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Rps 3/4 2016

È disponibile online il numero doppio 3-4/2016 di Rps. Il fascicolo dedica la sezione monografica al Tema delle disuguaglianze economiche oggi in Italia.

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lavoro

Politiche di attivazione delle nuove generazioni e incoraggiamento di scelte positive nel corso di vita

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: Riforma delle pensioni e del mercato del lavoro: effetti criticità questioni aperte

L’Italia è una delle economie avanzate con maggior squilibrio nel mercato del lavoro a svantaggio delle nuove generazioni. Quelle che servono non sono però politiche emergenziali per trovare un qualche lavoro ai giovani, ma una strategia per includere strutturalmente le capacità e le competenze delle nuove generazioni nel processo di sviluppo del paese. Le migliori esperienze europee mostrano che, oltre a rafforzare il ruolo in difesa, la sfida per la crescita si vince creando spazi e opportunità per i giovani in attacco.
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Struttura e strategie della famiglia immigrata

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti

Il saggio prende in esame il ruolo della famiglia nel processo e nelle strategie migratorie, evidenziando come sia proprio la famiglia a rappresentare una variabile di primaria importanza nella loro determinazione e nella comprensione del loro sviluppo, nel tempo, in Italia. L’analisi di questa istituzione e della sua dinamicità consente di comprendere i cambiamenti che essa contribuisce a introdurre sia nel paese di origine che nel paese di accoglienza. Emerge chiaramente come i flussi migratori giochino un ruolo forte nel processo di cambiamento che investe tanto la nostra società e le sue istituzioni, quanto le istituzioni del paese d’origine dei migranti, poiché questi agiscono da acceleratori dei processi di cambiamento. Oggetto del saggio sono, dunque, le famiglie della migrazione, oltre alle dinamiche intrafamiliari e sociali, al lavoro matrimoniale aggiuntivo che queste sono chiamate a svolgere. L’articolo si sofferma in particolare sulle diverse forme famiglia che la migrazione determina, in particolare le famiglie ricongiunte, le famiglie transnazionali, le famiglie miste.
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Segnalazioni

Asia a Milano - Famiglie, ambiente e lavori delle popolazioni asiatiche a Milano

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Originale già nel formato, più simile a quello di una pubblicazione di arte o architettura che allo stile classico di un rapporto di ricerca, il volume illustra un imponente studio condotto su cinque comunità asiatiche nella città di Milano. Nell'opera confluiscono tre «operazioni di ricerca», come le definisce, in modo assai eloquente, il curatore Daniele Cologna. E, sempre aiutandoci con sue parole, specifica «un'estesa analisi della letteratura di riferimento […], una meticolosa attività di rilievo del territorio […], una ricerca sul campo condotta con metolologie di indagine qualitativa». In estrema sintesi, una ricerca sul campo di due anni condotta dai ricercatori di Sinergia, promossa dall'Aim, Associazione interessi metropolitani e voluta dal Comune di Milano.
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strumenti

I sistemi di riconoscimento delle qualifiche in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo offre un contributo all’inquadramento del problema del riconoscimento delle qualifiche, acquisite dagli individui sia in percorsi strutturati di studio e formazione sia sul lavoro e in altri contesti di vita. A tal fine si analizza il ruolo di indirizzo e di analisi dell’Unione europea e si presentano alcuni dei sistemi nazionali che, in particolare negli ultimi anni, stanno cercando di affrontare questo problema. Il riconoscimento delle qualifiche, nella sua dimensione di comparazione europea, rappresenta infatti un imprescindibile elemento a sostegno della mobilità e dell’aumento dell’occupabilità dei lavoratori anche in previsione dell’allargamento dell’Unione.
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La disciplina dei licenziamenti per i nuovi assunti: impianto ed effetti di sistema del d.lgs. n. 23/2015

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA. Jobs Act: come cambia il mercato del lavoro

L’articolo analizza la disciplina dei licenziamenti introdotta, soltanto per i lavoratori nuovi assunti, dal decreto legislativo n. 23 del 2015, nell’ambito del cd. Jobs Act del Governo Renzi. Il saggio ricostruisce le linee di fondo del provvedimento e ne valuta l’impatto sulle relazioni di lavoro e sull’azione delle organizzazioni sindacali. Vengono anche evidenziati i possibili effetti critici del provvedimento, quali l’effetto sulle condizioni di concorrenza tra le imprese, soprattutto in alcuni settori economici, e sulla spinta delle imprese a sostituire il personale già in servizio con lavoratori più giovani e meno costosi. L’autore delinea infine i terreni sui quali la contrattazione collettiva potrebbe temperare gli aspetti socialmente ed economicamente negativi della nuova disciplina legale.
Parole chiave: diritto :: lavoro :: licenziamento :: concorrenza :: appalti ::
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Materiali

Italia - Orari e conciliabilità come componenti della qualità del lavoro

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo analizza la qualità del lavoro in Italia in relazione alla dimensione temporale, a partire dagli esiti di un’indagine Isfol sull’argomento. In particolare, facendo riferimento alla soddisfazione espressa dai lavoratori quale misura della qualità percepita del lavoro, vengono analizzate le caratteristiche dei tempi di lavoro (durata, regolarità, atipicità oraria, ecc.) in rapporto alla tipologia di impiego (temporanea vs. permanente, indipendente vs. dipendente) e ad altri aspetti dell’occupazione. Inoltre, si esamina il rapporto tra il tempo di lavoro e gli altri aspetti dell’esistenza (con i problemi e la percezione di conciliabilità collegati) in relazione alle diverse condizioni di vita e di utilizzo del tempo libero (nel rapporto con la famiglia, nell’impegno sociale, nelle attività ricreative e così via).
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Il protocollo su pensioni, lavoro e competitività: il ruolo della concertazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

Il Protocollo su pensioni, lavoro e competitività del 23 luglio 2007 si colloca certamente nel novero dei più rilevanti accordi tra governo e parti sociali degli ultimi anni, per ampiezza delle tematiche trattate e per l’ampio dibattito che ha suscitato nell’opinione pubblica. A conferire a tale accordo un’importanza particolare è anche l’ampia partecipazione dei lavoratori al referendum indetto sul testo, nonché l’alta percentuale di approvazione delle soluzioni in esso contenute. Per il metodo seguito e per le soluzioni adottate, esso può costituire lo spunto da una parte per analizzare come la concertazione si è evoluta e come si atteggia in un panorama politico sostanzialmente bipolare, e dall'altra per verificare lo stato di salute del nostro sistema di welfare, in un'epoca caratterizzata da sfide di importanza epocale, quali la globalizzazione e l'invecchiamento della popolazione. L'articolo ripercorre la struttura del protocollo, focalizzandosi rispettivamente sugli interventi relativi al sistema pensionistico, su quelli inerenti alla regolazione dei rapporti di lavoro e del mercato del lavoro e, infine, su quelli riguardanti la competitività del sistema.
Parole chiave: Italia :: pensioni :: lavoro :: competitività ::
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Italia. Analizzare Rosarno

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Essere immigrati: lavoro sindacato sfruttamento tutele

Questo saggio analizza gli avvenimenti di Rosarno nell’ottica di individuare motivi e radici delle problematiche alla base della rivolta dei lavoratori immigrati. Il nucleo fondamentale di tali questioni è costituito dal grave sfruttamento lavorativo e dal forte isolamento sociale in cui vivevano questi operai agricoli. Si rileva però che le loro condizioni di vita e di salario si presentavano del tutto simili a quelle dei lavoratori agricoli immigrati delle altre aree del Mezzogiorno. Per evitare che fatti simili si ripetano altrove, è bene che le istituzioni prendano in carico le condizioni dei lavoratori immigrati in agricoltura, soprattutto se stagionali.
Parole chiave: lavoro :: immigrazione :: sfruttamento :: rivolta ::
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Dopo il fordismo - Considerazioni sull'attivazione delle politiche sociali e del lavoro

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione II

Questo intervento non ha la pretesa di offrire quadri generali, ma vuole solo proporre qualche opinione su questioni e contraddizioni che a mio parere meritano qualche attenzione e che comunque intersecano la sezione del post-fordismo. È diffusa la condizione secondo la quale la denatalità sarebbe un grande guaio; io sono persuaso che la denatalità sia un indice di disagio, ma non credo che rappresenti necessariamente un grosso problema in sé e per sé. Paradossalmente ed estremizzando, si potrebbe anche affermare che se in Italia fossimo 50 milioni anziché 60 si starebbe più comodi. Come coprire allora i bisogni di manodopera? Si potrebbero far lavorare le donne molto di più di quanto non avvenga, si potrebbe lavorare più a lungo, e si potrebbero aprire di più le porte all'immigrazione.
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Esiste una via d’uscita dalla crisi? Competitività, occupazione e declino industriale in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: DIBATTITO. Europa e politiche industriali

L’articolo argomenta la necessità di una politica industriale in Europa a partire da un’analisi della competitività e delle dinamiche occupazionali nei diversi paesi membri dell’Unione. La prima parte è dedicata agli effetti della crisi sulla struttura occupazionale. Il processo di polarizzazione in corso tra le diverse categorie professionali viene descritto in modo dettagliato, evidenziando l’accelerazione subita dal medesimo processo a seguito della recessione. Nella seconda parte l’attenzione è posta sulla capacità competitiva delle industrie europee. Qui viene messa in luce la discrasia tra le evidenze empiriche raccolte e le proposte di politica economica della Commissione europea in materia di competitività. Quest’ultima si è concentrata prevalentemente sugli stimoli alla «competitività di prezzo», allo scopo di favorire le esportazioni sui mercati esteri. Tale impostazione, tuttavia, risulta essere poco convincente. La letteratura e i dati empirici presentati sembrano altresì suggerire la necessità di un sostegno alla «competitività tecnologica», intesa come qualità e livello tecnologico dei prodotti. In ultimo, si conclude presentando una proposta di politica industriale europea capace di favorire il cambiamento strutturale verso attività legate alla sostenibilità ambientale, alle applicazioni delle Ict e ai sistemi sanitari e di welfare.
Parole chiave: competitività :: lavoro :: politica industriale :: Europa ::
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