Unione europea

Il Trattato di Lisbona, le sentenze Viking e Laval e la crisi finanziaria:in cerca di nuove basi per «l’economia sociale di mera

Articolo scritto da: Simon Deakin

Lo scopo del saggio consiste nel tentativo di analizzare i rapporti tra la dimensione economica e quella sociale della integrazione europea alla luce delle recenti innovazioni legislative e istituzionali, comprese le sentenze Viking e Laval, nel quadro dei cambiamenti del diritto dell’Unione europea indotti dal Trattato di Lisbona e dall’avvento della crisi finanziaria. L’Autore ritiene che l’ordinamento giuridico europeo stia passando da una cultura ordoliberista a una concezione «neo-classica » del mercato nel diritto della Unione europea.

corte costituzionale, N.207-18 Luglio 2013

Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Indicazione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale docente di ruolo – Assenza – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Conformità alla clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Ragioni oggettive che giustificano la successione dei contratti – Esigenze organizzative del sistema delle supplenze – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Compatibilità con le regole europee – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Va sottoposta alla Corte di Giustizia dell’UE, in via pregiudiziale, la questione se la clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato recepito dalla Direttiva n. 1999/70/Ce debba essere interpretata nel senso che osta all’applicazione delle norme sul sistema delle supplenze del personale scolastico le quali, dopo aver disciplinato il conferimento di supplenze annuali su posti vacanti e disponibili, dispongono che si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, in tal modo consentendo che si faccia ricorso a una successione di contratti a tempo determinato senza la previsione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi.
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Presentazione

Articolo scritto da: FaustaGuarriello

L'Autrice presenta il tema affrontato in questo numero della Rivista: l'Europa sociale, o meglio, di quel che resta dell’Europa sociale, sotto gli effetti devastanti della cura imposta dalle istituzioni europee basata su rigide misure di austerità, che non solo non hanno favorito la ripresa, ma che rischiano di frantumare irreversibilmente il suo storico patrimonio di diritti sociali.

Unione europea e lavoro sommerso: nuove attenzioni e vecchie contraddizioni

Articolo scritto da: LorenzoZoppoli

SOMMARIO: 1. L’Europa sociale rinnova l’allarme per l’undeclared work: la comunicazione della Commissione del 24 ottobre 2007 – «Rafforzare la lotta al lavoro sommerso». — 2. Il lavoro sommerso tra i princìpi della flexicurity e gli sviluppi della Strategia europea per l’occupazione (Seo): si fa strada una nuova linea di politica del diritto europea? — 3. Prendendo sul serio il Metodo aperto di coordinamento (Mac): soft law e asimmetria degli strumenti regolativi. — ...

Strategie di contenzioso contro le misure di austerità sulla base del diritto dell’Unione europea: i casi di Grecia e Portogallo

Articolo scritto da: Aristea Koukiadaki

La crisi del debito sovrano europeo sta producendo effetti notevoli sulle legislazioni del lavoro e sui sistemi di relazioni industriali degli Stati membri gravati dal debito, nonché sul ruolo della politica sociale a livello europeo. L’analisi si concentra sui casi di Grecia e Portogallo e valuta quali siano i margini per sviluppare un’attività vertenziale che coinvolga nello specifico la Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Diritti sociali fondamentali e regolazione del mercato nell’azione esterna dell’Unione europea

Articolo scritto da: AdalbertoPerulli

Il saggio affronta la questione dei diritti sociali fondamentali nell’era della globalizzazione, analizzando le nuove prospettive introdotte dal Trattato di Lisbona, specialmente nell’ottica della promozione dei core labour standards nell’ambito dell’azione esterna dell’Ue. La prospettiva aperta dalla «clausola sociale orizzontale» (art. 9 TfUe), secondo la quale l’Ue deve tenere conto dei profili sociali in tutte le sue politiche, sembra essere interessante anche sotto il profilo delle relazioni esterne, soprattutto se letta in combinato disposto con gli artt. 2 e 3 TUe

L’art. 152 del Trattato di Lisbona: quale futuro per i social partners?

Articolo scritto da: BrunoVeneziani

Il saggio analizza le scarse ma rilevanti novità che il Nuovo trattato di Lisbona ha introdotto nel diritto sindacale della UE. La prima è costituita dall’art.152, la UE assume su di sé l’obbligo di facilitare e promuovere a livello sovranazionale il ruolo delle parti sociali. La seconda è l'incorporazione della Carta di Nizza nel contesto dell’intero Trattato. Il saggio propone un metodo di interpretazione che,basandosi sulla lettura integrata delle due innovazioni, conduce alla valorizzazione normativa dell'autonomia collettiva quale fondamento costitutivo dell’ordinamento giuridico della UE

La partecipazione al processo negoziale nel quadro europeo e comparato

Articolo scritto da: FaustaGuarriello

Il saggio esamina le implicazioni della pronuncia della Corte costituzionale che interpreta l’art. 19 dello Statuto dei lavoratori come necessariamente implicante la partecipazione del sindacato rappresentativo al processo negoziale. Il ricorso ai diritti fondamentali dell’Ue e al diritto internazionale di fonte Oil e Cedu,fornisce argomenti utili a leggere il diritto di contrattazione collettiva come implicante una serie di diritti preliminari alla contrattazione collettiva, quali il diritto di informazione e consultazione e la buona fede nelle trattative.

Le misure di contrasto alla crisi dell’eurozona e il loro impatto sul modello sociale europeo

Articolo scritto da: CesarePinelli

L’A. cerca di dimostrare che l’impatto della crisi finanziaria dell’eurozona sul modello sociale europeo è dovuto sia alla scarsa capacità delle istituzioni politiche europee nell’affrontare la crisi, sia al fatto che la introduzione del modello sociale europeo non sia stata accompagnata da condizioni politiche in gradodi rispondere alle sfide poste da un potente mercato globale non regolato. A questo fine rivolge l’attenzione agli strumenti internazionali e dell’Unione recentemente adottati per reagire alla crisi finanziaria

Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione Europea

Articolo scritto da: MassimoPallini

SOMMARIO: 1. La legittimazione del law shopping alla ricerca di condizioni normative e contrattuali di lavoro più favorevoli per le imprese — 2. Il diritto di sciopero quale diritto comunitario fondamentale pari-ordinato alle libertà economiche del Trattato Ce — 3. Le condizioni e i limiti del ricorso a forme di autotutela collettiva avverso le pratiche di dumping sociale.

Corte di Giustizia Ce, N.C-341/2005-18 Dicembre 2007

(Corte di Giustizia Ce
N:C-341/2005 - 18 Dicembre 2007)

Pres. Skouris, Est. Löhmus, Avv. Gen. Mengozzi – Laval und Partneri Ltd. c. Svenska Byggnadsarbetareföbundet, Svenska Byggnadsarbetareföbundets avdelning 1, Byggettan, Svenska Elektriker-förbundet.

Note: Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione Europea

Sciopero – Libera prestazione dei servizi – Direttiva n. 96/71/Ce – Contratto collettivo del settore edilizio dello Stato ospitante privo di efficacia erga omnes – Diritto delle organizzazioni sindacali di ricorrere a sciopero e azioni collettive per indurre l’impresa straniera ad applicare il contratto collettivo del settore – Contrasto con l’art. 49 TCe e Direttiva n. 96/71.

Gli artt. 49 Ce e 3 della Direttiva n. 96/71/Ce, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che, in uno Stato membro in cui le condizioni di lavoro e di occupazione relative alle materie di cui all’art. 3, n. 1, comma 1, lett. a-g, della stessa Direttiva sono contenute in norme legislative, a eccezione dei minimi salariali, un’organizzazione sindacale possa, mediante un’azione collettiva sotto forma di blocco dei cantieri, tentare di indurre un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro ad avviare con essa una trattativa sulle retribuzioni da pagare ai lavoratori distaccati, nonché a sottoscrivere un contratto collettivo del quale talune clausole stabiliscono, ...
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Corte di Giustizia Ce, N.C-348/2005-11 Dicembre 2007

(Corte di Giustizia Ce
N:C-348/2005 - 11 Dicembre 2007)

Pres. Skouris, Est. Schintgen, Avv. Gen. Poiares Maduro – International Transport Workers’ Federation, Finnish Seamen’s Union c. Viking Line Abp, Ou Viking Line Eesti.

Note: Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione Europea

Sciopero – Diritto di stabilimento – Trasporti marittimi – Diritto delle organizzazioni sindacali di ricorrere a sciopero e azioni collettive per dissuadere un’impresa a registrare una nave con la bandiera di un altro Stato membro – Contrasto con l’art. 43 TCe.

L’art. 43 Ce deve essere interpretato nel senso che, in linea di principio, non è esclusa dall’ambito di applicazione di tale articolo un’azione collettiva intrapresa da un sindacato o da un raggruppamento di sindacati nei confronti di un’impresa privata al fine di indurre quest’ultima a sottoscrivere un contratto collettivo il cui contenuto sia tale da dissuaderla dall’avvalersi della libertà di stabilimento. L’art. 43 Ce conferisce a un’impresa privata diritti opponibili a un sindacato o a un’associazione di sindacati. L’art. 43 Ce deve essere interpretato nel senso che azioni collettive finalizzate a indurre un’impresa privata stabilita in un certo Stato membro a sottoscrivere un contratto collettivo di lavoro con un sindacato avente sede nello stesso Stato...
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L’Unione europea e il Sistema di preferenze tariffarie generalizzate

Articolo scritto da: Valentina Cagnin

Il primo Sistema di preferenze tariffarie generalizzate (Spg) europeo fu regolamentato, sulla base dell’Enabling clause in deroga al Gatt, nel 1971. Da allora, il sistema fu rinnovato periodicamente, sino all’attuale Regolamento n. 978/2012: il presente saggio propone un’analisi dell’evoluzione del dettato regolamentare al fine di evidenziarne potenzialità, critiche e novità principali in tema di promozione dei diritti sociali fondamentali e di collaborazione tra l’Unione europea e l’Organizzazione internazionale del lavoro all’interno di un accordo commerciale unilaterale.