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Corte di Cassazione, N.16102-9 Luglio 2009

(Corte di Cassazione
N:16102 - 9 Luglio 2009)

Ss.Uu. – Pres. Carbone, Est. Morcavallo, P.M. Martone (Conf.) – Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Avvocatura Generale dello Stato) c. A. (non costituita). Cassa Corte d’Appello Messina 24 giugno 2004.

Note: Trasferimento senza consenso e assistenza a un familiare con handicap: ipotesi legittima nel caso di incompatibilità ambientale
Parole chiave: trasferimento :: handicap ::

Lavoro subordinato – Lavoratore che assiste un familiare con handicap – Incompatibilità ambientale – Gravi disfunzioni organizzative per il datore di lavoro – Bilanciamento di diritti costituzionalmente garantiti – Legittimità del trasferimento senza consenso.

Alla luce di una interpretazione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992 orientata alla complessiva considerazione dei princìpi e dei valori costituzionali coinvolti, il diritto del genitore o del familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato, di non essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede, mentre non può subire limitazioni in caso di mobilità connessa a ordinarie esigenze tecnico-produttive dell’azienda, ovvero della pubblica amministrazione, non è invece attuabile ove sia accertata, in base a una verifica rigorosa anche in sede giurisdizionale, la incompatibilità della permanenza del lavoratore nella sede di lavoro.
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Tribunale Siena, N.14-04-2015-14 Aprile 2015

(Tribunale Siena
N:14-04-2015 - 14 Aprile 2015)

Est. Cammarosano – A.A. + 33 (avv.ti Alleva, Carta, Caroni, Vigni) c. Banca Monte dei Paschi di Siena Spa (avv.ti Giustiniani, De Palma, Mian, Burroni)

Note: L'ennesimo caso di esternalizzazione illegittima: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena
Parole chiave: trasferimento :: ramo :: illegittimità :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Cessione di ramo di azienda – Illegittimità – Reintegrazione dei dipendenti ceduti illegittimamente presso la Banca Monte dei Paschi di Siena Spa.

Non è configurabile una cessione di un ramo di azienda ai sensi e per gli effetti dell’art. 2112 cod. civ., non essendo l'entità ceduta dotata di una propria individualità e sufficiente strutturazione e autonomia funzionale, come insieme di mezzi organizzati al fine di svolgere un’attività economica, sia essa essenziale o accessoria, con carattere di preesistenza, e non avendo conservato nella cessione la propria identità. Si è trattato, dunque, di un'entità creata ad hoc in vista e in occasione del trasferimento, e come ramo aziendale unicamente identificata dalle parti del negozio traslativo, rivelandosi l’operazione, in definitiva, una mera esternalizzazione di servizi con cessione dei contratti di lavoro, che richiede per il suo perfezionamento il consenso dei lavoratori ceduti.
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Corte Edu, N.43549/08-7 Giugno 2011

(Corte Edu
N:43549/08 - 7 Giugno 2011)

ricorsi nn. 43549/2008, 6107/09 e 5087/09, Sez. II – Pres. Tulkens – Agrati e altri (avv. Sullam) c. Italia (agenti Spatafora e Lettieri)

Note: Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata
Parole chiave: trasferimento :: scuola :: personale ata :: azienda ::

Trasferimento d’azienda – Trasferimento del personale Ata dagli enti locali allo Stato – Legge di interpretazione autentica – Violazione del principio di «parità delle armi» nel processo – Sussiste – Esistenza di ragioni imperative di interesse generale – Non sussiste – Violazione dell’art. 6 e del Protocollo n. 1 della Cedu

La legge di interpretazione autentica del 1999 che ha limitato i diritti di anzianità del personale Ata, trasferito dagli enti locali allo Stato, al mantenimento del solo «maturato economico» non è giustificata da ragioni imperative di interesse generale e, alterando il principio di parità delle armi nel processo, ha violato l’art. 6 e il Protocollo n. 1 della Cedu.
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Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015

(Tribunale Roma
N:ord. - 7 Aprile 2015)

Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).

Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.

Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
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Cassazione, N.13060-10 Giugno 2014

(Cassazione
N:13060 - 10 Giugno 2014)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Ghinoy, P.M. Fresa (conf.) – Poste italiane Spa (avv. Pessi) c. R.F. C.F. (avv. Vacirca). Conf. Corte d’Appello Firenze, 6 ottobre 2007.

Note: La configurabilità del trasferimento in caso di riammissione in servizio in nuova sede a seguito di nullità del termine
Parole chiave: trasferimento :: termine :: contratto ::

Contratto a termine – Nullità della clausola appositiva del termine – Riammissione in servizio in sede diversa da quella di originaria appartenenza – Eccezione di inadempimento – Licenziamento – Reintegrazione nel posto di lavoro

L’ordine di riammissione nel posto di lavoro emanato dal giudice che dichiara la nullità del termine apposto a un contratto esige che il lavoratore sia in ogni caso ricollocato nel luogo e nelle mansioni originarie, salva la facoltà per il datore di lavoro di disporne con successivo provvedimento il trasferimento ad altra unità produttiva, laddove ne ricorrano le condizioni tecniche, organizzative e produttive. Ne consegue che il trasferimento del lavoratore al di fuori di tali condizioni è nullo, in quanto integra un inadempimento contrattuale da parte del datore di lavoro, e giustifica, sia quale attuazione dell’eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 cod. civ. sia in considerazione dell’inidoneità a produrre effetti da parte degli atti nulli, il rifiuto...
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Corte Appello Firenze, N.590-1 Ottobre 2015

(Corte Appello Firenze
N:590 - 1 Ottobre 2015)

Pres. ed Est. Bronzini – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia) c. S.L., P.M., P.L. (avv.ti Rusconi, Barone)

Note: Trasferimento del ramo d'azienda e tutele del lavoratore
Parole chiave: trasferimento :: Retribuzione :: ramo :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Trasferimento del ramo d’azienda – Pagamento delle retribuzioni maturate e non percepite – Natura previdenziale dell’indennità di mobilità – Unicità del rapporto di lavoro – Interesse ad agire nei confronti del cedente dopo la risoluzione consensuale con la cessionaria

Nel caso di illegittimo trasferimento del ramo d’azienda con la conseguente reintegrazione alle dipendenze dell’impresa cedente, la sottoscrizione di un accordo conciliativo tra impresa cessionaria e lavoratori non inficia l’interesse di questi ultimi ad agire nei confronti dell’impresa cedente, posto che lo svolgimento in via di fatto delle prestazioni lavorative non equivale ad accettazione della cessione del contratto di lavoro
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Tribunale di Roma, N.-18 Novembre 2014

(Tribunale di Roma
N: - 18 Novembre 2014)

Est. Casari – De Seta e altri (avv. Salvagni) c. Telecom Italia Spa (avv.ti. Maresca, Boccia)

Note: Sui reparti confino
Parole chiave: trasferimento :: disabilità :: discriminazione ::

Disabilità – Lavoratore che presta assistenza – Trasferimento nell’ambito comunale senza il suo consenso – Illegittimità. Discriminazioni – Trasferimento in reparto confino – Nullità.

Le posizioni soggettive riconosciute dall’art. 33, legge n. 104/92, e i limiti al loro esercizio vanno individuati alla luce della finalità del soddisfacimento dell’esigenza di socializzazione quale fondamentale fattore di sviluppo della persona, come emerge dalla giurisprudenza costituzionale sul tema, dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e dalla Carta dei diritti fondamentali, sicché la distanza tra il luogo di lavoro e la residenza del lavoratore non è l’unico dato onde valutare la lesività del trasferimento, atteso che gli oneri di assistenza dipendono altresì dalla distanza dall’abitazione dell’assistito, ecc. dai tempi di percorrenza a loro volta condizionati dal traffico e dai mezzi pubblici a disposizione
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Tribunale Parma, N.Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. M

(Tribunale Parma
N:Est. Pascarelli – A.M.O. (avv.ti Petronio G., Mazzoni, Petronio M.) c. VR Milan Srl (avv.ti A. Mogavero, F. Minella, G. Pinardi) - 24 Marzo 2016)

Note: Retrocessione dell'azienda e non derogabilità dell'art. 2112 c.c.
Parole chiave: trasferimento :: retrocessione :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Retrocessione dell’azienda affittata in un centro shopping outlet – Inderogabilità dell’art. 2112 c.c. – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Obbligo di mantenimento dell’occupazione.

Il licenziamento intimato all’esito della retrocessione di un’azienda affittata in un centro shopping outlet, in applicazione della clausola contrattuale che prevede un’espressa deroga alle previsioni di cui all’art. 2112 c.c., è palesemente nullo per contrasto con norma imperativa.
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