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Divieto

Corte di giustizia dell'Ue, N.C-441/14-16 Mag 2016

(Corte di giustizia dell'Ue
N:C-441/14 - 16 Mag 2016)

Grande Sezione – Pres. Lenaerts, Avv. Gen. Bot – Dansk Industri c. Successione Karsten Eigil Rasmussen.

Note: Sull'assenza di limiti alla disapplicazione: l'effetto diretto orizzontale dopo il caso Dansk
Parole chiave: rapporto di lavoro :: Divieto :: discriminazioni ::

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78 – Indennità di licenziamento – Esclusione – Diritto alla pensione di vecchiaia – Regime pensionistico al quale il lavoratore abbia aderito prima dei cinquanta anni d’età – Discriminazione in base all’età – Sussistenza. Discriminazioni – Principio generale di non discriminazione in base all’età – Interpretazione conforme e disapplicazione del diritto interno non conforme – Condizioni – Principio di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento – Irrilevanza – Applicazione di una disposizione nazionale contraria al diritto dell’Ue – Lesione del diritto dei privati – Responsabilità dello Stato membro – Esclusione.

Il principio generale della non discriminazione in ragione dell’età, come espresso concretamente dalla Direttiva n. 2000/78, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev’essere interpretato nel senso che esso osta, anche in una controversia tra privati, a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che priva un lavoratore subordinato del diritto di beneficiare di un’indennità di licenziamento allorché ha titolo a una pensione di vecchiaia da parte del datore di lavoro nell’ambito di un regime pensionistico al quale tale lavoratore subordinato abbia aderito prima del compimento del cinquantesimo anno di età.
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Corte Appello Torino, N.304-24 Aprile 2008

Licenziamento individuale, lavoratrice madre, divieto, deroghe, onere della prova

La deroga al divieto di licenziamento della lavoratrice madre opera non solo in caso di cessazione dell’attività dell’impresa ma anche nel caso di cessazione dell’attività del reparto cui la lavoratrice è addetta, purché il reparto stesso abbia autonomia funzionale. L’applicazione estensiva della deroga è subordinata alla condizione che il datore di lavoro assolva l’onere probatorio circa l’impossibilità di utilizzare la lavoratrice presso altre unità produttive dell’azienda
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Tribunale La Spezia, ord., N.533-28 Mag 2012

(Tribunale La Spezia, ord.
N:533 - 28 Mag 2012)

Est. Panico – F.B. (avv. A. Vesco, M. Bachini) c. Call & Call La Spezia Srl (avv. Luperi).

Note: Valutazione dei rischi, specificazione della ragione sostitutiva e legittimità della clausola appositiva del termine
Parole chiave: Divieto :: valutazione :: termine :: contratto :: rischi :: sicurezza ::

Contratto a termine – Divieto di apporre il termine in mancanza di valutazione dei rischi alla sicurezza – Inosservanza – Conseguenze.

Ai sensi dell’art. 3, lett. d, d.lgs. n. 368/2001, è fatto divieto al datore di lavoro, che non abbia previamente effettuato la valutazione dei rischi, di effettuare assunzioni a tempo determinato. Pertanto, ove il datore di lavoro – convenuto ex art. 700 cod. proc. civ. – non provi documentalmente di aver provveduto alla valutazione dei rischi prima della stipulazione, deve essere ordinata la riammissione in servizio del lavoratore estromesso per decorso del termine, essendo invece rimessa al giudizio di merito l’eventuale dichiarazione di nullità del termine
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