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Tribunale Bologna, N.2631-15 Ottobre 2012

(Tribunale Bologna
N:2631 - 15 Ottobre 2012)

Est. Marchesini – P.C. (avv.ti Piccinini e Ballatori) c. A. Srl (avv. Laus).

Note: Alcune considerazioni sulla insussistenza del fatto addebitato e sulle incongruenze del nuovo art. 18 Stat. lav.

Licenziamento individuale – Art. 18, comma 4, legge n. 300/1970, come modificato dall’art. 1 della legge n. 92/2012 – Licenziamento disciplinare con reintegra – Nozione.

La recente riforma dell’art. 18 Stat. lav. ha modificato questa norma nel senso che il licenziamento disciplinare con reintegra disciplinato dal comma 4 prevede che il giudice dispone quest’ultima, nelle ipotesi in cui non vi siano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento, allorché ricorra un’ipotesi di insussistenza del fatto contestato o qualora il fatto rientri tra le condotte punibili con una sanzione conservativa secondo il Ccnl applicato.
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Cassazione, N.10549-9 Mag 2007

(Cassazione
N:10549 - 9 Mag 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Miani Canevari, P.M. Abbritti (concl. rig.) – Banca Roma Spa (avv. Perone) c. B. G. (avv. Milani). (Rigetta, Corte d’App. L’Aquila, 22 Luglio 2004).

Note: Il principio di giustificazione necessaria del licenziamento come principio di ordine pubblico
Parole chiave: licenziamento ::

Lavoro all’estero – Licenziamento ingiustificato – Legge applicabile – Criteri ex art. 16 Convenzione di Roma – Limite dell’ordine pubblico – Accertamento d’ufficio della legge straniera. Lavoro all’estero – Licenziamento ingiustificato – Contrasto con l’ordine pubblico della legge straniera – Tutela.

Per l’esame della controversia promossa da lavoratore dipendente di datore italiano per la dichiarazione di illegittimità di un licenziamento irrogato in relazione a rapporto di lavoro sorto ed eseguito all’estero e regolato dalla legge del luogo della prestazione lavorativa – secondo i criteri della Convenzione di Roma del 19 luglio 1980 sulle obbligazioni contrattuali, attuata dalla legge di ratifica 18 dicembre 1984, n. 975, e dalla legge 31 maggio 1995, n. 218 –, ai fini dell’individuazione della normativa applicabile e del principio che, ove la legge dello Stato estero non preveda tutela contro il licenziamento ingiustificato, deve farsi applicazione della legge italiana, l’accertamento della legislazione straniera è compiuto di ufficio dal giudice. ...
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Tribunale Forlì, N.75-22 Marzo 2007

(Tribunale Forlì
N:75 - 22 Marzo 2007)

Est. Allegra – F. (avv. Graziani) e Consigliera di parità della Provincia di Forlì Cesena (avv. Graziani) c. Biemme Elettrocambi Srl (avv.ti Dolcini e Beleffi).

Note: Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Discriminazioni – Licenziamento discriminatorio – Condizione di lavoratrice madre – Nullità del licenziamento – Riassunzione – Deroga al divieto di licenziamento per cessazione dell’attività aziendale – Non sussiste.

Sussistendo elementi per considerare in via deliberativa nullo il licenziamento irrogato durante il periodo di gravidanza, la lavoratrice ha diritto alla riammissione al lavoro. Trattandosi di impresa con meno di quindici dipendenti, non può essere pronunciato formale provvedimento di reintegrazione, d’altra parte neppure richiesto dalla ricorrente, che ha appunto domandato la riassunzione nel posto di lavoro.
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Corte Appello Torino, N.679-26 Novembre 2015

(Corte Appello Torino
N:679 - 26 Novembre 2015)

Pres. Mariani, Est. Milani – T.E. (avv.ti Mazza, Caretta) c. Sogin (avv.ti Maresca, Frus, Bonomo).

Note: Stato di malattia, prestazione di attività extralavorativa e licenziamento

Malattia – Licenziamento individuale – Lavoratore assente per malattia – Svolgimento di attività extralavorativa – Giusta causa.

Lo svolgimento di altra attività da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, non solo allorché tale attività esterna sia per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una fraudolenta simulazione, ma anche nell’ipotesi in cui la medesima attività, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore.
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TRIBUNALE BARI, N.-3 Aprile 2015

(TRIBUNALE BARI
N: - 3 Aprile 2015)

Est. Pazienza – C.R. (avv.ti Sbarra, Guarini) c. Sicuritalia Spa (avv.ti Granato, Vulpis)

Note: Il carattere ritorsivo del licenziamento

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Legge n. 92/2012 – Licenziamento ritorsivo – Reintegrazione – Onere probatorio.

Il carattere ritorsivo del licenziamento determina necessariamente la nullità del provvedimento determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell’art. 1345 cod. civ., con la conseguente reintegra della lavoratrice nel proprio posto di lavoro.
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Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord., N.10760-2 Aprile 2013

(Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord.
N:10760 - 2 Aprile 2013)

Est. Cervelli – R.S. (avv. Troianiello) c. Agenzia delle entrate (Avv. Stato).

Note: Art. 18 Stat. lav. e lavoro pubblico: una parziale applicazione della norma statutaria?

Lavoro pubblico – Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Impugnazione – Art. 1, comma 42, legge n. 92/2012 – Applicabilità.

La nuova disciplina sostanziale in materia di licenziamenti introdotta dall’art. 1, co. 42, l. n. 92/2012 (cd. riforma Fornero), deve ritenersi totalmente applicabile anche al pubblico impiego contrattualizzato. In particolare, la circostanza per cui una controversia riguardi il pubblico impiego non deve giustificare un diverso ambito di applicabilità del nuovo art. 18 Stat. lav., perché l’art. 51, co. 2, d.lgs. 165/01, contiene un rinvio mobile alla norma statutaria, sicché ogni sua novella sarà applicabile al pubblico impiego in forza di tale rinvio
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Tribunale Monza, N.261-3 Aprile 2008

(Tribunale Monza
N:261 - 3 Aprile 2008)

Est. Russo - U.P. (Avv. Addonizio) c. Autoserizio Zani Srl (Avv.ti Pizzigoni, Lopa)

Note: Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto

Dimissioni - Scrittura privata - Sottoscrizione di un documento in bianco - Nullità - Mancanza della volontà di recedere dal contratto - Licenziamento illegittimo - Tutela reale

La lettera di dimissioni sottoscritta dal lavoratore nell’epoca in cui pacificamente la concorde volontà delle parti era nel senso della prosecuzione del rapporto deve ritenersi nulla a causa della totale mancanza della volontà di recedere dal contratto di lavoro subordinato. La cessazione del rapporto di lavoro deve pertanto essere qualificata quale licenziamento illegittimo, in quanto privo di qualsivoglia motivazione, con conseguente applicazione della tutela reale ex art. 18 Stat. lav.
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Corte di Cassazione, N.20901-5 Ottobre 2007

(Corte di Cassazione
N:20901 - 5 Ottobre 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Stile, P.M. Patrone – Ccr Case Cura Riunite Srl (avv.ti Garofalo e Ghera) c. M. N. (avv. Nicolò). Diff. Corte d’Appello Bari, 29 aprile 2004.

Note: Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Revoca – Natura – Forma – Accettazione tacita o implicita o per facta concludentia. Licenziamento individuale – Revoca – Impugnazione del licenziamento – Accertamento della volontà dismissiva del diritto.

Attesi i princìpi dell’autonomia negoziale e della libertà di forma, salvo diversa prescrizione legale, la revoca del licenziamento non richiede la forma scritta e l’accettazione di questa da parte del lavoratore può realizzarsi anche in forma tacita mediante comportamenti concludenti.
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Tribunale Monza, N.ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio).-9 Febbraio 2016

(Tribunale Monza
N:ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio). - 9 Febbraio 2016)

Note: Sulla natura ritorsiva del licenziamento
Parole chiave: ritorsivo :: ritorsione :: reintegrazione :: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Licenziamento ritorsivo – Motivo illecito – Reintegrazione.

Il licenziamento irrogato per motivi ritorsivi, relativi alla mancata accettazione da parte del lavoratore della proposta formulata del datore di lavoro (di sottoscrivere un accordo in sede protetta e di stipulare un contratto), è nullo in quanto determinato da un motivo illecito, stante anche l’inesistenza della ragione oggettiva addotta a giustificazione del recesso
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Cassazione, N.8006-4 Aprile 2014

(Cassazione
N:8006 - 4 Aprile 2014)

Sez. lav. – Pres. Canevari, Est. Napoletano, P.M. Matera (conf.) – Ospedale pediatrico Bambino Gesù (avv.ti Pessi, Gentile) c. P.V., C.F. (avv.ti R. Scognamiglio, C. Scognamiglio). Cassa Corte d’Appello Roma, 27 maggio 2010

Note: I limiti del risarcimento del danno tra licenziamento e nullità del termine
Parole chiave: licenziamento :: risarcimento :: Danno :: ulteriore ::

Licenziamento individuale – Risarcimento del danno – Danno ulteriore – Configurabile

In materia di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo nel regime di tutela reale la predeterminazione legale del danno risarcibile in favore del lavoratore non esclude che egli possa chiedere il danno ulteriore, patrimoniale e/o non patrimoniale, che gli sia derivato dal licenziamento
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