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Unione europea

La nuova governance sociale europea

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Nel numero

ANNO LXV - 2014 - 2
in questo saggio si cerca di verificare se e in che modo il nuovo assetto del diritto europeo, come risultante dall’intersezione tra i trattati europei e le altre misure di governance economica intergovernativa, abbia inciso sul quadro regolativo delle politiche sociali. La questione più rilevante è quella della legittimità della richiesta di tagli ai sistemi di welfare per l’accesso all’assistenza finanziaria, sia sotto il profilo del rispetto delle competenze degli Stati membri, sia sotto quello, della coerenza di tali richieste rispetto alla realizzazione dei fini dell'Unione.
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Presente e futuro del modello sociale europeo.Lavoro, investimenti sociali e politiche di coesione

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L’Autrice si confronta con le attuali prospettive della strategia «Europa 2020» e con le sorti del progetto giuridico di modello sociale europeo delineato dai Trattati, messo oggi a dura prova dalla situazione di crisi.
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Il ruolo potenziale dei diritti sociali fondamentali nel Trattato costituzionale dell’Unione europea

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SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Sull’opportunità di una indagine che valorizzi il carattere normativo del modello sociale dell’Unione europea. — 3. L’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. — 4. L’incorporazione e la rinnovata posizione dei diritti fondamentali. — 5. L’ambito di applicazione della Carta di Nizza dopo la transizione costituzionale. — 6. L’impatto dei nuovi diritti sociali fondamentali nella definizione del modello sociale europeo.
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Uguaglianza, parità e non discriminazione nel diritto dell’Unione europea (Parte I)

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L’articolo tratta del divieto di discriminazione nel diritto dell’Ue. L’analisi è condotta attraverso l’esame dei concetti fondamentali di uguaglianza e non discriminazione nei loro vari significati e del diritto antidiscriminatorio come uno strumento di tutela di soggetti deboli e potenzialmente discriminabili. Lo studio inizia con una ricostruzione della situazione precedente il 2000, dedicando attenzione ai limiti di alcune leggi nazionali, in particolare in tema di onere della prova e di discriminazione indiretta.
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Il Libro bianco 2012 sulle pensioni della Commissione europea

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Lo scorso febbraio 2012, la Commissione europea, al termine della vasta consultazione pubblica lanciata nel 2010 con il Libro verde sulle pensioni, ha presentato il Libro bianco. Un’agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili. Il presente elaborato intende quindi riflettere su quali siano gli strumenti a disposizione della Ue per influenzare le politiche previdenziali nazionali e, rispetto all’agenda europea per la riforma dei sistemi pensionistici delineata nel Libro bianco 2012, a che punto è l’Italia
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Diritto dell’Unione europea e lavoro degli extracomunitari irregolari

SOMMARIO: 1. Il quadro di riferimento normativo nel TUe e nel TfUe. — 2. La lotta contro l’immigrazione illegale a mezzo di sanzioni e di provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare: la Direttiva n. 2009/52/Ce. — 3. Segue: la disciplina introdotta dalla Direttiva. — 4. In attesa del suo recepimento nell’ordinamento italiano.
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Politiche europee e mutamenti demografici

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Il contributo esamina come la prospettiva dei mutamenti demografici abbia influenzato le politiche europee, in particolare le nuove forme di governance macroeconomica con riguardo alla sostenibilità dei sistemi previdenziali e a politiche dell’occupazione volte ad accrescere la partecipazione al mercato del lavoro. In una prima fase, l’Europa ha utilizzato sia strumenti di hard law che di soft law, in particolare il Metodo aperto di coordinamento, per favorire mercati del lavoro aperti e inclusivi perseguendo una positiva integrazione tra diritti e politiche.
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L’integrazione europea attraverso il «social test»:la clausola sociale orizzontale e le sue possibili applicazioni

Il Trattato di Lisbona ha introdotto una nuova clausola sociale orizzontale nel testo del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che dichiara che l’Unione deve tenere in conto, nelle sue politiche e nelle sue azioni, delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana. Si analizza l’efficacia, l’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo e il contenuto obbligatorio dell’art. 9 del TfUe
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Il ruolo delle parti sociali nella Costituzione europea

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SOMMARIO: I. Solidarietà: un nuovo strumento costituzionale di interpretazione. — II. Il dialogo sociale e il ruolo delle parti sociali. — III. Le parti sociali e il contesto giuridico. — IV. Le caratteristiche e i problemi del dialogo sociale autonomo. — V. Costituzione, parti sociali e strategia europea per l’occupazione. — VI. Il M.A.C., la politica sociale e le parti sociali. — VII. Il M.A.C. e il dialogo sociale. — VIII. Le sfide all’autonomia delle parti sociali.
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Il Trattato di Lisbona, le sentenze Viking e Laval e la crisi finanziaria:in cerca di nuove basi per «l’economia sociale di mera

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Lo scopo del saggio consiste nel tentativo di analizzare i rapporti tra la dimensione economica e quella sociale della integrazione europea alla luce delle recenti innovazioni legislative e istituzionali, comprese le sentenze Viking e Laval, nel quadro dei cambiamenti del diritto dell’Unione europea indotti dal Trattato di Lisbona e dall’avvento della crisi finanziaria. L’Autore ritiene che l’ordinamento giuridico europeo stia passando da una cultura ordoliberista a una concezione «neo-classica » del mercato nel diritto della Unione europea.
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corte costituzionale, N.207-18 Luglio 2013

Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Indicazione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale docente di ruolo – Assenza – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Conformità alla clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Ragioni oggettive che giustificano la successione dei contratti – Esigenze organizzative del sistema delle supplenze – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Compatibilità con le regole europee – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Va sottoposta alla Corte di Giustizia dell’UE, in via pregiudiziale, la questione se la clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato recepito dalla Direttiva n. 1999/70/Ce debba essere interpretata nel senso che osta all’applicazione delle norme sul sistema delle supplenze del personale scolastico le quali, dopo aver disciplinato il conferimento di supplenze annuali su posti vacanti e disponibili, dispongono che si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, in tal modo consentendo che si faccia ricorso a una successione di contratti a tempo determinato senza la previsione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi.
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