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Licenziamento individuale

Corte di Appello Brescia, N.-15 Dicembre 2009

(Corte di Appello Brescia
N: - 15 Dicembre 2009)

Est. Nuovo – Italcementi Spa (avv.ti Lucchini, Favalli, Trifirò, Codignola) c. Inps (avv.ti Imparato, Tagliente)

Note: Una norma rimasta in soffitta: l'ultimo comma dell'art. 18 Stat. lav.

Licenziamento individuale – Tutela ex art. 18, ultimo comma, Stat. lav. – Necessità di una effettiva reintegrazione – Soggetti destinatari della norma e rilevanza dei permessi sindacali

L’inottemperanza all’ordine di reintegrazione del dirigente sindacale consente all’Inps di iscrivere a ruolo le somme dovute al fondo pensioni dei lavoratori dipendenti, anche quando al lavoratore sia concesso l’accesso in azienda per lo svolgimento di attività sindacale. Il lavoratore destinatario della tutela ex art. art. 18, ult. co., Stat. lav. è chi ha la responsabilità della conduzione della Rsa, esplicitata dal godimento dei permessi ex art. 23 Stat. lav., senza che occorrano qualificazioni formali o comunicazioni ufficiali al datore di lavoro
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cassazione, N.27424-29 Dicembre 2014

(cassazione
N:27424 - 29 Dicembre 2014)

Pres. Roselli, Est. Manna, P.M. Matera (conf.) – L.I. Srl (avv.ti Magrini, Damoli, Dell’Omarino, Cantone) c. G.S.C.F. (avv.ti Panici, Martino). Conf. Corte d’Appello di Torino, 27 settembre 2010

Note: Acquisizione di una prova a discolpa e rilevanza disciplinare di una registrazione non autorizzata

Licenziamento individuale – Diritto alla riservatezza – Registrazione fonografica non autorizzata – Ammissibilità – Diritto di difesa.

Non ha alcuna rilevanza disciplinare il tentativo del lavoratore di registrare senza autorizzazione una sua conversazione con i superiori, se lo stesso è finaliz- zato all’acquisizione di una prova a discolpa. La registrazione fonografica di un colloquio tra persone presenti, infatti, rientra nel genus delle riproduzioni mec- caniche ammissibili come prove nel processo civile e penale, e in nessun caso la sua effettuazione può integrare condotta illecita, neppure da un punto di vista disci- plinare. Il diritto di difesa, d’altro canto, non è limitato alla pura e semplice se- de processuale, ma si estende a tutte quelle attività dirette ad acquisire prove a di- scolpa in esso utilizzabili, ancora prima che la controversia sia stata formalmen- te instaurata mediante citazione o ricorso.
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Corte di Cassazione, N.21579-13 Agosto 2008

(Corte di Cassazione
N:21579 - 13 Agosto 2008)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. Bandini, P.M. Salvi – D. V. (avv.ti Abati, Sotgiu) c. La Rosa Dei Venti Srl (avv.ti Longheu, Tirelli). Diff. Corte d’Appello Cagliari 27 giugno 2005.

Note: Per evitare il licenziamento si può dequalificare?

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Illegittimità – Adibizione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione – Consenso del lavoratore – Legittimità – Conservazione del posto di lavoro – Onere della prova a carico del datore di lavoro.

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato ha l’onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l’espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte, ma anche di avere prospettato al lavoratore licenziato, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un suo impiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale, purché tali mansioni inferiori siano compatibili con l’assetto organizzativo aziendale insindacabilmente stabilito dall’imprenditore.
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Cass, N.3058-8 Febbraio 2013

(Cass
N:3058 - 8 Febbraio 2013)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Stile, P.M. Corasaniti (conf.) – D.P.E.P. (avv.ti Norscia, De Benedictis) c. Intesa Sanpaolo Spa (avv.ti Palladino, Daverio). Conf. Corte d’Appello L’Aquila, 23 agosto 2007.

Note: Immediatezza della contestazione e diritto di difesa
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Procedimento disciplinare – Immediatezza della contestazione – Indagini preliminari – Sospensione cautelare – Audizione a difesa – Impedimento colloquio orale per malattia – Diritto al differimento reiterato dell’audizione – Non sussiste.

In tema di sanzioni disciplinari, la valutazione del principio di immediatezza va effettuata in base al criterio della relatività, nel senso che deve essere considerata la situazione concreta e i motivi oggettivi che possano aver giustificato il prolungamento delle indagini accertative da parte del datore di lavoro. Il lavoratore ha diritto di difendersi nella più completa libertà di forma, e, se richiede un confronto verbale, il datore ha l’obbligo di garantire l’audizione. Qualora si verifichi uno stato di malattia che non consenta al lavoratore di esercitare la prescelta difesa orale, il diritto al differimento dell’audizione non sussiste se la tipologia dello stato morboso non impedisce fisicamente al prestatore di effettuare il colloquio né di ragguagliare il rappresentante
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Cassazione, N.2975-3 Febbraio 2017

(Cassazione
N:2975 - 3 Febbraio 2017)

Note:

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Cassazione, N.1810-28 Gennaio 2013

(Cassazione
N:1810 - 28 Gennaio 2013)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Venuti, P.M. Corasaniti (conf.) – S.T. (avv. Monaco) c. Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Morrico). Conf. Corte d’Appello Roma, 14 luglio 2010.

Note: Reintegrazione e diritto di opzione: la Cassazione anticipa la riforma dell’art. 18

Licenziamento individuale – Opzione del lavoratore per l’indennità sostitutiva alla reintegra nel posto di lavoro – Ritardato pagamento dell’indennità – Risarcimento del danno – Quantificazione – Criteri.

Le obbligazioni scaturenti dalla domanda del lavoratore illegittimamente licenziato volta al riconoscimento dell’indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro – con la consequenziale richiesta anche del risarcimento dei danni connessa all’esercizio del diritto potestativo di opzione – sono compiutamente disciplinate dalla disposizione del comma 5 dell’art. 18, legge 20 maggio 1970, n. 300, che, in ragione della specificità del rapporto lavorativo e delle esigenze che con tale disposizione si sono intese soddisfare, si configura come una norma speciale che osta, oltre che alla qualificazione delle suddette obbligazioni in termini di obbligazioni alternative o facoltative, anche all’applicazione dei generali princìpi codicistici correlati alla suddetta qualificazione.
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Cassazione, N.6575-5 Aprile 2016

(Cassazione
N:6575 - 5 Aprile 2016)

Pres. Roselli, Est. Spena, P.M. Sanlo - ren zo (Rigetto) – C.L.G. (avv.ti Scognamiglio R., Scognamiglio C.) c. S.S. (avv.ti Leone, Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 9 luglio 2012, n. 5289.

Note: Licenziamento discriminatorio: una svolta della Cassazione in un caso riguardante la procreazione medicalmente assistita
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Discriminazioni – Licenziamento adottato in relazione alla manifestazione di volontà della lavoratrice di sottoporsi alla Procreazione medicalmente assistita – Carattere discriminatorio del licenziamento – Rilevanza esclusiva del rapporto causale tra fattore discriminatorio e licenziamento

Riveste carattere discriminatorio il licenziamento di una lavoratrice intimato dopo che la stessa ha comunicato di volersi sottoporre al trattamento di Pma. Ai fini della qualificazione come discriminatorio del licenziamento rileva unicamente il rapporto di causalità fra il trattamento di fecondazione e l’atto di recesso, e non anche la circostanza che l’intervento, con il conseguente impedimento al lavoro, sia stato già effettuato, sia in corso o sia stato semplicemente programmato
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Corte di cassazione, N.17087-8 Agosto 2011

(Corte di cassazione
N:17087 - 8 Agosto 2011)

Sez. lav. – Pres. Foglia, Est. Ianniello, P.M. Finocchi Ghersi (diff.) – M.V. (avv.ti Grattarola e Spinoso) c. L.V. Srl (avv.ti Boccia e Marelli). Cassa Corte d’Appello Torino 22 maggio 2008.

Note: La ritorsione indiretta

Licenziamento individuale – Ritorsione diretta e indiretta del datore di lavoro – Onere della prova – Nullità dell’atto ed effetto reintegratorio

lavoro a un comportamento legittimo tenuto dal lavoratore colpito (diretto) o anche da un’altra persona a quest’ultimo legata (indiretto), che attribuisce all’atto stesso il connotato dell’ingiustificata vendetta. Quando tale reazione sia il motivo unico e determinante del recesso, il licenziamento è nullo e si applica l’art. 3 della legge n. 108/1990
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Cassazione, N.23698-16 Novembre 2015

(Cassazione
N:23698 - 16 Novembre 2015)

Pres. ed Est. Napoletano, P.M. Ce - le ste (conf.) – Btcino Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Paternò) c. B.G. (avv.ti Bertussi Vassalini). Cassa Corte d’Appello di Brescia, 27.10.2012

Note: Sui limiti dell’obbligo di repechage
Parole chiave: Licenziamento individuale :: repechage ::

Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Obbligo di repechage – Adibizione a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione – Non necessità del patto di demansionamento – Richiesta coeva o anteriore al licenziamento

Nel caso in cui il demansionamento rappresenti l’unica alternativa praticabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro ha l’onere di rappresentare al lavoratore la possibilità di assegnazione a mansioni inferiori compatibili con il suo bagaglio professionale; non è necessario un patto di demansionamento o una richiesta in tal senso del lavoratore coeva al licenziamento. In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il rispetto dei criteri di buona fede e correttezza non può spingersi fino a imporre al datore di lavoro una scelta organizzativa, ancorché transeunte, tale da incidere, sia pure in maniera modesta, sulle decisioni organizzative che appartengono sempre alla sua sfera di libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost
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Corte di Cassazione, N.2676-5 Febbraio 2010

(Corte di Cassazione
N:2676 - 5 Febbraio 2010)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Rel. Zappia, P.M. Matera (concl. conf.) – Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Morrico) c. B. A., G. G., C. L., Z. G., Ce Vi. (avv. Speranzoni). Cassa Corte d’App. Venezia, 15 ottobre 2006, n. 182

Note: Ancora brevi note sulle conseguenze in caso di omessa impugnativa del licenziamento

Licenziamento individuale – Omessa impugnativa – Risarcibilità dei danni – Normativa speciale e normativa comune – Limitazioni.

Il lavoratore che non abbia impugnato il licenziamento nel termine di de- cadenza può far valere profili di illegittimità del licenziamento diversi da quel- li previsti dalla normativa speciale. La predetta decadenza impedisce al lavora- tore di richiedere il risarcimento del danno secondo le norme codicistiche ordi- narie, nella misura in cui non consente di far accertare in sede giudiziale la il- legittimità del licenziamento.
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