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Corte Appello Bologna, N.Pres. Brusati, Est. Ponterio – Radiologia D.M. Srl (avv. Arnò) c. M.M. (avv. Casini)-10 Marzo 2016

(Corte Appello Bologna
N:Pres. Brusati, Est. Ponterio – Radiologia D.M. Srl (avv. Arnò) c. M.M. (avv. Casini) - 10 Marzo 2016)

Note: Sulla natura ritorsiva del licenziamento
Parole chiave: ritorsivo :: ritorsione :: reintegrazione :: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Licenziamento ritorsivo – Motivo illecito – Carattere ritorsivo delle sanzioni disciplinari – Reintegrazione.

L’intento ritorsivo del datore di lavoro, quale motivo illecito determinante la sua condotta, può guidare l’intero esercizio del potere disciplinare, rendendo quindi affette da nullità anche le contestazioni disciplinari che precedono il licenziamento.
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Cassazione, N.1810-28 Gennaio 2013

(Cassazione
N:1810 - 28 Gennaio 2013)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Venuti, P.M. Corasaniti (conf.) – S.T. (avv. Monaco) c. Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Morrico). Conf. Corte d’Appello Roma, 14 luglio 2010.

Note: Reintegrazione e diritto di opzione: la Cassazione anticipa la riforma dell’art. 18

Licenziamento individuale – Opzione del lavoratore per l’indennità sostitutiva alla reintegra nel posto di lavoro – Ritardato pagamento dell’indennità – Risarcimento del danno – Quantificazione – Criteri.

Le obbligazioni scaturenti dalla domanda del lavoratore illegittimamente licenziato volta al riconoscimento dell’indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro – con la consequenziale richiesta anche del risarcimento dei danni connessa all’esercizio del diritto potestativo di opzione – sono compiutamente disciplinate dalla disposizione del comma 5 dell’art. 18, legge 20 maggio 1970, n. 300, che, in ragione della specificità del rapporto lavorativo e delle esigenze che con tale disposizione si sono intese soddisfare, si configura come una norma speciale che osta, oltre che alla qualificazione delle suddette obbligazioni in termini di obbligazioni alternative o facoltative, anche all’applicazione dei generali princìpi codicistici correlati alla suddetta qualificazione.
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Tribunale Monza, N.ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio).-9 Febbraio 2016

(Tribunale Monza
N:ord. – Est. Cappelli – X.X. (avv.ti Apollonio, Martino) c. Y.Y. (avv. Caglio). - 9 Febbraio 2016)

Note: Sulla natura ritorsiva del licenziamento
Parole chiave: ritorsivo :: ritorsione :: reintegrazione :: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Licenziamento ritorsivo – Motivo illecito – Reintegrazione.

Il licenziamento irrogato per motivi ritorsivi, relativi alla mancata accettazione da parte del lavoratore della proposta formulata del datore di lavoro (di sottoscrivere un accordo in sede protetta e di stipulare un contratto), è nullo in quanto determinato da un motivo illecito, stante anche l’inesistenza della ragione oggettiva addotta a giustificazione del recesso
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TRIBUNALE BARI, N.-3 Aprile 2015

(TRIBUNALE BARI
N: - 3 Aprile 2015)

Est. Pazienza – C.R. (avv.ti Sbarra, Guarini) c. Sicuritalia Spa (avv.ti Granato, Vulpis)

Note: Il carattere ritorsivo del licenziamento

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Legge n. 92/2012 – Licenziamento ritorsivo – Reintegrazione – Onere probatorio.

Il carattere ritorsivo del licenziamento determina necessariamente la nullità del provvedimento determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell’art. 1345 cod. civ., con la conseguente reintegra della lavoratrice nel proprio posto di lavoro.
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Tribunale Ferrara, N.Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez

(Tribunale Ferrara
N:Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez) - 30 Gennaio 2016)

Note: Diritto di critica, utilizzo di espressioni sconvenienti e licenziamento del sindacalista
Parole chiave: critica :: diritto :: licenziamento :: reintegrazione ::

Condotta antisindacale – Lavoratore sindacalista – Uso di espressioni aspre e inopportune durante una trattativa sindacale – Ri ven di ca - zione del ruolo sindacale – Licenziamento disciplinare – Pertinenza delle espressioni utilizzate ai temi oggetto di critica – Sproporzione della sanzione e carattere strumentale del licenziamento – Nullità – Natura antisindacale e ritorsiva del recesso – Reintegra.

Qualora il lavoratore sindacalista utilizzi espressioni inopportune e sconvenienti durante una trattativa sindacale con i responsabili aziendali nell’ambito però di tematiche che riguardino politiche occupazionali e oggetto di discussione, tale condotta può ritenersi oggetto di disapprovazione, ma la contestazione di tali comportamenti, che sono posti a giustificazione del licenziamento del lavoratore sindacalista, rileva l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, avente natura e finalità ritorsiva e antisindacale in quanto preordinato a fare cessare l’attività sindacale.
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Tribunale Bari ord., N.-9 Giugno 2011

(Tribunale Bari ord.
N: - 9 Giugno 2011)

Est. Calia – S.M. c. Global Service Spa.

Note: Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

Licenziamento individuale – Art. 669-duodecies cod. proc. civ. – Reintegrazione nel posto di lavoro – Accesso ai locali aziendali – Assegnazione nel posto di lavoro

L’obbligo di reintegrazione è suscettibile di esecuzione forzata nei limiti delle sottoprestazioni fungibili individuabili al suo interno. In attuazione del provvedimento cautelare di reintegra, pertanto, può esser disposta l’iscrizione nel libro paga e matricola (oggi Libro unico sul lavoro) con tutte le conseguenze retributivo-previdenziali, nonché l’accesso ai locali aziendali con autorizzazione, in caso di rifiuto, a farsi assistere da un ufficiale giudiziario e occorrendo dalla forza pubblica.
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Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015

(Tribunale Roma
N:ord. - 7 Aprile 2015)

Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).

Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.

Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
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Tribunale Roma, N.Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi)-24 Giugno 2016

(Tribunale Roma
N:Est. Leone – C.N.B (avv.ti Crescenzio, Bernardi) c. Settembrini Spa e M.L. (avv. Rinaldi) - 24 Giugno 2016)

Note: Nel contratto a tutele crescenti il licenziamento ritorsivo rientra tra i casi di nullità suscettibili di reintegrazione
Parole chiave: licenziamento :: ritorsivo :: tutele :: crescenti :: reintegrazione ::

Licenziamento individuale – Contratto di lavoro a tutele crescenti – Licenziamento disciplinare – Consumazione potere disciplinare – Natura ritorsiva del recesso – Motivo illecito determinante – Nullità – Sussistenza – Reintegrazione

Il licenziamento disciplinare dev’essere considerato ritorsivo quando tra la sospensione dal servizio e il licenziamento non è stato svolto alcun giorno di lavoro effettivo e, quindi, non può essersi realizzato, neppure in ipotesi, alcun ulteriore comportamento da parte del dipendente (assente) se non la sola impugnativa delle sanzioni innanzi all’Organo arbitrale. Tale unica circostanza di fatto, in assenza di diverse indicazioni da parte del datore di lavoro, comprova che la scelta di quest’ultimo che determina il recesso risulta connotata dal chiaro e unico intento ritorsivo, quale risposta all’impugnativa delle sanzioni relative alle infrazioni disciplinari, in relazione alle quali il potere disciplinare si è appunto già consumato.
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Tribunale Bologna, N.2631-15 Ottobre 2012

(Tribunale Bologna
N:2631 - 15 Ottobre 2012)

Est. Marchesini – P.C. (avv.ti Piccinini e Ballatori) c. A. Srl (avv. Laus).

Note: Alcune considerazioni sulla insussistenza del fatto addebitato e sulle incongruenze del nuovo art. 18 Stat. lav.

Licenziamento individuale – Art. 18, comma 4, legge n. 300/1970, come modificato dall’art. 1 della legge n. 92/2012 – Licenziamento disciplinare con reintegra – Nozione.

La recente riforma dell’art. 18 Stat. lav. ha modificato questa norma nel senso che il licenziamento disciplinare con reintegra disciplinato dal comma 4 prevede che il giudice dispone quest’ultima, nelle ipotesi in cui non vi siano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento, allorché ricorra un’ipotesi di insussistenza del fatto contestato o qualora il fatto rientri tra le condotte punibili con una sanzione conservativa secondo il Ccnl applicato.
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