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Rappresentatività

Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 stipulato tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Una riflessione critica

L’angolo visuale in cui si pone la presente riflessione è limitato all’esame di eventuali profili critici contenuti nell’Accordo interconfederale stipulato il 10 gennaio 2014 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, denominato «Testo Unico sulla rappresentanza», con riferimento alla loro compatibilità con le regole associative e statutarie, con particolare attenzione alle Carte della Cgil e delle federazioni che a essa aderiscono.
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Titolarità e usurpazione di poteri dispositivi e derogatori

In questo scritto l'Autore analizza il testo dell'art. 8 della l. n.148/2011 sotto il profilo della titolarità dei soggetti abilitati a dare forza all’opzione di accordi «di prossimità» a efcacia generale e derogatori di legge e di contratti collettivi. Il legislatore dell’art. 8 ha dovuto riconoscere, per la prima volta, che maggiore rappresentatività è un requisito necessario per poter stipure contratti collettivi aziendali di prossimità.
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Quando un ragionamento impeccabile è sbagliato: brevi riflessioni su di una controversia attorno al "T.U. sulla rappresentanza"

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Il «Testo Unico sulla rappresentanza» sottoscritto il 10 gennaio 2014 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ha immediatamente suscitato un notevole dibattito, anche tra i sindacati contraenti, e in particolare all’interno della Cgil. Nel saggio si analizza una causa introdotta da Usb (Unione Sindacale di base) sulla legittimità di alcune clausole dell'accordo.
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Il quadro della rappresentatività sindacale dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013

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Nel saggio si analizza la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013 che secondo l'A. conferma e rafforza l’orientamento della giurisprudenza costituzionale secondo cui, ai fini del riconoscimento della legittimazione delle organizzazioni sindacali a beneficiare della tutela privilegiata offerta dall’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, quel che conta è la rappresentatività del sindacato riscontrata in concreto.
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Intervento

Il saggio costituisce un primo commento all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, analizzandone i contenuti e soffermandosi in particolare sugli aspetti collegati all’efficacia dei contratti aziendali “in deroga” sottoscritti da solo una parte delle sigle firmatarie del contratto collettivo nazionale. Il saggio si sofferma parimenti sul d.l. n. 138 del 13 agosto 2011 che finisce per dettare una disciplina ampiamente derogatoria dei diritti dei lavoratori, in palese contrasto con l’obiettivo che el parti collettive si erano prefissate nel giugno 2011.
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Alcune osservazioni a proposito dell’Accordo del 10 gennaio 2014

Appena sottoscritto il Protocollo del maggio 2013 la Fiom espresse vivo apprezzamento per i suoi contenuti. L’apprezzamento era tanto convinto che si chiedeva che esso trovasse «piena applicazione a partire dal settore metalmeccanico, per concludere definitivamente la pratica degli accordi separati». Diverso, invece, è stato l’atteggiamento della Fiom di fronte all’Accordo del 10 gennaio. L'autore analizza la consistenza delle ragioni del dissenso, che sembrano sostanzialmente far leva su due punti: quello dei meccanismi sanzionatori e quello dei diritti sindacali in azienda
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L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

La sentenza è nell’ambito della controversia legata alla mancata sottoscrizione del Ccnl metalmeccanici ad opera della Fiom-Cgil, uno tra quegli interventi che ritengono sia comportamento antisindacale il rifiuto da parte del datore di far costituire alla Fiom una Rsa ex art. 19 Stat. Dopo un breve excursus sulle interpretazioni relative al requisito in questione, la presa di posizione del Trib. Napoli, tendente a darne una lettura costituzionalmente orientata, viene posta in relazione al dibattito relativo al potere interpretativo del giudice di fronte al contrasto con precetti costituzionali
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Tribunale Napoli, N.33625-13 Aprile 2012

(Tribunale Napoli
N:33625 - 13 Aprile 2012)

Est. Sarracino – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, Focareta, Poli, Ferrara) c. Magneti Marelli Spa (avv.ti Amendolito, Dondi, Favalli, Dirutigliano, De Luca Tamajo, Di Stasio).

Note: L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

Rappresentanza sindacale – Formazione Rsa ex art. 19 Stat. lav. – Contratti collettivi applicati nell’unità produttiva – Mancata sottoscrizione – Lettura costituzionalmente orientata – Altri indici di rappresentatività – Partecipazione alle trattative – Numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva – Numero di iscritti – Rilevanza.

In un’ottica di interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 19 Stat. lav., la sottoscrizione degli accordi non è che un indice di rappresentatività del sindacato; indice che può essere anche insufficiente in caso di mancata partecipazione alle trattative; ben può il giudice ritenere che la rappresentatività effettiva può essere desunta da indici differenti da quelli della mera sottoscrizione, non solo la partecipazione alle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale, ma anche il numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva e il numero di iscritti, e dare della norma in esame una interpretazione costituzionalmente orientata.
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La sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale sullo sfondo della crisi del sistema sindacale anomico

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Lo scritto prende in considerazione (oppure ripercorre) le diverse nozioni giuridiche di rappresentatività sindacale presenti nell’ordinamento ed evidenzia il significato e la finalità storicopolitica di ciascuna. Particolare attenzione viene data alla nozione introdotta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 231/2013 e ai possibili sviluppi legislativi della materia.
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Intervento

Dall'analisi della vicenda Fiat emerge che l’esasperazione del criterio della contrattazione separata ha portato, da un lato, all’idea che una singola azienda, purché sufficientemente forte sul mercato, possa emanciparsi anche dai vincoli che gli derivano dall’appartenenza a un'organizzazione datoriale più vasta (in specie Confindustria), per procedere sciolta da vincoli di sistema; dall’altra, alla convinzione di potere procedere alla selezione arbitraria dei contraenti sindacali, indipendentemente dal consenso che essi siano in grado di raccogliere. Un esempio è rinvenibile nell'utilizzo...
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Dissensi e consensi sul Testo Unico sulla rappresentanza: un bilancio tra politica e diritto

Nelle settimane successive alla firma del Testo Unico sulla rappresentanza non sono mancati commenti dai toni assai preoccupati, talvolta sferzanti, non solo da esponenti del mondo sindacale ma anche da qualche giurista. L'autore analizza alcune questioni più controverse dell'accordo.
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