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rapporto di lavoro

Corte di Cassazione, N.18692-6 Settembre 2007

(Corte di Cassazione
N:18692 - 6 Settembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. De Matteis, P.M. Patrone – D. L. (avv. Sacchi) c. Rinaldi Ditta Sas (avv. Agosto). Diff. Corte d’Appello Catanzaro, 10 febbraio 2004

Note: La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: rapporto di lavoro ::

Lavoro subordinato – Doppia alienità – Lavoro tipologicamente subordinato – Onere della prova

La prestazione di attività lavorativa onerosa all’interno dei locali dell’azienda, con materiali e attrezzature proprie della stessa e con modalità tipologiche proprie di un lavoratore subordinato in relazione alle caratteristiche delle mansioni (nella specie, commesso addetto alla vendita), comporta una presunzione di subordinazione, che è onere del datore di lavoro vincere.
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corte di giustizia, N.causa C-415/12-13 Giugno 2013

(corte di giustizia
N:causa C-415/12 - 13 Giugno 2013)

Sezione Nona, ord. – Pres. Malenovský, Est. Safjan e Prechal – Bianca Brandes c. Land Niedersachsen (Avv. Gen. Sharpston)

Note: Diritto alle ferie annuali e principio del pro rata temporis

Ferie – Direttiva n. 2003/88/Ce – Accordo quadro Unice, Ceep, Ces sul lavoro a tempo parziale – Clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale – Principio di non discriminazione – Principio del pro rata temporis – Maternità – Mutamento del rapporto di lavoro – Diritti quesiti.

Il diritto pertinente dell’Unione, in particolare l’art. 7, par. 1, Dir. 2003/88/Ce e la clausola 4, p. 2, dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale, concluso il 6.6.1997, che figura nell’all. alla Dir. 97/81/Ce, deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o prassi nazionali, come quelle in esame nel procedimento principale, in forza delle quali il numero di giorni di ferie annuali retribuite di cui un lavoratore occupato a tempo pieno non ha potuto beneficiare nel corso del periodo di riferimento – essendo passato a un regime di lavoro a tempo parziale – viene ridotto proporzionalmente alla differenza esistente tra il numero di giorni di lavoro settimanale effettuati da tale lavoratore prima e dopo tale passaggio a tempo parziale.
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Corte di Giustizia, N.C-312/11-4 Luglio 2013

(Corte di Giustizia
N:C-312/11 - 4 Luglio 2013)

C-312/11 – Avv. Gen. Y. Bolt – Commissione europea c. Repubblica italiana

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro – Inadempimento dello Stato italiano (sussiste) – Provvedimento di trasposizione insufficiente.

La Repubblica italiana, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente l’articolo 5 della Direttiva n. 2000/78/Ce del Consiglio, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
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corte costituzionale, N.207-18 Luglio 2013

Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Indicazione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale docente di ruolo – Assenza – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Conformità alla clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Ragioni oggettive che giustificano la successione dei contratti – Esigenze organizzative del sistema delle supplenze – Risarcimento del danno per la mancata stipula di un contratto a tempo indeterminato – Assenza – Compatibilità con le regole europee – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Va sottoposta alla Corte di Giustizia dell’UE, in via pregiudiziale, la questione se la clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato recepito dalla Direttiva n. 1999/70/Ce debba essere interpretata nel senso che osta all’applicazione delle norme sul sistema delle supplenze del personale scolastico le quali, dopo aver disciplinato il conferimento di supplenze annuali su posti vacanti e disponibili, dispongono che si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, in tal modo consentendo che si faccia ricorso a una successione di contratti a tempo determinato senza la previsione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi.
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Corte d'Appello di Torino, N.-12 Marzo 2012

(Corte d'Appello di Torino
N: - 12 Marzo 2012)

Pres. Maffiodo, Est. Mancuso – R.W. (avv. Sonetto e Napoli) c. Regione Piemonte (avv. Magliona). Diff. Tribunale Torino 11 febbraio 2010.

Note: Mancata promozione del lavoratore e discriminazione per motivi sindacali

Discriminazioni – Principio di parità di trattamento – Mansioni e inquadramento – Atti omissivi – Svolgimento di attività sindacale – Distacchi e permessi sindacali – Onere della prova – Nullità – Adeguatezza della sanzione.

La mancata promozione di un lavoratore, concessa ad altri colleghi, integra un trattamento discriminatorio quando la decisione del datore di lavoro sia stata adottata unicamente in ragione dell’attività sindacale svolta dal dipendente escluso. Pertanto, l’atto è radicalmente nullo ai sensi dell’art. 15 Stat. lav. e il datore è tenuto a riconoscere al lavoratore discriminato il superiore inquadramento.
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Corte di giustizia dell'Ue, N.C-266/2014-10 Settembre 2015

(Corte di giustizia dell'Ue
N:C-266/2014 - 10 Settembre 2015)

S. Terza – Avv. Gen. Bot – Federación de Servicios Privados del sindicato Comisiones obreras (Cc.Oo.) c. Tyco Integrated Security SL, Tyco Integrated Fire & Security Corporation Servicios SA.

Note: Orario di lavoro e tempo di spostamento domicilio-clienti
Parole chiave: rapporto di lavoro :: orario di lavoro ::

Orario di lavoro – Direttiva n. 2003/88/Ce – Luogo di lavoro – Tempo di spostamento – Disponibilità del lavoratore.

Nel caso di lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, costituisce «orario di lavoro», ai sensi dell’art. 2, punto 1, della Direttiva n. 2003/88/Ce, il tempo che tali lavoratori impiegano per gli spostamenti quotidiani tra il loro domicilio e i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal loro datore di lavoro.
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Corte di Giustizia, N.C-335/11 e 337/11-11 Aprile 2013

(Corte di Giustizia
N:C-335/11 e 337/11 - 11 Aprile 2013)

Avv. Gen. J. Kokott – HK Danmark c. Dansk almennyttigt Boligselskab (C- 335/11) e HK Danmark c. Dansk rbejdgiverforening (C-337/11).

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro (nozione di) – Lavoro a tempo parziale quale forma di adattamento ragionevole.

La nozione di «handicap» di cui alla Direttiva n. 2000/78/Ce deve essere interpretata nel senso che essa include una condizione patologica causata da una malattia diagnosticata come curabile o incurabile, qualora tale malattia comporti una limitazione, risultante in particolare da menomazioni fisiche, mentali o psichiche che, in interazione con barriere di diversa natura, possa ostacolare la piena ed effettiva partecipazione della persona interessata alla vita professionale su base di uguaglianza con gli altri lavoratori, e tale limitazione sia di lunga durata.
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corte costituzionale, N.206-18 Luglio 2013

(corte costituzionale
N:206 - 18 Luglio 2013)

ord. – Pres. Gallo, Est. Mattarella – C.I. e altri (avv. Sorrentino), R.G. (avv.ti De Michele e Galleano), L.C. e altri (avv. Cester) c. Provincia autonoma di Trento (avv. Falcon).

Note: Riprende il dialogo tra le corti superiori: contratto a termine e leggi retroattive

Contratto a termine – Sistema delle supplenze nelle scuole statali – Legge 3 maggio 1999, n. 124 – Successione di contratti a tempo determinato – Clausola 5, punto 1, dell’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato – Questioni di legittimità costituzionale – Divieto di conversione dei rapporti stipulati in violazione di norme imperative – Domande dei ricorrenti ai giudici a quibus – Nullità delle clausole e conversione dei contratti a temine in contratti a tempo indeterminato – Rilevanza della questione rispetto alle domande – Insussistenza – Inammissibilità delle questioni.

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate con riguardo alla conformità delle norme sul sistema delle supplenze del personale scolastico all’Accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato recepito nella Direttiva n. 1999/70 Ce, dato che, in presenza del divieto di conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, anche una eventuale pronuncia di accoglimento delle questioni non avrebbe efficacia ai fini della decisione della domanda principale, volta a ottenere la conversione dei rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato.
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Corte di Giustizia dell'UE, N.370/2012-27 Novembre 2012

(Corte di Giustizia dell'UE
N:370/2012 - 27 Novembre 2012)

Thomas Pringle c. Governo irlandese, Irlanda, Avvocatura dello Stato – Avv. Gen. Juliane Kokott

Note: Il futuro della governance finanziaria europea alla luce della sentenza Pringle

Unione europea – Meccanismo europeo di stabilità – Decisione n. 2011/199/Ue – Modifica dell’articolo 136 del TfUe – Validità – Art. 48, par. 6, del Trattato Ue – Procedura di revisione semplificata – Trattato Mes – Politica economica e monetaria – Sovranità Parlamenti nazionali – Competenza degli Stati membri.

È valida la decisione 2011/199/Ue del Consiglio europeo, del 25.3.2011, che modifica l’art. 136 TfUe relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro. Gli artt. 4, par. 3, e 13 TUe, gli artt. 2, par. 3, 3, parr. 1, lett. c, e 2, 119-123 e 125-127 TfUe, nonché il principio generale di tutela giurisdizionale effettiva non ostano alla conclusione tra gli Stati membri la cui moneta è l’euro di un accordo quale il Trattato che istituisce il Mes. La possibilità per uno Stato membro di concludere così come di ratificare tale Trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità non è peraltro in alcun modo subordinata all’entrata in vigore della decisione n. 2011/199/Ue.
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Corte Europea dei Diritti Umani, N.-26 Novembre 2015

(Corte Europea dei Diritti Umani
N: - 26 Novembre 2015)

Sez. Quinta, ricorso n. 64846/11 – Pres. Casadevall – Ebrahimian (Word, avocat) c. Francia (François Alabrune agente, direttore degli affari giuridici al ministero degli Affari Esteri).

Note: La "neutralizzazione" della persona che lavora dietro il velo del principio di neutralità
Parole chiave: rapporto di lavoro :: discriminazioni ::

Discriminazioni – Libertà di pensiero, coscienza, e religione nel rapporto di lavoro – Cedu – Lavoro a tempo parziale – Lavoro pubblico – Sanzione disciplinare – Restrizioni consentite – Margine di apprezzamento

Non si può ritenere che le autorità nazionali abbiano ecceduto il loro margine di apprezzamento nel riscontare che non vi fossero possibilità di riconciliare le convinzioni religiose di una lavoratrice che svolga una funzione pubblica con il divieto di manifestarle quand’anche ciò comporti la sanzione della perdita del lavoro, se ciò è dovuto alla volontà di dare precedenza al requisito della neutralità e imparzialità dello Stato e al funzionamento del servizio pubblico su basi di eguaglianza di trattamento dei pazienti.
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