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RPS 1 2017

In uscita ad aprile il numero 1/2017: Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare sarà il focus della sezione monografica del n.

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immigrazione

Seconde generazioni di immigrati e percorsi di istruzione in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Persisistenze di disuguaglianza e violazioni del merito. Analisi comparative e il caso italiano

L’incremento delle «seconde generazioni» sta attenuando significativamente il profilo emergenziale che da più parti si attribuisce all’integrazione scolastica dei migranti. Le difficoltà massime, in effetti, sono circoscritte alla quota, già oggi minoritaria, dei «minori ricongiunti». Le seconde generazioni, inoltre, caratterizzandosi per alti livelli di interiorizzazione dell’istruzione come strumento di emancipazione personale e di riscatto familiare e per un orientamento verso una rapida spendibilità nel mondo del lavoro delle competenze acquisite, costituiscono una risorsa importante per il paese. Le capacità di integrazione del sistema scolastico italiano, pur negli evidenti progressi degli ultimi dieci anni, restano però inadeguate e connotate da numerose criticità. Tra i limiti più evidenti, le difficoltà di sviluppo di un’autentica educazione all’interculturalità per tutti gli studenti, di origine sia italiana che straniera.
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Segnalazione

Il welfare invisibile

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Sempre più spesso, in Italia, camminando per la strada o sostando in un giardino pubblico, ci si imbatte in coppie composte da una persona anziana (uomo o donna) e da un'altra, solitamente una donna, di età più giovane, di colore o dai tratti somatici inequivocabilmente di origine slava. E allora viene fatto di domandarsi: chi sono queste donne, cosa fanno, qual è il loro ruolo nella nostra società? Le risposte vanno cercate in relazione ai mutamenti che il sistema assistenziale del nostro paese sta subendo. Si tratta, infatti, di quelle figure professionali che, in maniera riduttiva e impropria, vengono definite «badanti», e che negli ultimi anni sono diventate uno dei pilastri sui quali si regge l'intero sistema assistenziale italiano.
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strumenti

I Dossier della Caritas - Un'intervista a Franco Pittau

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes costituisce un importante strumento di lettura e analisi del fenomeno migratorio in Italia. Per dar conto di questa significativa esperienza di ricerca abbiamo intervistato il referente scientifico del Dossier. L'équipe del Dossier Scientifico Immigrazione è nata nel 1900, subito dopo l'approvazione della legge 39/1990. In quel periodo c'era un diffuso interesse nei confronti del fenomeno migratorio e ricorrenti incontri su questo tema, mentre erano scarsi i dati messi a disposizione e per di più discordanti a seconda delle strutture che li presentavano. L'allora direttore della Caritas Diocesana di Roma, che molto si adoperò per l'approvazione della nuova legge, accolse di buon grado la proposta avanzatagli da Giuseppe Lucrezio Monticelli e da me stesso di elaborare un Dossier Statistico Immigrazione.
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Il sistema dei servizi e l'accesso alla cittadinanza sociale - Il caso di Reggio Emilia

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Gli stranieri utenti e fornitori di Welfare

Il saggio analizza il grado di maturità dei sistemi locali di welfare rivolti agli immigrati, considerando in particolare i bisogni sociali espressi dai cittadini stranieri nonché le possibilità di esprimere la propria domanda di inserimento. Sulla base dell’esperienza maturata dal Comune di Reggio Emilia, si delineano alcune caratteristiche del sistema di intervento che mira a favorire l’integrazione degli stranieri.
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Welfare e immigrazione: un rapporto complesso

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

Il rapporto tra welfare e immigrazione costituisce una problematica complessa. L’intreccio tra i due processi, lo sviluppo del welfare e i flussi migratori, mette in gioco grandi questioni: il nesso tra diritto alle prestazioni del welfare e cittadinanza; la tematica delle disuguaglianze nell’accesso al welfare che è all’origine del sistema di «stratificazione civica»; la questione della implementazione delle politiche sociali e infine le barriere che interferiscono con l’accesso e la fruibilità dei servizi per gli immigrati. L’estensione dei diritti sociali di cittadinanza (cioè dei benefici del welfare) ai non cittadini è una conquista mai realizzata completamente. E questo sta diventando più difficile per effetto del prevalere della ideologia neoliberista che è alla base delle attuali politiche economiche e sociali. Partendo dalla visione dei migranti come soggetti titolari di un diritto esigibile e non oggetto di una missione umanitaria della società d’arrivo, si propone un percorso di riflessione a partire dal concetto di discriminazione e da come questa influenzi le politiche migratorie e l’accoglienza degli immigrati nel welfare italiano in una fase di progressivo ridimensionamento del welfare pubblico quale garante dei diritti sociali.
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Reti e dinamiche migratorie - Il ruolo degli attori informali

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

L’articolo prende le mosse dalla recente regolarizzazione per illustrare l’importanza delle reti etniche nei processi di richiamo e inserimento dei lavoratori immigrati. Sostiene la tesi secondo cui il rilievo delle reti migratorie è esaltato dalla reticenza delle politiche pubbliche di gestione dell’immigrazione e dalle tendenze del mercato del lavoro contemporaneo. Di qui derivano le forme di «specializzazione etnica», che non vanno però interpretate sempre e unicamente in negativo, giacché l’alternativa sarebbero con ogni probabilità forme più gravi di emarginazione dei lavoratori immigrati. Illustra infine i fenomeni di costruzione di reti e di identificazione etnica come esito di processi di strutturazione sociale, in cui dinamiche endogene delle popolazioni immigrate si incontrano con stereotipi e pregiudizi della società ricevente, con effetti di rafforzamento reciproco.
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De-istituzionalizzazione? L’immigrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative

La crisi, sociale e culturale oltre che economica, che sta condizionando in senso escludente le relazioni tra le persone e la disponibilità verso chi è differente, unita al ritardo della politica nella gestione pragmatica e non emergenziale dell’immigrazione, stanno spingendo ampie fasce di migranti in contesti di marginalizzazione e istituzionalizzazione. Approcci metodologici utili ad orientare le scelte di policy e caratterizzare le politiche locali come antidoti al definitivo stabilizzarsi di situazioni di esclusione della popolazione migrante vedono l’impostazione delle politiche di inclusione ad essa rivolte come strategia per migliorare complessivamente la vita dell’intera collettività e suggeriscono interventi su più livelli, dalle azioni atte ad incidere sulla rappresentazione sociale dell’immigrazione al rafforzamento dell’integrazione dei servizi, necessario a coglierne in pieno la complessità.
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Gli effetti dell'allargamento a Est sull'immigrazione e sul mercato del lavoro

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scelte di policy e casi nazionali

Le politiche dell’immigrazione europee si trovano davanti a grandi sfide. Dopo molti anni di afflusso per lo più non regolato di stranieri nell’Ue è ora giunto il momento di impostare la questione in modo diverso, concentrandosi sui criteri economici e tenendo conto delle nuove realtà sociali ed economiche esistenti nell’Unione europea. Il reperimento di «potenzialità elevate» - che fino a questo momento hanno preferito l’Australia, il Canada e gli Stati Uniti - deve diventare una pietra angolare della nuova politica dell’immigrazione dell’Ue. In vista dell’allargamento a Est, l’Unione deve concordare nuove normative o quote d’immigrazione per le persone altamente qualificate dell’Europa orientale. Chiudere le frontiere ai cittadini dei nuovi Stati membri per altri sette anni comporterebbe una perdita di capitale umano importante necessario a rafforzare ulteriormente la competitività di un’Unione europea più grande nell’economia mondiale.
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Immigrazione, multiculturalismo e welfare state

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Welfare e governo dell’immigrazione

È opinione diffusa che la sostenibilità di un sistema di welfare dipenda dalla sua capacità di raggiungere e di mantenere un livello elevato di solidarietà tra i cittadini e che questa solidarietà sia oggi erosa dai livelli crescenti di diversità etnica e razziale dovuti all’immigrazione. Se così fosse si determinerebbe un trade off tra un approccio all’immigrazione più aperto ed accogliente da una parte e il mantenimento di un solido sistema di welfare dall’altra. In questo saggio, al contrario, gli autori sostengono che la pretesa dell’esistenza di un inevitabile trade-off tra diversità e solidarietà sia prematura. L’evidenza empirica, al pari delle ricerche realizzate dagli autori, indicano che un sistema multiculturale di welfare è una prospettiva percorribile.
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Segnalazioni

Immigrazione e sindacato: lavori, discriminazione, rappresentanza

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Con la pubblicazione del suo terzo Rapporto su immigrazione e sindacato, a quattro anni di distanza dal primo e due dal secondo, l'Ires si accredita definitivamente fra gli istituti più attenti e qualificati nel panorama di quelli che, nel nostro paese, si occupano delle condizioni sociali e giuridiche dei lavoratori migranti. Unico nel suo genere probabilmente, se consideriamo l'elevata specializzazione dei suoi rapporti intorno ai temi dell'integrazione al lavoro degli stranieri, delle relazioni industriali, delle politiche associative e negoziali delle organizzazioni sindacali. In ciascuno dei tre rapporti è sempre possibile rinvenire l'insieme di queste tematiche, ma a partire dal relativo primato, conferito di volta in volta ad un determinato angolo visuale: il mercato del lavoro nel primo, le relazioni industriali nel secondo, le discriminazioni nei luoghi di lavoro nel terzo.
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