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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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Europa

parola chiave

L’invenzione delle regioni: riorganizzazione politica e governo territoriale nell’Europa occidentale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il regionalismo è tornato alla ribalta in un momento in cui sta cambiando il significato politico, economico, culturale e sociale di spazio. La politica, l’economia e le politiche pubbliche si stanno in qualche modo de-territorializzando, ma allo stesso tempo assistiamo anche a una ri-territorializzazione. Il «nuovo regionalismo» è il prodotto di questa scomposizione e ricomposizione della cornice territoriale della vita pubblica in conseguenza dei mutamenti che riguardano lo Stato, il mercato e il contesto internazionale. I bisogni funzionali, la riorganizzazione istituzionale e la mobilitazione politica sono tutti fattori che svolgono un ruolo. Oggi il regionalismo, al pari dello Stato-nazione, deve essere inserito nel contesto del mercato internazionale e dell’Unione europea.
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Redistribuzione e welfare: un confronto Europa-Usa

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Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti

Se si tiene conto che le prestazioni sociali possono essere erogate non solo dal settore pubblico ma anche da organismi privati, le dimensioni del welfare state sono analoghe in Europa e negli Stati Uniti. È tuttavia diversa la composizione: sono più elevate le spese per la sanità negli Stati Uniti e più alte quelle per assistenza e previdenza in Europa. Gli effetti redistributivi dei due sistemi sono difficilmente valutabili, dato che ogni componente della spesa sociale presenta specifiche caratteristiche. Deve essere comunque sottolineato che le dimensioni dello stato sociale sono un criterio inadeguato per comparare il livello di redistribuzione della spesa sociale.
Parole chiave: Europa :: redistribuzione :: welfare :: pubblico e privato :: Usa ::
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Europa - Modelli di conciliazione dei tempi

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Riduzione degli orari e conciliazione dei tempi di vita

L’analisi comparata delle politiche di conciliazione promosse dai paesi europei evidenzia la presenza di diversi modelli di intervento. I dati suggeriscono di diversificare gli strumenti di conciliazione per venire incontro alle preferenze espresse da modelli famigliari e di vita sempre più eterogenei, ma anche la centralità di azioni di sistema che puntino sull’offerta di servizi pubblici di cura con orari flessibili, di buona qualità e a costi contenuti, che contrastano la divisione di genere del lavoro di cura rinforzata, invece, da politiche centrate solo sull’estensione dei congedi parentali. L’intervento pubblico consente, inoltre, di ridurre i costi che dovrebbero altrimenti sostenere le imprese e ha l’effetto, nel lungo periodo, di ridurre la povertà e le disuguaglianze sociali, oltre che di aumentare la produttività, per gli effetti positivi sulle capacità di apprendimento e le condizioni di vita delle nuove generazioni.
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I seminari di «Rps» - Atkinson e il futuro del welfare europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Europa e scelte sono le due parole chiave emerse nel corso del convegno organizzato da «La Rivista delle Politiche Sociali» il 22 marzo scorso presso la Cgil Nazionale, incentrato sulla presentazione dell’ultimo paper di Atkinson sul futuro delle politiche sociali europee, dove sono esposte e respinte le critiche al welfare relative alle distorsioni fiscali, ai disincentivi e alle differenze tra Europa e Usa. Il supposto trade-off tra equità sociale ed efficienza economica non sembra valere né sul piano teorico né su quello empirico, e sono numerose le analisi che al contrario mostrano come il sistema di welfare, se ben disegnato, possa rappresentare un fattore produttivo per l’economia globale. Ma per realizzare ciò serve sia che l’Europa cresca come entità politica e come soggetto attivo del nuovo welfare, al contrario di quanto sta accadendo con il ridimensionamento della strategia di Lisbona, sia che convergano in tale direzione gli sforzi dei governi e le aspirazioni dei cittadini.
Parole chiave: Europa :: politiche sociali :: welfare :: scelte :: Anthony Atkinson ::
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Esiste una via d’uscita dalla crisi? Competitività, occupazione e declino industriale in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: DIBATTITO. Europa e politiche industriali

L’articolo argomenta la necessità di una politica industriale in Europa a partire da un’analisi della competitività e delle dinamiche occupazionali nei diversi paesi membri dell’Unione. La prima parte è dedicata agli effetti della crisi sulla struttura occupazionale. Il processo di polarizzazione in corso tra le diverse categorie professionali viene descritto in modo dettagliato, evidenziando l’accelerazione subita dal medesimo processo a seguito della recessione. Nella seconda parte l’attenzione è posta sulla capacità competitiva delle industrie europee. Qui viene messa in luce la discrasia tra le evidenze empiriche raccolte e le proposte di politica economica della Commissione europea in materia di competitività. Quest’ultima si è concentrata prevalentemente sugli stimoli alla «competitività di prezzo», allo scopo di favorire le esportazioni sui mercati esteri. Tale impostazione, tuttavia, risulta essere poco convincente. La letteratura e i dati empirici presentati sembrano altresì suggerire la necessità di un sostegno alla «competitività tecnologica», intesa come qualità e livello tecnologico dei prodotti. In ultimo, si conclude presentando una proposta di politica industriale europea capace di favorire il cambiamento strutturale verso attività legate alla sostenibilità ambientale, alle applicazioni delle Ict e ai sistemi sanitari e di welfare.
Parole chiave: competitività :: lavoro :: politica industriale :: Europa ::
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documentazione

L’approccio europeo a welfare e corso di vita

Articolo scritto da:

Nel numero

Corso di vita

Nella Sezione: Rubriche

Il concetto di corso di vita sta destrutturando progressivamente l’approccio neoclassico all’organizzazione temporale e spaziale della vita, favorendo l’abbandono della duplice idea generale, tipica della società industriale, secondo la quale il corso di vita delle persone sarebbe fondato su tempi e fasi ben distinti tra loro e le politiche pubbliche dovrebbero, per conseguenza, rispecchiare quest’organizzazione. Da qualche anno, anche gli stati e le istituzioni dell’Unione europea cercano quindi di tenere conto delle traiettorie di vita o, più in generale, del corso temporale della vita delle persone e dei gruppi sociali, senza che tuttavia questo rappresenti un filo conduttore coerente nella politica sociale europea. L’articolo si conclude con una breve analisi delle condizioni di metà della popolazione europea, le donne, attraverso il mercato del lavoro e fino al diritto alla pensione, per dimostrare come quest’ultima non sia che il risultato di un insieme ben più complesso di fattori (e discriminazioni) che accompagnano tutta la vita delle persone, fin dalla nascita.
Parole chiave: Europa :: politiche sociali :: welfare :: corso di vita ::
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La riforma del long-term care in Austria: emersione e sviluppo di un nuovo pilastro del welfare state

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Nella Sezione: Trasformazioni e lente evoluzioni nei regimi a tradizione assicurativa

L’articolo delinea l’ampio contesto delle riforme che si sono affermate in Austria negli ultimi due decenni nell’ambito della long-term care. Nello specifico si concentra sulla riforma del «cash-for-care» del 1993, guardando al suo contenuto, ai meccanismi concreti che hanno consentito il cambiamento istituzionale, alle coalizioni di attori che hanno spinto per esso. Inoltre, negli ultimi anni è stata introdotta un’importante, nuova, riforma che, senza intervenire sul più ampio contesto della Ltc, si è concentrata esclusivamente sulla regolazione della cura della persona all’interno delle famiglie, prendendo in considerazione i fattori di traino del crescente mercato della cura da parte dei migranti, i meccanismi che hanno permesso il cambiamento istituzionale, e in esso il ruolo del governo, dei media e del movimento dei disabili.
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La cultura politica come fattore determinante per il futuro dell’«Europa sociale»

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Nella Sezione: Politiche sociali, cultura e cittadinanza

Dalla letteratura comparativa sulla protezione sociale emerge con evidenza l’importanza delle diversità nazionali per l’analisi dei problemi e per l’individuazione delle soluzioni. In tal senso, è possibile trarre alcuni insegnamenti importanti dagli ultimi quindici anni, in cui c’è stato il tentativo di costruire un’effettiva «Europa sociale», a partire dalle iniziative dei primi anni 90. Il rigetto del Trattato costituzionale in Francia e Olanda ha però portato questo processo sull’orlo del collasso. A ben vedere il fallimento del progetto costituzionale ha radici culturali e politiche molto più profonde. In mancanza di un processo «sociale», la sostanza del discorso del coordinamento a livello europeo è rapidamente tornata ad essere quella del buon vecchio «economicismo» mainstream e, d’altra parte, una scarsa attenzione è stata dedicata alla necessità di una «migliore comunicazione». Perché l’Europa sociale possa progredire, gli europei devono comprendere che la reciproca conoscenza delle diverse culture è indispensabile; da qui si apre un programma di ricerca sul ruolo della cultura che può rivelarsi molto fruttuoso negli studi comparativi sui sistemi di welfare europei.
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Le politiche per la non autosufficienza in Spagna: un sistema ibrido tra cura familiare e istituzionalizzazione del rischio

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Nella Sezione: Trasformazioni e processi inerziali nei regimi familistici di cura

La legge spagnola n. 39 del 14 dicembre 2006 sulla promozione dell’autonomia personale e della cura alle persone non autosufficienti ha rappresentato un ulteriore passo nel solco delle riforme intraprese negli anni ottanta nei paesi scandinavi e proseguite a metà anni novanta negli altri paesi europei. Anche se l’attuale crisi economica potrebbe aver ridotto le risorse e limitato il raggio d’azione di queste riforme, certamente provvedere a queste necessità sta gradualmente divenendo un diritto soggettivo in un numero crescente di paesi europei. La Spagna è un esempio tipico in tal senso, in quanto condivide alcuni dei tratti distintivi di un modello presente nell’Unione europea (alta percentuale di lavoro di cura informale, prevalentemente a carico delle donne, pluralità e decentramento nell’erogazione dei servizi, ecc.); tratti che sono a loro volta parte integrante del sistema tradizionale di cura: un sistema finanziato nel quadro della sicurezza sociale, incentrato sulla famiglia, nonché erogato da una molteplicità di soggetti (pubblici, privati, non-profit) secondo uno schema multilivello (amministrazione centrale, regioni autonome, enti locali).
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Il ruolo delle parti sociali nelle riforme pensionistiche europee: passato e presente

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Nella Sezione: Europa. Governance delle riforme e sindacato

Le parti sociali, tanto i datori di lavoro quanto i sindacati, hanno avuto un ruolo importante nelle «vecchie politiche» di espansione dei sistemi pensionistici in Europa, e sono ancora attive nelle «nuove politiche» di riforma dei sistemi pensionistici. Tenendo conto di aspetti come l’impatto elettorale e il veto politico, i governi possono cercare di superare, attraverso la ricerca di consenso sociale, il blocco anti-riforme nel processo politico decisionale e in quello esecutivo. Oltre alle strategie basate sugli interessi politici, sono presi in considerazione diversi tipi di governance sociale: la consultazione istituzionale dei gruppi sociali, la concertazione tripartita fra governi e parti sociali, le forme istituzionalizzate di autogestione della previdenza e l'autoregolazione attraverso la negoziazione delle pensioni integrative.
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