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Licenziamento individuale

Corte di Cassazione, N.7658-30 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:7658 - 30 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Ravagnini, Est. De Renzis, P.M. Velardi (concl. conf.) – N. M. (avv.ti Afeltra, Zezza) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Pessi, Trifiroi). Conferma Corte d’App. Venezia, 10 maggio 2006

Note: Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.
Parole chiave: Malattia :: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 2110 cod. civ. – Periodo di Comporto – Impugnativa – Termine di decadenza ex legge n. 604/1966 – Esclusione.

La fattispecie di recesso del datore di lavoro, per le ipotesi di assenze de- terminate da malattia del lavoratore, è soggetta alle regole dettate dall’art. 2110 cod. civ., che prevalgono, per la loro specialità, sia sulla disciplina ge- nerale della risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità parzia- le della prestazione lavorativa, sia sulla disciplina limitativa dei licenzia- menti individuali.
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Tribunale Bari, N.-12 Gennaio 2015

(Tribunale Bari
N: - 12 Gennaio 2015)

ord. – Est. Tarantino – M.L. (avv. Roscano) c. B. Spa (avv. Aresta).

Note: La «prima» della Cassazione su licenziamento disciplinare e «insussistenza del fatto» nella legge n. 92/2012: rilievi critici

Licenziamento individuale – Art. 18, commi 4 e 5, Stat. lav., come mo- dificati dalla legge n. 92/2012 – Fatto materiale e fatto giuridico – Tutela reale e tutela obbligatoria – Proporzionalità.

La reintegrazione ai sensi dell’art. 18, comma 4, Stat. lav., deve essere dispo- sta anche quando l’«insussistenza» riguarda soltanto alcuni elementi del fatto contestato (effettivamente verificatosi per il resto) che siano ritenuti essenziali ai fini della configurazione della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo di licenziamento.
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Corte di Cassazione, N.19295-14 Luglio 2008

(Corte di Cassazione
N:19295 - 14 Luglio 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Figurelli, P.M. Riello (conf.) – G. L. Srl (avv. Pulsoni) c. R. S. (avv.ti Della Vedova, Giucastro). Conf. Corte d’Appello Milano 31 agosto 2004.

Note: Immediatezza della contestazione disciplinare e specificità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Disciplinare – Principio della specificità della contestazione – Reiterazione di comportamenti – Diritto di difesa.

Il principio di specificità della contestazione assolve, tra l’altro, alla finalità di rendere l’incolpato edotto dei fatti a lui ascritti, così da consentirgli di esercitare il proprio diritto di difesa. I fatti privi di riferimento alle modalità e alle persone offese non pongono il lavoratore in grado di difendersi adeguatamente.
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Cassazione, N.18678-4 Settembre 2014

(Cassazione
N:18678 - 4 Settembre 2014)

ord. – Pres. Roselli, Est. Tricomi, P.M. Carestia (conf.) – F.G. (avv.ti Muccio, Fatone) c. Pilkington Italia Spa (avv. Frediani). Conf. Corte d’Appello l’Aquila, 7 settembre 2011.

Note: Licenziamento per scarso rendimento da eccessiva morbilità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Eccessiva morbilità – Scarso rendimento – Giustificato motivo oggettivo – Sussiste.

È legittimo il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo in conseguenza di assenze per malattia a carattere discontinuo (cd. eccessiva morbilità) che danno luogo a scarso rendimento e rendono la prestazione non più utile per il datore di lavoro, incidendo negativamente sulla produzione aziendale
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Cassazione, N.699-14 Gennaio 2013

(Cassazione
N:699 - 14 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (conf.) – D.R.D. (avv. Iuliano) c. Cavamarket Spa (avv. Ioele). Conf. Corte d’Appello Salerno, 5 settembre 2008

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Proposta riassunzione – Rifiuto – Diritto alla reintegrazione – Sussiste – Risarcimento del danno – Sussiste – Ammontare minimo

Il rifiuto, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, di essere riassunto non implica una tacita rinuncia alla reintegrazione, ma incide sul piano della tutela risarcitoria. La mancata accettazione dell’offerta di riassunzione, infatti, riduce il risarcimento del danno al suo ammontare minimo, pari a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.
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Cassazione, N.22798-9 Novembre 2016

(Cassazione
N:22798 - 9 Novembre 2016)

Note:
Parole chiave: Licenziamento individuale :: repechage ::

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Corte di cassazione, N.6498-26 Aprile 2012

(Corte di cassazione
N:6498 - 26 Aprile 2012)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Tricomi, P.M. Fresa – C.M. (avv. Angioni) c. Unicredit Banca Spa (avv.ti Pessi, Gentile). Cassa con rinvio Corte d’Appello Cagliari 28 giugno 2007.

Note: La fragilità del vincolo fiduciario nel settore del credito
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento per giusta causa – Art. 2119 cod. civ. – Settore credito – Fatti extralavorativi – Detenzione stupefacenti – Uso personale – Lesione vincolo fiduciario – Proporzionalità della sanzione – Sindacato di legittimità – Giudizi applicativi di clausole generali – Massime d’esperienza e fatti notori – Presunzioni.

Non costituisce giusta causa di licenziamento il comportamento consistente nella detenzione da parte di un dipendente di un istituto di credito di sostanze stupefacenti, del tipo marijuana e hashish, avvenuta in piena estate, in zona di mare e durante la notte tra sabato e domenica
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T. Napoli, N.9792-2 Dicembre 2015

(T. Napoli
N:9792 - 2 Dicembre 2015)

Est. Urzini – A.S. Spa (avv. Rizzo) c. A.G., C.P. (avv.ti Marziale, Totaro).

Note: Configurabilità del carattere ritorsivo nel licenziamento ingiustificato

Licenziamento collettivo – Licenziamento ritorsivo – Nullità

Nell’iter processuale di accertamento della natura discriminatoria o ritorsiva del recesso, si deve procedere, innanzitutto, alla ricerca della prova della natura persecutoria-vendicativa-discriminatoria della condotta imputata al datore di lavoro: di talché, in caso affermativo, è ragionevole ritenere che l’intento discriminatorio-ritorsivo sia stato l’unico motivo posto a base del licenziamento, la cui prova potrebbe derivare anche dalla insussistenza dei motivi del recesso
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Corte di Cassazione, N.8237-7 Aprile 2010

(Corte di Cassazione
N:8237 - 7 Aprile 2010)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Balletti, P.M. Finocchi Ghersi (Conf.) – B.F. (avv. Cifelli) c. Csbs Srl (avv. La Gioia). Conf. Corte d’Appello Brescia 11 ottobre 2005.

Note: Licenziamento per motivi economici: l’ipotesi di riassetti organizzativi attuati per la più economica gestione dell’azienda
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento giustificato motivo – Soppressione del posto – Legittimità del recesso – Presupposti – Riassetto organizzativo – Criteri – Scelta imprenditoriale – Insindacabilità.

In tema di giustificato motivo di licenziamento non è sindacabile, nei suoi profili di congruità e opportunità, la scelta imprenditoriale che abbia avuto come conseguenza la soppressione del posto di lavoro cui era addetta la dipendente licenziata sempre che risulti l’oggettività e non la pretestuosità del riassetto organizzativo operato e della scelta della dipendente de qua.
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Cassazione, N.12242-12 Giugno 2015

(Cassazione
N:12242 - 12 Giugno 2015)

– Pres. Lamorgese, Est. Ghinoy, P.M. Celeste (conf.) – Dolce e salato di Baucia Giovanni & C. Snc (avv.ti Luponio, Porrati) c. C.F. (avv.ti Spinoso, Grattarola). Conf. Corte d’Appello di Torino, 13 gennaio 2012.

Note: Il controllo giudiziale sull’effettività del licenziamento per motivo oggettivo
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Soppressione del posto – Ingresso di nuovi soci – Insussistenza.

Non costituisce giustificato motivo oggettivo, idoneo – in quanto tale – a giustificare il licenziamento del lavoratore per soppressione del posto di lavoro conseguente alla riorganizzazione aziendale, il subingresso nella società datrice di lavoro di nuovi soci lavoratori adibiti allo svolgimento delle mansioni prima assegnate al lavoratore licenziato. La circostanza che i predetti soggetti, a prescindere dalla configurabilità o meno in capo a essi della qualifica di soci lavoratori, siano impiegati nello svolgimento delle mansioni in precedenza svolte dal prestatore licenziato esclude che il riassetto organizzativo, posto dal datore di lavoro alla base dell’intimato licenziamento, sia diretto a fronteggiare situazioni sfavorevoli e non contingenti,
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