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Rappresentatività

Intervento

L'A. mette in luce i pro e i contro dell’accordo 28.6.2011. Da un lato, si riscontra positivamente la esplicita definizione della funzione del “tanto controverso” CCNL, quella cioè di ”garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale”; dall'altro, criticamente emerge l’assenza di regolamentazione della procedura di conclusione e dell'efficacia del CCNL basato sulla rappresentatività degli attori negoziali, come la mancanza di qualsiasi riferimento alla questione del referendum confermativo del CCNL
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Soggettività sindacale e categorie contrattuali

English abstract
Il saggio propone una ricognizione evolutiva della nozione di categoria di cui tratta l’art. 2070 cod. civ. alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione. Focalizza poi l’attenzione sulle relazioni tra la categoria e a) la struttura organizzativa del sindacato, b) le regole sulla misurazione della rappresentatività sindacale e c) le recenti trasformazioni del sistema contrattuale.
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L’interpretazione dell’art. 19 Stat. lav. e il diritto di cittadinanza della Fiom-Cgil

Lo scopo di questo articolo è di fare il punto sulla questione Fiom-CGIL/Fiat, che ha posto nuovamente il problema della lettura costituzionalmente orientata dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratoriovvero di una sua illegittimità costituzionale, o ancora di un suo utilizzo, in ipotesi, astuto ed efficace fatto dalla stessa Fiat per escludere la Fiom-CGIL dai luoghi di lavoro.
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Tribunale Modena, N.424-4 Giugno 2012

(Tribunale Modena
N:424 - 4 Giugno 2012)

Est. Ponterio – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, D’Oronzo, Focareta, Giuliani, Piccinini) c. Case New Holland Italia Spa, Maserati Spa e Ferrari Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Amendolito, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Gragnoli).

Note: L’interpretazione dell’art. 19 Stat. lav. e il diritto di cittadinanza della Fiom-Cgil

Condotta antisindacale – Negazione di efficacia e legittimità delle nomine dei dirigenti della Rsa Fiom-Cgil presso le unità produttive delle convenute nonché negazione dell’esercizio dei diritti di cui al Titolo III Stat. lav. – Inidoneità dell’art. 19, lett. b, Stat. lav. a misurare la forza e l’effettività rappresentatività di un sindacato – Rinvio della questione alla Corte Costituzionale.

Il criterio selettivo ex art. 19, lett. b, Stat. lav., in quanto considera quale unico presupposto per la costituzione delle RSA la sottoscrizione del contratto collettivo applicato nell’unità produttiva, appare irrazionale, perché indice inidoneo della effettiva rappresentatività delle associazioni sindacali, così da tradire la ratio della stessa disposizione dello Statuto, volta ad attribuire una finalità promozionale e incentivante all’attività del sindacato quale portatore di interessi del maggior numero di lavoratori, cst. Si dichiara rilevante e non manifestamente infondata l’eccezione di legittimità costituzionale dell’art. 19, lettera b, Stat. lav., per contrasto con gli articoli, 2, 3 e 39 Cost.
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Tribunale Larino, N.53-23 Aprile 2012

(Tribunale Larino
N:53 - 23 Aprile 2012)

Est. Aceto – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, D’Oronzo, Focareta, Piccinini, Salemme, D’Adamo) c. Fiat Powertrain Technologies Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Amendolito, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Di Stasio).

Note: L’interpretazione dell’art. 19 Stat. lav. e il diritto di cittadinanza della Fiom-Cgil

Condotta antisindacale – Applicazione del contratto collettivo specifico di lavoro di primo livello del 29 dicembre 2010, con il dissenso di Fiom-Cgil, in vigenza del contratto collettivo nazionale di categoria del 2008 sottoscritto anche da Fiom-Cgil – Sussiste – Conseguenze – Applicazione del contratto collettivo nazionale di categoria del 2008 agli iscritti della Fiom-Cgil.

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che non applica il contratto collettivo nazionale di categoria del 2008, ancora vigente, ai lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil, pretendendo di opporre il contratto collettivo specifico di lavoro di primo livello del 29 dicembre 2010, in pieno contrasto con i princìpi generali in materia di contratti di diritto comune.
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Tribunale Napoli, N.33625-12 Aprile 2012

(Tribunale Napoli
N:33625 - 12 Aprile 2012)

Est. Saracino – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, D’Oronzo, Focareta, Piccinini) c. Magneti Marelli Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Amendolito, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Di Stasio).

Note: L’interpretazione dell’art. 19 Stat. lav. e il diritto di cittadinanza della Fiom-Cgil
Parole chiave: sindacali :: diritti :: condotta :: antisindacale :: Rsa :: art. 19 :: Statuto :: lavoratori ::

Condotta antisindacale – Negazione di efficacia e legittimità delle nomine dei dirigenti della Rsa Fiom-Cgil presso le unità produttive della convenuta nonché negazione dell’esercizio dei diritti di cui al Titolo III Stat. lav. in assenza di firma del contratto applicato nelle stesse unità produttive – Sussiste.

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che rifiuti di riconoscere ex art. 19 Stat. lav. il diritto di costituire rappresentanze sindacali aziendali e di godere delle prerogative di cui al Titolo III Stat. lav. a un sindacato effettivamente rappresentativo, il quale non abbia sottoscritto il contratto applicato nell’unità produttiva, pur avendo attivamente preso parte alle trattative sindacali
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Tribunale Bologna, N.-27 Marzo 2012

(Tribunale Bologna
N: - 27 Marzo 2012)

Est. Sorgi – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, D’Oronzo, Focareta, Piccinini) c. Magneti Marelli Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Amendolito, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Di Stasio).

Note: L’interpretazione dell’art. 19 Stat. lav. e il diritto di cittadinanza della Fiom-Cgil
Parole chiave: sindacali :: diritti :: condotta :: antisindacale :: Rsa :: art. 19 :: Statuto :: lavoratori ::

Condotta antisindacale – Negazione di efficacia e legittimità delle nomine dei dirigenti della Rsa Fiom-Cgil presso le unità produttive della convenuta nonché negazione dell’esercizio dei diritti di cui al Titolo III Stat. lav. in assenza di firma del contratto applicato nelle stesse unità produttive – Sussiste.

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che rifiuti di riconoscere ex art. 19 Stat. lav. il diritto di costituire rappresentanze sindacali aziendali e di godere delle prerogative di cui al Titolo III Stat. lav. a un sindacato effettivamente rappresentativo, il quale non abbia sottoscritto il contratto applicato nell’unità produttiva, pur avendo attivamente preso parte alle trattative sindacali.
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Rappresentatività sindacale o conseguenza della partecipazione

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che rifiuta di convocare al tavolo delle trattative un sindacato rappresentativo nei fatti e nel consenso dei lavoratori? Le pronunce in commento, pur seguendo la falsariga della nota sentenza n. 231/2013 della Corte Costituzionale, giungono a due soluzioni opposte, rendendo attuale un antico dibattito dottrinale e giurisprudenziale.
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Tribunale Roma , N.20811-16 Settembre 2014

(Tribunale Roma
N:20811 - 16 Settembre 2014)

Est. Casari – Usb lavoro privato Coordinamento provinciale di Roma (avv.ti Crupi, Faranda, Guglielmi) c. Unicoop Tirreno Soc. cooperativa (avv.ti Maresca, Schembri, Grassi).

Note: Rappresentatività sindacale o conseguenza della partecipazione

Condotta antisindacale – Rifiuto del datore di lavoro di trattare con un sindacato – Nozione di rappresentatività ex art. 19 Stat. lav. – Sen - ten za Corte cost. n. 231/2013 – Insussistenza.

Non è antisindacale la condotta del datore di lavoro che rifiuti di trattare con il sindacato richiedente, in quanto non sussiste alcun obbligo a trattare. Anzi, alla luce della pronuncia della Corte cost. n. 231/2013 sull’art. 19 Stat. lav., l’unico criterio di rappresentatività è costituito proprio dalla capacità del sindacato di imporre la propria partecipazione alle trattative
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Tribunale Busto Arsizio, N.971-30 Luglio 2014

(Tribunale Busto Arsizio
N:971 - 30 Luglio 2014)

Est. La Russa – Cub trasporti di Varese e Provincia (avv.ti Medina, Sertori) c. Dea servizi Srl (avv. Zupa).

Note: Rappresentatività sindacale o conseguenza della partecipazione
Parole chiave: condotta :: antisindacale :: nozione ::

Condotta antisindacale – Rifiuto del datore di lavoro di trattare con un sindacato – Nozione di rappresentatività ex art. 19 Stat. lav. – Sen - ten za Corte cost. n. 231/2013 – Sussistenza.

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che rifiuti di trattare con un sindacato rappresentativo nei fatti e nel consenso dei lavoratori addetti all’unità produttiva, in quanto tale comportamento è diretto a limitare l’esercizio della libertà sindacale
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La Corte costituzionale nel prisma delle relazioni sindacali

Introduzione alla tavola rotonda su «Rappresentatività, diritti sindacali e processo negoziale» tenutasi a Roma il 12 dicemmbre 2013 e promossa dalla Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza Sociale, da Magistratura democratica e dall’associazione Avvocati Giuslavoristi Italiani (sezione Lazio). Il tema è quello della rappresentatività e delle condizioni di esercizio dei diritti sindacali dopo la “storica” sentenza della Corte costituzionale nella causa Fiom-CGIL c. Fiat (sent. n. 231/2013)
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Intervento

Il contributo si sofferma sui contenuti dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dandone una lettura che valorizza le soluzioni date a problemi che da molti anni al centro del dibattito (la valutazione della rappresentatività sindacale, il rapporto tra contratto nazionale e aziendale, l’efficacia dei contratti aziendali). L’Autore analizza l’accordo nella classica prospettiva dell’ordinamento intersindacale, valutandone le ricadute nell’ordinamento giuridico. Viene poi effettuato un primo confronto con i contenuti dell’art. 8 del d.l. 138 del 2011.
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Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 stipulato tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Una riflessione critica

L’angolo visuale in cui si pone la presente riflessione è limitato all’esame di eventuali profili critici contenuti nell’Accordo interconfederale stipulato il 10 gennaio 2014 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, denominato «Testo Unico sulla rappresentanza», con riferimento alla loro compatibilità con le regole associative e statutarie, con particolare attenzione alle Carte della Cgil e delle federazioni che a essa aderiscono.
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Titolarità e usurpazione di poteri dispositivi e derogatori

In questo scritto l'Autore analizza il testo dell'art. 8 della l. n.148/2011 sotto il profilo della titolarità dei soggetti abilitati a dare forza all’opzione di accordi «di prossimità» a efcacia generale e derogatori di legge e di contratti collettivi. Il legislatore dell’art. 8 ha dovuto riconoscere, per la prima volta, che maggiore rappresentatività è un requisito necessario per poter stipure contratti collettivi aziendali di prossimità.
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Quando un ragionamento impeccabile è sbagliato: brevi riflessioni su di una controversia attorno al "T.U. sulla rappresentanza"

Articolo scritto da:
Il «Testo Unico sulla rappresentanza» sottoscritto il 10 gennaio 2014 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ha immediatamente suscitato un notevole dibattito, anche tra i sindacati contraenti, e in particolare all’interno della Cgil. Nel saggio si analizza una causa introdotta da Usb (Unione Sindacale di base) sulla legittimità di alcune clausole dell'accordo.
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Il quadro della rappresentatività sindacale dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013

English abstract
Nel saggio si analizza la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013 che secondo l'A. conferma e rafforza l’orientamento della giurisprudenza costituzionale secondo cui, ai fini del riconoscimento della legittimazione delle organizzazioni sindacali a beneficiare della tutela privilegiata offerta dall’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, quel che conta è la rappresentatività del sindacato riscontrata in concreto.
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