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governance

Ammortizzatori sociali - L’ordinamento italiano tra condizionalità crescente e polverizzazione della governance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Gli ammortizzatori sociali in Italia

Nell’ambito del dibattito scientifico e politico attorno alla più volte annunciata riforma degli ammortizzatori sociali, l’introduzione di meccanismi di workfare viene spesso presentata come la «panacea» in grado di risolvere i più gravi difetti sperequativi dell’attuale sistema. Nel breve scritto che segue si tenterà di dimostrare come allo stato, almeno formalmente, l’ordinamento giuridico, per larghi tratti, già si presenta conforme rispetto a tale obiettivo. In particolare negli ultimi anni sono segnalabili diversi interventi legislativi che, seppur confusamente, tentano di agire dal lato dell’inasprimento della condizionalità e da quello della incentivazione della partecipazione lavorativa. Nella prospettiva della riforma, oltre chiaramente alla necessità di colmare il distacco tra l’astratta previsione normativa e la sua concreta applicazione, appare invece pressante l’esigenza di intervenire per rafforzare la governance del sistema che, anche per effetto di processi ispirati alla sussidiarietà verticale ed orizzontale, appare «polverizzato» fra le competenze di svariati attori.
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Principi di buon governo per la revisione della governance dell’Inps

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA': La governace dei servizi di interesse generale

In Italia, non è stata fatta una meditata riflessione su quali debbano essere i princìpi su cui debba fondarsi un «buon governo» dei servizi pubblici sia a livello politico che accademico. In particolare, è abbastanza singolare che la discussione sulla revisione dell’assetto di governance dell’Inps, protrattasi per oltre un decennio, si sia concretizzata in un intervento di eccessiva semplificazione, se vogliamo di banalizzazione, senza che siano stati definiti con maggiore chiarezza i confini dell’azione e delle responsabilità dei vari attori coinvolti così come, invece, sarebbe stato necessario fare. È difficile, infatti, giudicare positivamente la scelta operata dal legislatore con l’ultimo intervento (art. 7 del d.l. n. 78/2010) di revisione della governance dell’Inps con cui sono stati concentrati nelle mani di un organo monocratico, quelle del «Presidente», i poteri che la legge attribuiva a un organo collegiale, al «Consiglio di amministrazione», violando così uno dei principi cardine per il buon governo di un’agenzia pubblica: garantire un ampio spettro di competenze dell’organo decisionale; condizione che difficilmente può essere soddisfatta attraverso un organismo monocratico. Così, ad esempio, suggerisce The indipendent commission on good governance in public services, la Commissione nominata in Gran Bretagna nel 2004. Il lavoro si pone l’obiettivo di analizzare gli aspetti di debolezza dell’attuale assetto e di individuarne i possibili correttivi.
Parole chiave: governance :: Inps :: enti pubblici ::
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Metodo aperto di coordinamento

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Il metodo aperto di coordinamento rappresenta una terza via tra cooperazione intergovernativa e metodo comunitario, in quanto lascia un ampio margine di manovra agli Stati membri assicurando allo stesso tempo all’Unione un ruolo di guida attraverso una procedura di confronto tra le azioni dei paesi europei in un contesto di apprendimento reciproco. Il Mac era stato disegnato per assicurare le necessarie trasformazioni istituzionali e una rinnovata legittimità democratica all’Unione; tuttavia, come molta letteratura evidenzia, l’estensione del metodo aperto di coordinamento non sembra aver raggiunto questi obiettivi. Inoltre, se nel nuovo Trattato sono istituzionalizzate le competenze di coordinamento dell’Unione, non viene realizzata una compiuta costituzionalizzazione del Mac. L’incorporazione della Carta di Nizza nel diritto primario europeo mette in luce però l’avanzamento del processo di «costituzionalizzazione dell’“Europa sociale”»: i diritti sociali assurgono ora a valori fondanti del processo d’integrazione. Ciononostante, le garanzie accordate a livello nazionale ai diritti sociali dai giudici e dalle Corti costituzionali, non possono ritenersi fungibili con quelle accorda
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Nota del Direttore

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: nota del direttore

C’era stata come una festa nel sistema italiano di servizi sociali quando, ormai quasi cinque anni fa, fu varata la legge di riforma n. 328/2000. Si trattava di dar vita ad un sistema imperniato sulla pratica della programmazione, sia centrale che diffusa, e sul criterio guida dell’integrazione, capace dunque di superare i principali limiti del sistema italiano, storicamente caratterizzato da accentuate disuguaglianze territoriali, discrezionalità nell’individuazione delle priorità e categorialismo degli interventi. Rispetto ad allora il tempo trascorso sembra essere stato lungo, forse perché segnato da eventi di segno contraddittorio e nel loro insieme penalizzanti le spinte e le aspettative di quell’impostazione di riforma. Questo numero di Rps dedicato al welfare locale non intende fare bilanci di quell’esperienza.
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La dimensione territoriale delle politiche sociali in Europa: alcune riflessioni sui processi di rescaling e governance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Europa. Tra federalismo e «riaccentramento»

L’articolo ripercorre i cambiamenti nei sistemi di welfare di otto paesi europei, considerando come punto di osservazione privilegiato i processi di riorganizzazione territoriale (impliciti ed espliciti) delle politiche sociali. Tali processi hanno implicato nuove configurazioni territoriali e il coinvolgimento di attori pubblici e privati nell’organizzazione e nel finanziamento di diverse politiche sociali. L’analisi verticale e orizzontale di tali cambiamenti evidenzia una interazione notevole fra queste due dimensioni che porta ad esiti coerenti, ma specifici. Infatti, la convergenza delle tendenze di rescaling e governance, porta ad esiti legati alle caratteristiche dei modelli nazionali e locali di welfare che adattano i cambiamenti alle condizioni contestuali di riferimento.
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Terzo settore: dall’integrazione alla sostituzione del pubblico?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato

L’articolo presenta un quadro che vede l’incidenza determinante di tre dimensioni legate al ruolo del terzo settore nelle politiche sociali: la visione dei politici del non-profit, le procedure di affidamento dei servizi sociali e le modalità di partecipazione e di progettazione locale delle politiche sociali. In base all’evoluzione dei tre ambiti individuati, quasi in maniera naturale, i processi di sussidiarizzazione del welfare vanno a modificare i ruoli degli attori presenti, verso spazi di nuova privatizzazione dell’intervento sociale, che tradiscono le finalità istitutive del non-profit.
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La democrazia deliberativa e le sue basi informative: lezioni dall’approccio delle capacità

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Conoscenza scelte di giustizia e democrazia

La costruzione delle basi informative del giudizio va considerata un aspetto fondamentale della ricerca sulla democrazia deliberativa. Generalmente la ricerca su questo tema si concentra sulle regole ottimali per ottenere una buona comunicazione tra i partecipanti. Questa attenzione rischia però di trascurare il fatto che chi sceglie la base di conoscenza da prendere a riferimento è nella posizione di predefinire il tipo di risultato del processo deliberativo. È esattamente questo che si può osservare in meccanismi di governance come il Metodo europeo di coordinamento. Come costruire democraticamente una base di conoscenza allo stesso tempo idonea ed efficace per misurare le capacità? E come far sì che le capacità siano poste al centro delle politiche pubbliche? Un impegno del genere richiede la partecipazione attiva delle persone alla costruzione della conoscenza, attraverso processi di inchiesta deliberativa capaci di trasformare la loro esperienza pratica in una conoscenza generale che consenta di fare buone scelte collettive.
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Governare strategicamente

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Campi di ricerca sulle trasformazioni del pubblico

«Il mondo esterno e l’esperienza interiore appaiono in costante movimento. I verbi sono nei riguardi di questa situazione dei simboli più adeguati che non i nomi». Questa frase di Karl Mannheim, posta all’inizio di Ideologia e utopia, getta una luce profetica non solo sull’epistemologia contemporanea ma anche, per quanto riguarda il nostro tema, sulla ragione per cui governare («governance») ha sostituto governo («government») nel lessico politico del nostro tempo. Questo articolo intende approfondire il tema del governare dal punto di vista della sua connotazione «strategica». La prima parte è dedicata a riflessioni di tipo teorico sul concetto di strategia applicato alla governance pubblica; la seconda parte a una discussione del caso della pianificazione strategica delle città come forma di governance.
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Differenze di governance e disuguaglianze istituzionali nelle politiche di long-term care

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: Disuguali e disintegrati. L'Italia al tempo della crisi

La crisi economica finanziaria con le relative politiche di austerity ha acuito i processi di differenziazione regionale delle politiche sociali e sanitarie. Focalizzandosi sulle politiche di long-term care, lo studio analizza le esperienze di governance regionali attraverso l’esame dei piani di programmazione regionale di Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Le regioni presentano contesti regolativi molto eterogenei, caratterizzati da differenti livelli di integrazione tra le varie politiche di welfare, ma anche tra i servizi territoriali all’interno delle stesse aree di intervento, e di integrazione tra cure formali offerte dai servizi e cure informali della famiglia. Differenze nelle esperienze di governance dell’integrazione nelle politiche di long-term care si trasformano in disuguaglianze istituzionali nelle risposte ad analoghi bisogni.
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Il difficile percorso verso la coerenza nella governance Ue della migrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: 7 ANNUAL ESPANET CONFERENCE 2009 The Future of Welfare State Paths of Social Policy Innovation between Constrains and Opportunities

All’interno dell’Ue è in atto un tentativo chiaro per articolare e rendere coerente l’insieme di politiche, narrazioni, definizioni e processi relativi al governo della migrazione, e in particolare all’adozione di nuove logiche di governo e di relazione per governare le migrazioni sotto il titolo di «nuove politiche dell’immigrazione». Lo sforzo per affermare un regime coerente di governance nel campo della migrazione richiede una combinazione e una ricombinazione delle politiche, dei presupposti istituzionali e delle relazioni all’interno dell’Ue e tra l’Ue e gli Stati membri. Questo articolo identifica e valuta le principali narrazioni, spesso contraddittorie, mediate dalle istituzioni e da più ampie dinamiche del processo decisionale dell’Ue: diritti (umani), sicurezza, bisogni economici, integrazione sociale. Questi discorsi interagiscono per costruire un nuovo, identificabile terreno di policy per la governance europea della migrazione.
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