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Licenziamento individuale

Corte di Cassazione, N.29480-17 Dicembre 2008

(Corte di Cassazione
N:29480 - 17 Dicembre 2008)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Roselli, P.M. Abbritti (conf.) – A. D. A. (avv.ti Pirani, Parascandolo) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia, Morrico). Conf. Corte d’Appello Roma 3 novembre 2005.

Note: Immediatezza della contestazione disciplinare e specificità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Disciplinare – Principio dell’immediatezza della contestazione e della tempestività del recesso – Carattere relativo – Accertamento di merito – Fattispecie.

Nel licenziamento per motivi disciplinari, il principio dell’immediatezza della contestazione dell’addebito e della tempestività del recesso datoriale, che si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell’impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso; in ogni caso, la valutazione relativa alla tempestività costituisce giudizio di merito, non sindacabile in cassazione ove adeguatamente motivato
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Cassazione, N.26143-21 Novembre 2013

(Cassazione
N:26143 - 21 Novembre 2013)

Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Berrino, P.M. Servello (conf.) – K.S. (avv.ti Palumbo, Abate) c. Azienda ospedaliera Ordine mauriziano di Torino (avv.ti Vesci, Pacchiana Parravicini). Conf. Corte d’Appello Torino, 18 ottobre 2010.

Note: La registrazione occulta delle conversazioni dei colleghi costituisce giusta causa di licenziamento
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Mobbing e licenziamento per mancata prova – Diritto alla riservatezza e diritto di difesa – Contemperamento degli opposti interessi e adozione del cd. «criterio della gerarchia mobile».

Il venir meno del rapporto fiduciario tra prestatore e datore di lavoro per la violazione del diritto alla riservatezza dei colleghi, nonché la mancanza di collaborazione creatasi all’interno dell’équipe medica di cui il lavoratore fa parte, sono motivazioni sufficienti a giustificare il licenziamento individuale. (1)
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Cassazione, N.11027-5 Mag 2017

(Cassazione
N:11027 - 5 Mag 2017)

Note:
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

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Cassazione, N.807-15 Gennaio 2013

(Cassazione
N:807 - 15 Gennaio 2013)

Sez. lav. – Pres. De Renzis, Est. Venuti, P.M. Matera (conf.) – K.A. (avv.ti Del Punta, Pagni) c. Nencini Laterizi Spa (avv. Formichini). Conf. Corte d’Appello Firenze, 20 febbraio 2009

Note: La provocazione come possibile esimente dell’illecito disciplinare
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Provocazione del datore di lavoro – Frasi ingiuriose del lavoratore – Giusta causa – Insussistenza

Un lavoratore che, durante uno scontro verbale con un suo diretto superiore, pronunci espressioni ingiuriose non è passibile di licenziamento per giusta causa, quando tale atteggiamento costituisca una reazione a un comportamento provocatorio del datore di lavoro
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Cassazione, N.9759-12 Mag 2016

(Cassazione
N:9759 - 12 Mag 2016)

Pres. ed Est. Bronzini, P.M. Finocchi Ghersi (Conf.) – B.D. (avv. Rimmaudo) c. Poste italiane Spa (avv. Pessi). Conf. Corte d’Appello di Genova, 9.4.2013

Note: l licenziamento del lavoratore tossicodipendente: profili e ipotesi di legittimità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Sanzione disciplinare – Lavoratore tossicodipendente – Inadempimento contrattuale – Violazione del vincolo fiduciario – Estinzione e risoluzione del rapporto di lavoro – Legittimità.

È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore tossicodipendente che abbia fatto venir meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro attraverso comportamenti contrari ai doveri assunti nei confronti di quest’ultimo e tali da recare pregiudizio alla regolarità del servizio e alla sicurezza dei terzi e di se stesso.
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corte di cassazione, N.4707-23 Marzo 2012

(corte di cassazione
N:4707 - 23 Marzo 2012)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Destro (conf.) – R.U. (avv. Ciccotti) c. Rete Ferroviaria Italiana Spa (avv.ti Morrico, Cosentino). Conf. Corte d’Appello Roma 27 novembre 2009.

Note: Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto di critica
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Dirigente – Diritto di azione giudiziaria – Non rilievo disciplinare – Giustificatezza – Esclusione – Diritto di critica – Sussistenza.

L’azione di un lavoratore con qualifica dirigenziale che sottopone all’autorità giudiziaria fatti o atti riguardanti l’azienda, per valutare la rilevanza penale e per la verifica di specifici titoli di reato, non incide sul vincolo fiduciario fra prestatore e datore di lavoro. La denuncia di irregolarità da parte del dirigente, rientrando nel più generale diritto di critica, non costituisce né un comportamento di rilievo disciplinare, né una giusta causa sanzionabile con il licenziamento
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Cassazione, N.24648-3 Dicembre 2015

(Cassazione
N:24648 - 3 Dicembre 2015)

Pres. Roselli, Est. Tria, P.M. Matera (diff.) – E.F. (avv.ti Vacirca, Braggion) c. Going Srl C.F. (avv.ti Montinari, Barbieri, Portolano). Cassa e decide nel merito, Corte d’Appello di Milano, 24.9.2012

Note: Configurabilità del carattere ritorsivo nel licenziamento ingiustificato

Licenziamento individuale – Licenziamento ritorsivo – Nullità

Il divieto di licenziamento discriminatorio è suscettibile, in base all’art. 3 Cost. e sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue in materia di diritto antidiscriminatorio e antivessatorio, di interpretazione estensiva, sicché l’area dei singoli motivi vietati comprende anche il licenziamento per ritorsione o rappresaglia, intesa come ingiusta e arbitraria reazione a un comportamento legittimo del lavoratore, quale unica ragione del provvedimento espulsivo; sempreché il recesso risulti essere stato determinato esclusivamente dall’intento ritorsivo.
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Corte di Cassazione, N.25308-1 Dicembre 2009

(Corte di Cassazione
N:25308 - 1 Dicembre 2009)

Pres. Roselli, Cons. Est. Di Nubila – Banca Nazionale del Lavoro Spa (avv. Roberto Fessi) c. P. S. (avv.ti Fontana, De Luca Tamajo). Conf. Corte d’Appello Salerno, n. 1134/06, depositata il 29 agosto 2006.

Note: L’illegittimità del licenziamento e il risarcimento del danno: il concorso di colpa fra il datore di lavoro e il lavoratore
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Lavoro subordinato – Licenziamento – Illegittimità – Risarcimento del danno – Liquidazione oltre le cinque mensilità – Art. 18 dello Statuto dei lavoratori – Art. 1227, comma 2, cod. civ.

«La legge n. 300 del 1970, art. 18, stabilisce che in caso di licenziamen- to illegittimo spetta al lavoratore la reintegrazione e un risarcimento del dan- no commisurato alla retribuzione, con un minimale di cinque mensilità. Non esiste quindi alcun automatismo tra la retribuzione medio tempore percepibi- le e il risarcimento del danno, il quale può esser ridotto in determinate circo- stanze».
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Cassazione, N.12486-17 Giugno 2015

(Cassazione
N:12486 - 17 Giugno 2015)

Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Celeste (conf.) – Mistral Srl (avv.ti Fiorillo, Bonfrate) c. M.P. (avv. Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 29 maggio 2014.

Note: Licenziamento e buona fede nel lavoro aeronautico
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Mancanza delle licenze di volo – Impossibilità temporanea – Illegittimità.

Il licenziamento motivato da impossibilità sopravvenuta della prestazione consistente nella carenza meramente temporanea di titoli è illegittimo, e quindi nullo, per violazione della clausola generale di correttezza e buona fede, ove il datore di lavoro non comunichi la necessità di riacquisire gli stessi titoli per poter svolgere le mansioni per le quali il lavoratore è assunto
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Corte di Cassazione, N.23107-9 Settembre 2008

(Corte di Cassazione
N:23107 - 9 Settembre 2008)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Lo Voi (conf.) – T. I. Spa (avv.ti Maresca, De Luca Tamajo, Morrico, Romei, Boccia) c. T. C. (non costituito).

Note: Si può licenziare per l'uso "disinvolto" del cellulare aziendale?

Licenziamento individuale – Abuso del telefono cellulare aziendale – Mancato rispetto del principio di proporzionalità – Disparità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti – Illegittimità della sanzione espulsiva.

Malgrado non esista a carico del datore di lavoro un obbligo di parità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti, il giudice può ritenere un licenziamento illegittimo se, in assenza della prova del profilo soggettivo dell’illecito sanzionato, ravvisi un’incoerenza nell’essere stata precedentemente inflitta una sanzione conservativa ad altri dipendenti per il medesimo illecito disciplinare senza specifiche ragioni di diversificazione. Ciò, infatti, ne escluderebbe una gravità tale da giustificare la sanzione espulsiva.
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