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Controversie di lavoro e previdenza

Cassazione, N.10386-20 Mag 2015

(Cassazione
N:10386 - 20 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (diff.) – D. Srl e W. Srl (avv.ti De Ninno, Del Punta, De Cesaris) c. G.A.M. (avv.ti Ricchiello, Antichi). Conf. Corte d’Appello di Firenze, 9 maggio 2014.

Note: Ammissibilità ed efficacia delle registrazioni telefoniche ai fini della prova di un licenziamento ritorsivo

Controversie di lavoro e previdenza – Specificità dei motivi di impugnazione – Registrazione fonografica non autorizzata – Am mis si bi - li tà – Prove atipiche – Efficacia probatoria – Licen zia men to ritorsivo – Prova

Ai fini del legittimo e corretto instaurarsi del giudizio d’appello è sufficiente che l’appellante abbia debitamente e dettagliatamente individuato, nell’atto introduttivo del ricorso, le specifiche censure mosse alla sentenza di primo grado, nonché gli elementi di fatto e di diritto dedotti a supporto delle modifiche reclamate. La nullità di un licenziamento in ragione del suo carattere ritorsivo può essere provata sulla base delle conversazioni telefoniche registrate dalla lavoratrice e ove dalla trascrizione di queste ultime si ricavi l’esistenza di una riorganizzazione aziendale e il suo collegamento con le pretese economiche e con il successivo licenziamento.
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Corte Costituzionale, N.303-10 Novembre 2011

(Corte Costituzionale
N:303 - 10 Novembre 2011)

Pres. Quaranta, Est. Mazzella – C.C. (avv.ti Vacirca e Angiolini) e S.G. (avv.ti Carpagnano e De Michele) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Maresca e Pessi).

Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionati

Controversie di lavoro e previdenza – Contratto a termine – Conversione – Indennità onnicomprensiva – Retroattività – Cause in corso – Alterazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Insussistenza.

Il co. 7 dell’art. 32 della l. n. 183/2010, prevedendo l’estensione dei co. 5 e 6 dello stesso articolo ai giudizi in corso, non ha prodotto un’ingerenza illecita del legislatore nell’amministrazione della giustizia diretta ad alterare la soluzione di una o più controversie a beneficio di una parte, contrastante con il divieto di cui all’art. 6 della Cedu. Nella fattispecie, infatti, ricorrono tutte le condizioni in presenza delle quali la Corte Edu ritiene compatibili con l’art. 6 della Convenzione disposizioni nazionali dalla portata retroattiva volte a regolare, in materia civile, diritti già risultanti da leggi in vigore; sussistono, in particolare, le ragioni di utilità generale di una simile nuova disciplina.
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Cassazione, N.8932-5 Mag 2015

(Cassazione
N:8932 - 5 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Ghinoy, P.M. Matera (conf.) – R.F. (avv. Balsamo) c. Inps (avv.ti Ricci, Capannol, Pulli). Conf. Tribunale di Trapani, 19 dicembre 2012 (decreto

Note: L’art. 445-bis cod. proc. civ. e l’omologabilità nella fase sommaria anche dei requisiti non sanitari

Controversie di lavoro e previdenza – Prestazioni assistenziali e previdenziali – Accertamento tecnico preventivo obbligatorio – Art. 445- bis cod. proc. civ. – Ricorso ex art. 111 Cost – Inammissibilità.

In materia di accertamento tecnico preventivo ai sensi dell’art. 445-bis cod. proc. civ, non è ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost. l’ordinanza di inammissibilità del ricorso per difetto dei relativi presupposti, trattandosi di provvedimento che non incide con effetto di giudicato sulla situazione soggettiva sostanziale – attesa la possibilità per l’interessato di promuovere il giudizio di merito – ed è comunque idoneo a soddisfare la condizione di procedibilità di cui all’art. 445-bis, comma 2, cod. proc. civ., essendo il procedimento sommario già giunto a conclusione
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Cassazione, N.9115-6 Mag 2015

(Cassazione
N:9115 - 6 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (conf.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia c. V.G. (avv.ti Cossu, Bomboi, Poli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 12 maggio 2014.

Note: Rito Fornero: la natura bifasica del giudizio di primo grado

Controversie di lavoro e previdenza – Rito in materia di licenziamenti – Natura impugnatoria della fase di opposizione – Obbligo di astensione del giudice – Insussistenza

La fase dell’opposizione ai sensi dell’art. 1, comma 51, legge n. 92 del 2012, non costituisce un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l’ordinanza; essa è solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente. Di conseguenza, non è ravvisabile alcuna incompatibilità tra il giudice che ha definito la fase sommaria e quello chiamato a decidere sull’opposizione.
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Corte Edu, N.17972-14 Febbraio 2012

Controversie di lavoro e previdenza – Pensione – Ex dipendenti del Banco di Napoli – Trattamento perequativo – Specialità – Permanenza – Negazione – Contenzioso – Legge di interpretazione autentica – Trattamento perequativo speciale – Eliminazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste.

Contrasta con l’art. 6 della Cedu l’art. 1, comma 55, della legge n. 243/2004 che, in presenza di molteplici sentenze in senso contrario, ha eliminato lo speciale trattamento perequativo delle pensioni già previsto per gli ex dipendenti degli enti pubblici creditizi (7).
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Cassazione, N.8878-4 Mag 2015

(Cassazione
N:8878 - 4 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Ghinoy, P.M. Matera (conf.) – Inps (avv.ti Ricci, Capannolo, Pulli) c. Eredi N.G. (avv. Lo Pinto). Conf. Tribunale di Termini Imerese, 12 novembre 2013 (decreto

Note: L’art. 445-bis cod. proc. civ. e l’omologabilità nella fase sommaria anche dei requisiti non sanitari

Controversie di lavoro e previdenza – Prestazioni assistenziali e previdenziali – Accertamento tecnico preventivo obbligatorio – Art. 445- bis cod. proc. civ.

Il decreto di omologazione del requisito sanitario ritenuto sussistente dal Ctu nell’accertamento tecnico preventivo, emesso dal giudice ai sensi dell’art. 445-bis cod. proc. civ., comma 5, non è impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., poiché le conclusioni dell’accertamento divengono intangibili se non contestate dalle parti, nel termine fissato dal giudice ai sensi del comma 4 dello stesso articolo, prima dell’emissione del decreto; e ciò in ragione della necessità di contemperare le esigenze di tutela del diritto di difesa con quelle di garanzia della ragionevole durata del processo.
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Corte di cassazione, N.24573-22 Novembre 2011

(Corte di cassazione
N:24573 - 22 Novembre 2011)

Pres. Roselli, Est. Berrino, P.M. Gaeta (conf.) – Soc. Candela graniti (avv.ti Spanedda, Pepe) c. Manunta. Conf. Corte d’Appello Cagliari, Sez. dist. Sassari, 18 maggio 2009.

Note: ANNO LXIII - 2012 - N2

Controversie di lavoro e previdenza – Lettura del dispositivo – Individuazione della data di decisione del giudizio – Rilevanza del verbale d’udienza attestante la lettura del dispositivo della sentenza – Sussistenza – Ragioni

Nel rito del lavoro, ai fini dell’individuazione della data di decisione del giudizio rileva il verbale dell’udienza di discussione che attesta la lettura del dispositivo della sentenza, trattandosi di atto pubblico che fa fede fino a querela di falso.
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Cassazione, N.16662-10 Agosto 2015

(Cassazione
N:16662 - 10 Agosto 2015)

Pres. Vidiri, Est. Maisano, P.M. Ceroni (parz. conf.) – F.R. (avv. Rapisarda) c. Poste italiane Spa (avv.ti Fiorillo, Granozzi). Conf. Corte d’Appello di Catanzaro, 23.10.2013.

Note: È davvero «improponibile» nel rito Fornero la domanda di tutela ex art. 8, l. n. 604/1966?

Controversie di lavoro e previdenza – Rito in materia di licenziamenti – Ambito di applicazione – Domanda di tutela ex art. 8, l. n. 604/1966 – È improponibile.

Ai sensi dell’art. 1, c. 48, della l. n. 92 del 2012, per l’applicazione del cd. rito Fornero, le domande diverse da quella avente a oggetto la reintegrazione nel posto di lavoro devono basarsi su «fatti costitutivi» identici a quelli fondanti la richiesta nel giudizio di tutela reale. Ne consegue che la lettura della suddetta disposizione e la sua ratio rendono improponibile la domanda di riassunzione del prestatore di lavoro ex art. 8 della l. n. 604 del 1966, spiegata in via subordinata all’applicazione dell’art. 18 della l. n. 300 del 1970, in ragione della diversità dei rispettivi fatti costitutivi, così come in tutti i restanti casi di domande connesse a quella di reintegra nel posto di lavoro.
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Corte Edu, N.43549-7 Giugno 2011

(Corte Edu
N:43549 - 7 Giugno 2011)

ricorsi nn. 43549/2008, 6107/2009, 5087/2009, Sez. II – Pres. Tulkens – Agrati e altri (avv. Sullam) c. Italia (agenti Spatafora e Lettieri).

Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionati

Controversie di lavoro e previdenza – Lavoro pubblico – Trasferimento del personale Ata dagli enti locali allo Stato – Trattamento economico – Legge di interpretazione autentica – Peggioramento – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste – Art. 1, Protocollo 1 – Violazione – Sussiste.

L’art. 1 l. 266/2005, laddove interpreta autenticamente l’art. 8 l. 124/1999 limitando i diritti del personale Ata, trasferito dagli enti locali allo Stato, al solo «maturato economico», da una parte, non è giustificato dalla sussistenza delle ragioni imperative di interesse generale che consentono agli Stati di disciplinare, in materia civile e mediante nuove disposizioni retroattive, i diritti derivanti da leggi già esistenti, violando, di conseguenza, le disposizioni di cui all’art. 6 della Cedu; dall’altro, dà vita a un’ingerenza dello Stato nell’esercizio del diritto di proprietà che i lavoratori interessati potevano far valere in base alla legislazione precedente che contrasta con l’art. 1 del Protocollo.
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Cassazione, N.8533-4 Mag 2015

(Cassazione
N:8533 - 4 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Ghinoy, P.M. Matera (diff.) – Inps (avv.ti Ricci, Capannolo, Pulli) c. P.V.A. Cassa con rinvio Tribunale di Gela, 12 marzo 2013 (decreto)

Note: L’art. 445-bis cod. proc. civ. e l’omologabilità nella fase sommaria anche dei requisiti non sanitari

Controversie di lavoro e previdenza – Prestazioni assistenziali e previdenziali – Accertamento tecnico preventivo obbligatorio – Art. 445- bis cod. proc. civ. – Fumus boni iuris – Necessarietà – Accertamento in sede di Atpo di requisiti non sanitari – Omologazione

L’accertamento tecnico preventivo obbligatorio, previsto dall’art. 445-bis cod. proc. civ. per la verifica dei requisiti sanitari che legittimano la pretesa previdenziale o assistenziale, diviene definitivo, in assenza di contestazioni, con il decreto di omologa e vincola, come tale, anche l’ente competente all’erogazione, il quale, ai sensi del comma 5, deve limitarsi all’accertamento dei soli requisiti giuridico-economici della prestazione invocata. Ne consegue che, ove il consulente accerti la sussistenza delle condizioni per una delle prestazioni cui il ricorso è preordinato, l’istituto ha senz’altro l’interesse, a norma dell’art. 100 cod. proc. civ., a contestarne le conclusioni.
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