subordinazione

Le «collaborazioni organizzate dal committente» tra diritto europeo e giurisprudenza di legittimità.

Articolo scritto da: Lucia Tria

La disciplina delle «collaborazioni organizzate dal committente» introdotta dal decreto legislativo n. 81 del 2015 va letta insieme con la complessiva normativa contenuta nel citato decreto. Questo consente di percepire che si tratta di una disciplina diretta a fare chiarezza nelle molteplici e variegate situazioni lavorative che rientrano fra le collaborazioni, onde puntare a ottenere la massima corrispondenza tra realtà lavorativa e apparenza, nel senso di ridurre l’elevato tasso di «mercificazione» del lavoro che si è avuto negli ultimi venti anni.

Gruppi di imprese, codatorialità e subordinazione

Articolo scritto da: OronzoMazzotta

Il saggio, premessa l’esposizione del quadro di riferimento generale dell’impiego dei lavoratori nell’ambito dei gruppi di imprese, distingue un significato descrittivo e uno prescrittivo della definizione di «codatorialità». Esamina poi criticamente – alla luce della teoria della subordinazione – quelle tesi dottrinarie che ritengono che, nel caso di forte integrazione dei cicli produttivi (riconducibile alla tecnica dell’appalto, della subcommittenza, del franchising ecc.), l’impresa principale può essere considerata contitolare dei rapporti di lavoro dei dipendenti della subimpresa.

Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo

Articolo scritto da: AndreaAllamprese

La sentenza in commento merita di non essere lasciata passare sotto silenzio. Essa sembra prefigurare un mutamento di orientamento del Supremo Collegio in tema di qualificazione del rapporto di lavoro, richiamando espressamente la decisione della Corte Costituzionale n. 30 del 5 febbraio 1996 (In D&L, 1996, pp. 616 ss.) ove la nozione di «subordinazione in senso stretto» viene fatta coincidere con la condizione di doppia alienità del lavoratore rispetto all’organizzazione e al risultato produttivo. ...

Cassazione, N.820-16 Gennaio 2007

(Cassazione
N:820 - 16 Gennaio 2007)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Vidimi, P.M. Sepe (concl. conf.) – G. Serenata (avv.ti De Michele, Ruggiero) c. Villa Giovanna (avv. D. Garofalo) e Cooperativa Cia (avv. Luparelli).

Note: Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo
Parole chiave: subordinazione ::

Interposizione di manodopera – Individuazione del soggetto titolare del contratto in caso di interposizione vietata – Subordinazione come alienità dei mezzi di produzione ed esautorazione dal risultato produttivo – Onere della prova.

Nel rito del lavoro, la valutazione di nullità del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado per mancanza di determinazione dell’oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto sulle quali questa si fonda, ravvisabili solo quando attraverso l’esame complessivo dell’atto sia impossibile l’individuazione esatta della pretesa dell’attore e il convenuto non possa apprestare una compiuta difesa, implica interpretazione dell’atto introduttivo della lite riservata al giudice di merito, censurabile in cassazione solo per vizi di motivazione, il che comporta l’esame non del ricorso introduttivo, ma delle ragioni esposte nella sentenza impugnata per affermare che il ricorso stesso sia o meno affetto dal vizio denunciato. (1) ...
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Brevi osservazioni sulle collaborazioni escluse a priori dall’applicazione della disciplina del lavoro subordinato

Articolo scritto da: Marianna Russo

Le collaborazioni eteroorganizzate previste dal d.lgs. n. 81/2015 costituiscono sicuramente uno dei punti più controversi e dibattuti del decreto delegato sul riordino delle tipologie contrattuali. Il presente contributo intende proporre qualche spunto di riflessione sulle ipotesi di collaborazioni escluse dall’applicazione delle tutele del rapporto di lavoro subordinato a prescindere dalla sussistenza dei requisiti indicati al comma 1. In particolare, cerca di individuare le motivazioni di tali eccezioni, di prospettarne le conseguenze e di rilevare i profili di criticità.

La ricerca del datore di lavoro nell’impresa di gruppo: la codatorialità al vaglio della giurisprudenza

Articolo scritto da: Maria Giovanna Greco

La giurisprudenza che si è occupata dell’individuazione del datore di lavoro effettivo nel gruppo di imprese ha raggiunto un orientamento consolidato e condiviso in riferimento alle frammentazioni fraudolente delle attività produttive. Con riferimento ai gruppi genuini, la ricerca del datore di lavoro è realizzata con tecniche argomentative diverse e solo in poche sentenze si fa riferimento al rapporto di lavoro come obbligazione soggettivamente complessa che vede, a fronte di un’unica prestazione resa a favore di più soggetti, una pluralità di datori di lavoro.

Il pensiero giuridico di Simone Weil

Articolo scritto da: AlainSupiot

Il saggio mette in luce il contributo di S. Weil al pensiero giuridico in generale e al diritto del lavoro in particolare. Si evidenzia come la filosofia del lavoro di questa straordinaria giurista sia radicata nell’esperienza dell’universo industriale; esperienza che fonda la componente normativa della sua opera. All’epoca in cui S. Weil lavora in fabbrica, il Diritto del Lavoro è ancora balbettante e la disumanizzazione del lavoro nell’universo industriale è allucinante. La sua esperienza della subordinazione giuridica la induce ad affermare che...

Dalla eterodirezione alla eteroorganizzazione: una nuova nozione di subordinazione?

Articolo scritto da: MassimoPallini

Il saggio investiga gli effetti sistematici del d.lgs. n. 81/2015, che ha previsto l’applicazione al lavoro eteroorganizzato dal committente della disciplina legale del lavoro subordinato. Secondo l’A., la nozione di lavoro eteroorganizzato è in gran parte coincidente con quella di lavoro coordinato, distinguendosi da questa soltanto per il carattere esclusivamente personale della prestazione e per l’incidenza del potere organizzativo del committente anche sulle modalità spaziali e temporali di esecuzione della prestazione, ma non già per la natura giuridica di tale potere.

Impresa di gruppo, interesse di gruppo e codatorialità nell'era della flexicurity

Articolo scritto da: Orsola Razzolini

Il lavoro propone una ricostruzione interpretativa della codatorialità nei gruppi di imprese Dopo un breve esame della nuova disciplina di cui all’art. 2497 cod. civ. viene suggerita una rilettura dei meccanismi di imputazione del rapporto di lavoro adeguata ai più ampi e complessi confini dell’impresa e dell’interesse produttivo nel contesto dei gruppi. Il lavoro si confronta con diverse opzioni teorico-ricostruttive, propendendo per l’ipotesi della codatorialità.

Spigolature in tema di subordinazione. Lo strano caso del sig. B.

Articolo scritto da: MassimoRoccella

SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Il fatto. — 3. Le «stranezze» del caso in esame. — 4. Il nucleo essenziale della sentenza. — 5. La vera «stranezza»: la giurisprudenza della Corte Costituzionale e le amnesie della dottrina.

Cassazione, N.21646-9 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21646 - 9 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Monaci, P.M. Sepe – Petre B. (avv. Veneto) c. Ispec Puglia dell’Ing. A. Salzo & C. Sas (avv. Di Cagno). Cassa con rinvio Corte d’Appello 6 luglio-12 agosto 2004.

Note: Spigolature in tema di subordinazione. Lo strano caso del sig. B.
Parole chiave: subordinazione ::

Lavoro autonomo o subordinato – Indici del carattere subordinato – Eterodirezione – Dipendenza socio-economica – Importanza del risultato produttivo – Inserimento nell’impresa – Possesso di autonoma struttura organizzativa.

Ai fini della distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è determinante la sussistenza, o meno, del vincolo della subordinazione, intesa come assoggettamento del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia; l’entità delle direttive e del connesso potere di controllo del datore di lavoro debbono essere rapportate sia alla natura delle prestazioni sia al ruolo del prestatore all’interno dell’impresa. Sono invece non significativi, assumendo natura meramente sussidiaria e non decisiva, elementi quali la flessibilità d’orario di lavoro, la non continuità della presenza fisica in azienda, il fatto che il lavoratore svolga autonomamente la propria prestazione, il nomen iuris e dunque la denominazione...
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Corte costituzionale, N.76-7 Mag 2015

(Corte costituzionale
N:76 - 7 Mag 2015)

Pres. Criscuolo, Est. Sciarra – interv. Presidente del Consiglio dei ministri (Avv. Stato).

Note: La corte costituzionale nel vortice delle teorie della subordinazione
Parole chiave: subordinazione ::

Lavoro subordinato – Infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e pena – Esclusione subordinazione – Esclusione indennità e trattamenti previdenziali – Questione infondata di costituzionalità.

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 53 della l. 9.10.1970, n. 740, nella parte in cui non consente di qualificare i rapporti di lavoro degli infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e di pena come rapporti di lavoro subordinato e, in via gradata, nella parte in cui, anche a voler ritenere che non precluda la qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato, limita a un compenso orario la retribuzione spettante, con esclusione di ogni altra indennità o gratificazione, e di ogni trattamento previdenziale e assicurativo, in riferimento agli artt. 3, c. 1, 36, c. 1, e 38, c. 2, Cost.
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