reddito

Gli interventi regionali nelle crisi occupazionali dopo la riforma del Titolo V della Costituzione

Il contributo si propone di operare una veloce rassegna degli interventi messi in campo a livello regionale per fronteggiare le difficoltà occupazionali originatesi a partire dal 2008 per effetto della crisi economica, evidenziando due linee generali di azione: il sostegno al reddito ed il sostegno all’occupazione (e all’occupabilità). Nella parte finale dello scritto, specifica attenzione viene dedicata allo studio di un caso, quello della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
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Che fine ha fatto il reddito minimo garantito?

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Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 2
Nel saggio si esamina sinteticamente la proposta di legge delega presentata dal dicastero Renzi in ordine alla questione di un ipotizzato trattamento dopo la fruizione dell’Aspi in favore di lavoratori disoccupati e si osserva che tale misura, comunque prevista solo come «eventuale», non ha le caratteristiche tipiche dell’istituto del «Reddito minimo garantito» come diffusosi nell’Unione europea e come riconosciuto dalla Carta dei diritti dell’unione europea. Nella seconda parte si prendono in esame le indicazioni sovranazionali in materia di «Reddito minimo garantito».
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Nota

Il Tribunale di Roma ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, del d.l. n°98 del 2011, convertito in legge n°111 del 15.07.2011 per violazione dell’art. 3 della Costituzione, rilevando che detta norma non è né norma di interpretazione autentica, né retroattiva, ma ha carattere innovativo e, pertanto, l’applicazione della decadenza sostanziale dei tre anni (di cui al I comma, n°1 citato) e della prescrizione di cinque anni (di cui al 1 comma, n°2 citato) ai giudizi di riliquidazione delle pensioni pendenti in primo grado alla data del 06.07.2011.
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Corte di Cassazione, N.8535-8 Aprile 2013

(Corte di Cassazione
N:8535 - 8 Aprile 2013)

ord. – Pres. La Terza, Est. Marotta, P.M. Fresa (conf.) – R.S. (avv. Assennato) c. Inps (avv.ti Ricci, Pulli, Capannolo).

Note: Nota

Assicurazione Ivs – Pensione di inabilità civile totale – Art. 12, legge n. 118 del 1971 – Limiti reddituali per l’erogazione della prestazione – Cumulo con il reddito del coniuge.

Ai fini dell’accertamento del requisito reddituale previsto per l’attribuzione della pensione di inabilità ex art. 12, legge n. 118 del 30 marzo 1971, deve tenersi conto anche della posizione reddituale del coniuge dell’invalido, secondo quanto stabilito dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, art. 14-septies, comma 4, in conformità con i generali criteri del sistema di sicurezza sociale, che riconoscono alla solidarietà familiare una funzione integrativa dell’intervento assistenziale pubblico, non potendo invece trovare applicazione la regola – stabilita dal successivo comma 5 dello stesso art. 14-septies solo per l’assegno mensile di cui alla legge n. 118 del 1971 citata – della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti del nucleo familiare dell’interessato.
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Sostegno al reddito dei disoccupati nella legislazione nazionale

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L’articolo indaga i processi di omogeneizzazione e universalizzazione delle tutele del reddito dei lavoratori disoccupati all’esito delle più recenti riforme degli ammortizzatori sociali. Se il processo di omogeneizzazione ha sostanzialmente consentito di raggiungere l’obiettivo dell’uniformità, non altrettanto si può sostenere del secondo processo verso l’universalità del sistema di tutela del reddito.
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Il finanziamento delle misure di sostegno al reddito dopo la riforma Fornero

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ANNO LXV - 2014 - 2
La l. 92/2012 rappresenta il punto di arrivo di un lungo e tormentato processo di revisione delle misure di sostegno al reddito, con la quale il legislatore ha inteso far gravare la maggior parte dei costi della riforma degli ammortizzatori sociali proprio sulle imprese, incrementando gli oneri contributivi a loro carico e contestualmente decrementando i livelli di tutela per i lavoratori. Si tratta della parziale sostituzione del welfare pubblico con quello negoziale, mutato geneticamente da volontario e integrativo in obbligatorio e sostitutivo, con costi a totale carico delle imprese
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Introduzione

Nel saggio viene introdotto il Tema di questo numero della Rivista: la complessità del fenomeno della povertà e dell’esclusione sociale. Si offre un un quadro ricostruttivo dei termini essenziali della questione evidenziandone la sua innegabile multifattorialità che si riverbera nelle diverse risposte e nei diversi strumenti messi in campo all’interno dei vari paesi occidentali.
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Reddito di base e cittadinanza attiva nei nuovi scenari del welfare

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Il sistema di welfare italiano risulta ancora caratterizzato dall’assenza di misure di reddito minimo per le persone in difficoltà economica. Il dibattito politico e scientifico è aperto, e sembra sempre più orientarsi verso il riconoscimento di un sostegno economico ai soggetti abili, ma involontariamente privi di un lavoro, a fronte della loro responsabilizzazione verso forme attive di inserimento sociale.
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