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governance

La democrazia deliberativa e le sue basi informative: lezioni dall’approccio delle capacità

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Nella Sezione: Conoscenza scelte di giustizia e democrazia

La costruzione delle basi informative del giudizio va considerata un aspetto fondamentale della ricerca sulla democrazia deliberativa. Generalmente la ricerca su questo tema si concentra sulle regole ottimali per ottenere una buona comunicazione tra i partecipanti. Questa attenzione rischia però di trascurare il fatto che chi sceglie la base di conoscenza da prendere a riferimento è nella posizione di predefinire il tipo di risultato del processo deliberativo. È esattamente questo che si può osservare in meccanismi di governance come il Metodo europeo di coordinamento. Come costruire democraticamente una base di conoscenza allo stesso tempo idonea ed efficace per misurare le capacità? E come far sì che le capacità siano poste al centro delle politiche pubbliche? Un impegno del genere richiede la partecipazione attiva delle persone alla costruzione della conoscenza, attraverso processi di inchiesta deliberativa capaci di trasformare la loro esperienza pratica in una conoscenza generale che consenta di fare buone scelte collettive.
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Governare strategicamente

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Nella Sezione: Campi di ricerca sulle trasformazioni del pubblico

«Il mondo esterno e l’esperienza interiore appaiono in costante movimento. I verbi sono nei riguardi di questa situazione dei simboli più adeguati che non i nomi». Questa frase di Karl Mannheim, posta all’inizio di Ideologia e utopia, getta una luce profetica non solo sull’epistemologia contemporanea ma anche, per quanto riguarda il nostro tema, sulla ragione per cui governare («governance») ha sostituto governo («government») nel lessico politico del nostro tempo. Questo articolo intende approfondire il tema del governare dal punto di vista della sua connotazione «strategica». La prima parte è dedicata a riflessioni di tipo teorico sul concetto di strategia applicato alla governance pubblica; la seconda parte a una discussione del caso della pianificazione strategica delle città come forma di governance.
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Differenze di governance e disuguaglianze istituzionali nelle politiche di long-term care

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Nella Sezione: TEMA: Disuguali e disintegrati. L'Italia al tempo della crisi

La crisi economica finanziaria con le relative politiche di austerity ha acuito i processi di differenziazione regionale delle politiche sociali e sanitarie. Focalizzandosi sulle politiche di long-term care, lo studio analizza le esperienze di governance regionali attraverso l’esame dei piani di programmazione regionale di Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Le regioni presentano contesti regolativi molto eterogenei, caratterizzati da differenti livelli di integrazione tra le varie politiche di welfare, ma anche tra i servizi territoriali all’interno delle stesse aree di intervento, e di integrazione tra cure formali offerte dai servizi e cure informali della famiglia. Differenze nelle esperienze di governance dell’integrazione nelle politiche di long-term care si trasformano in disuguaglianze istituzionali nelle risposte ad analoghi bisogni.
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Il difficile percorso verso la coerenza nella governance Ue della migrazione

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Nella Sezione: 7 ANNUAL ESPANET CONFERENCE 2009 The Future of Welfare State Paths of Social Policy Innovation between Constrains and Opportunities

All’interno dell’Ue è in atto un tentativo chiaro per articolare e rendere coerente l’insieme di politiche, narrazioni, definizioni e processi relativi al governo della migrazione, e in particolare all’adozione di nuove logiche di governo e di relazione per governare le migrazioni sotto il titolo di «nuove politiche dell’immigrazione». Lo sforzo per affermare un regime coerente di governance nel campo della migrazione richiede una combinazione e una ricombinazione delle politiche, dei presupposti istituzionali e delle relazioni all’interno dell’Ue e tra l’Ue e gli Stati membri. Questo articolo identifica e valuta le principali narrazioni, spesso contraddittorie, mediate dalle istituzioni e da più ampie dinamiche del processo decisionale dell’Ue: diritti (umani), sicurezza, bisogni economici, integrazione sociale. Questi discorsi interagiscono per costruire un nuovo, identificabile terreno di policy per la governance europea della migrazione.
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Politiche attive del lavoro e nuovi modelli di governance

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: La dimensione urbana

Il contributo ha lo scopo di illustrare il disegno di una ricerca empirica, in corso di svolgimento presso l’Università di Urbino, che ha come oggetto d’analisi le misure di attivazione nei piani di intervento socio-economico in alcune città italiane, e che fa parte di un’indagine più ampia su «Le trasformazioni della società italiana» finanziata nell’ambito del programma Prin 2003-2005. La ricerca nasce dall’esigenza di approfondire un percorso di analisi, già avviato da alcuni anni su tali temi, alla luce delle importanti riforme legislative che hanno interessato la disciplina dei servizi sociali in Italia nell’ultimo decennio. L’articolo, dopo aver illustrato il quadro di riferimento teorico e empirico da cui emergono le esigenze conoscitive dell’indagine e il suo disegno complessivo, presenta alcuni risultati preliminari della ricerca.
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Governare il welfare a livello locale: una nota su politica, burocrazia e coalizione di interessi

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Nella Sezione: L'Italia delle Regioni

L’articolo presenta, da un punto di osservazione particolare, e cioè quello di un amministratore regionale, che ha però anche una lunga esperienza di ricerca scientifica nell’università italiana sui temi dei sistemi di welfare, un quadro ragionato sugli aspetti critici e nodali della produzione di politiche sociali a livello regionale. Si propone pertanto un’analisi «dall’interno» della macchina amministrativa regionale, utilizzando però strumenti di studio più tipici delle ricerche scientifiche. Vengono quindi illustrati alcuni dei principali punti inerenti al fare politiche sociali a livello regionale, attinenti ai modelli e alle filosofie di intervento, alle caratteristiche degli amministratori, al rapporto fra burocrazia e politica e fra i vari livelli di governo.
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Governance, territorio, capacità: le questioni in gioco

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Nella Sezione: Governance locali: assetti e temi

L’articolo è diviso in tre parti. Nella prima sezione vengono esplorati alcuni dei principali nodi che si presentano laddove si cerchi di penetrare la realtà sociale attraverso due chiavi di comprensione: la prima è quella che fa riferimento al concetto di governance, la seconda a quello di territorio. Queste due chiavi di lettura vanno in realtà messe in relazione con trasformazioni profonde del sociale e della sua organizzazione, sintetizzate nel saggio in termini di trasformazioni del capitalismo democratico, dei processi di riproduzione sociale e di individualizzazione. La seconda parte si concentra invece in modo più circoscritto sul rapporto tra governance e azione pubblica nel contesto italiano, dando poi particolare rilevanza al ruolo e al significato che in esso giocano le crescenti disuguaglianze sociali. Infine, nell’ultima parte, si cerca di identificare un possibile percorso di risposta agli scenari e ai problemi che essi sollevano, e più in particolare all’esigenza di ripensare e ridefinire il rapporto tra autonomia e dipendenza degli individui.
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La Strategia di Lisbona come fattore di modernizzazione del Modello sociale europeo: valutazioni

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Nella Sezione: La Strategia di Lisbona. Intersezioni-chiave

Il presente articolo introduce alla prima e incompleta valutazione dell’influenza della Strategia di Lisbona sul Modello sociale europeo. Tale esercizio risulta complesso per alcuni motivi: in primis, per la complessità della Strategia; in secondo luogo per la difficoltà di individuare una definizione chiara del Modello sociale europeo. Sulla base della letteratura esistente e dei principali indicatori proposti dalla stessa Strategia, l’articolo vuole proporre alcune riflessioni sul successo (limitato) e i limiti (molteplici) della Strategia. Il riferimento è da un lato al contenuto dell’Agenda di Lisbona e la sua influenza sulla modernizzazione del Modello sociale europeo. L’ulteriore e più preciso oggetto di analisi è dato dall’evoluzione del modello di welfare sud-europeo (più lontano dagli obiettivi di Lisbona e dunque oggetto di maggiore pressione). In secondo luogo vengono analizzati gli aspetti procedurali della Strategia e la sua capacità di incidere sulla partecipazione, il processo di apprendimento e le capacità istituzionali dei singoli paesi membri. In conclusione vengono richiamate le luci e le ombre legate all’implementazione della Strategia e le tensioni (sostantive
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Governance, «pubblico» e amministrazioni pubbliche: note dalle politiche sociali

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Nella Sezione: Politiche

Il saggio affronta il tema del rapporto fra governance e «pubblico» nel campo delle politiche sociali appoggiandosi a una prospettiva incentrata sui processi del diventare pubblico. Da questa prospettiva, la governance può comportare sia lo sviluppo della dimensione pubblica delle politiche sociali sia la sua erosione. Il primo paragrafo delinea le coordinate essenziali degli approcci e degli strumenti di policy emergenti in Europa all’insegna del «welfare attivo» e mette in evidenza l’intreccio di problemi e possibilità che ne scaturisce rispetto alla costruzione di ciò che è «pubblico». L’osservazione delle linee di cambiamento intervenute di recente nel settore socio-assistenziale italiano, condotta nel paragrafo successivo, consente di fissare alcune condizioni di base perché i processi della governance si qualifichino come processi del diventare pubblico. Vengono poi discussi i campi dilemmatici aperti dalla governance, in particolare per quanto riguarda la partecipazione e la prossimità. Nelle conclusioni il saggio pone il problema di quali forme e logiche amministrative siano attrezzate a creare o ravvivare la dimensione pubblica delle politiche sociali.
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I sistemi di welfare territoriale. A dieci anni dalla legge 328/2000

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Nella Sezione: Italia. Migrazioni interne processi di impoverimento e percorsi di ridefinizione del welfare

L’articolo si basa su ricerche qualitative ed etnografiche e su interventi di consulenza e formazione svolti in diversi distretti sovra comunali di due regioni italiane (Emilia-Romagna e Lombardia). L’analisi viene condotta utilizzando congiuntamente categorie relative alle dinamiche di welfare e riferimenti tipici degli studi organizzativi. Dopo aver introdotto i temi relativi all’applicazione della l. 328/2000 e tratteggiato i principali scenari relativi a due architetture regionali, il contributo si sofferma sulle dinamiche in corso in alcuni welfare locali, evidenziandone gli aspetti di forte ambivalenza.
Parole chiave: governance :: partecipazione :: locale :: integrazione ::
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