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RPS 1 2017

In uscita ad aprile il numero 1/2017: Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare sarà il focus della sezione monografica del n.

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Italia

I nuovi ceti popolari in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale

Chi sta in basso nella «modernità liquida»? La trasformazione delle condizioni di lavoro, la centralità del consumo, il ruolo dei media, della religione e del territorio sono tutti fattori che concorrono a modificare le caratteristiche dei gruppi meno privilegiati e a spiegare perché a essere determinanti oggi sono forse più i fattori di ordine culturale che quelli economici. I «nuovi ceti popolari» – fluidi, diversificati, politicamente e socialmente invisibili – si caratterizzano per la loro limitata capacità di comprendere il tempo nel quale vivono, oltre che per il loro complesso rapporto con la «tradizione» e il territorio, sentendo su di sé tutto il peso della precarietà sociale.
Parole chiave: Italia :: società :: ceti popolari ::
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Presentazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Presentazione

In questo fascicolo pubblichiamo gli atti del primo Forum di «Rps», un approfondimento che vorremmo annuale e che in questo caso abbiamo strutturato in due giornate e quattro sessioni (Roma, 7-8 novembre 2005). Come si vedrà dagli atti a seguire, abbiamo concepito questa prima edizione del Forum come occasione per un’analisi a vasto raggio di alcuni dei principali temi al centro del cambiamento istituzionale e organizzativo già in essere nei sistemi di protezione sociale europei, rispetto a cui il confronto sulle possibili strategie e opzioni è quanto mai urgente. L’intera riflessione si è svolta grosso modo a cavallo fra la dimensione internazionale e quella italiana dei riassetti in corso o necessari e, a partire dalla vastità tematica degli argomenti affrontati e dall’elevato livello delle comunicazioni presentate, ci è sembrato che la pubblicazione in due lingue dei materiali potesse rappresentare un utile sviluppo della nostra impostazione, già caratterizzata dal consistente sforzo di «importazione» di esperienze e analisi provenienti da contesti nazionali ed istituzionali diversi.
Parole chiave: Europa :: Italia :: welfare ::
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Come siamo diventati populisti?

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Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Populismi: radici storiche e problemi della democrazia

Come all’Italia era toccata in sorte un’applicazione imperfetta della democrazia consensuale, fondata su coalizioni tra partiti, e una versione del neocorporativismo non meno imperfetta e incompiuta, così le è toccata una versione parziale e abborracciata tanto di neoliberalismo, quanto di democrazia postpartitica e maggioritaria. Per descrivere tale imperfezione è diventato consueto ricorrere al dilemma populismo/antipolitica, ravvisando in via esclusiva nella politica le ragioni dei suoi malanni. È una semplificazione fuorviante, perché tali ragioni sono ben più profonde. Il cosiddetto populismo è figlio della problematica transizione italiana, dal fordismo al postfordismo, dai mutamenti da essa suscitati nel tessuto della società italiana, così come dell’avventurosa transizione da una democrazia consensuale a una maggioritaria.
Parole chiave: Italia :: democrazia :: populismo :: antipolitica ::
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Il sistema educativo italiano fra deficit strutturali e riforme orientate al risparmio

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Welfare italiano: temi emergenti

I riferimenti ai risultati più importanti di studi nazionali e di indagini comparative internazionali sull’andamento e sugli esiti del sistema educativo italiano consentono all’autore di mettere in evidenza i limiti delle politiche sull’istruzione e sulla formazione realizzate o ideate nel corso degli ultimi anni. Tra questi spicca l’incapacità della politica di interpretare le riforme educative come un tema di interesse condiviso perché riferite a un «bene comune», di costruire intese sulle priorità e sugli obiettivi, di dare continuità agli interventi attraverso i cambi di governo.
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nel numero

Case difficili

Nella Sezione: nota del direttore

Nonostante la presenza di una vastissima quota di proprietari, la questione abitativa in Italia resta un nodo irrisolto sia sul piano delle politiche dell’offerta, sia sul piano della domanda di case o di qualità dell’abitare e del vivere. Le recenti questioni di cronaca riguardanti gli sfratti in importanti città e i provvedimenti annunciati dal governo (di cui si dà conto nella sezione documentazione) ne rappresentano una parziale testimonianza. Sui problemi delle relazioni fra disagio abitativo e sociale si soffermano, in particolare, alcuni dei contributi che compongono il fascicolo. Secondo Antonio Tosi il ritorno della questione abitativa nell’agenda politica in Italia non è privo d’incertezze: in larga misura i problemi derivano dalla sottovalutazione del ruolo che nella nuova questione abitativa viene esercitato dai processi di impoverimento e di precarizzazizzazione sociale.
Parole chiave: Italia :: case :: questione abitativa :: edilizia ::
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strumenti

Seminario Inca - La comunità italiana in Germania

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Pichler ripercorre la storia del fenomeno migratorio in Germania con un riferimento particolare alla comunità italiana.
Parole chiave: Italia :: Unione europea :: immigrazione :: Cgil :: Germania :: Inca ::
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Regionalizzazione e politiche socio-assistenziali

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia. Processi di regionalizzazione e settori di policy

L’articolo indaga l’emergere di nuovi «spazi di cittadinanza sociale» a livello sub-nazionale in Italia con riferimento alle politiche di assistenza sociale. In questo settore, infatti, i livelli meso hanno tradizionalmente rivestito un ruolo di primo piano che, a partire dall’istituzione delle Regioni a statuto ordinario, è stato progressivamente esteso fino all’attribuzione di competenza esclusiva in materia ad opera della recente riforma del titolo V della Costituzione. Dopo aver ricostruito l’evoluzione storica delle politiche di assistenza sociale in Italia, l’articolo offre un’analisi della differenziazione raggiunta a livello regionale, in termini sia di spesa che di offerta di servizi. Il saggio si conclude avanzando alcune riflessioni sugli scenari e le prospettive che si aprono oggi nel nostro paese per il settore dell’assistenza sociale, in particolare con riferimento al processo di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.
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Educare con quali risorse? Investimenti e spese

Nella Sezione: Modelli di welfare e logiche di finanziamento dell’educazione

In questo lavoro vengono presentate alcune riflessioni sulla spesa per istruzione ai vari livelli, sia in confronto con altri paesi che tra le diverse aree del paese. In questo secondo caso vengono riportate le principali evidenze emerse dalla ricostruzione della spesa pubblica in istruzione per aggregazione dei comportamenti dei diversi soggetti intervenenti (amministrazione centrale, regioni, province, comuni). Viene inoltre analizzato il divario territoriale per come emerge da diverse indagine campionarie condotte a diverse età (Iea, Seris, Pisa), e ipotizzato che la differenza nella dotazione di risorse possa contribuire a spiegare tale divario.
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Reti e dinamiche migratorie - Il ruolo degli attori informali

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

L’articolo prende le mosse dalla recente regolarizzazione per illustrare l’importanza delle reti etniche nei processi di richiamo e inserimento dei lavoratori immigrati. Sostiene la tesi secondo cui il rilievo delle reti migratorie è esaltato dalla reticenza delle politiche pubbliche di gestione dell’immigrazione e dalle tendenze del mercato del lavoro contemporaneo. Di qui derivano le forme di «specializzazione etnica», che non vanno però interpretate sempre e unicamente in negativo, giacché l’alternativa sarebbero con ogni probabilità forme più gravi di emarginazione dei lavoratori immigrati. Illustra infine i fenomeni di costruzione di reti e di identificazione etnica come esito di processi di strutturazione sociale, in cui dinamiche endogene delle popolazioni immigrate si incontrano con stereotipi e pregiudizi della società ricevente, con effetti di rafforzamento reciproco.
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Governance regionali: modelli e stime di performance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: L'Italia delle Regioni

Negli ultimi trent’anni l’Italia ha conosciuto un processo di decentramento dei poteri di regolazione e di gestione delle politiche sociali dal livello statale a quello sub-nazionale, spesso regionale. Partire dall’analisi del welfare regionale è utile per comprendere più in generale le modalità con cui si stanno trasformando i sistemi politici e socio-economici regionali. Sistemi di welfare pubblico più territorizzati e costruiti maggiormente attorno al livello di governo sub-nazionale pongono con più rilevanza però, in un paese quale l’Italia già fortemente caratterizzato in tal senso, il problema delle differenziazioni e delle disuguaglianze territoriali. L’articolo - avviando un percorso sperimentale di analisi - considera i livelli di «performance» dei sistemi di welfare regionale provando a identificare i fattori esplicativi e a valutare il ruolo di dimensioni quali l’orientamento politico, i modelli di governance, il livello di sviluppo economico e gli aspetti socio-culturali, come ad esempio il «capitale sociale».
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