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Licenziamento individuale

Corte Appello Torino, N.304-24 Aprile 2008

Licenziamento individuale, lavoratrice madre, divieto, deroghe, onere della prova

La deroga al divieto di licenziamento della lavoratrice madre opera non solo in caso di cessazione dell’attività dell’impresa ma anche nel caso di cessazione dell’attività del reparto cui la lavoratrice è addetta, purché il reparto stesso abbia autonomia funzionale. L’applicazione estensiva della deroga è subordinata alla condizione che il datore di lavoro assolva l’onere probatorio circa l’impossibilità di utilizzare la lavoratrice presso altre unità produttive dell’azienda
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Cass, N.6337-13 Marzo 2013

(Cass
N:6337 - 13 Marzo 2013)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Balestrieri, P.M. Servello (conf.) – Trenitalia Spa (avv. Tosi) c. D.N.M. (avv.ti Vacirca, Califano). Conf. Corte d’Appello Genova, 11 aprile 2007.

Note:
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Procedimento disciplinare – Pluralità degli addebiti – Obbligo per il datore di lavoro di offrire in consultazione al lavoratore la documentazione aziendale relativa ai fatti contestati – Diritto di difesa – Configurabilità

Nel procedimento disciplinare, sebbene l’art. 7, legge 20 maggio 1970, n. 300, non preveda un obbligo per il datore di lavoro di mettere spontaneamente a disposizione del lavoratore, nei cui confronti sia stata elevata una contestazione, la documentazione su cui essa si basa, egli è però tenuto, in base ai princìpi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, a offrire in consultazione i documenti aziendali all’incolpato che ne faccia richiesta, laddove l’esame degli stessi sia necessario per predisporre un’adeguata difesa.
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Corte di cassazione, N.106-4 Gennaio 2013

(Corte di cassazione
N:106 - 4 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Corasanti (conf.) – Editrice Telestampa Sud Srl c. B.A. (avv. Truppi). Conf. Corte d’Appello Napoli, 16 ottobre 2007.

Note: Illegittimità del licenziamento collettivo condizionato

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Licenziamento reiterato – Efficacia condizionata – Motivi diversi e sopravvenuti – Licenziamento collettivo – Inammissibilità

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento non sia collettivo, atteso che quest’ultimo è procedimentalizzato in termini tali da non consentire che il licenziamento del lavoratore avvenga sub condicione, dovendosi procedere alla necessaria comparazione tra tutti i lavoratori coinvolti
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Cassazione, N.5592-22 Marzo 2016

(Cassazione
N:5592 - 22 Marzo 2016)

Pres. Venuti, Est. Patti, P.M. Mastroberardino (conf.) – P.A. (avv. Pullano) c. Harpo Spa (avv.ti Morabito, Consoli). Cassa Corte d’Appello di Trieste, 13.2.2013

Note: Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e repêchage: nessun onere di allegazione
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Impossibilità delrepêchage – Requisito del giustificato motivo – Art. 5, l. n. 604/1966 – Onere della prova datore di lavoro – Principio di riferibilità o vicinanza della prova – Art. 2697 c.c. – Indisgiungibilità onere della prova e onere di allegazione – Onere di allegazione del datore di lavoro – Sussiste – Onere di allegazione del lavoratore – Non sussiste.

In caso di impugnazione di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, grava sul datore di lavoro l’onere di allegare (oltre che di provare) l’impossibilità del repêchage, in quanto quest’ultimo rappresenta un requisito del giustificato motivo oggettivo. Il lavoratore, invece, non è tenuto ad allegare le diverse mansioni cui avrebbe potuto essere adibito; laddove si accogliesse la tesi opposta, si determinerebbe una divaricazione tra onere di allegazione e onere della prova, entrambi spettanti, alla luce degli ordinari princìpi processuali, alla parte deducente.
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Corte di cassazione, N.17739-29 Agosto 2011

(Corte di cassazione
N:17739 - 29 Agosto 2011)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Tria, P.M. Basile (conf.) – Iper Montebello Spa (avv. Menegazzi) c. M.G. (avv.ti Verticchio, Boiocchi). Conf. Corte d’Appello Brescia 17 gennaio 2009.

Note: Il sindacato giudiziale di proporzionalità nel licenziamento disciplinare

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Proporzionalità – Standard valutativi – Lieve entità del danno patrimoniale e assenza di recidiva – Mancata lesione del vincolo fiduciario – Illegittimità.

Spetta al giudice di merito, con una valutazione incensurabile in sede di legittimità ove congruamente motivata, considerare la proporzionalità della sanzione espulsiva non sulla base di una valutazione astratta del fatto addebitato, ma tenendo conto di ogni aspetto concreto della vicenda processuale, sulla base anche degli standard valutativi della realtà sociale. Nel giudizio di proporzionalità, in ogni caso, la gravità dell’inadempimento deve esser valutata in senso accentuativo a tutela del lavoratore rispetto alla regola della «non scarsa importanza» di cui all’art. 1455 cod. civ. L’irrogazione della massima sanzione è giustificata solo in presenza di un notevole inadempimento tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto.
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cassazione, N.20140-25 Novembre 2015

(cassazione
N:20140 - 25 Novembre 2015)

Pres. ed Est. Roselli, P.M. Giacalone (conf.) – T. Spa (avv.ti Villa, Antonelli, Jandoli) c. I.I.N. (avv. Martone). Conf. Corte d’Appello di Milano, 1.4.2014.

Note: In tema di insussistenza del fatto nel licenziamento disciplinare
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Irrilevanza giuridica della condotta – Insussistenza del fatto – Equivalenza – Reintegrazione – Ammissibilità

In tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, la completa irrilevanza giuridica del fatto equivale alla sua insussistenza materiale e dà perciò luogo alla tutela reintegratoria anche a seguito della legge Fornero
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Corte di Cassazione, N.1861-28 Gennaio 2010

(Corte di Cassazione
N:1861 - 28 Gennaio 2010)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Monacci, P.M. Fedeli (diff.) – F. M. (avv. Fortuna) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Fiorillo, Granozzi). Cassa Corte d’App. Palermo, 13 febbraio 2006.

Note: Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.
Parole chiave: Malattia :: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 2110 cod. civ. – Periodo di Comporto – Impugnativa – Termine di decadenza ex art. 6, legge n. 604/1966 – Esclusione.

Dato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è regolato dalla legge n. 604 del 1966, e successive modificazioni, ma dal- l’art. 2110 cod. civ., comma 2, in questa ipotesi l’impugnazione da parte del prestatore di lavoro non è soggetta al termine di decadenza stabilito dall’art. 6 della stessa legge
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Cassazione, N.5878-24 Marzo 2015

(Cassazione
N:5878 - 24 Marzo 2015)

Pres. Lamorgese, Est. Bandini, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – Confidi Mutualcredito Soc. coop. (avv.ti Giustiniani, Marsilio) c. D.P.M. (avv. Brocchi). Conf. Corte d’Appello di L’Aquila 10 agosto 2011

Note: Turpiloquio sul luogo di lavoro e lesione del vincolo fiduciario
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento per giusta causa – Art. 2119 cod. civ. – Clausole generali – Sindacato di legittimità – Diritto di critica – Obbligo di fedeltà – Proporzionalità – Lesione del vincolo fiduciario.

Il comportamento della lavoratrice che nomina in maniera sgradevole alcuni file di lavoro, pur rimanendo nell’ambito di una condotta volgare e certamente non commendevole, non costituisce giusta causa di licenziamento, in quanto inidoneo a ledere concretamente l’immagine azienda
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Corte di Cassazione, N.144-8 Gennaio 2008

(Corte di Cassazione
N:144 - 8 Gennaio 2008)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Roselli, P.M. Sepe (conf.) – T. I. Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia) c. L. C. (non costituito).

Note: Si può licenziare per l'uso "disinvolto" del cellulare aziendale?
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Abuso del telefono cellulare aziendale – Mancato rispetto del principio di proporzionalità – Disparità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti – Illegittimità della sanzione espulsiva.

L’inesistenza di un obbligo dell’imprenditore di attribuire ai dipendenti, versanti nella medesima situazione di fatto, lo stesso trattamento economico e normativo non esclude che il licenziamento debba essere motivato in modo completo e coerente e che un’incoerenza possa essere ravvisata, con conseguente illegittimità del licenziamento, dal giudice di merito nell’essere stata inflitta sanzione conservativa ad altri dipendenti per il medesimo illecito disciplinare in mancanza di specifiche ragioni di diversificazione, ciò che ne esclude una gravità tale da giustificare la sanzione espulsiva.
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Cassazione, N.17859-11 Agosto 2014

(Cassazione
N:17859 - 11 Agosto 2014)

Pres. Vidiri, Est. Buffa, P.M. Matroberardino (concl. accoglimento I motivo) – F.G. (avv.ti Patrono, Galli) c. Stc group Spa (avv.ti Capasso, Galbusera, Caprio). Conf. Corte d’Appello Brescia, n. 531/10.

Note: La tutela dei dati personali come presupposto logico-giuridico del divieto di discriminazione
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Utilizzo del computer aziendale per fini propri o non autorizzati – Rilevanza disciplinare – Sussistenza

Qualora il codice disciplinare affisso nella bacheca aziendale vieti l’accesso alla rete internet e l’utilizzo della posta elettronica per scopi personali è legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente che sul computer aziendale abbia installato un programma di file-sharing e uno per l’accesso alla e-mail personale, effettuando il download di foto e filmati pornografici
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