Unione europea

Politiche europee e mutamenti demografici

Articolo scritto da: FaustaGuarriello

Il contributo esamina come la prospettiva dei mutamenti demografici abbia influenzato le politiche europee, in particolare le nuove forme di governance macroeconomica con riguardo alla sostenibilità dei sistemi previdenziali e a politiche dell’occupazione volte ad accrescere la partecipazione al mercato del lavoro. In una prima fase, l’Europa ha utilizzato sia strumenti di hard law che di soft law, in particolare il Metodo aperto di coordinamento, per favorire mercati del lavoro aperti e inclusivi perseguendo una positiva integrazione tra diritti e politiche.

L’integrazione europea attraverso il «social test»:la clausola sociale orizzontale e le sue possibili applicazioni

Articolo scritto da: Maria Dolores Ferrara

Il Trattato di Lisbona ha introdotto una nuova clausola sociale orizzontale nel testo del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che dichiara che l’Unione deve tenere in conto, nelle sue politiche e nelle sue azioni, delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana. Si analizza l’efficacia, l’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo e il contenuto obbligatorio dell’art. 9 del TfUe

Il ruolo delle parti sociali nella Costituzione europea

Articolo scritto da: BrunoVeneziani

SOMMARIO: I. Solidarietà: un nuovo strumento costituzionale di interpretazione. — II. Il dialogo sociale e il ruolo delle parti sociali. — III. Le parti sociali e il contesto giuridico. — IV. Le caratteristiche e i problemi del dialogo sociale autonomo. — V. Costituzione, parti sociali e strategia europea per l’occupazione. — VI. Il M.A.C., la politica sociale e le parti sociali. — VII. Il M.A.C. e il dialogo sociale. — VIII. Le sfide all’autonomia delle parti sociali.

Il Trattato di Lisbona, le sentenze Viking e Laval e la crisi finanziaria:in cerca di nuove basi per «l’economia sociale di mera

Articolo scritto da: Simon Deakin

Lo scopo del saggio consiste nel tentativo di analizzare i rapporti tra la dimensione economica e quella sociale della integrazione europea alla luce delle recenti innovazioni legislative e istituzionali, comprese le sentenze Viking e Laval, nel quadro dei cambiamenti del diritto dell’Unione europea indotti dal Trattato di Lisbona e dall’avvento della crisi finanziaria. L’Autore ritiene che l’ordinamento giuridico europeo stia passando da una cultura ordoliberista a una concezione «neo-classica » del mercato nel diritto della Unione europea.

corte costituzionale, N.207-18 Luglio 2013

Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Indicazione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale docente di ruolo – Assenza – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Conformità alla clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Ragioni oggettive che giustificano la successione dei contratti – Esigenze organizzative del sistema delle supplenze – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Compatibilità con le regole europee – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Va sottoposta alla Corte di Giustizia dell’UE, in via pregiudiziale, la questione se la clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato recepito dalla Direttiva n. 1999/70/Ce debba essere interpretata nel senso che osta all’applicazione delle norme sul sistema delle supplenze del personale scolastico le quali, dopo aver disciplinato il conferimento di supplenze annuali su posti vacanti e disponibili, dispongono che si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, in tal modo consentendo che si faccia ricorso a una successione di contratti a tempo determinato senza la previsione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi.
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Presentazione

Articolo scritto da: FaustaGuarriello

L'Autrice presenta il tema affrontato in questo numero della Rivista: l'Europa sociale, o meglio, di quel che resta dell’Europa sociale, sotto gli effetti devastanti della cura imposta dalle istituzioni europee basata su rigide misure di austerità, che non solo non hanno favorito la ripresa, ma che rischiano di frantumare irreversibilmente il suo storico patrimonio di diritti sociali.

Unione europea e lavoro sommerso: nuove attenzioni e vecchie contraddizioni

Articolo scritto da: LorenzoZoppoli

SOMMARIO: 1. L’Europa sociale rinnova l’allarme per l’undeclared work: la comunicazione della Commissione del 24 ottobre 2007 – «Rafforzare la lotta al lavoro sommerso». — 2. Il lavoro sommerso tra i princìpi della flexicurity e gli sviluppi della Strategia europea per l’occupazione (Seo): si fa strada una nuova linea di politica del diritto europea? — 3. Prendendo sul serio il Metodo aperto di coordinamento (Mac): soft law e asimmetria degli strumenti regolativi. — ...

Strategie di contenzioso contro le misure di austerità sulla base del diritto dell’Unione europea: i casi di Grecia e Portogallo

Articolo scritto da: Aristea Koukiadaki

La crisi del debito sovrano europeo sta producendo effetti notevoli sulle legislazioni del lavoro e sui sistemi di relazioni industriali degli Stati membri gravati dal debito, nonché sul ruolo della politica sociale a livello europeo. L’analisi si concentra sui casi di Grecia e Portogallo e valuta quali siano i margini per sviluppare un’attività vertenziale che coinvolga nello specifico la Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Diritti sociali fondamentali e regolazione del mercato nell’azione esterna dell’Unione europea

Articolo scritto da: AdalbertoPerulli

Il saggio affronta la questione dei diritti sociali fondamentali nell’era della globalizzazione, analizzando le nuove prospettive introdotte dal Trattato di Lisbona, specialmente nell’ottica della promozione dei core labour standards nell’ambito dell’azione esterna dell’Ue. La prospettiva aperta dalla «clausola sociale orizzontale» (art. 9 TfUe), secondo la quale l’Ue deve tenere conto dei profili sociali in tutte le sue politiche, sembra essere interessante anche sotto il profilo delle relazioni esterne, soprattutto se letta in combinato disposto con gli artt. 2 e 3 TUe

L’art. 152 del Trattato di Lisbona: quale futuro per i social partners?

Articolo scritto da: BrunoVeneziani

Il saggio analizza le scarse ma rilevanti novità che il Nuovo trattato di Lisbona ha introdotto nel diritto sindacale della UE. La prima è costituita dall’art.152, la UE assume su di sé l’obbligo di facilitare e promuovere a livello sovranazionale il ruolo delle parti sociali. La seconda è l'incorporazione della Carta di Nizza nel contesto dell’intero Trattato. Il saggio propone un metodo di interpretazione che,basandosi sulla lettura integrata delle due innovazioni, conduce alla valorizzazione normativa dell'autonomia collettiva quale fondamento costitutivo dell’ordinamento giuridico della UE

La partecipazione al processo negoziale nel quadro europeo e comparato

Articolo scritto da: FaustaGuarriello

Il saggio esamina le implicazioni della pronuncia della Corte costituzionale che interpreta l’art. 19 dello Statuto dei lavoratori come necessariamente implicante la partecipazione del sindacato rappresentativo al processo negoziale. Il ricorso ai diritti fondamentali dell’Ue e al diritto internazionale di fonte Oil e Cedu,fornisce argomenti utili a leggere il diritto di contrattazione collettiva come implicante una serie di diritti preliminari alla contrattazione collettiva, quali il diritto di informazione e consultazione e la buona fede nelle trattative.