condizione patologica causata da una malattia diagnosticata come curabile o incurabile, qualora tale malattia comporti una limitazione, risultante in particolare da menomazioni fisiche, mentali o psichiche che, in interazione con barriere di diversa natura, possa ostacolare la piena ed effettiva partecipazione della persona interessata alla vita professionale su base di uguaglianza con gli altri lavoratori, e tale limitazione sia di lunga durata.
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Corte di Giustizia, N.C-152/11-6 Dicembre 2012

(Corte di Giustizia
N:C-152/11 - 6 Dicembre 2012)

Avv. Gen. E. Sharpston – Johann Odar c. Baxter Deutschland GmbH

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Discriminazioni – Indennità di licenziamento – Riduzione dell’importo dell’indennità di licenziamento corrisposto a lavoratori con disabilità – Illegittimità.

La Direttiva Ue n. 2000/78/Ce, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, non osta a una normativa contenuta in un regime aziendale di previdenza sociale che, nel sistema di calcolo dell’indennità di licenziamento per esigenze economiche, prevede una differenza di trattamento fra la generalità dei lavoratori e quelli di età superiore ai 54 anni. L’adozione, per questi ultimi, di un metodo di calcolo che prenda a riferimento la prima data utile per il pensionamento, a differenza dell’anzianità di servizio utilizzata per gli altri lavoratori, è giustificata dal fatto che un piano sociale aziendale non può mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’impresa e i posti di lavoro rimanenti.
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La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2012. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità del diniego della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari condannati anche con sentenza non definitiva per tutti i tipi di reati che consentono l’arresto in flagranza. Competenza statale nel dettare limiti alla spesa per il personale di Regioni ed enti locali. Illegittimità della riserva in favore del personale interno del 60% dei posti vacanti di dirigente. Legittimità del blocco della contrattazione collettiva per il pubblico impiego nel triennio 2010-2012. Legittimità dei vincoli alla spesa per il personale delle Regioni in ragione del coordinamento, etc.

La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro

Articolo scritto da: Maria Dolores Ferrara

L’attività di commesso in un negozio di abbigliamento: riflessioni sul metodo interpretativo — L’originalità delle conclusioni cui perviene la Suprema Corte nella sentenza in commento si apprezza sia sul piano del metodo, sia nel merito dell’interpretazione proposta, anche se la fattispecie concreta è alquanto ordinaria. Il Tribunale di Catanzaro accertava l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato in relazione all’attività di commesso svolta in un negozio di abbigliamento.

Corte di Cassazione, N.18692-6 Settembre 2007

(Corte di Cassazione
N:18692 - 6 Settembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. De Matteis, P.M. Patrone – D. L. (avv. Sacchi) c. Rinaldi Ditta Sas (avv. Agosto). Diff. Corte d’Appello Catanzaro, 10 febbraio 2004

Note: La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: rapporto di lavoro ::

Lavoro subordinato – Doppia alienità – Lavoro tipologicamente subordinato – Onere della prova

La prestazione di attività lavorativa onerosa all’interno dei locali dell’azienda, con materiali e attrezzature proprie della stessa e con modalità tipologiche proprie di un lavoratore subordinato in relazione alle caratteristiche delle mansioni (nella specie, commesso addetto alla vendita), comporta una presunzione di subordinazione, che è onere del datore di lavoro vincere.
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La Corte Costituzionale. Rapporto di lavoro. Periodo gennaio-giugno 2016

Articolo scritto da: MassimoPallini

legge della Regione Puglia di stabilizzazione del personale precario delle agenzie e delle società in house regionali — legge statale che taglia in percentuale la spesa delle Regioni per incarichi di consulenza e collaborazioni coordinate — questione relativa alla legge della Regione Sardegna che consente l’attribuzione temporanea di incarichi dirigenziali a dipendente non di qualifica dirigenziale — soppressione del Tribunale di Orvieto, anche in funzione di giudice del lavoro - legge della Regione Trentino-Alto Adige che conserva il diritto di rogito per tutti i segretari comunali...

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2014. Rapporto di lavoro.

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità dell’art. 8, comma 2, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 13 dicembre 2012, n. 25. Illegittimità della legge della Regione Abruzzo 28 dicembre 2012, n. 71. Illegittimità della legge della Provincia autonoma di Bolzano 17 gennaio 2011, n. 1. Illegittimità della legge della Regione Molise 17 gennaio 2013, n. 4. Infondata la questione di legittimità dell’art. 7, comma 6, del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449.

Il futuro della governance finanziaria europea alla luce della sentenza Pringle

Articolo scritto da: Elisa Bertolini

Nella sentenza Pringle in commento (causa C-370/12), la Corte di giustizia si è espressa a favore della compatibilità della decisione 2011/199/Ue e del Trattato MES con il diritto europeo. La Corte mette in risalto come non fosse possibile fondare un meccanismo di stabilità quale MES sui Trattati ma come esso, in realtà, si proponga, esattamente come questi ultimi, di raggiungere come fine la stabilità finanziaria dell’eurozona. In ogni caso, la sentenza ha reso ancora più evidente la necessità che l’Unione proceda verso una integrazione anche in campo economico, di bilancio e bancario.

Corte di Giustizia dell'UE, N.370/2012-27 Novembre 2012

(Corte di Giustizia dell'UE
N:370/2012 - 27 Novembre 2012)

Thomas Pringle c. Governo irlandese, Irlanda, Avvocatura dello Stato – Avv. Gen. Juliane Kokott

Note: Il futuro della governance finanziaria europea alla luce della sentenza Pringle

Unione europea – Meccanismo europeo di stabilità – Decisione n. 2011/199/Ue – Modifica dell’articolo 136 del TfUe – Validità – Art. 48, par. 6, del Trattato Ue – Procedura di revisione semplificata – Trattato Mes – Politica economica e monetaria – Sovranità Parlamenti nazionali – Competenza degli Stati membri.

È valida la decisione 2011/199/Ue del Consiglio europeo, del 25.3.2011, che modifica l’art. 136 TfUe relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro. Gli artt. 4, par. 3, e 13 TUe, gli artt. 2, par. 3, 3, parr. 1, lett. c, e 2, 119-123 e 125-127 TfUe, nonché il principio generale di tutela giurisdizionale effettiva non ostano alla conclusione tra gli Stati membri la cui moneta è l’euro di un accordo quale il Trattato che istituisce il Mes. La possibilità per uno Stato membro di concludere così come di ratificare tale Trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità non è peraltro in alcun modo subordinata all’entrata in vigore della decisione n. 2011/199/Ue.
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Osservatorio. La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2011. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

1. Illegittimità della legge regionale Calabria che ha modificato ex post i criteri di quantificazione dell’incentivo all’esodo per il personale. — 2. Illegittimità dell’inserimento di personale di associazioni private nei ruoli regionali mediante concorsi interamente riservati. — 3. Legittimità della indennità introdotta dalla legge n. 183/2010 in caso di contratti a termine illegittimi. — 4. Illegittimità delle «stabilizzazioni» del personale forestale e dei lavoratori precari della Regione Calabria.

Austerità e diritti del lavoro in Europa: una filastrocca irlandese?

Articolo scritto da: Michael Doherty

L’articolo inizia descrivendo brevemente il modello irlandese «anglosassone» di rapporti di lavoro. In seguito prende in esame alcune specificità della crisi irlandese, il ruolo e le richieste della Troika. L'autore analizza gli impatti delle riforme richieste dalla Troika sui meccanismi di determinazione dei salari in Irlanda, sulle condizioni di impiego e sulle disposizioni standard nel settore pubblico.

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2013. Rapporto di lavoro.

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità del trasferimento di personale a tempo indeterminato da società in house della Regione Lombardia a strutture organizzative regionali. Illegittimità di parte degli articoli 9 e 12 della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, riguardanti la concessione di trattamenti retributivi accessori al personale e indennità aggiuntive ai componenti degli organi di indirizzo politico. Infondatezza della questione di legittimità riguardante la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale nelle amministrazioni pubbliche. Etc.

Mancata promozione del lavoratore e discriminazione per motivi sindacali

Articolo scritto da: Luisa Monterossi

Nel caso in commento un dipendente della Regione Piemonte adisce il Tribunale di Torino lamentando di aver subito un trattamento discriminatorio:.non gli è stato riconosciuto l’inquadramento corrispondente alle superiori mansioni effettivamente svolte, promozione concessa a due colleghi, non dotati - a suo dire - di maggiore professionalità o anzianità. Mentre il Tribunale respinge il ricorso, la Corte d’Appello riconosce che la mancata promozione integra un atto discriminatorio nullo ai sensi dell’art. 15 St. lav. e condanna la Regione a concedere il superiore inquadramento all’appellante.

Corte d'Appello di Torino, N.-12 Marzo 2012

(Corte d'Appello di Torino
N: - 12 Marzo 2012)

Pres. Maffiodo, Est. Mancuso – R.W. (avv. Sonetto e Napoli) c. Regione Piemonte (avv. Magliona). Diff. Tribunale Torino 11 febbraio 2010.

Note: Mancata promozione del lavoratore e discriminazione per motivi sindacali

Discriminazioni – Principio di parità di trattamento – Mansioni e inquadramento – Atti omissivi – Svolgimento di attività sindacale – Distacchi e permessi sindacali – Onere della prova – Nullità – Adeguatezza della sanzione.

La mancata promozione di un lavoratore, concessa ad altri colleghi, integra un trattamento discriminatorio quando la decisione del datore di lavoro sia stata adottata unicamente in ragione dell’attività sindacale svolta dal dipendente escluso. Pertanto, l’atto è radicalmente nullo ai sensi dell’art. 15 Stat. lav. e il datore è tenuto a riconoscere al lavoratore discriminato il superiore inquadramento.
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