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ricerca nel numero ANNO LXVII - 2016 - 4

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Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.

Fatti brevi cenni sulla applicabilità alla fattispecie del contratto di fitto di azienda in luogo del contratto di locazione commerciale, l’autrice esamina l’iter logico-argomentativo seguito dal giudice del lavoro adito, che risolve il giudizio azionato dalla lavoratrice sancendo la nullità dell’intimato licenziamento sulla scorta del principio per il quale le parti non potevano in alcun modo escludere l’operatività dell’art. 2112 c.c. applicabile anche alla fattispecie della retrocessione dell’azienda affittata.
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Tribunale Parma, N.Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. M

(Tribunale Parma
N:Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. Minella, G. Pinardi) - 24 Marzo 2016)

Note: Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.
Parole chiave: trasferimento :: retrocessione :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Retrocessione dell’azienda affittata in un centro shopping outlet – Inderogabilità dell’art. 2112 c.c. – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Obbligo di mantenimento dell’occupazione.

Il licenziamento intimato all’esito della retrocessione di un’azienda affittata in un centro shopping outlet, in applicazione della clausola contrattuale che prevede un’espressa deroga alle previsioni di cui all’art. 2112 c.c., è palesemente nullo per contrasto con norma imperativa.
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La difficile democrazione sindacale: i lavoratori partecipanti al referendum sono solo spettatori?

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Tribunale Roma, N.Est. Buonassisi – F.C.V. e altri (avv. Gatti) c. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti/Uil, Federazione nazionale

(Tribunale Roma
N:Est. Buonassisi – F.C.V. e altri (avv. Gatti) c. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti/Uil, Federazione nazionale trasporto aereo/Uglt (avv.ti Andreoni, Vacirca, Nappi, Mezzina, Ametrano) - 9 Febbraio 2016)

Note: La difficile democrazione sindacale: i lavoratori partecipanti al referendum sono solo spettatori?
Parole chiave: sindacale :: referendum :: attività ::

Attività sindacale – Contratto collettivo – Consultazione lavoratori mediante referendum – Interesse giuridico ad agire dei lavoratori, al fine di far accertare l’invalidità o irregolarità delle operazioni e dell’esito referendario – Non sussiste.

In presenza di consultazione referendaria sull’approvazione di contratti collettivi, promossa dalle organizzazioni sindacali che li hanno sottoscritti, difetta l’interesse giuridico dei lavoratori partecipanti alla consultazione ad agire in giudizio per far valere la presunta illegittimità o irregolarità della tornata referendaria.
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Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione

Il licenziamento disciplinare deve essere considerato ritorsivo quando la scelta datoriale che lo determina risulta connotata da un chiaro e unico intento ritorsivo, potendo il lavoratore dimostrare in giudizio tale illecita condotta anche mediante la prova per presunzione ex art. 2697 c.c.. Al recesso ritorsivo si applica l’ipotesi di nullità prevista dall’art. 2 del decreto legislativo n. 23 del 2015, con diritto del lavoratore ad essere reintegrato nel posto di lavoro.
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Tribunale Roma, N.Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi)-24 Giugno 2016

(Tribunale Roma
N:Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi) - 24 Giugno 2016)

Note: Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione
Parole chiave: licenziamento :: ritorsivo :: tutele :: crescenti :: reintegrazione ::

Licenziamento individuale – Contratto di lavoro a tutele crescenti – Licenziamento disciplinare – Consumazione potere disciplinare – Natura ritorsiva del recesso – Motivo illecito determinante – Nullità – Sussistenza – Reintegrazione

Il licenziamento disciplinare dev’essere considerato ritorsivo quando tra la sospensione dal servizio e il licenziamento non è stato svolto alcun giorno di lavoro effettivo e, quindi, non può essersi realizzato, neppure in ipotesi, alcun ulteriore comportamento da parte del dipendente (assente) se non la sola impugnativa delle sanzioni innanzi all’Organo arbitrale. Tale unica circostanza di fatto, in assenza di diverse indicazioni da parte del datore di lavoro, comprova che la scelta di quest’ultimo che determina il recesso risulta connotata dal chiaro e unico intento ritorsivo, quale risposta all’impugnativa delle sanzioni relative alle infrazioni disciplinari, in relazione alle quali il potere disciplinare si è appunto già consumato.
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Sull'assenza di limiti alla disapplicazione: l'effetto diretto orizzontale dopo il caso Dansk

Con la pronuncia 19 aprile 2016, causa C-441/14 Dansk, la Corte di giustizia perfeziona il filone interpretativo inaugurato con Mangold e proseguito con Kücükdeveci in materia di discriminazione fondata sull’età e diritto del lavoro. L’elemento di novità della pronuncia non risiede tanto nelle precisazioni sulla configurazione delle discriminazione diretta per età, quanto per le note tecniche fornite ai giudici nazionali in materia di disapplicazione del diritto interno non conforme al diritto dell’Unione
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Corte di giustizia dell'Ue, N.C-441/14-16 Mag 2016

(Corte di giustizia dell'Ue
N:C-441/14 - 16 Mag 2016)

Grande Sezione – Pres. Lenaerts, Avv. Gen. Bot – Dansk Industri c. Successione Karsten Eigil Rasmussen.

Note: Sull'assenza di limiti alla disapplicazione: l'effetto diretto orizzontale dopo il caso Dansk
Parole chiave: rapporto di lavoro :: Divieto :: discriminazioni ::

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78 – Indennità di licenziamento – Esclusione – Diritto alla pensione di vecchiaia – Regime pensionistico al quale il lavoratore abbia aderito prima dei cinquanta anni d’età – Discriminazione in base all’età – Sussistenza. Discriminazioni – Principio generale di non discriminazione in base all’età – Interpretazione conforme e disapplicazione del diritto interno non conforme – Condizioni – Principio di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento – Irrilevanza – Applicazione di una disposizione nazionale contraria al diritto dell’Ue – Lesione del diritto dei privati – Responsabilità dello Stato membro – Esclusione.

Il principio generale della non discriminazione in ragione dell’età, come espresso concretamente dalla Direttiva n. 2000/78, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev’essere interpretato nel senso che esso osta, anche in una controversia tra privati, a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che priva un lavoratore subordinato del diritto di beneficiare di un’indennità di licenziamento allorché ha titolo a una pensione di vecchiaia da parte del datore di lavoro nell’ambito di un regime pensionistico al quale tale lavoratore subordinato abbia aderito prima del compimento del cinquantesimo anno di età.
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