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governance

Governance europea delle politiche sociali - Il coinvolgimento dei partner sociali e l’influenza nazionale

Nella Sezione: Europa. Governance delle riforme e sindacato

L’articolo propone una breve rassegna di alcuni dei principali strumenti a disposizione dell’Unione europea per intervenire in materia di politiche sociali e del lavoro. Tale analisi ha l’obiettivo di illustrare i temi oggetto del dialogo sociale europeo, della Strategia europea per l’occupazione e del processo di coordinamento delle politiche previdenziali conosciuto come Metodo aperto di coordinamento. Per ognuno di questi strumenti l’articolo propone una valutazione del grado di partecipazione dei partner sociali, con particolare riferimento al movimento sindacale. Al di là della retorica europea basata sul «partenariato sociale», la concreta evoluzione dei tre processi illustra un limitato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella governance europea, con il rischio di rendere marginale la loro influenza sull’agenda europea in materia di politiche sociali e del lavoro.
Parole chiave: Europa :: governance :: dialogo sociale ::
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La crisi come fattore di riassetto del welfare locale: il caso delle Marche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia. Migrazioni interne processi di impoverimento e percorsi di ridefinizione del welfare

L’articolo esamina le trasformazioni degli assetti regolativi e istituzionali del sistema delle politiche sociali a seguito della crisi economica attraverso il caso studio della Regione Marche. Muove dall’ipotesi secondo la quale contesti istituzionali meno strutturati risentono in maniera più marcata della crisi economica e tendono ad assumere scelte caratterizzate da elementi di frattura rispetto al percorso sviluppato negli ultimi dieci anni. Il cambiamento di paradigma istituzionale in atto nelle Marche suggerisce una serie di riflessioni, di respiro nazionale, sulle potenzialità e sui limiti delle esperienze di governance e di organizzazione territoriale promosse dalla 328/2000, mettendo in luce alcuni dei suoi principali limiti e potenzialità nei processi di apprendimento istituzionale realizzati a livello locale.
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parola chiave

«Governance»

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

Il concetto di governance fa riferimento ad una specifica modalità di gestione del governo nata con l’obiettivo di rispondere alla crisi di governabilità determinata dalla crescente incertezza e complessità della società contemporanea. L’articolo analizza, attraverso una ricostruzione delle fasi che hanno condotto alla sua affermazione, il passaggio dal government alla governance letto da una parte attraverso il processo e le ragioni del decentramento, dall’altra con riferimento alle trasformazione del sistema fordista di produzione economica e del corrispondente modello di welfare. Una volta fornito tale quadro di riferimento, il concetto di governance viene presentato e analizzato dal punto di vista teorico-concettuale e, in ultimo, calato nella realtà italiana.
Parole chiave: Italia :: governance :: decentramento :: welfare :: government ::
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Ammortizzatori sociali - L’ordinamento italiano tra condizionalità crescente e polverizzazione della governance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Gli ammortizzatori sociali in Italia

Nell’ambito del dibattito scientifico e politico attorno alla più volte annunciata riforma degli ammortizzatori sociali, l’introduzione di meccanismi di workfare viene spesso presentata come la «panacea» in grado di risolvere i più gravi difetti sperequativi dell’attuale sistema. Nel breve scritto che segue si tenterà di dimostrare come allo stato, almeno formalmente, l’ordinamento giuridico, per larghi tratti, già si presenta conforme rispetto a tale obiettivo. In particolare negli ultimi anni sono segnalabili diversi interventi legislativi che, seppur confusamente, tentano di agire dal lato dell’inasprimento della condizionalità e da quello della incentivazione della partecipazione lavorativa. Nella prospettiva della riforma, oltre chiaramente alla necessità di colmare il distacco tra l’astratta previsione normativa e la sua concreta applicazione, appare invece pressante l’esigenza di intervenire per rafforzare la governance del sistema che, anche per effetto di processi ispirati alla sussidiarietà verticale ed orizzontale, appare «polverizzato» fra le competenze di svariati attori.
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Principi di buon governo per la revisione della governance dell’Inps

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA': La governace dei servizi di interesse generale

In Italia, non è stata fatta una meditata riflessione su quali debbano essere i princìpi su cui debba fondarsi un «buon governo» dei servizi pubblici sia a livello politico che accademico. In particolare, è abbastanza singolare che la discussione sulla revisione dell’assetto di governance dell’Inps, protrattasi per oltre un decennio, si sia concretizzata in un intervento di eccessiva semplificazione, se vogliamo di banalizzazione, senza che siano stati definiti con maggiore chiarezza i confini dell’azione e delle responsabilità dei vari attori coinvolti così come, invece, sarebbe stato necessario fare. È difficile, infatti, giudicare positivamente la scelta operata dal legislatore con l’ultimo intervento (art. 7 del d.l. n. 78/2010) di revisione della governance dell’Inps con cui sono stati concentrati nelle mani di un organo monocratico, quelle del «Presidente», i poteri che la legge attribuiva a un organo collegiale, al «Consiglio di amministrazione», violando così uno dei principi cardine per il buon governo di un’agenzia pubblica: garantire un ampio spettro di competenze dell’organo decisionale; condizione che difficilmente può essere soddisfatta attraverso un organismo monocratico. Così, ad esempio, suggerisce The indipendent commission on good governance in public services, la Commissione nominata in Gran Bretagna nel 2004. Il lavoro si pone l’obiettivo di analizzare gli aspetti di debolezza dell’attuale assetto e di individuarne i possibili correttivi.
Parole chiave: governance :: Inps :: enti pubblici ::
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Metodo aperto di coordinamento

Articolo scritto da:

Il metodo aperto di coordinamento rappresenta una terza via tra cooperazione intergovernativa e metodo comunitario, in quanto lascia un ampio margine di manovra agli Stati membri assicurando allo stesso tempo all’Unione un ruolo di guida attraverso una procedura di confronto tra le azioni dei paesi europei in un contesto di apprendimento reciproco. Il Mac era stato disegnato per assicurare le necessarie trasformazioni istituzionali e una rinnovata legittimità democratica all’Unione; tuttavia, come molta letteratura evidenzia, l’estensione del metodo aperto di coordinamento non sembra aver raggiunto questi obiettivi. Inoltre, se nel nuovo Trattato sono istituzionalizzate le competenze di coordinamento dell’Unione, non viene realizzata una compiuta costituzionalizzazione del Mac. L’incorporazione della Carta di Nizza nel diritto primario europeo mette in luce però l’avanzamento del processo di «costituzionalizzazione dell’“Europa sociale”»: i diritti sociali assurgono ora a valori fondanti del processo d’integrazione. Ciononostante, le garanzie accordate a livello nazionale ai diritti sociali dai giudici e dalle Corti costituzionali, non possono ritenersi fungibili con quelle accorda
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: nota del direttore

C’era stata come una festa nel sistema italiano di servizi sociali quando, ormai quasi cinque anni fa, fu varata la legge di riforma n. 328/2000. Si trattava di dar vita ad un sistema imperniato sulla pratica della programmazione, sia centrale che diffusa, e sul criterio guida dell’integrazione, capace dunque di superare i principali limiti del sistema italiano, storicamente caratterizzato da accentuate disuguaglianze territoriali, discrezionalità nell’individuazione delle priorità e categorialismo degli interventi. Rispetto ad allora il tempo trascorso sembra essere stato lungo, forse perché segnato da eventi di segno contraddittorio e nel loro insieme penalizzanti le spinte e le aspettative di quell’impostazione di riforma. Questo numero di Rps dedicato al welfare locale non intende fare bilanci di quell’esperienza.
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La dimensione territoriale delle politiche sociali in Europa: alcune riflessioni sui processi di rescaling e governance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Europa. Tra federalismo e «riaccentramento»

L’articolo ripercorre i cambiamenti nei sistemi di welfare di otto paesi europei, considerando come punto di osservazione privilegiato i processi di riorganizzazione territoriale (impliciti ed espliciti) delle politiche sociali. Tali processi hanno implicato nuove configurazioni territoriali e il coinvolgimento di attori pubblici e privati nell’organizzazione e nel finanziamento di diverse politiche sociali. L’analisi verticale e orizzontale di tali cambiamenti evidenzia una interazione notevole fra queste due dimensioni che porta ad esiti coerenti, ma specifici. Infatti, la convergenza delle tendenze di rescaling e governance, porta ad esiti legati alle caratteristiche dei modelli nazionali e locali di welfare che adattano i cambiamenti alle condizioni contestuali di riferimento.
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Terzo settore: dall’integrazione alla sostituzione del pubblico?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato

L’articolo presenta un quadro che vede l’incidenza determinante di tre dimensioni legate al ruolo del terzo settore nelle politiche sociali: la visione dei politici del non-profit, le procedure di affidamento dei servizi sociali e le modalità di partecipazione e di progettazione locale delle politiche sociali. In base all’evoluzione dei tre ambiti individuati, quasi in maniera naturale, i processi di sussidiarizzazione del welfare vanno a modificare i ruoli degli attori presenti, verso spazi di nuova privatizzazione dell’intervento sociale, che tradiscono le finalità istitutive del non-profit.
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La democrazia deliberativa e le sue basi informative: lezioni dall’approccio delle capacità

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Conoscenza scelte di giustizia e democrazia

La costruzione delle basi informative del giudizio va considerata un aspetto fondamentale della ricerca sulla democrazia deliberativa. Generalmente la ricerca su questo tema si concentra sulle regole ottimali per ottenere una buona comunicazione tra i partecipanti. Questa attenzione rischia però di trascurare il fatto che chi sceglie la base di conoscenza da prendere a riferimento è nella posizione di predefinire il tipo di risultato del processo deliberativo. È esattamente questo che si può osservare in meccanismi di governance come il Metodo europeo di coordinamento. Come costruire democraticamente una base di conoscenza allo stesso tempo idonea ed efficace per misurare le capacità? E come far sì che le capacità siano poste al centro delle politiche pubbliche? Un impegno del genere richiede la partecipazione attiva delle persone alla costruzione della conoscenza, attraverso processi di inchiesta deliberativa capaci di trasformare la loro esperienza pratica in una conoscenza generale che consenta di fare buone scelte collettive.
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