subordinazione

Gruppi di imprese e codatorialità: introduzione a un dibattito

Articolo scritto da: Valerio Speziale

SOMMARIO: 1. La codatorialità come teoria di imputazione plurima dei rapporti di lavoro. — 2. Introduzione ai saggi pubblicati. — 3. Conclusioni

In tema di qualificazione del rapporto di lavoro

Articolo scritto da: Dario Manna

Le due sentenze riportate in epigrafe affrontano due aspetti connessi del processo di qualificazione del rapporto di lavoro, ovvero la valenza solo residuale del nomen iuris attribuito dalle parti al contratto, nonché la sua attitudine – protraendosi nel tempo – a mutare il regime giuridico che lo contraddistingue.

Corte di Cassazione, N.11589-12 Mag 2008

(Corte di Cassazione
N:11589 - 12 Mag 2008)

Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Est. Mammone, P.M. Fucci (parz. conf.) – Confezioni S. Spa (avv. De Arcangelis) c. A. N. (avv. Martire).

Note: In tema di qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: lavoro subordinato :: qualificazione ::

Lavoro subordinato – In genere – Iniziale qualificazione data dalle parti – Rilevanza non assorbente – Comportamento posteriore delle parti – Rilevanza in funzione della interpretazione della volontà originaria – Sussistenza – Rilevanza anche per l’accertamento di un mutamento della qualificazione originaria del rapporto – Sussistenza.

Ai fini della distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo non si può comunque prescindere dalla volontà delle parti contraenti e sotto questo profilo va tenuto presente il nomen iuris utilizzato, il quale, però, non ha mai un rilievo assorbente, poiché deve tenersi conto, sul piano della interpretazione della volontà delle parti, del comportamento complessivo delle stesse, anche posteriore alla conclusione del contratto, con la conseguenza che in caso di contrasto tra dati formali e dati fattuali relativi alle modalità della prestazione occorre dare prevalenza ai secondi.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte di Cassazione, N.29000-10 Dicembre 2008

(Corte di Cassazione
N:29000 - 10 Dicembre 2008)

Pres. Sciarelli, Est. Bandini, P.M. Iannelli (conf.) – D. M. Srl (avv. Balletti) c. S. F. (avv. Sipala).

Note: In tema di qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: lavoro subordinato ::

Lavoro subordinato – Autonomia o subordinazione (differenza tra) – In genere

Il cambiamento di veste del rapporto di lavoro, con il venir meno del vincolo di dipendenza, può avvenire anche se il contenuto della prestazione lavorativa resta identico; tuttavia, a dimostrazione dell’effettiva sostituzione del rapporto deve esserci un concreto mutamento delle modalità di svolgimento delle mansioni, conseguenza ovvia della fine dell’obbligo di assoggettamento del lavoratore al datore di lavoro. In caso contrario, si presume che il rapporto sia proseguito col regime precedente e nient’affatto quelle, diverse, contemplate dal contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Riflessioni in tema di eterorganizzazione nelle nuove collaborazioni di lavoro subordinato

Articolo scritto da: Costantino Cordella

l’Autore sottolinea come l’art. 2, d.lgs. n. 81/2015, sia frutto della volontà di tipizzare gli indici di qualificazione più utilizzati in giurisprudenza, evidenziando le ragioni applicative che escludono la riconducibilità al lavoro autonomo di questi rapporti. Il discorso sulla qualificazione continua analizzando il concetto di eterorganizzazione e, in tal senso, evidenziando la diversità di significato che esiste rispetto al riferimento «alle dipendenze» utilizzato all’art. 2094 c.c. e, al contempo, la connessione funzionale che invece si rileva con il concetto di eterodirezione.

Gruppi di imprese, reti di imprese e codatorialità: una prospettiva comparata

Articolo scritto da: AdalbertoPerulli

Il saggio affronta il tema delle trasformazioni morfologiche dell’impresa, individuando i principali strumenti di ricomposizione utili, nella prospettiva del diritto del lavoro, a garantire la tutela dei diritti individuali e collettivi. L’analisi comparata si rivela particolarmente interessante in quanto dimostra come, sia nei sistemi di civil law sia in quelli di common law, siano all’opera vettori legislativi e giurisprudenziali volti a razionalizzare il fenomeno dell’articolazione/scomposizione dell’impresa, con conseguenze favorevoli per il diritto del lavoro.

Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010

Articolo scritto da: Lorenzo Lama

Prendendo spunto dalla decisione del Tribunale, la nota sintetizza il dibattito giurisprudenziale e dottrinale sul valore probatorio dei verbali ispettivi e sul riparto dell’onere probatorio sia nei giudizi di opposizione a cartella esattoriale emessa dall’Inps sulla base di verbale di accertamento della subordinazione (come nel caso di specie), sia nei giudizi di accertamento negativo della subordinazione. Si mette in rilievo la distinzione tra il valore probatorio degli accertamenti “oggettivi” e accertamenti “indiretti” contenuti nei verbali ispettivi, distinzione confermata dalla l. 124/04

Tribunale Chieti, N.1726-5 Mag 2010

(Tribunale Chieti
N:1726 - 5 Mag 2010)

Est. Prozzo - Casa di cura privata dott. Spatocco srl (Avv. Tatozzi, Tittaferrante, Cirulli, Mezzanotte) c. Inps (Avv. Cassarino e Savella)

Note: Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010

Controversie di lavoro - Verbale ispettivo - Opposizione a cartella esattoriale - Onere della prova dei fatti costitutivi dell'obbligo contributivo - Grava sull'ente previdenziale

L'opposizione avverso la cartella esattoriale dà luogo a un ordinario giudizio di cognizione relativo a diritti e obblighi inerenti al rapporto previdenziale, con la conseguenza che grava sull'ente previdenziale l'onere di provaere i fatti costitutivi dell'obbligo contributivo e sulla controparte l'onere di provare i fatti impeditivi, modificativi ed estintivi del diritto fatto valere.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Le «collaborazioni organizzate dal committente» tra diritto europeo e giurisprudenza di legittimità.

Articolo scritto da: Lucia Tria

La disciplina delle «collaborazioni organizzate dal committente» introdotta dal decreto legislativo n. 81 del 2015 va letta insieme con la complessiva normativa contenuta nel citato decreto. Questo consente di percepire che si tratta di una disciplina diretta a fare chiarezza nelle molteplici e variegate situazioni lavorative che rientrano fra le collaborazioni, onde puntare a ottenere la massima corrispondenza tra realtà lavorativa e apparenza, nel senso di ridurre l’elevato tasso di «mercificazione» del lavoro che si è avuto negli ultimi venti anni.

Gruppi di imprese, codatorialità e subordinazione

Articolo scritto da: OronzoMazzotta

Il saggio, premessa l’esposizione del quadro di riferimento generale dell’impiego dei lavoratori nell’ambito dei gruppi di imprese, distingue un significato descrittivo e uno prescrittivo della definizione di «codatorialità». Esamina poi criticamente – alla luce della teoria della subordinazione – quelle tesi dottrinarie che ritengono che, nel caso di forte integrazione dei cicli produttivi (riconducibile alla tecnica dell’appalto, della subcommittenza, del franchising ecc.), l’impresa principale può essere considerata contitolare dei rapporti di lavoro dei dipendenti della subimpresa.

Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo

Articolo scritto da: AndreaAllamprese

La sentenza in commento merita di non essere lasciata passare sotto silenzio. Essa sembra prefigurare un mutamento di orientamento del Supremo Collegio in tema di qualificazione del rapporto di lavoro, richiamando espressamente la decisione della Corte Costituzionale n. 30 del 5 febbraio 1996 (In D&L, 1996, pp. 616 ss.) ove la nozione di «subordinazione in senso stretto» viene fatta coincidere con la condizione di doppia alienità del lavoratore rispetto all’organizzazione e al risultato produttivo. ...

Cassazione, N.820-16 Gennaio 2007

(Cassazione
N:820 - 16 Gennaio 2007)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Vidimi, P.M. Sepe (concl. conf.) – G. Serenata (avv.ti De Michele, Ruggiero) c. Villa Giovanna (avv. D. Garofalo) e Cooperativa Cia (avv. Luparelli).

Note: Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo
Parole chiave: subordinazione ::

Interposizione di manodopera – Individuazione del soggetto titolare del contratto in caso di interposizione vietata – Subordinazione come alienità dei mezzi di produzione ed esautorazione dal risultato produttivo – Onere della prova.

Nel rito del lavoro, la valutazione di nullità del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado per mancanza di determinazione dell’oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto sulle quali questa si fonda, ravvisabili solo quando attraverso l’esame complessivo dell’atto sia impossibile l’individuazione esatta della pretesa dell’attore e il convenuto non possa apprestare una compiuta difesa, implica interpretazione dell’atto introduttivo della lite riservata al giudice di merito, censurabile in cassazione solo per vizi di motivazione, il che comporta l’esame non del ricorso introduttivo, ma delle ragioni esposte nella sentenza impugnata per affermare che il ricorso stesso sia o meno affetto dal vizio denunciato. (1) ...
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Brevi osservazioni sulle collaborazioni escluse a priori dall’applicazione della disciplina del lavoro subordinato

Articolo scritto da: Marianna Russo

Le collaborazioni eteroorganizzate previste dal d.lgs. n. 81/2015 costituiscono sicuramente uno dei punti più controversi e dibattuti del decreto delegato sul riordino delle tipologie contrattuali. Il presente contributo intende proporre qualche spunto di riflessione sulle ipotesi di collaborazioni escluse dall’applicazione delle tutele del rapporto di lavoro subordinato a prescindere dalla sussistenza dei requisiti indicati al comma 1. In particolare, cerca di individuare le motivazioni di tali eccezioni, di prospettarne le conseguenze e di rilevare i profili di criticità.

La ricerca del datore di lavoro nell’impresa di gruppo: la codatorialità al vaglio della giurisprudenza

Articolo scritto da: Maria Giovanna Greco

La giurisprudenza che si è occupata dell’individuazione del datore di lavoro effettivo nel gruppo di imprese ha raggiunto un orientamento consolidato e condiviso in riferimento alle frammentazioni fraudolente delle attività produttive. Con riferimento ai gruppi genuini, la ricerca del datore di lavoro è realizzata con tecniche argomentative diverse e solo in poche sentenze si fa riferimento al rapporto di lavoro come obbligazione soggettivamente complessa che vede, a fronte di un’unica prestazione resa a favore di più soggetti, una pluralità di datori di lavoro.